Il Museo archeologico nazionale Gianfilippo Carettoni è situato lungo l'ex ss. 149, che dal centro urbano conduce a Montecassino. L'edificio è stato costruito a ridosso delle mura dell'antica Casinum, centro di remota origineIl nome di Cassino è ricordato da Varrone nel De lingua latina (VII, 28-29): la radice «*cas» di Casinum sarebbe da ricollegare all'osco «cascum» che significa «antico». Lo stesso Varrone ricorda un personaggio delle Atellane, «un vecchio, che gli Osci chiamano casnar»: è probabile che il nome della città derivi anche da questo «casnar». e dell'area archeologica, in posizione sovrastante l'anfiteatro e presso la cosiddetta Porta Campana, venuta alla luce solo successivamente alla realizzazione del museo stesso.

Dal dicembre 2014, il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale del Lazio, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei. Nell'anno 2015 ha avuto 8756 visitatori.

Storia La prima pietra per la costruzione della struttura che accoglie il museo archeologico è stata posta il 15 marzo del 1966 in occasione del ventiduesimo anniversario della distruzione di Cassino avvenuta durante la seconda guerra mondiale.I lavori di edificazione subirono notevoli ritardi e furono ultimati solo verso la fine degli anni settanta, l'inaugurazione del museo è avvenuta nel 1979.Il 2003 è un anno importante: il 12 dicembre il museo viene intitolato a Gianfilippo Carettoni, archeologo al quale si devono importanti e fondamentali studi su Casinum, oltre a quelli realizzati alla fine del '700 da Don Flavio Della Marra e all'inizio del '900 da Luigi Pigorini.Gianfilippo Carettoni ha legato il suo nome alla riscoperta e valorizzazione del teatro romano di Cassino: gli scavi da lui effettuati e gli studi pubblicati ne fanno un benemerito per la città laziale.

Struttura del museo Il museo si sviluppa su una superficie di 500 m² organizzata in tre sale e un lapidarium al piano inferiore. Già nel giardino è esposta una raccolta di frammenti architettonici, per lo più pertinenti a sepolcri e di epigrafi.

Ingresso All'entrata osserviamo materiali lapidei e reperti di epoca preistorica e risalenti alla protostoria.Per i primi abbiamo un'ara in calcare con epigrafe dedicatoria proveniente e un fusto liscio di colonna in marmo policromo dal teatro di Cassino ascrivibile all'età augustea.

Vetrina a banco Mostra vasetti miniaturistici con datazione che va dal IX al VII secolo a. C., rinvenuti ad Aquino, a Villa S. Lucia-S. Scolastica e a Pietra Panetta.Da Cassino, presso la Località Folcara, proviene un frammento di molare d'elefante, databile al paleolitico.

Prima sala (ottagona)

La sala contiene materiale risalente alla preistoria e alla protostoria, oltre ai reperti di epoca romana provenienti dalla necropoli di Campo di Porro, e la statua dell'eroe, anch'essa di epoca romana.Ai due lati dell'entrata troviamo una colonnina marmorea scanalata e un fusto di colonnina in marmo bigio.

Prima vetrina Presenta i rinvenimenti provenienti dalla necropoli di Campo di Porro. La necropoli è stata individuata in località Campo di Porro, a pochi chilometri dalle mura di Casinum. L'area sepolcrale è di età romana, collocabile dal I al II secolo a. C.Primo Ripiano: bronzo (monete; un ardiglione; chiodi; una pinzetta; un anello; aghi; una campanella, forse pendaglio; una lastrina); ferro (un coltello; chiodi; diversi elementi e strumenti); ceramica (un frammento; balsamari; una fuseruola); argento (una moneta); osso (uno spillone); vetro (balsamari); una gemma incisa con il volto di Ercole; una castone di anello; brocchette in impasto.Secondo Ripiano: un'anfora frammentaria; diverse olle in impasto; coperchi di olla; una ciotola in terra sigillata italica; una coppa.Terzo Ripiano: sono esposti due scheletri di fanciullo rinvenuti nella tomba 9, entrambi collocabili al II-III secolo d. C.

Seconda vetrina Contiene i rinvenimenti dal sepolcreto di Casinum: necropoli volsca dell'età del ferro che sarà poi utilizzata anche dai romani, individuata da Gianfilippo Carettoni in una zona relativamente pianeggiante situata a ridosso dell'area archeologica. Sono state recuperate sedici sepolture di cui cinque sono femminili, sette maschili, una di infante, le altre non sono definibili per la scarsezza del materiale. I resti dei corredi funerari rinvenuti permettono di datare il sepolcreto a un periodo compreso tra la fine dell'VIII e il VI secolo a. C. La vetrina contiene poi rinvenimenti da luoghi vicini a Cassino: Villa S. Lucia-S. Scolastica, S. Vittore del Lazio-Colle Radicosa, Aquino, S. Biagio Saracinisco-Ominimorti. Tali resti appartengono alle età della preistoria e della protostoria.Primo Ripiano: espone i corredi funerari delle tombe 1-2-3-4-5, sono fibule in bronzo; vaghi (perle) a forma di goccia in ambra; una borchietta (ornamento di velo o abito) in bronzo; lame di ferro; armille in bronzo; anelli in bronzo; un raschiatoio in selce; resti di vaso in impasto. È presentata anche un'anfora in impasto con decorazione incisa, proveniente da Villa S. Lucia-S. Scolastica.Secondo Ripiano: contiene i corredi delle tombe 6 e 7 del sepolcreto di Casinum. Abbiamo: bronzo (fibule; armille; elementi di cintura; pendagli a bulla circolare; pendagli ad ancora; una catenella di anellini concatenati tra loro; una punta di lancia e un anellino); pendagli a bulla romboidale in ferro; vaghi di collana in pasta vitrea e vaghi di collana in ambra; una lama frammentaria di un coltello; una tazza carenata.Terzo Ripiano: contiene reperti rinvenuti a S. Vittore del Lazio-Colle Radicosa (materiale d'abitato dell'età del ferro, IX-VIII secolo a. C.); Aquino (industria litica, Paleolitico Superiore); Villa S. Lucia-S. Scolastica (frammenti di bacile bronzeo, VII secolo a. C.; lama di ossidiana, età neolitica; materiale d'abitato dell'età del ferro, IX-VIII secolo a. C.; industria litica, Paleolitico Superiore e Paleolitico Medio); S. Biagio Saracinisco-Ominimorti (materiale d'abitato dell'età del ferro, IX-VIII secolo a. C.).

Vetrina a banco Esibisce il calco del Lapis Satricanus. Osserviamo, poi, la cosiddetta Arma Samnitium, che appartiene al corredo dei metalli, recuperata a S. Biagio Saracinisco. Si tratta di una spada con fodero saldati insieme ad elementi di giavellotto di datazione ascrivibile al IV-III secolo a. C.

Terza vetrina Presenta i resti rinvenuti presso il sepolcreto di Casinum.Primo Ripiano: espone i resti dei corredi delle tombe 8-9-10-11, con fibule; fermatrecce; una brocchetta; elementi in bronzo; tazze con impasto bruno; una scodella; pendagli d'ambra; vaghi di pasta vitrea; una catenella; un'olla in impasto rossastro; frammenti di vaso in impasto.Secondo Ripiano: contiene i reperti dai corredi delle tombe 12-13-14-16 con fibule in bronzo; un elemento bronzeo, forse pendaglio; resti di scheletro; una lama di coltello in ferro; una scodella monoansata; un anello e due spirali in bronzo; un elemento di fibbia di cinturone; un'ascia in ferro; un'anforetta in impasto bruno scuro; frammenti di tazza; un piccolo pendaglio in osso.Terzo Ripiano: contiene i resti del corredo della tomba 15, con schegge di selci; un'ascia in ferro; una corta spada in ferro; piccoli anelli; un pendaglio in bronzo; fibule.

Quarta vetrina

Primo Ripiano: espone il materiale proveniente da S. Biagio Saracinisco-Ominimorti, risalente ad un periodo di V-IV secolo a. C., con metalli (un cinturone sannita in bronzo; punte a giavellotto in ferro); reperti ceramici; una scodella; una coppa con piede. Osserviamo poi un rinvenimento proveniente dalla stipe votiva di Mèfete di Aquinum, tale stipe è una delle tante dedicata a questa divinità italica, legata alla presenza di acque terapeutiche, diffuse nell'Italia centro-meridionale. L'oggetto in questione è un frammento del labbro di un vaso di marmo con iscrizione destrorsa in lingua osca a Iunoni Puplunai, Giunone Pupluma, databile al III secolo a. C.Secondo Ripiano: espone materiale proveniente dalla necropoli volsca di Satricum, con olle; un kantharos; anforette; scodelle a vernice nera; coppette; brocchette; un kylik a vernice nera; un pelike a vernice nera; una tazza a vernice nera.Terzo Ripiano: mostra materiale sporadico dal sepolcreto di Casinum, con vasi e frammenti di vasi; diverso materiale bronzeo (una fibula, una punta di lancia, anelli, frammenti); schegge silicee; un'anforetta.

Statua dell'eroe

La statua è stata rinvenuta da Gianfilippo Carettoni durante gli scavi del teatro nel 1936, all'interno del pozzo grande della scena. Nel 1938 l'eccezionale reperto venne portato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nel 2002 il calco dell'eroe è stato esposto presso questo Museo Archeologico di Cassino e solo nell'aprile 2013 l'originale è rientrato a Cassino, in occasione dei Campionati Nazionali Universitari.La statua è databile alla fine della Repubblica romana, alla seconda metà del I secolo a.C.È in marmo pentelico, al momento dello scavo solo il torso era in ottimo stato, mentre gli altri frammenti furono trovati ad una certa distanza da esso sparsi all'interno e all'esterno della scena.Dopo la ricomposizione l'immagine rappresenta un uomo in nudità eroica in atteggiamento di riposo e distacco dall'impresa appena compiuta. L'atteggiamento è quello di un uomo nel pieno della sua virilità, dai tratti energici e risoluti evidenziati dalle profonde rughe, dagli occhi incassati nelle orbite e dalla bocca dal taglio fermo. La tipologia del volto, dalla fisionomia fortemente personalizzata, è ottenuta con un modellato che si distingue da quello del corpo, più morbido e sfumato, per i tratti decisi della caratterizzazione di ogni particolare della testa. L'intenzione di creare un ritratto personalizzato su di un corpo atletico di derivazione greca riporta al gusto neoattico tipico della fine della Repubblica romana, periodo in cui numerosi esempi attestano il ricorso a modelli derivati dalle opere degli artisti greci. Probabilmente, nel caso dell'eroe, si tratta di un membro della famiglia della gens Ummidia che annovera importanti personaggi quali Gaio Ummidio Durmio Quadrato e sua figlia Ummidia Quadratilla.

Seconda sala Sono esposti i materiali architettonici, scultorei e ceramici provenienti dall'area archeologica di Cassino, in più i reperti dalla necropoli di Casinum e dalla necropoli di Aquinum.

Materiali disposti in sala (da sinistra) Capitelli ionici: due capitelli a quattro facce in stucco bianco, rinvenuti presso il mausoleo di Ummidia Quadratilla e databili alla seconda metà del II secolo a. C. Una lastra di rivestimento in calcare con decorazioni a girali: proveniente dalla necropoli di Casinum, è databile alla seconda metà del I secolo a. C. Due are funerarie in calcare. Tre frammenti di cornici curvilinee: provengono dal teatro di Casinum, sono in marmo lunense ed hanno modanature decorate con anthemion, astragalo, motivo a squame, dentelli, kyma lesbio, databili all'età augustea.

Materiali disposti sul tavolo centrale Un frammento di fusto di colonna, proveniente dal teatro di Casinum, è in marmo pavonazzetto e databile all'età augustea. Una testa marmorea di Atena: di provenienza ignota, e databile al periodo che va dal I secolo a. C. al II secolo d. C. Un frammento di cornice curvilinea, proviene dal teatro di Casinum, è in marmo lunense con modanature decorate, ed è databile all'età augustea. Tre capitelli provenienti da Cassino, databili all'età imperiale: il primo è stato rilavorato e reimpiegato come base di elemento angolare per la chiesa Madre di Cassino.

Letto funerario dalla necropoli di Aquinum