Ankheperura Meri-NeferkheperuraFranco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003. p.266. ISBN 88-452-5531-X. (anche -Meri-Uaenra e -Meri-Aton Neferneferuaton) è il nome con cui varie antiche fonti egizie si riferiscono a una sovrana, non identificata, della XVIII dinastia: probabilmente alla regina Nefertiti, Grande sposa reale del faraone Akhenaton (1351 a.C. - 1334/3 a.C.Jürgen von Beckerath, Chronologie des Pharaonischen Ägypten, Magonza, Philipp von Zabern, 1997, p. 190, ISBN 3-8053-2310-7.), o alla loro primogenita Merytaton. Le evidenze archeologiche indicano che una donna regnò come faraone nei momenti finali della XVIII dinastia, durante l'epilogo dell'eresia amarniana. Il suo sesso è confermato da alcune forme femminili correlate al suo cartiglio, e soprattutto dall'epiteto Akhet-en-hyes ("Utile al Suo Sposo") incorporato in una versione del suo secondo cartiglioBill Manley (a cura di), The Seventy Great Mysteries of Ancient Egypt, Thames & Hudson, Londra 2001. ISBN 0-500-05123-2. p.130..

Non deve essere confusa col faraone Smenkhara, che fra i suoi nomi annoverava Ankheperura (per intero: Ankheperura Smenkhara-Djeser-Kheperu), ma privato di ogni epiteto, né con Neferneferuaton Tasherit.

Cronologia generale Nel corso di un simposio del 2011 su Horemheb, al Metropolitan Museum of Art, la cronologia generale della tarda XVIII dinastia è stata così illustrata: ReAnni di regno (appross.)Akhenaton17 anniAnkheperura Neferneferuaton2+ anniAnkheperura Smenkhara1 annoTutankhaton/Tutankhamon10 anniAy3 anniHoremheb14 anni Non esiste un consenso generale sull'ordine di successione di Neferneferuaton e Smenkhara. A causa della grave scarsità di prove che permettano di fissare le date dei loro regni con certezza, l'ordine di successione dipende dall'interpretazione soggettiva delle evidenze archeologiche conservatesi. Gli studi più antichi, basati su una tradizione nata intorno al 1845, ponevano Smenkhara immediatamente dopo Akhenaton; altri tendevano a fondere Neferneferuaton e Smenkhara in un unico individuo. Il periodo che intercorre tra il 13º anno di regno di Akhenaton e l'incoronazione di Tutankhamon sono estremamente oscuri. I regni di Smenkhara e Neferneferuaton furono molto brevi e lasciarono poche tracce, in monumenti e iscrizioni, a chiarire gli eventi politici di quegli anni. Inoltre, Neferneferuaton aveva lo stesso prenomen, o nome regale, di Smekhara - mentre il suo nome di nascita era il medesimo della regina Nefertiti. Ciò rese molto ardue le ricostruzioni biografiche di questi personaggi. Gli stessi egizi cercarono di cancellare le tracce dell'esistenza dei faraoni devoti ad Aton. Il suo successore negò a Neferneferuaton una sepoltura regale e successivamente, durante il regno di Horemheb, l'intero periodo di Amarna cominciò a essere anatemizzato e i sovrani da Akhenaton ad Ay furono cancellati dalla storia: i loro anni di regno furono assegnati a Horemheb, che così sembrò aver regnato per svariati decenni. Come conseguenza di ciò, per ricostruire le vicende di questi personaggi è spesso necessario ricostruire iscrizioni raschiate e coperte da altre iscrizioni.

A causa di evidenze archeologiche così oscure ed equivoche, il nome, il sesso, le parentele, l'identità e la stessa esistenza di Neferneferuaton sono stati oggetto di dibattito fra gli egittologi. L'assenza di un nome unico è una continua fonte di incertezza nei libri e nelle pubblicazioni anteriori ai primi anni '80: un oggetto caratterizzato dal nome di Smenkhara, di fatto, tende a recare il cartiglio con il nome Ankheperura, il che rende dubbia l'appartenenza dell'oggetto tra Ankheperura Neferneferuaton e, appunto, Ankhkheperura Smenkhara.

Manetone Manetone fu un sacerdote del III secolo a.C., cioè dell'epoca tolemaica. La sua opera storiografica sull'antico Egitto, Aegyptiaka, suddivise la storia egizia in dinastie, le quali sono ancora alla base degli studi sull'Egitto. Questa opera è andata perduta ed è conosciuta solo tramite frammenti citati da commentatori o epitomatori. D'altronde, dopo la damnatio memoriae di Akhenaton e dei suoi successori, Manetone resta l'unica fonte antica relativamente esplicita. LEpitome di Manetone, un antico riassunto della sua opera, descrive la tarda XVIII dinastia iniziando con "Amenofi per 30 anni e 10 mesi", che coincide con Amenofi IIIW. G. Waddell (a cura di), MANETHO, The Loeb Classical Library; 1940. pp.102-3. Segue "suo figlio Orus per 36 anni e 5 mesi", frequentemente interpretato come una corruzione del nome di Horemheb, con l'intero arco temporale di Amarna attribuito a lui solo (ma altri identificano questo Orus con Akhenaton). Poi viene "sua figlia Achencheres per 12 anni e 1 mese, poi suo fratello Rathotis per 9 anni". Secondo l'egittologo Marc Gabolde, Achencheres sarebbe Neferneferuaton, con un mero errore di trascrizione che avrebbe portato 2 anni e 1 mese a essere registrati come 12 anni e 1 meseGabolde, Marc. D’Akhenaton à Tout-ânkhamon, 1998. pp.145-85. (altri identificano Achencheres con Akhenaton: di fatto, somiglia sia al nome Akhenaton che al nome Ankheperura). Molti concordano che Rathotis sia Tutankhamon. Rathotis è seguito da "suo figlio Achencheres per 12 anni e 5 mesi, poi suo figlio Achencheres II per 12 anni e 3 mesi" che sono totalmente inspiegabili e dimostrano i limiti dell'opera di Manetone.

Quindi Ankheperura Neferneferuaton sarebbe la Achencheres in questione, che diventa Acherres per Sesto Africano e Achencherses per Eusebio di Cesarea, sempre con 12 anni, del tutto inverosimili e inattendibili, di regno. Il fatto che Manetone, pur soggetto a frequenti errori cronologici e di durate dei regni, la definisca "sua figlia" (di Oros, che è da leggersi come Akhenaton) sembra avvalorare l'identificazione di Neferneferuaton con Merytaton.

Evidenze archeologiche

Ankheperura Smenkhara

Vari oggetti si sono rivelati fondamentali per la lenta scoperta dell'esistenza, del sesso e dell'identità di Neferneferuaton, e continuano a essere alla base delle teorie su di lei. Il nome di re Ankheperura Smenkhara-Djeser-Kheperu è noto fin dal 1845, quando fu osservato sulle pareti della tomba del funzionario Merira II, maggiordomo di Nefertiti. Questo faraone e Merytaton, la quale reca il titolo di Grande sposa reale, compaiono nell'atto di premiare il proprietario della tomba per i suoi servigi. I nomi del re sono ormai caduti dalla parete, ma furono copiati da Lepsius nel 1850de Garies Davies, N. 1905. The Rock Tombs of El Amarna, Part II: The Tombs of Panehesy and Meryra II. Archaeological Survey of Egypt. F. L. Griffith. London: Egypt Exploration Fund.. Un vasetto sferico rinvenuto nella Tomba di Tutankhamon reca entrambi i doppi cartigli sia di Akhenaton che di Smenkhara. È l'unico oggetto recante, uno accanto all'altro, i nomi dei due faraoniAllen, James P., "The Amarna Succession", in "Causing His Name to Live: Studies in Egyptian Epigraphy and History in Memory of William J. Murnane", p.2..

Questi due indizi sono stati interpretati, in passato, come dimostrazione che i due furono coreggenti. La scena della tomba di Merira II non è però datata e Akhenaton non vi è raffigurato né menzionato nelle iscrizioni. Non è noto con certezza quando morì il proprietario della sepoltura o se abbia vissuto abbastanza per servire un altro re. Anche il vasetto sembrerebbe suggerire una condivisione del potere fra Akhenaton e Smenkhara, ma potrebbe anche trattarsi del caso di un faraone che intende ricollegarsi a un predecessore; la semplice adiacenza dei quattro nomi di due re su un reperto non è esplicitamente indicativa di una coreggenza. Come molti altri oggetti del periodo, questi indizi sono suggestivi ma non definitiviMurnane, W.; (1977) Ancient Egyptian Coregencies, pp.213–15.. Incontrovertibili immagini di Smenkhara sono molto rare. Al di fuori della tomba di Merira II, l'immagine di una coppia reale amarniana in un giardino, su un frammento di calcare conservato a Berlino, è spesso attribuita a lui. Questo reperto non reca alcuna iscrizione ma, siccome i due personaggi non somigliano a Tutankhamon e alla sua regina Ankhesenamon, sono stati generalmente identificati con Smenkhara e la sua regina Merytaton; nemmeno Akhenaton e Nefertiti sono esclusi. Una singola etichetta di una giara di vino con la dicitura "Anno 1, vino della casa di Smenkhara" indica che ebbe probabilmente un regno molto breve (altrimenti se ne sarebbero rinvenute altre, con indicazioni temporali più alte)Pendlebury, J. D. S. ; The City of Akhenaten (1951), Part III, p.164.. In aggiunta, un'altra etichetta è datata al 1º anno, dalla "Casa del defunto Smenkhara" fu utilizzata per collocare la morte di Smenkhara durante il raccolto del 1º anno del suo regno; più recentemente, è stata proposta l'interpretazione che il suo possedimento avrebbe continuato a produrre vino all'inizio del regno del suo successore. Esistono alcuni anelli con buona parte del nome di SmenkharaPetrie, W M Flinders (1894). Tell el Amarna. pp. pl. XV. 103–104., ad esempio il reperto UC23800 del Petrie Museum di Londra. L'anello reca chiaramente i geroglifici del nome "...Djeser-Kheperu" preceduti da un geroglifico ("...ka") del nome Smenkhara. Un blocco di pietra con i nomi quasi completi di Smenkhara e della Grande sposa reale Merytaton è stato registrato e copiato, ma oggi è andato perduto.

Ankheperura Neferneferuaton Un certo numero di reperti provenienti dalla Tomba di Tutankhamon (KV62) fu originariamente creato per Neferneferuaton. Fra di essi, un magnifico pettorale d'oro raffigurante la dea Nut, classificato con la sigla Carter 261p(1). Altri elementi con tracce di Neferneferuaton sono il sarcofago di pietra, alcune bende della mummia, statuette regali, vasi canopi, cofanetti, tappi di vasi, vari bracciali e alcuni ushabti. Si ritiene, in base a parti di testo non modificabili a seconda del cambiamento del sesso del soggetto, che alcuni reperti siano stati fabbricati per una donna. L'archeologo Nicholas Reeves ha ipotizzato, nel 2001, che la celebre maschera d'oro di Tutankhamon potrebbe essere stata creata per la regina Neferneferuaton, siccome il suo nome regale, Ankheperura, in parte modificato, è stato individuato in un cartiglio sulla maschera stessaReeves, Nicholas. "Tutankhamun's Mask Reconsidered". In A. Oppenheim and O. Goelet. The Art and Culture of Ancient Egypt. Studies in Honor of Dorothea Arnold (2014). p.511.. Mentre le immagini di Smenkhara sono molto rare, eventuali immagini della regina Neferneferuaton sono del tutto sconosciute. Una scatola di particolare interesse (Carter 001k), sempre dalla Tomba di Tutankhamon, reca la seguente iscrizione:

L'iscrizione più conclusiva sull'esistenza di Neferneferuaton è una lunga iscrizione in caratteri ieratici incisa nella tomba di Pairi (TT139):

L'osservazione dell'egittologo Nicholas Reeves sull'iscrizione di Pauah nella tomba di Pairi è la seguente:

Faraone donna Per qualche tempo, l'interpretazione più accettata di questi indizi archeologici fu che il giovane Smenkhara governò accanto ad Akhenaton come coreggente a partire, all'incirca, dal 15º anno di regno di quest'ultimo; il nome regale di Smenkhara sarebbe stato Ankheperura (Viventi sono le manifestazioni di Ra). A un certo punto, forse all'inizio del suo regno da solo, alla morte di Akhenaton, avrebbe mutato il proprio nome in Ankheperura Neferneferuaton. Secondo una interpretazione alternativa, re Neferneferuaton sarebbe stato la stessa Nefertiti (una versione, ritenuta piuttosto fantasiosaCimmino, Franco, Akhenaton e Nefertiti. Storia dell'eresia amarniana, Rusconi, Milano, 1995. p.345. ISBN 88-18-70117-7., di questa teoria vuole che si trattasse di Nefertiti camuffata da uomo, con il nome maschile Smenkhara, per regnare come legittimo successore e portare avanti a tutti i costi la rivoluzione religiosaJ. R. Harris, Neferneferuaten, "Göttinger Miszellen" 4 (1973), 7-15.).