Zanzibar (AFI: )) è una regione semi-autonomahttps://www.internazionale.it/notizie/2015/10/28/annullate-le-elezioni-nello-zanzibar-in-tanzania Talvolta informalmente indicata come "stato"; per maggiori dettagli vedi la sezione Politica. della Tanzania, geograficamente corrispondente all'arcipelago omonimo, composto da due isole principali, Unguja e Pemba, e numerose isole minori. Zanzibar e la parte continentale della Tanzania (allora chiamata Tanganica) si unirono solo nel 1964, poco tempo dopo la rivoluzione di Zanzibar. In precedenza, Zanzibar era un soggetto politico distinto: prima un sultanato, poi un protettorato britannico e infine, brevemente, una monarchia costituzionale.
Il nome Zanzibar (زنگبار) deriva molto probabilmente dal persiano zanj, con cui i persiani indicavano gli africani: zang-i bar significherebbe "Terra dei neri". Viene talvolta proposta un'altra etimologia, dall'arabo zanjabīl, che significa "zenzero", una delle spezie commerciate dallo Zanzibar, ma si tratta probabilmente di una paraetimologia fondata sulla sola base dell'assonanza.
Zanzibar, a causa dell'influenza congiunta araba, persiana e bantu, e dell'attività commerciale che lo ha legato al mondo islamico e persino all'India e alla Cina, è uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili, la cui lingua fu a lungo predominante negli scambi commerciali fra Asia e Africa, e che tuttora svolge il ruolo di lingua franca in gran parte dell'Africa orientale.
Il centro storico della capitale di Zanzibar, Stone Town, ricco di testimonianze architettoniche e storiche, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità UNESCO. Zanzibar fu anche il mercato principale del commercio di schiavi dell'Africa orientale, nonché di quello delle spezie e ancora oggi una parte significativa della sua economia si basa sulla produzione di chiodi di garofano, noce moscata, cannella, pepe e zenzero. Negli ultimi decenni il settore turistico, che sfrutta il patrimonio naturale, paesaggistico e culturale dell'isola, ha conosciuto un continuo e rapido sviluppo.
Geografia
thumb|La foresta di mangrovie di Jozani, Unguja Il territorio di Zanzibar è un arcipelago situato nell'Oceano Indiano, di fronte alla costa orientale della Tanzania, pochi gradi a sud dell'equatore. È costituito da due isole principali, Unguja (o semplicemente "Isola di Zanzibar") a sud, e Pemba a nord, e da oltre quaranta isole minori, tutte considerevolmente più piccole, alcune delle quali disabitate.
La distanza minima fra l'arcipelago e la costa continentale è di circa e si ha nel Canale di Zanzibar, lo stretto che separa Unguja dall'entroterra. Più ampio è invece il braccio di mare che separa Pemba dalla costa (Canale di Pemba). La distanza fra Unguja e Pemba è di circa . Le isole minori dell'arcipelago (la più grande delle quali è Tumbatu), sono distribuite intorno ad entrambe le isole principali.
Le isole dell'arcipelago sono generalmente collinose, senza grandi rilievi; un tempo coperte da foresta pluviale, nel corso dei secoli sono state quasi completamente disboscate per creare terreno agricolo. Tratti di foresta originaria di dimensioni significative si trovano solo nelle tre aree naturali protette principali: la foresta di Jozani a Unguja e le foreste di Ngezi e Msitu Mkuu a Pemba.
Data la posizione quasi equatoriale, il clima dell'arcipelago è nettamente tropicale, con temperature elevate tutto l'anno e due stagioni delle piogge, rispettivamente fra marzo e giugno (la maggiore) e fra ottobre e dicembre-gennaio (la minore).
Storia
thumb|Kilwa, una delle più importanti città-stato arabe del periodo shirazi, in una illustrazione del 1572 (Civitates orbis terrarum vol. I, di Georg Braun e Franz Hogenberg) L'arcipelago, e soprattutto l'isola di Unguja, fu abitato dai primi secoli dell'era volgare da popolazioni bantu provenienti dalla costa dell'Africa orientale. Intorno alla metà del I millennio queste popolazioni erano organizzate in comunità agricole e, come le loro controparti sul continente, conoscevano la lavorazione del ferro; la loro organizzazione sociale restò però al livello di villaggi e di clan, e non diedero mai origine a unità politiche più strutturate.
Intorno alla fine del I millennio tutta l'Africa orientale fu teatro di una rapida espansione commerciale araba e persiana. Le coste degli odierni Tanzania e Kenya, e la stessa Zanzibar, divennero terminali di una vasta rete commerciale le cui rotte giungevano, attraverso l'Oceano Indiano, fino all'India e alla Cina. Nel cosiddetto periodo shirazi (dalla regione persiana di Shiraz), persiani e arabi iniziarono a creare insediamenti stabili nella zona, che gradualmente assunsero le connotazioni di città-stato. Contemporaneamente, i colonizzatori si mischiarono con le popolazioni native bantu, dando origine alla cultura swahili, in cui si fondono tratti africani, mediorientali, persiani e di altre provenienze asiatiche. La lingua swahili mostra chiaramente questa origine, essendo caratterizzata da una struttura grammaticale marcatamente bantu e da un vocabolario ricco di termini di derivazione araba.
Alla fine del XV secolo, l'arrivo dei Portoghesi (che avevano doppiato il Capo di Buona Speranza riuscendo, primi fra gli europei, ad approdare in Africa orientale) inserì la civiltà swahili in una nuova rete mercantile: i Portoghesi, forti di una netta superiorità tecnologica, occuparono le città costiere dell'Africa orientale, trasformandole in punti d'appoggio della Rotta delle spezie, con l'intento di subentrare ad arabi e persiani nel controllo degli scambi commerciali fra l'Africa e l'Asia.Glenn Ames, L'età delle scoperte geografiche, Il Mulino 2011. Per effetto dell'azione portoghese, il sistema commerciale che gli arabi avevano costruito collassòBasil Davidson, La riscoperta dell'Africa, Feltrinelli 1963 e l'area swahili si sottrasse progressivamente all'influenza araba.Felipe Fernández-Armesto 1492, Bruno Mondadori, 2011
thumb|Il forte arabo di Stone Town fu costruito dagli omaniti e servì a controllare la città Alla fine del XVII secolo, il sultanato di Oman iniziò a espandersi in Africa orientale, sostituendosi gradualmente ai portoghesi. Zanzibar divenne parte del sultanato nel 1698 e sotto il dominio omanita tornò ad acquistare un importante ruolo commerciale, in particolare relativamente al traffico di avorio, spezie e soprattutto di schiavi. I più ricchi e potenti mercanti di schiavi zanzibari, come Tippu Tip, disponevano di veri e propri eserciti e controllavano militarmente buona parte dell'entroterra, sino alla regione dei Grandi laghi. L'importanza dell'isola divenne tale che nel 1840 la capitale del sultanato fu spostata da Mascate all'odierna Stone Town. Nel 1861, in seguito a una lotta di successione interna alla dinastia regnante, Zanzibar e Oman si divisero, il che portò alla nascita del sultanato di Zanzibar.
Mentre il sultanato prosperava grazie alle piantagioni di chiodi di garofono e alla tratta degli schiavi,John Reader, Africa. Biografia di un continente, Mondadori 2001 il Regno Unito e la Germania iniziarono a intensificare la propria presenza nell'area e la stessa Zanzibar fu oggetto di contesa. Il trattato di Heligoland-Zanzibar, sancito nel 1890 fra le due potenze, assegnò agli inglesi il controllo di Zanzibar, che divenne un protettorato britannico. Il sultano di Zanzibar rimase formalmente a capo del protettorato, ma era di fatto sottoposto ai visir (consiglieri) britannici (in seguito chiamati "residenti"). Gli inglesi (che avevano condotto in tutta l'Africa una imponente campagna contro la tratta) imposero al sultano l'abolizione della schiavitù. Un tentativo della dinastia omanita di imporre un sultano non gradito agli inglesi sfociò nella guerra anglo-zanzibariana del 1896, un conflitto ritenuto la più breve guerra della storia: si concluse con la resa del pretendente al trono dopo 45 minuti di bombardamento navale di Zanzibar da parte della marina inglese.
thumb|Il presidente Amani Abeid Karume alla cerimonia del quarantesimo anniversario della rivoluzione, nel 2004 Zanzibar rimase sotto il controllo britannico fino al 1963, anno in cui, sotto la spinta del processo di decolonizzazione dell'Africa, il Regno Unito concesse l'indipendenza al sultanato, che divenne per breve tempo una monarchia costituzionale. Il 12 gennaio dell'anno successivo, la rivoluzione di Zanzibar (un altro conflitto breve, conclusosi nel giro di nove ore)Nine Hour Revolution, presso Zanzibar History pose fine al sultanato e istituì una repubblica di stampo socialista, denominata Repubblica Popolare di Zanzibar e governata dal Partito Afro-Shirazi (Afro-Shirazi Party, ASP). Nello stesso anno, il 26 aprile, l'ASP e il partito di governo del Tanganica (la parte continentale dell'odierna Tanzania), l'Unione Nazionale Africana del Tanganica (Tanganyika African National Union, TANU) fondato da Julius Nyerere, decisero di unire Zanzibar e Tanganica in una nazione unica, che il 29 ottobre prese l'odierno nome di Repubblica Unita della Tanzania. Zanzibar rimase in ogni caso, per molti versi, una realtà distinta dalla Tanzania continentale, sia per la cultura più marcatamente araba, sia perché l'arcipelago (e soprattutto l'isola di Unguja) rimane fra le aree più sviluppate e relativamente ricche del paesePer esempio, la televisione a colori apparve a Zanzibar nel 1973, circa vent'anni prima che nel resto del paese.
Negli anni successivi, il rapporto fra il governo centrale della Tanzania e Zanzibar si rivelò a tratti difficile, anche in seguito al permanere nell'arcipelago di consistenti spinte indipendentiste. Anche internamente all'arcipelago, in particolare fra le due isole principali di Unguja e Pemba, si verificarono numerosi attriti, occasionalmente sfociati in scontri violenti.
Politica La costituzione della Tanzania cita testualmente Zanzibar come una parte (a part) della Tanzania. È oggetto di dibattito, sia nella politica interna della Tanzania che da un punto di vista di diritto internazionale, se a Zanzibar si possa applicare la definizione di "stato" e di sovranità nazionale, e se quindi la Tanzania sia da considerarsi uno Stato federato, come la denominazione di "Repubblica Unita" potrebbe fare intendere. La posizione ratificata dalla corte costituzionale e confermata dal presidente della Tanzania Jakaya Kikwete in almeno un discorso ufficiale del 2008, è che Zanzibar si debba considerare "uno stato a livello interno, un semi-stato a livello internazionale".
Nel sistema politico della Tanzania, Zanzibar ha un'autonomia amministrativa, con un governo proprio (formalmente chiamato Governo Rivoluzionario di Zanzibar, Revolutionary Government of Zanzibar), un proprio parlamento con mandato quinquennale (suddiviso in due camere, il Consiglio Rivoluzionario di Zanzibar, Revolutionary Council of Zanzibar, e la Casa dei Rappresentanti di Zanzibar, House of Representatives of Zanzibar), un proprio presidente e anche una propria costituzione. Le elezioni per questi organi politici sono a suffragio universale (limitatamente alla popolazione di Zanzibar). Il potere decisionale del governo di Zanzibar è comunque limitato dalla costituzione della Repubblica Unita alle "questioni interne a Zanzibar".
Il partito di governo, che ha vinto sistematicamente tutte le elezioni dalla nascita della Repubblica Unita, è il Chama Cha Mapinduzi (CCM, in swahili "Partito della Rivoluzione"), nato dalla fusione fra l'ASP zanzibari e il TANU del Tanganica. La linea politica del CCM, pur modificata nel tempo, mantiene tutt'oggi l'impostazione datale da mwalimu ("maestro") Julius Nyerere, fondatore del TANU, che rappresenta uno dei più importanti e influenti esempi di socialismo africano.