La provincia di Brindisi è una provincia italiana della Puglia di abitanti, con capoluogo Brindisi. È stata istituita nel 1927 tramite scorporo dall'antica Terra d'Otranto, la provincia comprende 20 comuni incluso il capoluogo. Dal punto di vista demografico e della superficie, essa si classifica come la sesta provincia della regione.
Compresa nel Salento, si affaccia a nord-est sul mare Adriatico e confina a nord con la città metropolitana di Bari, a ovest con la provincia di Taranto e a sud-est con la provincia di Lecce.
Dalla fine del ventesimo secolo questa provincia ha conosciuto un processo di cambiamento del proprio assetto economico, con una progressiva diminuzione del peso dell'industria e una crescita del settore terziario. Significativo l'aumento del turismo, dovuto ad una buona dotazione infrastrutturale, rispetto al resto del Mezzogiorno, ed alla valorizzazione delle numerose risorse naturali, artistiche e culinarie presenti in tutto il territorio.
Geografia fisica
Territorio La provincia di Brindisi, estesa per 1.839 chilometri quadrati, è la seconda provincia più piccola della regione, dopo la provincia di Barletta-Andria-Trani, ma al suo interno comprende vari territori: all'estremo nord, restringendosi fino a toccare il confine con la provincia di Bari, tocca il limite meridionale della Terra di Bari; al centro e a sud, invece, rientra nella subregione del Salento; al nord rientra nella subregione delle Murge, mentre, in direzione nord-ovest, al confine con la provincia di Taranto e parte della provincia di Bari, rientra nella Valle d'Itria. Ad est vi è il litorale adriatico, lungo 80,606 km in parte roccioso, ricco di piccoli approdi ed insenature che si alternano a lunghe spiagge sabbiose.
Il territorio cambia notevolmente da zona a zona: nei settori ad ovest, al centro ed a nord il paesaggio è caratterizzato da colline, lame, boschi e dai tipici trulli. A sud, invece, il paesaggio si presenta sostanzialmente piatto e in gran parte adibito alle coltivazioni (come quasi tutto il paesaggio salentino).
Il territorio provinciale, secondo la Carta Geologica d'Italia, redatta dal Servizio Geologico d'Italia, è composto da vari tipi di terreni: nella zona centro-meridionale prevalgono calcari dolomitici (presenti generalmente nella zona occupata dall'altopiano delle Murge), piccoli depositi eluviali, sabbie, anche argillose, talvolta ben cementate, limi grigi lagunari-palustri recenti (presenti nei territori di Francavilla, Oria e San Donaci), calcareniti e calcari tipo panchina, calcari bioclastici ben cementati e sabbie calcaree poco cementate. Nella zona centro-settentrionale, invece, prevalgono calcari di Bari e di Mola, risalenti al Cretacico superiore, e depositi calcareo-arenacei o calcareo-arenacei-argillosi, risalenti al Pleistocene.
Orografia
L'altezza massima raggiunta all'interno della provincia è di 414 , nei pressi di Selva di Fasano. Gli altri rilievi principali sono di poco più bassi e sono collocati tutti nella zona centro-settentrionale. Lungo la Soglia messapica (nella zona che va da Villa Castelli a Ceglie Messapica) e lungo il versante adriatico (nella zona che va da Ostuni a Carovigno) le colline si elevano bruscamente, mentre a sud digradano dolcemente verso la Piana di Brindisi.
Idrografia Non ci sono fiumi significativi, a causa del terreno carsico, ma si contano numerose sorgenti che sgorgano improvvisamente dal sottosuolo e alimentano piccoli corsi d'acqua di minima portata. Tra questi corsi d'acqua, il più lungo è il Canale Reale; esso sgorga nel territorio di Villa Castelli al confine con Francavilla Fontana e sfocia nella Riserva Naturale di Torre Guaceto, Carovigno. Lungo il litorale, inoltre, ci sono numerosi stagni e piccoli laghi d'acqua dolce, alimentati dalle falde acquifere che, trovandosi vicino al mare, fuoriescono dal sottosuolo.
Clima
Il clima della provincia è mediterraneo, con estati calde ed inverni non eccessivamente freddi. Lungo la costa gli sbalzi termici sono meno frequenti che nelle zone interne e l'azione mitigatrice del mare Adriatico fa lievitare leggermente le temperature medie. In collina e nelle zone pianeggianti interne la temperatura è generalmente più bassa rispetto alla costa.
Il clima della zona può essere influenzato da correnti fredde provenienti dai Balcani, che fanno abbassare di parecchi gradi le temperature (provocando in inverno estese gelate e, in alcuni casi, anche abbondanti nevicate) o da correnti calde provenienti dal Nordafrica (che d'estate rendono il clima particolarmente caldo e afoso).
La precipitazioni non sono molto abbondanti e si aggirano attorno ai 600 mm di pioggia annui.
Storia
Origini Dai numerosi ritrovamenti archeologici effettuati in tutta la provincia, si è potuto affermare che già dalla preistoria questo territorio era abitato da alcune popolazioni che vivevano principalmente in grotte e cacciavano nelle foreste abbondanti di selvaggina. In seguito, nel neolitico, sono sorti alcuni villaggi (ne sono state trovate tracce a Oria, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e Ostuni), dove si formò una primitiva organizzazione sociale.
Successivamente, tra VIII e VII secolo a.C., giunsero dall'Illiria i Messapi., che formarono diversi centri, anche di grandi dimensioni; alcuni di questi divennero le odierne città di Brindisi, Mesagne, Ostuni, Oria, Carovigno, Villa Castelli, Ceglie Messapica e San Pancrazio Salentino. Importanti i siti archeologici situati a Egnazia presso Fasano e a Muro Tenente presso Mesagne. Nel periodo messapico la terra di Brindisi disponeva di due porti principali: Egnazia, vicino all'odierna Fasano. Pezza Petrosa nel territorio di Villa Castelli costituisce invece un phrourion un villaggio, con funzione di avamposto della città di TarantoG.-J. L. M. Burgers, Constructing Messapian landscapes: settlements dynamics, social organization and culture contact in the margins of Graeco- Roman italy, J. C. Gieben, Amsterdam 1998, p. 214; P. Scialpi, Il parco archeologico di Pezza Petrosa a Villa Castelli, ed. Pugliesi, Martina Franca 2011; G. A. Maruggi (a cura di), Pezza Petrosa. Archeologia a Villa Castelli tra curiosita e ricerca, Artigrafiche Pugliesi, Martina Franca 1992; F. G. Lo Porto, Testimonianze archeologiche della espansione tarantina in età arcaica, in: Taras X, 1, 1990, p. 93. Cfr: C. Cafforio, Preistoria di Rudiae Tarantina, Taranto 1938; Sul concetto di phrourion cfr: T.H. Nielsen, Phrourion. A note on the term in classical sources and in Diodorus Siculus, in: T.H. Nielsen (a cura di), Even more studies in the ancient Greek polis, Steiner ed., Stuttgart, 2002, p. 62..
In epoca pre-romana il territorio brindisino risultava invece occupato dal popolo dei Calabri e l'intera area era detta Calabria.
Periodo classico La provincia seguì la storia del resto della regione: fu conquistata dai Romani nel 276 perdendo ogni diritto politico., Brindisi divenne colonia latina nel 244 a.C. e poi municipio nell'89 a.C., crescendo economicamente e strategicamente per la posizione e per la ricchezza dei prodotti agricoli: l'olio, il vino e il frumento. Anche Oria, diviene municipio per la sua posizione tra Taranto e Brindisi, conservò la sua funzione di controllo del territorio lungo la via Appia. Successivamente, nel 109 d.C., l'imperatore Traiano ordinò di lastricare la via che prese appunto il nome di Via Appia-Traiana, seguendo la costa..
Medioevo
Tra il IV e V secolo d.C. cominciarono a nascere i primi luoghi di culto cristiani e nei secoli successivi si diffusero anche degli insediamenti rupestri.
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 il territorio della provincia, come tutta l'Italia meridionale, fu teatro di scontri tra Goti e Bizantini, che distrussero e saccheggiarono numerose città. Perciò, dal VI al IX secolo le popolazioni conobbero un periodo di migrazione dalle zone costiere verso l'entroterra, in particolare sulle Murge meridionali, che offrivano maggiore sicurezza dovuta all'altezza, e formarono i Casali, centri di piccole dimensioni.; intorno all'850 arrivarono i Franchi, guidati da Ludovico II, che, dopo aver liberato Bari dai Saraceni, nell'866 fecero altrettanto ad Oria e si stanziarono in alcuni casali vicini.. Nel IX secolo, Oria aveva difatti raggiunto l'apogeo del suo sviluppo economico e culturale, diventando una città nota in tutto il Mediterraneo per la sua influente comunità ebraica e per la sua ricchezzaC. Colafemmina (a cura di), Ahimaaz ben Paltiel, Sefer Yuhasin, Cassano Murge 2001; B. Ligorio, Sapere e Denaro, da Shabbatai Donnolo a Federico II, presentazione di S. Bernardi, Taranto 2010; N. Ferorelli, Gli ebrei nell'Italia Meridionale, Il Vessillo Israelitico, Torino 1915; Umberto Eco, Il Medioevo. Barbari, cristiani, musulmani, Encyclomedia Publishers, Milano 2010, p. 251; I. Fasiori, La scuola poetica ebraica di Oria nel secolo IX: gli inni per lo shabbat di Amittai ben Shefatia, prefazione di C. Colafemmina, Messaggi ed., Cassano Murge 2012..
Il territorio, dopo il XI secolo, conobbe un nuovo periodo di rinascita con i Normanni che inglobarono tutto il territorio dell'attuale provincia di Brindisi nel Principato di Taranto., che costruirono numerosissime chiese e castelli (Carovigno, San Vito dei Normanni, Mesagne, Ostuni) ancora oggi esistenti. Inoltre la popolazione ritornò ad abitare le città sul mare. Anche gli Svevi, con Federico II, lasciarono il loro segno: costruirono il castello fortezza di Oria per controllare l'Adriatico e il mar Ionio, il castello "di terra" a Brindisi, nel punto in cui termina la via Appia, ampliarono il castello di Mesagne e del resto della provincia.
Brindisi, durante tutto il basso Medioevo, recuperò in parte la sua importanza: da qui passava infatti la via Francigena, percorsa da moltissimi pellegrini, crociati e mercanti di tutta Europa che, imbarcandosi dal porto brindisino, raggiungevano la Terra santa. Inoltre, in città, si stanziarono i Cavalieri Ospitalieri, i Cavalieri templari e l'Ordine teutonico. Nel 1089, il conte normanno Goffredo di Conversano, in occasione del sinodo di Melfi, chiese a papa Urbano II di recarsi a Brindisi per consacrare la cattedrale. In questa occasione fu elevata da sede episcopale ad arcivescovado.
Nel 1450 circa il principe di Taranto, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, volendo difendere meglio la città, realizzò l'interramento del canale che collegava il porto interno a quello esterno; gli effetti collaterali furono disastrosi: le acque stagnanti causarono la malaria, che fece rispopolare la città. Gli insediamenti rurali, al contrario, si svilupparono con fortuna soprattutto nei territori di Francavilla Fontana, Carovigno, San Vito dei Normanni, Ostuni e Fasano dove, sempre negli stessi anni, erano state erette numerose fortificazioni..
Storia moderna Verso la metà del Cinquecento la provincia, come il resto del Regno di Napoli, fu invasa dai Cappelletti, che saccheggiarono diverse città.. Successivamente, dopo il Concilio di Trento, anche in questo territorio si diffusero nuovi ordini religiosi, come i Carmelitani ed i Cappuccini.. Intorno al 1575 l'arcivescovado di Brindisi ed il vescovado di Oria si separarono, dividendosi anche le città da controllare..
Nella prima metà del XVII secolo in molti comuni della provincia scoppiarono rivolte popolari contro le oppressioni feudali, che da secoli ormai impoverivano i ceti deboli.. Ben presto, però, i nobili si organizzarono per un contrattacco, riunendosi a Francavilla e stabilendo di iniziare ad attaccare Taranto, per poi spargersi in tutta la Terra d'Otranto e sedare, anche nel sangue, tutti i fermenti rivoluzionari..