L'internazionalismo proletario è la linea politica adottata dal marxismo sulla questione nazionale, in contrapposizione al nazionalismo borghese. Secondo tale linea, la classe operaia di ogni Paese deve agire con spirito di solidarietà verso i lavoratori di altri Paesi, con l'obiettivo della rivoluzione mondiale, anziché seguire il proprio governo.

Storia L'internazionalismo proletario è riassunto nel motto e ultima riga del Manifesto del Partito Comunista «Proletari di tutti i paesi, unitevi!» e ne è un inno il famoso canto socialista e comunista L'Internazionale.

L'internazionalismo proletario si propone di essere anche un deterrente contro le guerre tra nazioni poiché non è nell'interesse delle persone di classe proletaria imbracciare le armi tra loro, invece è più probabile che lo facciano contro la borghesia che il marxismo afferma opprima i lavoratori. Secondo la teoria marxista sulla questione nazionale, l'antonimia dell'internazionalismo proletario è il nazionalismo borghese.

Critiche In disaccordo con la teoria marxista, George Orwell nega la correlazione tra condizione sociale proletaria e vocazione internazionalista, con particolare riferimento all'Inghilterra: «Nella classe operaia il patriottismo è profondo, ma è inconscio. Il cuore del lavoratore non sussulta quando vede una Union Jack. Ma la famosa "insularità" e "xenofobia" degli inglesi è molto più forte nella classe operaia che nella borghesia. In tutti i paesi i poveri sono più nazionali dei ricchi, ma la classe operaia inglese si distingue per la sua ripugnanza per le abitudini straniere».

Note

Voci correlate Comunismo Industrial Workers of the World Internazionale Socialista Internazionalismo Marxismo e questione nazionale Socialismo in un solo Paese

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