Briga MarittimaTouring Club Italiano, Nuovissimo atlante geografico mondiale, Touring Editore, Borgaro Torinese (TO) 2001, tav. 20.Atlante stradale d'Italia, Touring Editore, 1998, tav. 32.Nuovo atlante Treccani, vol. Cartografia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Milano 1995, tav. 7.Atlas. L'atlante geografico de Agostini, Istituto geografico de Agostini, Novara 1993, p. 60. o BrigaCfr. "Briga" nell'enciclopedia Treccani. (, dal 1947 al 1976 La Brigue de Nice, in brigasco Ra Briga, in ligure Briga, in piemontese Briga Marìtima) è un comune francese di abitanti (al ), situato nel dipartimento delle Alpi Marittime nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Geografia fisica Territorio Il territorio di Briga Marittima è compreso nel bacino del fiume Roia e fa parte, dal punto di vista oro-idrografico, della regione fisica italiana.

La città apparteneva alla provincia di Cuneo ed è stata ceduta dall'Italia alla Francia con il trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 e ribattezzata come La Brigue. La parte rimasta in Italia è stata divisa tra il nuovo comune piemontese di Briga Alta (comprendente le frazioni di Piaggia, Upega e Carnino) e il comune ligure di Triora (IM), che ha incorporato la frazione di Realdo.

Situata a 770 metri d'altitudine nell'Alta Valle del Roia (Alpi Marittime), Briga è un villaggio di 633 abitanti, all'ultimo censimento (circa 300 reali durante l'anno), classificato monumento storico. Il comune di Briga rappresenta l'estrema punta orientale della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e si trova, idealmente, sul vertice sud-est dell'Esagono, anche se Lauterbourg, in Alsazia, è in assoluto il comune più orientale della Francia continentale.

Il paese è attraversato da est ad ovest dal torrente Levenza, affluente del Roia. Il paesaggio è di tipo prealpino, costituito da calcari. Il nome del paese deriva da un termine di origine ligure, che si ricollega alla radice preromana "brigo", la quale designa in lingua celtica ed in lingua ligure un sito elevato e fortificato, e si ritrova anche nel nome degli abitanti, detti Brigaschi.Philippe Blanchet, Petit dictionnaire des lieux-dits en Provence, Montfaucon, Librairie contemporaine, 2003, (ISBN 2-905405-22-8), p. 15

Idrografia I due corsi d'acqua che attraversano Briga sono la Levenza (da est ad ovest, affluente del Roia) ed il Rio Secco (da sud a nord, affluente del fiume Levenza).

Il Rio Secco è un fiumiciattolo a carattere torrentizio ed il suo letto non si riempie d'acqua che in seguito a forti temporali, i quali possono formarsi all'improvviso, specialmente d'estate, sul Balcone di Marta. A secco la maggior parte dell'anno, come indica il suo nome, il Rio Secco può, a seguito di tali piogge violente, divenire un torrente impetuoso molto pericoloso.

Topografia Al fondo della Val Roia, Briga è contornata dal Monte Bego ad ovest, dal versante delle "Ciage" e dal Monte Saccarello ad est, e dal «Balcone di Marta» a sud.

Una parte del comune s'estende fino al Marguareis, insieme carsico nelle Alpi Liguri, frequentemente esplorato da speleologi esperti.

Clima Il clima di Briga è di tipo mediterraneo con un'influenza alpina, che può rendere gl'inverni rigidi. Le gelate non sono rare da dicembre a marzo. L'estate è generalmente molto mite, offrendo l'altitudine al paese estati calde ma mai canicolari. I temporali sono frequenti da ferragosto a fine settembre.

Storia

L'attuale comune francese di La Brigue, che comprende la frazione di Morignolo (francesizzato in Morignole), prima del 1947 era capoluogo del comune italiano di Briga Marittima, comprendente anche le frazioni di Piaggia, Upega e Carnino (oggi nel comune di Briga Alta in provincia di Cuneo) e Realdo (oggi nel comune di Triora, in provincia di Imperia). Questo territorio, noto anche come terra brigasca, era caratterizzato da una cultura tipicamente alpina e pastorale. Nonostante i suoi territori si trovassero sui due versanti opposti del Monte Saccarello, tuttora non collegati da strade comode (ad oggi esistono solo strade militari, non agibili durante la stagione invernale), questo non costituiva un problema per i suoi abitanti, da sempre abituati a spostarsi a piedi seguendo le greggi.

Il plebiscito del 1860 A seguito dell'alleanza franco-piemontese del 1858 (dopo gli accordi di Plombières tra Napoleone III e Cavour) per la seconda guerra di indipendenza, ne fu prevista la cessione alla Francia, assieme all'ex Contea di Nizza e a Tenda.

Dopo la guerra, vittoriosa per le armate franco-piemontesi, vi fu tenuto un plebiscito che confermasse gli accordi e che risultò favorevole alla FranciaSul metodo di voto - e dunque sul suo esito - applicato in questo, come in altri plebisciti tenuti nel XIX secolo, anche in Italia, alla luce degli standard attuali, sono lecite ampie riserve, basti pensare al fatto che il voto era di fatto palese. Nel caso in oggetto, in tutta la Contea di Nizza si ebbero 24.228 voti favorevoli alla cessione alla Francia e appena 160 no.. Tuttavia, le alte gerarchie dell'esercito piemontese, per motivi strategici, fecero pressioni contro la cessione e Napoleone III finì per rinunciare all'annessione di Tenda e di Briga. Per giustificare pubblicamente la rinuncia si disse che i territori interessati facevano parte dei "territori di caccia" della corona sabauda, mentre in realtà questi si trovavano molto più a nord (Mollières) e nelle valli Tinea e Vesubia.

Plebiscito del 15 aprile 1860 Paese Data Iscritti Votanti Favorevoli all'annessione alla Francia Contro l'annessione Schede bianche e nulle Briga Marittima 15 aprile 1860 329 329 323 6 0 Fonte: Risultati plebiscito

Il passaggio alla Francia nell'ultimo dopoguerra

Dopo la seconda guerra mondiale la Francia, vincitrice, chiese l'annessione dei territori di Tenda e Briga, ottenendola come disposto nel trattato di pace firmato dall'Italia il 10 febbraio 1947, entrato in vigore il 15 settembre 1947.

Poiché tuttavia la Costituzione della IV Repubblica francese imponeva che non vi fossero acquisizioni territoriali senza il consenso delle popolazioni interessate, anche se Briga era già controllata militarmente e amministrativamente dalla Francia che ne aveva ottenuta la cessione dall'Italia a seguito della firma del Trattato di pace, le autorità francesi diedero corso ad un referendum fra la popolazione per la scelta tra Francia ed Italia. Il referendum si svolse il 12 ottobre 1947.Gian Vittorio Avondo e Marco Comello, Frontiere contese tra Italia e Francia, p. 71

La prospettiva del cambio di nazionalità divise la famiglia socialista, comunque minoritaria a Briga: da una parte il Partito Socialista Italiano, favorevole all'annessione della zona alla Francia, e paradossalmente dall'altra il capo dei socialisti francesi, Léon Blum, molto critico sul progetto espansionistico transalpino. In ogni caso, nell'apposito plebiscito del 1947 i brigaschi optarono per il passaggio di sovranità. Al voto furono ammessi solo i cittadini residenti nella zona al momento del referendum, quelli con almeno un genitore nato nei paesi interessati e quelli che potevano dimostrare di aver avuto ivi un domicilio precedente alla presa del potere del fascismo in Italia nel 1922. Vennero così esclusi dal voto una parte degli abitanti che si erano rifugiati in Italia, in quanto non avevano cambiato la loro cittadinanza in quella francese.I dati ufficiali italiani contarono 1408 elettori nella Briga unificata del 1946, da cui vanno scorporati all’incirca i 228 elettori registrati nella Briga Alta del 1948 rimasta italiana, per una conguaglio pari a 1180 elettori circa. Rispetto ai dati francesi del 1947 dunque, ballano circa 350 persone.M. Giovana, Frontiere, nazionalismi e realtà locali - Briga e Tenda (1943-1947) Il risultato fu un'adesione quasi unanime (96,07%) alla Francia: su 790 votanti, 759 voti andarono alla scelta "francese" e 26 a quella "italiana", mentre vi furono 5 tra schede bianche o nulle.Gian Vittorio Avondo e Marco Comello, Frontiere contese tra Italia e Francia, p. 76 In ogni caso il confronto fra i dati del voto del 1946 per la Costituente e quello del 1947 per il Trattato mostra come tali esuli non sarebbero stati in grado di ribaltare l'esito della votazione.Archivio elettorale online del Ministero italiano degli interni, dati 1946; dati del plebiscito del 1947 da Le Monde del 13 ottobre.Mario Giovana, Frontiere, nazionalismi e realtà locali, Torino, 1996

Plebiscito del 12 ottobre 1947 Paese Data Iscritti Votanti Favorevoli all'annessione alla Francia Contro l'annessione Schede bianche e nulle Briga Marittima 12 ottobre 1947 831 790 759 26 5 e Risultati plebiscito

Benedetto Croce e Briga Nel suo discorso del 24 luglio 1947 all'Assemblea Costituente contro la ratifica del Trattato di pace, Benedetto Croce affermò: «…e perfino le avete [gli Alleati all'Italia, ndr] come ad obbrobrio, strappati pezzi di terra del suo fronte occidentale da secoli a lei congiunti e carichi di ricordi della sua storia, sotto pretesto di trovare in quel possesso la garanzia contro una possibile irruzione italiana».Assemblea Costituente, 24 luglio 1947, p. 6170.

Simboli Stemma attuale

L'aquila bicipite è ripresa dallo stemma della famiglia dei Lascaris, conti di Briga; san Martino è il santo patrono; la pecora rappresenta l'allevamento di ovini che è la principale attività economica del paese. Questo stemma è stato adottato nel 1947, dopo l'annessione alla Francia; in precedenza si presentava semplicemente d'azzurro alla croce d'argento.

Periodo italiano (1860-1947) Durante il periodo italiano il comune richiese l'adozione di uno stemma civico con lettera del 18 novembre 1933 proponendo di riprendere l'arma dei Lascaris di Ventimiglia, antichi signori del luogo, che era di rosso; al capo d'oro, brisata da tre api d'oro sul rosso, male ordinate, quale allusione alla locale industria del miele. La proposta fu esaminata durante la seduta della Commissione Araldica Piemontese del 23 dicembre 1933 ed infine venne concesso uno stemma con regio decreto del 27 febbraio 1938:

Il gonfalone era un drappo partito di giallo e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse A Briga vi sono i resti del castello dei Conti Lascaris.

Notevole è la chiesa della Madonna del Fontan (Notre Dame des Fontaines), chiamata anche "Cappella Sistina delle Alpi" il cui interno è interamente coperto dagli affreschi di Giovanni Canavesio perfettamente conservati, tra cui un ciclo della Passione del Signore. Inaugurata il 12 ottobre 1492, sorge su un sito sotto il quale vi sono sette sorgenti che già nell'antichità emettevano acqua ad intermittenza. Pare che gli abitanti del luogo avessero invocato l'intercessione della Madonna affinché le sorgenti continuassero a far sgorgare acqua.

Altri edifici religiosi sono: Collegiata di San Martino; Oratorio dell'Assunta; Cappella dell'Annunziata; Cappella di San Michele Arcangelo.

Pregevole, inoltre, il ponte medievale del gallo (Le pont du coq).

Innumerevoli i sentieri che da Briga (m 784 s.l.m.) portano al Monte Saccarello (Italia), a Piaggia (capoluogo dell'attuale comune di Briga Alta) ed al Colle Sanson per poi scendere a Realdo, Verdeggia e infine a Triora.

Società Evoluzione demografica

Cultura Attualmente il comune fa parte dell'area di lingua ligure in territorio francese. È di lingua e cultura brigasca anche la frazione di Viozene (nel comune di Ormea, CN), situata tra la Colla di Carnino e il torrente Regioso (Alta Val Tanaro), che però non ha mai fatto parte del comune di Briga Marittima. Testimonianze del passato italiano sono comunque ancora sia a Briga che nel resto dell'Alta Roia, e passeggiando per i borghi ci si può anche imbattersi in antiche scritte in lingua italiana.