Il castello di Ambras (in tedesco Schloss Ambras Innsbruck) situato ad Innsbruck, in Austria, è una delle maggiori attrazioni turistiche di tutto il Tirolo, non soltanto per le collezioni che esso ospita e per la sua importanza storica fortemente legata all'arciduca Ferdinando II (1529–1595), ma anche perché rappresenta un insieme architettonico rinascimentale unico.

Il castello è composto dal cosiddetto Castello Superiore (Hochschloss), il quale era adibito a residenza, dal Castello Inferiore (Unterschloss), destinato ad accogliere le Armerie dell’arciduca e la Camera d’arte e di meraviglie (Kunst- und Wunderkammer), dalla Sala spagnola (Spanischer Saal) e da altri edifici amministrativi. Il complesso museale è situato a 635 metri di altitudine, nel cuore di un vasto parco ed è parte del Kunsthistorisches Museum di Vienna, uno dei musei più importanti al mondo. Il Castello di Ambras Innsbruck è l'unico museo federale della Repubblica d'Austria ad essere ubicato al di fuori della sua capitale federale. Il nucleo di questo museo d’arte sono le collezioni dell'arciduca Ferdinando II, uno dei più importanti collezionisti della dinastia asburgica.

Storia Ambras era il castello dei conti di Dießen-Andechs, i cui antenati vi risiedevano già nel X secolo. Il termine Ambras deriva da ad umbras (all'ombra). Nel 1133 il castello fu distrutto da Enrico il Fiero e fu ricostruito dopo 150 anni. L'ultimo Andechs, il duca Ottone VIII di Merania, era sposato con Elisabetta, figlia del conte Alberto III di Tirolo; dopo la morte di Ottone, nel 1248, Alberto ereditò i suoi possedimenti. Alberto morì però poco dopo, nel 1253, ed Ambras divenne quindi proprietà del secondo marito di Elisabetta, Gebeardo IV di Hirschberg. Elisabetta morì nel 1256 senza aver avuto alcun figlio; così, Ambras e l'emergente provincia del Tirolo furono ereditati dal Meinardo I di Gorizia, marito dell'altra figlia di Alberto. Dopo la morte dell'ultima goriziana, Margherita del Tirolo, nel 1363 il castello divenne proprietà degli Asburgo.

L'imperatore Massimiliano I lo utilizzò come castello di caccia. A partire dal 1564, l'arciduca Ferdinando II fece trasformare il castello medioevale in un palazzo rinascimentale e lo donò alla moglie Filippina Welser. Dopo la morte del principe, nel 1595, il castello e le collezioni in esso contenute andarono in eredità all’ultimogenito delle prime nozze (dopo la morte della moglie Filippina, Ferdinando si era infatti risposato con la nipote Anna Caterina Gonzaga), il margravio Carlo di Burgau, il cui interesse era però assai più rivolto all’allargamento della sua residenza di Günzburg, che non alla costosa manutenzione di Ambras e della collezione ereditata dal padre. Carlo avviò trattative di vendita con l’imperatore Rodolfo II, le quali furono ratificate nel 1606. Il castello perse quindi in seguito il suo status di residenza. Il castello di Ambras fu riutilizzato per scopi residenziali solamente nel XIX secolo, durante la reggenza dell'arciduca Carlo Ludovico.

Nel 1880 il castello fu trasformato nuovamente in un museo, grazie all’intervento dei conservatori del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nel 1913 il castello fu destinato a divenire la residenza estiva dell’erede al trono austriaco Francesco Ferdinando ma i lavori furono sospesi in seguito al suo assassinio nel 1914. Dopo l’abolizione della monarchia nel 1919, il palazzo, appartenuto all’erario imperiale, divenne di proprietà della Repubblica d’Austria. Il museo fu riaperto nel 1922, dopo che le ricostruzioni iniziate nel 1913 dovettero essere interrotte dallo scoppio della prima guerra mondiale. Dopo la chiusura durante la seconda guerra mondiale, il museo fu riaperto dopo il 1948.

Storia del museo A partire all’incirca dal 1570 l'arciduca Ferdinando II fece costruire il cosiddetto Castello Inferiore, il quale aveva la funzione di ospitare le sue collezioni: un complesso indipendente, con la struttura di un pentagono irregolare. Fu uno dei primi edifici destinati ad essere costruito esplicitamente come museo. Il termine "museo" veniva già utilizzato ai tempi di Ferdinando II, come mostra un disegno a penna del pittore di corte Joris Hoefnagel.

Esistono tuttavia collezioni ancora più antiche, come i Musei Capitolini, fondati da papa Sisto IV nel 1471, o i Musei Vaticani, presentati a partire dal 1506 da papa Giulio II – per i quali però, almeno inizialmente, non furono eretti edifici propri. Il primo edificio museale a nord delle Alpi è la Kunstkammer nellHofburg di Vienna, fatta costruire dal padre di Ferdinando II, l’imperatore Ferdinando I, tra il 1558 e il 1563; di essa, tuttavia, sono rimaste solamente le fondamenta. Anche se il museo di Ambras non era destinato al pubblico ma alla rappresentanza principesca, Ferdinando II ha comunque organizzato delle visite a pagamento per mostrare a tutti le sue collezioni.

Il Castello Inferiore è l'unico edificio museale rinascimentale in cui parte delle collezioni di Ferdinando II sono state conservate e sono tuttora esposte nel loro luogo d’origine e il Castello Inferiore è diventato un “pezzo d'esposizione” a tutti gli effetti.

La nascita del museo moderno L'idea di museo dell'arciduca Ferdinando II era completamente nuova: il suo obiettivo era quello di raccogliere delle armature che fossero effettivamente state indossate da personaggi famosi del suo tempo. Ferdinando presentò queste armature nella cosiddetta Armeria degli eroi (Heldenrüstkammer). Da qui deriva anche il cosiddetto Armamentarium Heroicum, un magnifico libro che mostra da un lato una raffigurazione del rispettivo "eroe", e dall'altro la sua biografia. Egli ha inoltre creato un'enorme collezione di ritratti in un'ampia varietà di formati, i quali vanno dalla miniatura alla dimensione reale. Con questa sua nuova idea di Armeria degli eroi, Ferdinando II può essere considerato il fondatore del sistema di raccolta sistematica.Anche la sua Camera d’arte e di meraviglie (Kunst- und Wunderkammer) – una denominazione che risale alla camera d'arte di Ferdinando II – sembra essere stata organizzata in modo sistematico. Essa rappresenta un monumento storico senza eguali, poiché è l'unica camera d'arte rinascimentale ad essere ancora conservata nel complesso museale d’origine.

Collezioni e monumenti storico-culturali del Castello di Ambras Innsbruck

Le Armerie Il nucleo delle collezioni dell'arciduca Ferdinando II era costituito dall’Armeria degli eroi. Ferdinando II vi ha esposto le armature e i ritratti di più di 120 generali, mettendo in luce la loro fama e il loro onore. Otto degli alti armadi di legno contenenti le armature si sono conservati perfettamente nel corso degli anni. L'arciduca riuscì ad ottenere, per il suo museo, circa 100 armature originali di generali famosi. Ferdinando stesso si unì agli "eroi" in questione con l’armatura che aveva indossato nel 1566 nella campagna di Ungheria contro l'Impero Ottomano, per difendere il Cristianesimo. Ferdinando II selezionò alcuni corsaletti da carriera e da giostra provenienti dal patrimonio dei suoi avi, l'arciduca Sigismondo (1427-1496) e l'imperatore Massimiliano I (1459-1519), cercando così di rappresentare le varie forme del torneo cavalleresco. Un altro punto focale delle sue armerie sono le armature per la giostra alla barriera, per il torneo libero e per il torneo appiedato, le quali sono state realizzare appositamente per Ferdinando II e per la sua corte. La maggior parte di esse erano capolavori realizzati dai corazzai di Innsbruck, i più famosi d'Europa fin dai tempi dell'imperatore Massimiliano I. A partire dal 1580 l'arciduca Ferdinando II fece realizzare gran parte delle armature dall’armoraro di corte Jakob Topf. Una particolarità è rappresentata da una serie di ventiquattro armature, venti delle quali si sono conservate completamente; delle altre quattro, sono rimaste invece singole parti. Le diciannove armature per il torneo appiedato esposte nelle Armerie rappresentano uno dei più grandi insiemi di “Plattnerkunst” (termine che indica l’operato degli armorari) europea dell’età moderna ad essere sopravvissuti fino ad oggi.

La raccolta di armature di Ferdinando è una delle più importanti del suo genere e per questo motivo molte di esse sono state trasferite a Vienna e sono esposte in una collezione del Kunsthistorisches Museum: la Hofjagd- und Rüstkammer (Armeria Imperiale) nel Neue Burg.

La collezione, unica nel suo genere, contenente circa mille ritratti in miniatura di principi del XV e XVI secolo, dipinti ad olio su carta e montati su sottili pannelli di legno di abete rosso, si trova ora nel Münzkabinett (Gabinetto numismatico) del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

La Saletta turca In fondo alla sala contenente la Seconda Armeria si trovava, un tempo separata, la cosiddetta Saletta turca, nella quale erano esposte armi ed accessori di lusso come selle, archi e faretre, sciabole, scudi ed elmi, fra cui il bottino di guerra proveniente dai campi di battaglia.

Oggetti eccezionali e raramente tramandati sino a noi sono i mosaici di pelle di forma circolare del XVI secolo, che venivano utilizzati nelle tende turche a mo’ di tappeto sul pavimento o come decoro murale. Le maschere di ferro lavorato a sbalzo e dipinto in policromia, adorne di capelli, risalgono all’epoca della reggenza boema di Ferdinando II (1547-1564/67) ed hanno i lineamenti del viso di ussari e mori. Servivano per il travestimento dell’avversario nelle cosiddette “mascherate” o tornei degli ussari, durante i quali un gruppo di cavalieri travestiti da cristiani combatteva contro gli avversari, travestiti da turchi ottomani.

La Camera d’arte e di meraviglie

In base a quanto affermato nell’inventario stilato nel 1596, un anno prima della morte dell’arciduca, la collezione contenuta nella Camera d’arte e di meraviglie consisteva in origine di 18 armadi alti fino al soffitto, situati al centro della sala, l’uno addossato all’altro. Nella camera d’arte rinascimentale si radunava idealmente l’intero sapere sulla composizione del cosmo. In essa erano contenute preziose opere d'arte (Artificialia), rari oggetti naturali (Naturalia), strumenti scientifici (Scientifica), oggetti provenienti da civiltà straniere e sconosciute (Exotica) e meraviglie della natura (Mirabilia). Alle pareti erano appesi innumerevoli quadri e dal soffitto pendevano animali imbalsamati.

Su numerosi scaffali e appesi alle porte si trovavano oggetti di cristallo, argento, oro, bronzo, vetro e legno, armature ed armi, dipinti, strumenti scientifici e musicali, slot machine, oggetti rari ed esotici realizzati con materiali naturali, beni di lusso provenienti da paesi di recente scoperta, così come i ritratti di persone o di animali che venivano considerati "meraviglie della natura". Gli oggetti venivano estratti dal loro armadio per essere esaminati individualmente, in base alle esigenze. A differenza dell’Armeria degli Eroi, la Camera d’arte e di meraviglie non era quindi un luogo di presentazione museale.

Secondo Samuel Quiccheberg, il famoso teorico museale di quell’epoca, la Camera d’arte doveva essere "un luogo in cui si potessero acquisire in modo facile e sicuro, una nuova conoscenza delle cose e una saggezza ammirevole".

I punti salienti della Camera d’arte e di meraviglie sono sicuramente "Tödlein", ovvero una scultura tardo medievale in legno di pero, la "Schüttelkasten", il ritratto dell'uomo disabile (Behinderter Mann), i ritratti della famiglia di Petrus Gonsalvus, l’uomo irsuto, il ritratto di un maiale gigante, l'unico ritratto contemporaneo del conte Dracula, la “Fangstuhl” di ferro così come i due contenitori che venivano utilizzati durante il gioco conviviale di Ambras “Willkomm”.

La sua attuale ambientazione nella fabbrica che prende il nome di "Kornschütt", ovvero in quella che ai tempi di Ferdinando era la biblioteca, si prefigge di riprendere, nel modo più veritiero possibile, le intenzioni del suo fondatore.