Alleanza nazionale per la libertà fu un'associazione clandestina antifascista e patriottica italiana, fondata dal poeta Lauro De Bosis nel 1928 e attiva fino al 1931.
Storia Mario Vinciguerra, al tempo sorvegliato speciale del regime per i suoi rapporti con altri antifascisti, raccontavaIn Mario Vinciguerra, I girondini del '900 e altri scritti politici Rubbettino Editore srl, 2005 - ISBN 8849807708, 9788849807707 che la sua costituzione fu resa possibile a seguito del suo incontro con De Bosis, conosciuto nel 1927, col quale nella primavera del 1930 raggiunse una "sintonia di pensiero".
Il gruppo coinvolse Umberto Zanotti Bianco, Romolo Ferlosio, Renzo Rendi e il duca Giovanni Antonio Colonna di Cesarò, provocando però le ire della sinistra, culturalmente distante Malgrado i buoni rapporti fra Alleanza nazionale ed alcuni esponenti dell'antifascismo di sinistra, ad esempio con Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, il manifestino aveva anche provocato nel 1930 una reazione dialetticamente violenta dell'organo di Giustizia e Libertà. Fonte: Vinciguerra, op.cit.; durante il processo cui il Tribunale speciale per la difesa dello Stato lo stesso VinciguerraIl bollettino è proprio in ACS, Tsds, busta 298, fasc. 2684., qualche mese dopo la costituzione del gruppo, subì un arresto, insieme al Rendi ed alla madre del De Bosis, con l'accusa di cospirazione finalizzata all'insurrezione armata.
Dal momento che l'imputazione poteva valere la pena capitale, De Bosis allestì una campagna stampa internazionale di pressione sul regimeAd es. fu intervistato dal The Guardian ("Fascist Fear of News", 10 dicembre 1930); il 22 dicembre il tribunale condannò Vinciguerra e Rendi a 15 anni di reclusione, di cui uno in segregazione. La madre del De Bosis, che aveva scritto a Mussolini, fu invece assolta.
Lauro De Bosis si trovava all'estero e, avuta notizia degli esiti processuali, concepì per il suo rientro l'azione spettacolare nella quale trovò la morte, un raid aereo in solitaria col quale effettuare un volantinaggio sopra la città di Roma. La sua morte nel 1931 e la carcerazione del Vinciguerra e del Rendi posero fine alla breve esperienza politica del gruppo.
Caratteristiche ed attività L'associazione, definita dal Candeloro «gruppo di carattere conservatore, liberale e monarchico»Giorgio Candeloro, Storia dell'Italia moderna. Il fascismo e le sue guerre, Milano, Feltrinelli, 1981, p. 351., si proponeva di contrastare la crescita in Italia di sentimenti antimonarchici ed anticlericali (che il regime indicava quale unica possibile alternativa al fascismo) e di catalizzare efficacemente intorno a sé una coalizione antifascista di ampio spettro, comprendente dunque la Monarchia, nonché il Vaticano, le forze cattoliche, (sebbene De Bosis non fosse un clericale, bensì un sostenitore della significativa formula laica cavourianaAlessandro Cortese de Bosis, Introduzione a "Storia della mia morte" di L. De Bosis) i liberali, la destra, con l'esclusione ferma dei comunisti, dei socialisti massimalisti e di Giustizia e Libertà, per la destituzione di Mussolini ed il pieno ritorno alle "libertà costituzionali"Testuale, Vinciguerra, op.cit.. Si intendeva inoltre sensibilizzare l'opinione pubblica italiana in merito al valore inalienabile della libertà attraverso la diffusione per posta di volantini antifascisti, invitando i riceventi a diffonderli a loro volta nello stesso modo.
L'attività politica si esplicitava essenzialmente nella composizione di un bollettino quindicinale, su un solo foglio, da diffondere clandestinamenteI manifestini furono raccolti nel libro del De Bosis (a cura di Mario Vinciguerra e Gaetano Salvemini) Storia della mia morte ed altri scritti, De Silva, Torino, 1948. Nel primo dei bollettini si legge:
Personalità aderenti Aderirono all'associazione Benedetto CroceRenzo De Felice, Mussolini il Duce - I - Gli anni del consenso - 1926-1936, Torino, 1974Antonio Jannazzo, Il liberalismo italiano del Novecento: da Giolitti a Malagodi, Rubbettino, 2003, ISBN 8849807201, 9788849807202, che da Napoli la seguì con Gino Doria e Francesco Flora, mentre padre Enrico Rosa, di Civiltà Cattolica, si prodigava nella distribuzione dei bollettini agli incontri dell'Azione Cattolica.
Note
Voci correlate Benedetto Croce Lauro De Bosis
Categoria:Organizzazioni antifasciste