thumb|Insignia viri illustris praefecti praetorio per Illyricum ("insegne del vir illustris prefetto del pretorio per l'Illirico"), dalla Notitia dignitatum.

Il titolo vir illustris o vir inlustris ("uomo illustre") era usato nel tardo impero romano per indicare formalmente una persona appartenente ai ranghi più elevati dei senati di Roma e Costantinopoli.

Storia

Tutti i senatori romani della tarda antichità portavano il titolo di vir clarissimus, un uso che si era gradualmente sviluppato durante i primi due secoli.Otto Hirschfeld (1901), 580-2 (=Hirschfeld , 647-9). Durante il quarto secolo, l'ordine senatorio si era enormemente espanso, tanto che il titolo era divenuto relativamente comune e nuovi titoli, quelli di vir spectabilis e vir illustris, furono introdotti per distinguere i senatori di alto rango.Jones (1964), 525-8 Il primo uso registrato risale al 354 per il prefetto del pretorio.Codice teodosiano, xi.1.6: «Rufini viri clarissimi et inlustris praefecti praetorio». Per alcuni decenni compare inconsistentemente, poi più regolarmente,Hirschfeld (1901), 595 (=Hirschfeld , 664-5); Berger (1915), 1072-3. forse in concomitanza con la codifica formale degli onori operata sotto Valentiniano I nel 372.Jones (1964), 142-3; Näf (1995), 20; P. Heather "Senatorial Careers", in The Cambridge Ancient History XIII (1998), 188-91.

Le cariche che davano diritto a questo titolo cambiarono col tempo. Nella Notitia dignitatum (inizio del V secolo) compare in corrispondenza dei seguenti ufficiali: praefectus praetorio ("prefetto del pretorio"); praefectus urbi ("prefetto dell'Urbe"); magister militum ("comandante in capo dell'esercito"); praepositus sacri cubiculi ("preposto alla sacra camera"); magister officiorum ("direttore degli uffici"); quaestor ("questore"); comes sacrarum largitionum ("ministro del tesoro"); comes rerum privatarum ("ministro dei beni imperiali"); comes domesticorum equitum sive peditum ("comandante della guardia imperiale a piedi o a cavallo").Notitia dignitatum pars Orientis, 2-15; Notitia dignitatum pars Occidentis 2-13.

Oltre ai precedenti, il titolo fu concesso frequentemente anche ai consoli,Berger (1915), 1078, 29-44 e talvolta a ufficiali inferiori; in questi casi potrebbe trattarsi di un indizio dell'allargamento dei requisiti di concessione o meramente di una concessione su base personale.Berger (1915), 1078-9.

Gli illustres furono progressivamente considerati come la parte attiva del Senato romano e, per la metà del V secolo, non ci si attendeva più che gli spectabiles e i clarissimi partecipassero al senato.Jones (1964), 529. All'epoca di Giustiniano I, i senatori erano definiti illustres;Una glossa alla Pandette su di un brano di Ulpiano afferma (1.9.12.1) «senatores [...] accipiendum est eos, qui a patriciis et consulibus usque ad omnes illustres viros descendunt, quia et hi soli in senatu sententiam dicere possunt» ("per senatori dovremmo intendere quelli dai patrizi e consoli giù fino a tutti i viri illustres, in quanto pure questi sono i soli a poter prendere parola in Senato"). Allo stesso tempo, il titolo di illustris aveva subito una svalutazione simile a quella di clarissimus nel IV secolo, e gli alti ufficiali erano ora indicati con i titoli vir gloriosus o gloriosissimus e vir magnificus.Näf (1995), 21-2.

Ortografia e abbreviazioni

L'ortografia maggiormente diffusa nelle iscrizioni e nei manoscritti è "inlustris"T. Mommsen, Theodosiani Libri XVI cum Constitutionibus Sirmondianis, Prolegomena, (Zurich: Weidmann, 1905), cxlvii. Poiché gli illustres provenivano tutti dai clarissimi, il titolo si trova frequentemente riportato nella forma vir clarissimus et illustris, in particolare nei documenti ufficiali.Hirschfeld (1901), 596-8 (=Hirschfeld , 665-7). Nel primo caso la forma abbreviata è v. i. (al plurale vv. ii.), v. inl. o vir inl., nel secondo v. c. et inl.Berger (1916), 1070, 29-38; Thesaurus Linguae Latinae VII 1, 397, 1-5.

Note

Bibliografia Berger, A., "Illustris", Realencyclopädie der Classischen Altertumswissenschaft IX (1915), 1070-1085. Hirschfeld, O., "Die Rangtitel der römischen Kaiserzeit", Sitzungsberichte der Berliner Akademie (1901), 579-610, ristampato in Kleine Schriften (Berlin: Weidemann, 1913), 657-71. Jones, A.H.M., The Later Roman Empire 284-602, A Social, Economic, and Administrative Survey (Oxford: Blackwell, 1964, repr. Johns Hopkins UP, 1986) Löhken, H., Ordines Dignitatum (Köln: Böhlau, 1982) Näf, B., Senatorisches Standesbewusstsein in spätrömischer Zeit (Freiburg: Universitätsverlag, Freiburg, 1995)

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