Storia Le origini
La storia dell'arrivo dello sport del calcio a Palermo è legata ai solidi rapporti che l'alta borghesia locale intratteneva col mondo britannico. Per lungo tempo si è pensato che la squadra fosse stata fondata nell'aprile 1898 per iniziativa dell'inglese Joseph Isaac Spadafora Whitaker e di altri suoi connazionali, trasferitisi a Palermo. Tale teoria si basa forse su un equivoco: nell'aprile del 1897 era effettivamente nato un circolo, denominato Sport Club, dove probabilmente si praticò per la prima volta la disciplina del football.. Joseph Whitaker ebbe comunque un ruolo importante nei primi anni di vita del club: nel 1902 sarebbe stato nominato presidente onorario, come testimoniato da una lettera datata 14 marzo di quell'anno.. Convenzionalmente, la storia del Palermo risulta essere incominciata il 1º novembre 1900,.. grazie al contributo, oltre che della comunità inglese in città, di Ignazio Majo Pagano, un giovane che aveva conosciuto il calcio in Inghilterra e che aveva deciso di importare questo nuovo sport nella natía Palermo. Lo propose ai soci dello "Sport Club" di via Mariano Stabile, luogo di ritrovo dei giovani dell'alta società cittadina.
Nacque così lAnglo-Palermitan Athletic and Foot-Ball Club, che secondo l'articolo 1 dello statuto, stampato dai fratelli Marsala di via Parlamento 56,
L'iscrizione prevedeva, per i "soci Protettori", una tassa di ammissione di 100 lire e un mensile di 3 lire, mentre i soci ordinari erano tenuti a pagare una tassa di ammissione di 10 lire e un mensile di 2. Cifre abbastanza considerevoli per l'epoca, ma il calcio in Italia, al suo primo impatto, era uno sport per le classi più agiate. I colori sociali furono fissati in rosso e bleu, come i colori di una divisa da football che Majo Pagano aveva portato con sé dall'Inghilterra.. Come primo presidente fu nominato il vice console britannico a Palermo Edward De Garston, come primo allenatore George Blake, proveniente dal .. La prima sede sociale del sodalizio siciliano venne stabilita presso la Villa La Grua di Carini (oggi Villa Zito), mentre il suo primo terreno di gioco, per gli incontri calcistici casalinghi, fu messo a disposizione dalla famiglia Whitaker, in una loro proprietà alle spalle della Villa Varvaro. Il campo Varvaro fu però presto soprannominato "U pantanu" (il pantano in italiano), visto il pessimo drenaggio delle acque.
LAnglo-Palermitan Athletic and Foot-Ball Club disputò la sua prima partita proprio il 30 dicembre dello stesso anno della sua fondazione ufficiale, sul campo Varvaro contro l'equipaggio del "Nathan", una nave inglese approdata al porto, perdendo 5-0; il carattere mondano dell'evento viene confermato dalle cronache locali che ricordano anche il rinfresco del post-partita. Le prime partite della storia del club furono disputate tutte contro i team delle navi inglesi, provenienti dalla fonda del porto di Palermo: il 3 aprile 1901 il primo incontro non risoltosi in una sconfitta, contro l'equipaggio del "Caterina Walker", pareggiato 1-1 grazie a una rete messa a segno dal cavaliere Ernesto Caneva..
Ignazio Majo Pagano era rimasto in contatto con Alfredo Marangolo, un messinese che era stato suo compagno all'Eton College di Londra: entrambi avrebbero soggiornato, per un periodo, presso l'omonimo college inglese. Marangolo tornò in Sicilia nei primi giorni dell'agosto del 1900 e, il 1º dicembre a venire, avrebbe inoltre fondato, nella sua città natale, il Messina Football Club.
I due amici decisero così di far sfidare i club dei rispettivi centri abitati. Il seguente 18 aprile 1901 si disputò questo primo derby siciliano, terminato 3-2 per i palermitani, incontro considerato il primo vero match tra società siciliane. Sempre il Messina fu protagonista della prima trasferta della squadra palermitana: disputato il 5 aprile 1904, il match fu vinto 3-2 dalla squadra locale, ma questa partita fu ricca di conseguenze, infatti la squadra ospite contestò la validità del terzo e decisivo goal.. Per ricomporre la questione si decise di disputare una rivincita a campi invertiti e di dare cadenza annuale all'appuntamento. In pratica stava nascendo la "Whitaker Challenge Cup", un trofeo d'argento messo in palio da Joshua Whitaker (conosciuto anche come Giosuè) e sua moglie Euphrosyne, tra i membri più appassionati di sport della famiglia.
Della Coppa Whitaker vennero disputate quattro edizioni, vinte, nell'ordine, due dal Messina e due dal Palermo. Nella terza edizione la partita fu rinviata per maltempo e non venne recuperata subito per la mancanza di un accordo sull'arbitraggio, poi il match si disputò il 2 aprile 1907 in casa dei palermitani, che ne uscirono vincitori. Dopo il catastrofico terremoto avvenuto a Messina all'alba del 28 dicembre 1908, la manifestazione non venne più organizzata.
Dal 1907 alla prima guerra mondiale: la nascita del rosa-nero
Nel frattempo si verificò lo storico passaggio ai colori rosanero, ritenuti abbastanza insoliti nel panorama calcistico di quel tempo. Su questo sono sorte diverse leggende: la più diffusa racconta che il rosso e il blu stinsero in rosa e nero a causa di un candeggio sbagliato, ma il fatto che analoghe storie circolino sulle nascita delle maglie di altri club (come la ) mina la credibilità di questa versione. Più realisticamente il rosa e il nero potrebbero rappresentare il rosolio e l'amaro prodotti dalla famiglia di Giosuè Whitaker, da bere rispettivamente dopo una vittoria e dopo una sconfitta. L'ipotesi viene accreditata da una lettera inviata da Giuseppe Airoldi allo stesso Giosuè, in data 2 febbraio 1905, convincendolo a cambiare i colori sociali in rosa e nero, come metafora del dolce e dell'amaro a causa dei risultati alterni.
L'occasione per il cambio ufficiale dei colori avvenne il 27 febbraio 1907, contemporaneamente a un cambio di denominazione che ribattezzò la società in Palermo Foot-Ball Club, a sei anni e tre mesi dalla fondazione della compagine.
Un incontro amichevole, destinato a essere gravido di conseguenze, è quello disputato il 1º maggio fra il Palermo e l'equipaggio dell'"Erin", imbarcazione di proprietà del magnate del tè Thomas Lipton, terminato 6-0 per i rosanero.. Sir Lipton decise allora di regalare ai propri avversari un'imponente coppa d'argento, alta 80 cm e pesante ben 5 kg. Non potendo recarsi in Italia ogni anno per contendere il trofeo, Lipton decise che la coppa sarebbe stata contesa annualmente fra una squadra siciliana e una campana, regioni dove egli riteneva d'aver incrociato le compagini migliori. Nel corso della sua crociera nel Mar Mediterraneo, si era infatti reso conto che il livello delle squadre del sud Italia andava progressivamente salendo. Nasceva così la "Lipton Challenge Cup", che si disputò annualmente fra il 1909 e il 1915. Il regolamento prevedeva che la finale si sarebbe disputata fra la vincente delle eliminatorie siciliane e quella delle eliminatorie campane. La squadra che per prima avesse vinto cinque edizioni avrebbe avuto il diritto di detenere definitivamente la coppa..
Nelle sette edizioni della Lipton Cup il Palermo si qualificò sempre alla finale, dove affrontò il in cinque occasioni e l' nelle altre due, centrando tre vittorie e due sconfitte nei primi cinque casi e nei secondi due una doppia vittoria. Oltre alla Coppa Lipton, il Palermo nel 1910 si aggiudicò la Coppa Pasqua Sportiva "Trofeo dei Mille", messa in palio in occasione del cinquantesimo anniversario dello sbarco a Marsala. Alla manifestazione, tenutasi a partire dai giorni 13 e 14 maggio, parteciparono il Palermo FBC, il Naples, l'Audax Palermo, il Messina e la . Proprio i biancocelesti affrontarono in finale il Palermo, perdendo per 2-1..
Dal 16 marzo 1914 il Palermo trasferì il suo campo di gioco allo Stadio Ranchibile, la prima struttura in città appositamente pensata per il gioco del calcio e che rimarrà in uso fino al 3 gennaio 1932. Inizialmente si trattava di un semplice campo, di dimensioni regolamentari, senza alcuna struttura di supporto. Ben presto il campo venne delimitato da basse mura e venne costruito uno chalet ligneo con la funzione di rudimentale spogliatoio. Successivamente venne dotato di una piccola tribuna, anch'essa lignea, per consentire alla nobiltà palermitana di assistere più comodamente allo spettacolo, tribuna alla quale negli anni successivi venne aggiunta una copertura. Al Ranchibile il Palermo, il 5 aprile 1915, si aggiudicò definitivamente l’ultima coppa Lipton. Poco dopo, con l'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale il 24 maggio, il calcio a Palermo fermò ogni sua attività.
I primi campionati federali
Al termine della prima guerra mondiale, l'attività calcistica in città riprese grazie a una serie di società minori, quali il Trinacria, l'Itala, l'Esperia o il Racing FBC. Quest'ultima, dai colori sociali bianco-blu, venne ceduta nel 1919 dall'onorevole Zito al presidente provinciale della FIGC, Valentino Colombo, il quale decise, il 16 febbraio 1920, di ribattezzare la squadra con il nome Unione Sportiva Palermo.. Il 1920 rappresenta uno snodo fondamentale anche per un altro motivo: la FIGC nominò commissario straordinario per la Sicilia Vincenzo Manno, che in maggio organizzò il primo torneo federale nell'isola, la Coppa Federale Siciliana, non essendo riuscito a far ammettere immediatamente le società isolane alla Prima Categoria. Il Palermo vinse la coppa dopo aver eliminato il Marsala nell'eliminatoria della zona occidentale e i tradizionali rivali della Messinese in finale. Intanto in città era sorta un'altra squadra, la Libertas, così si giocò un primo ed inedito derby cittadino il 3 dicembre: vinse il Palermo per 7-0.
L'anno successivo per il Palermo, come per tutte le altre società dell'isola, si presentò l'occasione per partecipare al campionato federale nazionale: per circa un ventennio, le società siciliane erano rimaste fuori dai campionati federali, anche dopo l'istituzione, a partire dalla stagione 1912-1913, del "campionato dell'Italia Centrale, Meridionale ed Insulare", al quale aderirono solo squadre della Toscana, del Lazio e della Campania (benché il regolamento stesso non proibisse l'iscrizione delle squadre di altre regioni). La situazione cambiò nell'estate 1921 allorquando le società centromeridionali, determinate a ottenere il decentramento, costituirono la Lega Sud, la quale allargò il campionato centromeridionale ammettendovi per la prima volta compagini siciliane, pugliesi e marchigiane (mentre le squadre toscane furono trasferite nei gironi della Lega Nord). La Lega Sud decise di aderire alla neonata Confederazione Calcistica Italiana (CCI), costituita dai grandi club del nord in seguito alla frattura con la federazione provocata dalla bocciatura del Progetto Pozzo. Il Palermo, che nel frattempo aveva riadottato il rosa e il nero, vi aderì il 25 agosto partecipando di conseguenza alla sezione siciliana della Prima Divisione, nel 1921-1922. I palermitani vinsero il raggruppamento, ma furono poi sconfitti al primo turno delle finali di Lega Sud, per mano dell'.
Con il Compromesso Colombo emanato all'inizio dell'estate seguente, che aveva sanato lo scisma e riappacificato le federazioni, il Palermo, assieme alle altre società della CCI, lasciò la medesima Confederazione e, successivamente, venne affiliato alla FIGC, di diritto nella nuova e unica Prima Divisione.