Napoli conta centinaia di chiese, cappelle e oratori,Soprintendenza per i beni artistici e storici, Napoli Sacra, Elio de Rosa Editore. e costituisce, insieme a Roma, uno dei patrimoni più numerosi al mondo. Rappresenta inoltre uno dei patrimoni più ricchi di storia artistica, architettonica, civile e spirituale, formatosi nell'arco di diciassette secoli. Nel XVIII secolo Napoli era detta la città delle cinquecento cupole.
Un viaggiatore francese del Settecento scriveva:
La gestione di questo enorme patrimonio risulta complessa: molte chiese sono chiuse, abbandonate o difficili da mantenere in buono stato per i costi elevati, e non sempre è noto il numero esatto degli edifici religiosi presenti sul territorio. Alcuni edifici sono stati oggetto di abusi edilizi e interventi di recupero, sottolineando la sfida della conservazione di un patrimonio così vasto.
Storia
Le prime chiese cristiane, a Napoli, risalgono a poco dopo l'editto di tolleranza costantiniano di Milano del 313.
In città si trovano differenti tipi di tracce paleocristiane: le più diffuse sono quelle i cui resti absidali, affreschi e quant'altro sono locati negli ipogei delle ben più recenti chiese barocche, oppure quelle in cui l'architettura paleocristiana si è fusa con le successive correnti architettoniche/artistiche (un mescolamento che ha dato vita a delle vere e proprie chiese "ibride"). Tuttavia, esempi di chiese paleocristiane pressoché integre sono riscontrabili in alcune catacombe.
Tra le più antiche chiese paleocristiane vi è la basilica di San Pietro ad Aram; l'edificio, seppur rifatto secondo altri stilemi possiede ancora marcate origini paleocristiane, come testimoniato soprattutto dai suoi grandi sotterranei che hanno conservato rigorosamente arte ed architettura paleocristiana. Molto simile al caso precedente è la chiesa di San Giorgio Maggiore che possiede al suo interno, un raro esempio di abside antica completa. Infine vi è la basilica di San Giovanni Maggiore che conserva nell'abside i resti di un preesistente tempio pagano e che già a partire dal VI secolo, fu assieme a quella di San Giorgio Maggiore una dei maggiori luoghi di culto della città.AA. VV., La basilica di San Giovanni Maggiore, Guida alla chiesa a cura della curia arcivescovile di Napoli - Fondazione Ordine Ingegneri Napoli (2012)
Pochi frammenti sono rimasti delle chiese altomedievali e romaniche. Per quanto riguarda le chiese gotiche, ricordiamo la basilica di Santa Chiara che con il suo semplice interno tipicamente francescano e la sua navata lunga ben 130 metri (compreso il Coro), alta 46 e larga circa 20, costituisce la maggiore opera gotica cittadina: al suo interno vi sono vari monumenti sepolcrali di varie dinastie o famiglie nobiliari dell'epoca, oltre ad altri riferimenti artistici e/o architettonici. Altro punto di riferimento è la basilica di San Domenico Maggiore eretta secondo i classici canoni del gotico; venne rimaneggiata nel Rinascimento e durante il periodo barocco. Altro esempio gotico è San Pietro a Majella, la cui struttura ha conservato l'aspetto spoglio originario, ad eccezione del soffitto barocco. La basilica di San Lorenzo Maggiore rappresenta invece una pregevole mescolanza in stile gotico francese con quello francescano; anch'essa subì poi dei ritocchi barocchi.
Il Rinascimento si impose grazie alla presenza di Alfonso d'Aragona, che trasformò Napoli in una delle principali città rinascimentali del tempoDe Rosa Enrico, Alfonso I d'Aragona, il re che ha fatto il Rinascimento a Napoli, D'Auria M. editore 2007, ISBN 97888 70922806. In realtà i legami artistici e culturali con Firenze avevano già prodotto un parziale mutamento nel contesto architettonico della città; lo dimostra soprattutto la chiesa del Gesù Nuovo che con la sua classica facciata a punta di diamante, rispecchia i primi esempi e/o elementi rinascimentali della città. Altro esempio rilevante di questo periodo è Sant'Anna dei Lombardi che attraverso le sue grandi cappelle a pianta centrale fa intuire chiaramente come sia stata influenzata dalle analoghe costruzioni fiorentine. Con l'avvento del manierismo, infine, il Rinascimento a Napoli fu in piena caduta ma ciò nonostante, l'ultimo cinquantennio produsse la notevole chiesa rinascimentale di Santa Maria la Nova.
Le chiese monumentali di Napoli si presentano per lo più sotto una veste barocca. La loro pittura, soprattutto quella del XVII secolo, è stata influenzata direttamente o indirettamente da Caravaggio; dal 1610 e nei decenni avvenire a Napoli si costruirono numerose chiese barocche, spesso ornate con ricche decorazioni marmoree o a stucco (confrontabili con gli interni berniniani). Ma i risultati più notevoli si ebbero tuttavia nel XVIII secolo, con Ferdinando Sanfelice. La certosa di San Martino, tra i maggiori complessi monumentali e religiosi di Napoli, costituisce in assoluto uno dei maggiori esempi di questa corrente. Un altro importante esempio barocco della città e non, è la reale cappella del Tesoro di san Gennaro della cattedrale di Napoli: uno dei gioielli universali dell'arte, ricca di marmi, affreschi, dipinti e altre opere d'arte dei migliori artisti dell'epoca è sicuramente uno dei monumenti più importanti del barocco napoletano seicentesco, per l'insieme di decorazioni che videro la partecipazione di artisti di eccezionale levatura ed essenzialmente di scuola emiliana (per quanto riguarda la pittura) e napoletana (per sculture, decorazioni ed architettura).
Tra le più "recenti" chiese monumentali della città vi sono quelle partorite dal neoclassicismo; esse possono dividersi in due categorie distinte, ovvero: nella prima appartengono le chiese che sono ancora vicine al tardo barocco, conservando ancora un'impronta tipica di quest'ultimo periodo, mentre nella seconda tipologia appartengono le chiese caratterizzate da interni e/o da facciate severe, che preludono al neoclassico puro. Il maggior esempio di questo periodo, nonché la più importante chiesa neoclassica italiana, è la basilica di San Francesco di PaolaR. Middleton, D. Watkin, Architettura dell'Ottocento, Milano, Electa, 2001, p. 292. realizzata da Pietro Bianchi, il quale mostrò nella realizzazione della nuova chiesa grandi qualità ingegneristiche, attestate dalla solidità dell'opera e dall'intelligenza delle soluzioni tecniche.
Edifici di culto nel centro storico Le seguenti architetture religiose (la certosa, le basiliche e le chiese "maggiori") sono tutte situate nel centro storico ad eccezione della basilica di Santa Maria della Neve di Ponticelli e della chiesa di San Giuseppe Maggiore dei Falegnami (Poggioreale).
Così come altre chiese della città, anche molte basiliche e chiese maggiori rappresentano il cuore di un ben più vasto disegno monumentale.
In particolare, sono descritti anche dei complessi religiosi privi di chiese o cappelle: sia quelli che meritano una descrizione specifica poiché, pur rappresentando interessanti strutture monumentali, risultano poco conosciuti; sia quelli propriamente "orfani" di luoghi di preghiera, ma, che ad ogni modo, rappresentano anch'essi importanti testimonianze del costruito storico-religioso di Napoli. Inoltre, costituiscono una voce a sé, anche quelle strutture religiose che hanno spiccate differenze storiche, dalle chiese ivi annesse.
Cattedrale Cattedrale di Santa Maria Assunta
Certosa Certosa di San Martino
Basiliche L'attribuzione del titolo di basilica è basata su dati forniti dall'arcidiocesi di Napoli.
Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio Basilica della Santissima Annunziata Maggiore Basilica dello Spirito Santo Basilica di San Francesco di Paola Basilica di San Gennaro fuori le mura Basilica di San Giovanni Maggiore Basilica di San Domenico Maggiore Basilica di San Lorenzo Maggiore Basilica di San Paolo Maggiore Basilica di San Pietro ad Aram Basilica di Santa Chiara Basilica di Santa Lucia a Mare Basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone Basilica di Santa Maria della Pazienza Basilica di Santa Maria della Sanità Basilica di Santa Restituta (raggiungibile dalla cattedrale) Basilica santuario del Gesù Vecchio dell'Immacolata di Don Placido Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore Basilica santuario di Santa Maria della Neve Pontificia reale basilica di San Giacomo degli Spagnoli Basilica di San Gennaro ad Antignano
Chiese "maggiori" Il toponimo "maggiore" di molti edifici di culto sopracitati, non fa riferimento a nessun titolo concesso dalle autorità ecclesiastiche, ma approssimativamente:
può riferirsi alla semplice denominazione del luogo di culto, come ad esempio nel caso della chiesa di San Giuseppe Maggiore. Tuttavia, il nome principale della struttura è "San Diego all'Ospedaletto": la seconda denominazione le è stata attribuita in ricordo di un precedente luogo di culto andato distrutto in epoca fascista; può far riferimento a quelle chiese napoletane che durante il periodo del Ducato erano ufficialmente "battezzate" maggiori; infatti, in quell'epoca, a Napoli c'erano delle chiese maggiori, denominate tali, perché costituivano i principali edifici di culto della città: dunque questo toponimo si è conservato fino ai giorni odierni (vedi ad esempio la chiesa di San Giorgio Maggiore); può indicare una chiesa di maggior levatura religiosa, storica, ecc. come ad esempio nel caso della chiesa della Trinità Maggiore o della chiesa Maggiore (meglio conosciuta, "dei Girolamini"). Di quest'ultima in particolare, si riscontrano poche fonti che la riportano con tale denominazione e sembrerebbe che facciano riferimento esclusivamente alle sue dimensioni e per distinguerla dall'oratorio dell'Assunta (altro tempio del complesso monumentale).
Tuttavia, vi sono anche varie basiliche riconosciute dall'arcidiocesi che, oltre al principale titolo onorifico di basilica, si servono anche di questo superlativo: come nel caso della basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore. Ad ogni modo, col termine "maggiore" non necessariamente si indica una condizione oggettiva dell'edificio rispetto ad altri "minori", i cui questi ultimi, in diversi casi, raggiungono una rilevanza storico-artistica-culturale ben più ampia di chiese o basiliche maggiori (vedasi i casi di Sant'Anna dei Lombardi, di Sant'Angelo a Nilo, di Santa Caterina a Formiello eccetera).
Chiesa dei Girolamini (o chiesa Maggiore) Chiesa del Gesù Nuovo (o chiesa della Trinità Maggiore) Chiesa di Sant'Agostino alla Zecca (o chiesa di Sant'Agostino Maggiore) Chiesa di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli Chiesa di San Giorgio Maggiore Chiesa di San Biagio Maggiore Chiesa di Sant'Agnello Maggiore Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta Chiesa di Sant'Eligio Maggiore Chiesa di San Giuseppe Maggiore dei Falegnami Chiesa di San Diego all'Ospedaletto (o chiesa di San Giuseppe Maggiore) Chiesa di San Matteo Maggiore al Lavinaio (scomparsa) Chiesa di San Sebastiano (scomparsa)
Cappelle Cappella ai Caduti delle Guerre (Piazza Enrico De Nicola) Cappella dei Pontano Cappella del Carmelo (nel palazzo Cellammare) Cappella del Monte dei Poveri Cappella della Carità del Signore (vico San Geronimo) Cappella della Carità di Dio Cappella dell'Immacolata (nel Palazzo Tocco di Montemiletto sul Corso Vittorio Emanuele) Cappella dell'Istituto Bianchi (Piazza Montesanto) Cappella della Madonna del Rosario a Trinità Maggiore Cappella della Madonna dell'Idra (nel chiostro del Complesso di San Gregorio Armeno) Cappella della Scala Santa Cappella della Vergine (o cappellone della Vergine: corso Vittorio Emanuele, presso l'istituto Suor Orsola) Cappella delle Anime del Purgatorio (nel Maschio Angioino) Cappella delle Anziane nella Real Casa dell'Annunziata Cappella delle Carceri a Castel Capuano Cappella del Palazzo Arcivescovile Cappella di Palazzo Barberio Cappella di Palazzo Battiloro Cappella del Palazzo D'Alessandro di Pescolanciano Cappella di Palazzo De Sangro di Vietri Cappella di Palazzo Delli Franci