San Nicola la Strada (Santu Nicole in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta, in Campania.

Geografia fisica Sorge a sud della città di Caserta con cui è strettamente conurbato e cui è stata storicamente molto legata.

Il territorio comunale è toccato dal percorso antico della via Appia nel tratto che dalla Capua preromana e romana (oggi Santa Maria Capua Vetere) si dirgeva verso Calatia e da qui verso Benevento. Il tracciato della strada è più spesso confine con il territorio comunale di Caserta e solo in piccoli tratti interno al comune. In direzione circa nord-sud è attraversato dal viale Carlo III di Borbone, nome locale della SS. 265 via Sannitica, che collega Napoli con Caserta e in questo tratto ha come prospettiva la Reggia di Caserta.

Proprio il viale Carlo III di Borbone (stradone lo chiamò Vanvitelli) restituisce l'immagine più significativa e riconoscibile dell'identità comunale. Le alberature attuali sono esito dell'abbattimento nel 1964 dei platani che dal 1842-1845 sostituirono gli originari pioppi e olmi piantati dal 1754 e più volte risarcitiP. Di Lorenzo, Museo Civiltà Contadina e San Nicola la Strada al tempo dei Borbone, in Da Vanvitelli al futuro in Terra di Lavoro e nei suoi musei. Riflessi di passato, visioni di avvenire, a cura i P. Di Lorenzo, pp. 75-80, p. 77-78..

Origine del nome Il nome deriva dal santo patrono San Nicola Vescovo di Mira, nell'Asia Minore, (noto anche come San Nicola di Bari) in aggiunta alla via Appia Antica ("la strada") che attraversa tutto il territorio comunale lungo la direttrice nordest-sudovest.<ref>D. Caiazza, 'San Nicola la Strada tra paludi boschi e strade, in Archeologia svelata. Leggere e raccontare il territorio della Campania antica, a cura di P. Di Lorenzo, Caserta, 2021, p. 29-30</ref>

Storia Antichità e Medioevo Il territorio di San Nicola la Strada si trova in prossimità del tracciato della via Appia e dell'antica città di Calatia, il cui sito ricade nell'attuale territorio di Maddaloni. Nonostante tale vicinanza, nel territorio sannicolese non sono state individuate necropoli o sepolture attribuibili alla città preromana. Il territorio era inoltre attraversato dall'antico percorso della via Popilia nel tratto compreso tra Capua antica e Suessula e conserva tracce della centuriazione romana.

La prima attestazione nota della chiesa di San Nicola de Strata risale al 1178, quando l'edificio fu menzionato nel privilegio concesso da papa Alessandro III al vescovo di Caserta Porfirio. La prima citazione conosciuta dell'abitato con il nome di Villa S. Nicolai è invece riferita al 1221 dall'erudito settecentesco Francesco Maria Pratilli, la cui notizia fu successivamente ripresa da Camillo Esperti.

Un documento del 1245 menziona il «trivium S. Johannis», identificato con l'attuale piazza Municipio. Almeno dal 1333 sono documentati nel territorio possedimenti dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, i cui membri, conosciuti anche come Giovanniti e successivamente come Cavalieri di Malta, disponevano nel 1361 di una domus a San Nicola. La precedente attestazione del trivium S. Johannis è stata interpretata come possibile indizio di una presenza giovannita già nel XIII secolo.

Dall'età moderna all'autonomia amministrativa Per diversi secoli San Nicola fu un casale soggetto alla giurisdizione civile di Capua, pur appartenendo dal punto di vista ecclesiastico alla diocesi di Caserta. Almeno dal 1718 è attestata l'esistenza di una propria universitas, organismo rappresentativo della comunità locale. L'''universitas divenne autonoma nel 1799.

Il periodo borbonico Nel XVIII secolo il territorio sannicolese fu interessato direttamente dalle attività della monarchia borbonica e dal grande cantiere della vicina Reggia di Caserta. In un complesso edilizio acquisito dalla Casa reale borbonica furono ospitate dapprima guarnigioni spagnole in transito, tra il 1743 e il 1744, e successivamente reparti e servizi della corte: le guardie del corpo nel 1758, la cavalleria nel 1759 e le guardie italiane nel 1772; nello stesso complesso trovarono posto anche la Real scuderia dei bovi e la canetteria reale.

Luigi Vanvitelli individuò inoltre nel territorio di San Nicola alcune cave della cosiddetta pietra dolce, localmente conosciute come «i monti», dalle quali veniva estratto materiale destinato alla costruzione della Reggia di Caserta. L'attività estrattiva favorì lo sviluppo di una tradizione locale di scalpellini e cavatori, indicati localmente come tagliamonti, sopravvissuta fino al XX secolo e testimoniata dalla toponomastica, dai soprannomi e dagli strumenti di lavoro conservati nella memoria materiale locale.

Un'altra attività di rilievo fu la coltivazione e la lavorazione della canapa, favorita dalla presenza del corso del Clanio, poi inserito nel sistema dei Regi Lagni, nelle vicine zone di Aurno e Carbone, e dei fossi che convogliavano le acque provenienti dai monti di Caserta, tra cui il vallone Cupa. Le condizioni ambientali legate agli acquitrini e alle acque utilizzate nella lavorazione della canapa furono studiate dal medico sannicolese Andrea Della Peruta, che propose interventi destinati a mitigare i rischi sanitari e a prevenire e curare le patologie associate a tali condizioni.

Dall'Unità d'Italia al fascismo Dopo l'Unità d'Italia, il comune, fino ad allora denominato semplicemente San Nicola, assunse l'attuale denominazione. Con deliberazione del consiglio comunale del 6 agosto 1862 fu richiesta l'adozione del nome San Nicola la Strada; la variazione fu autorizzata con il regio decreto 24 agosto 1862, n. 802.

Nel 1908 fu modificata anche l'appartenenza mandamentale del comune: con la legge 5 luglio 1908, n. 347, San Nicola la Strada fu separato dal mandamento di Marcianise e aggregato a quello di Caserta; il provvedimento ebbe effetto il 26 luglio dello stesso anno.

Durante il fascismo, nell'ambito del processo di ampliamento territoriale del comune di Caserta, San Nicola la Strada perse temporaneamente la propria autonomia. Con regio decreto 6 maggio 1928, n. 1177, il comune fu soppresso e il suo territorio aggregato a quello di Caserta insieme ai comuni di Casagiove, San Leucio e San Marco Evangelista. L'aggregazione divenne effettiva il 27 giugno 1928.

Dalla ricostituzione del comune all'età contemporanea Nel secondo dopoguerra San Nicola la Strada riacquistò l'autonomia amministrativa. Il comune fu ricostituito con il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 31 ottobre 1946, n. 435, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 23 dicembre 1946.

A partire dagli anni 1970 la prossimità con Caserta e con i principali collegamenti stradali e autostradali della Campania determinò una consistente espansione edilizia e demografica. La progressiva continuità dell'edificato con il capoluogo e la crescita della popolazione contribuirono alla trasformazione di San Nicola la Strada da centro prevalentemente agricolo in un comune a marcata funzione residenziale.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell'11 gennaio 2002.

Stemma

Gonfalone Il gonfalone è un drappo di bianco riccamente ornato di ricami d'oro, caricato dello stemma cittadino.

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare di bianco, caricato al centro dello stemma cittadino.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Archeologia Le uniche testimonianze archeologiche finora rese pubbliche sono i resti architettonici individuati come locali pertinenti una villa rustica, tradizionalmente noti come tana di Mazzamauriello. Si tratta di due cisterne utilizzate dal 2º secolo a. C. e il I secolo d. C.A. Tomeo, La riscoperta della 'Tana di Mazzamauriello, in Archeologia svelata. Leggere e raccontare il territorio della Campania antica, a cura di P. Di Lorenzo, Caserta, 2021, p. 29-30.

Architetture civili Real Convitto Borbonico della Madonna delle GrazieF. Nigro, Il real convitto e orfanotrofio della Madonna delle Grazie in San Nicola la Strada, San Nicola la Strada, 2004. Villa comunale "Santa Maria delle Grazie" È stata allestita in quello che fu il giardino del Real Convitto borbonico. La fontana è di Onofrio BucciniS. Costanzo, Onofrio Buccini e la scultura napoletana dell'Ottocento, Napoli, 1993, i delfini sono copie che sostituiscono gli originali rubati nel 1988San Nicola la Strada: villa comunale, in Caserta e provincia oltre la Reggia, 5ª e 6ª edizione, a cura di G. Mesolella - P. Giuliano, Caserta, 2004, p. 218.. Colonna romana È posizionata all'incrocio tra via Appia e via Pilade Bronzetti in piazza Parrocchia. Probabilmente è elemento di spoglio da edifici antichi. Non si sa quando fu posta nel luogo attuale.

Architetture religiose chiesa di Santa Maria degli Angeli

Una chiesa di ugual titolo ubicata all'incrocio di via Appia e via Stellato, molto più piccola esisté almeno dai primi del 1600 e fu abbandonata alla consacrazione della nuova. La direzione dei lavori della chiesa attuale fu di Pietro Bernasconi, capomastro di Luigi Vanvitelli alla Reggia. I lavori iniziarono nel 1762 e si protrassero per quasi 3 decenni (1791 fu consacrata)P. Fronzino, Proposta di attribuzione ad Orazio de Carluccio della pala tardomanieristica "Assunzione della Vergine" della chiesa di Santa Maria degli Angeli in San Nicola la Strada, «Rivista di Terra di Lavoro», anno XVI, n.2, ottobre 2021, pp. 53-68, p. 53-54. Carlo Vanvitelli assunse la direzione dei lavori dal 1780<ref>F. Nigro, San Nicola nel secolo 18°", San Nicola la Strada, 1982, pp., 21-29</ref>. La chiesa sorge arretrata rispetto alla via Appia da cui la separa un vasto sagrato cinto da un cancello. La facciata è tripartita e timpanata con pinnacoli e prefigura la struttura a tre navate. All'interno si segnalano la tela dell'altare maggiore di recente riconosciuta opera del 1757 di Sebastiano ConcaP. Fronzino - Lattuada, L’Immacolata di Sebastiano Conca per la Cappella Palatina della Regia di Caserta, «Napoli nobilissima», settima serie, volume VI fascicolo III, settembre - dicembre 2020, pp. 43-50, altre tele sugli altari laterali (Madonna delle Grazie e Assunzione della Vergine), in cantoria in deposito (san Nicola) e sulla controfacciata (sant'Emidio e Crocifissione con santi francescani) realizzate nel 1805 da Giovanni Maria GriffonP. Fronzino, Il corpus delle opere del pittore Giovanni Maria Griffon nella chiesa di S.Maria degli Angeli in San Nicola la Strada, «Rivista di Terra di Lavoro», anno XVI, n.1, aprile 2021, pp. 164-181, l'affresco staccato della Madonna delle Grazie (sec. XVII)P. Di Lorenzo, Museo della civiltà contadina > San Nicola la Strada, in Andando incontro al nostro pubblico. Aprirsi al globale, radicarsi nel locale, a cura di P. Di Lorenzo, Caserta, 2020, pp. 13-20, a p. 14, la tavola lignea dorata e dipinti attribuita a Orazio de Carluccio e realizzata nei primi anni del 1600P. Fronzino, Proposta di attribuzione ad Orazio de Carluccio della pala tardomanieristica "Assunzione della Vergine" della chiesa di Santa Maria degli Angeli in San Nicola la Strada, «Rivista di Terra di Lavoro», anno XVI, n.2, ottobre 2021, pp. 53-68.

chiesa di Santa Maria della Pietà

La chiesa fu realizzata poco prima del 1839 anno in cui fu consegnata al vescovo di Caserta dell'epoca. Si segnala per l'imponente scalinata e la facciata con alto portico su coppie di colonne. Ha pianta cruciforme, voltata a botte, con piccola abside semicircolare cieca dietro l'altare maggiore. In controfacciata è la cantoria lignea coevascheda sul portale BeWeb, cfr. https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/19840/San+Nicola+la+Strada+%28CE%29+%7C+Chiesa+di+Santa+Maria+della+Piet%C3%A0.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie