Enòmao () è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Pisa.
Genealogia Figlio del dio Ares e di Arpina (o di SteropeIgino, Fabulae 84Igino, Astronomica 2.21), sposò Evarete figlia di Acrisio (o Sterope ) e fu padre di IppodamiaIgino, Fabulae CXLIII, Leucippo e Alcippe.
Secondo altre fonti ha genitori mortali (Alcione o HyperochusTzetzes a Licofrone, 149, 219) come padri ed Eurythoe come madreScoli ad Apollonio Rodio, Argonautica, 1. 752 o moglieTzetzes a Licofrone 157.
Mitologia Temendo una profezia secondo cui sarebbe stato ucciso da suo genero, si guardava dal permettere a sua figlia Ippodamia di sposarsi. L'espediente da lui trovato era di esigere che ogni corteggiatore lo sconfiggesse in un agone, il cui percorso si svolgeva partendo dalla sua reggia per raggiungere l'altare di Poseidone situato sull'istmo di Corinto. Se il rivale avesse vinto avrebbe avuto la mano della figlia, ma se avesse perso lui stesso l'avrebbe uccisoQuinto Smirneo e Iliade IV, 527-34.
E aveva già appeso diciotto teste alle colonne del proprio palazzo, dei quali sconfitti Pausania elenca i nomi.
Il suo carro era guidato dall'auriga Mirtilo, figlio di Ermes e tra i vantaggi di Enomao c'erano anche le due cavalle che trainavano il cocchio, Arpina e Psilla, ricevute in dono dal padre AresR. Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, 1963, p. 491, che erano le più veloci della Grecia e più rapide addirittura del vento del Nord.
Quando fu il turno di Pelope, Enomao non si accorse che la figlia si era innamorata di lui e nemmeno che il suo auriga (Mirtilo, anch'egli innamorato di lei), per compiacerla manomise le ruote del suo carro rimuovendo i fermi dai mozzi e sostituendoli con dei pezzi di cera. Durante la corsa le ruote si staccarono, il carro si distrusse e lui, rimasto impigliato nelle redini, fu travolto a terra e morì.
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