Biografia McCarthy nasce il 4 agosto 1945 a Salt Lake City (Utah), da genitori mormoni di classe medio bassa. Studia arte all'Università dello Utah nel 1969. Prosegue gli studi al San Francisco Art Institute, laureandosi in pittura. Nel 1972 frequenta un master in film, video e arte all'Università della California del Sud. Negli anni Settanta vive e lavora a Los Angeles. Nonostante la sua reputazione fra gli artisti sia alta, il suo successo rimane circoscritto nella West Coast e non riesce comunque ad entrare con le sue opere nelle collezioni museali. Si mantiene, facendo il tecnico di ripresa e della fotografia anche negli studi cinematografici di Los Angeles. Hollywood e l'immaginario cinematografico diventano, così, una fonte primaria della sua arte.
Dal 1982 insegna storia dell'arte all'Università di Los Angeles, poi al California Institute of Arts, continuando a realizzare prevalentemente video e sculture.
Nel 1991, a 45 anni, partecipa a una mostra collettiva di artisti di Los Angeles curata da Paul Schimmel, dove la sua scultura The Garden, viene venduta a Jeffrey Deitch, lanciandolo velocemente ai piani alti del mondo dell’arte. Da allora la sua carriera è incredibilmente prolifica.
Espone nei più prestigiosi musei del mondo, tra cui il Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2000), la Tate Modern di Londra (2003), l’Haus der Kunst di Monaco di Baviera (2005), il Whitney Museum of American Art di New York (2008), il Moderna Museet di Stoccolma (2006), la Whitechapel Gallery di Londra (2005), l’Hamburger Bahnhof Museum für Gegenwart di Berlino (2008) ed il Getty Museum di Los Angeles (2008). Partecipa alle più grandi kermesse d’arte contemporanea, tra cui la Biennale di Venezia (quattro edizioni: 2001, 1999, 1995, 1993), la Biennale del Whitney Museum di New York, la Biennale di Berlino, la Biennale di Santa Fe, la Biennale di Lione e la Biennale di Sidney.
Carriera artistica Le opere di McCarthy includono performance, installazioni, film. L’uso della violenza nella sua produzione nasce da una miscela di sessualità, rumore, cibo, caos, protesta sociale, simbologie freudiane e nostalgico azionismo viennese, debitore della temperie inquieta e decadente della Mitteleuropa. La sua produzione artistica è un processo di sconfinamento verso la più totale libertà espressiva e dal continuo desiderio di superare e travolgere i canoni estetici tradizionali.
Riguardo a Whipping a Wall with Paint l'artista dichiara:
All'inizio degli anni '80 aggiunge al suo repertorio maschere e costumi. Inventa il personaggio di un Babbo Natale impazzito e fa riferimenti osceni sui personaggi dei libri per bambini, come Heidi e Pinocchio. Usando manichini meccanizzati, trasforma il selvaggio West, a lungo un punto fermo dell'identità televisiva americana, in un vaudeville sul sesso e lo sfruttamento. Molto prima che il tema diventi dominante dell'arte negli anni '90, McCarthy presenta la forma umana come un contenitore gassoso, privo di genere, in una condizione fluida.
Realizza Pig Island – L’isola dei porci nel 2010, per la sua prima e omonima mostra personale italiana alla Fondazione Nicola Trussardi, negli spazi di Palazzo Citterio a Milano. L'esposizione è la a summa dell'opera dell’artista; come in un enorme collage tridimensionale tutti i personaggi ricorrenti e le forme del lavoro di McCarthy - pop art e performance, minimalismo e Walt Disney - si mescolano. Questo mondo ipertrofico, in cui ogni gerarchia è sovvertita, è liberamente ispirato a La fattoria degli animali di George Orwell (1945), in cui la politica si trasforma in una commedia grottesca , animali ed esseri umani si scambiano di ruolo, il caos regna sovrano.
Opere Ma bell, 1971 Sauce, 1974 Whipping a Wall with Paint, 1975 Bavarian Kick, 1987 Soup bowl, 1990 Bossy Burger, 1991 Bear and Rabbit, 1991 Rear View, 1991–1992 The Garden, 1992 Dead Viking, 1992 Spaghetti Man, 1993 Mutant, 1994 Tomato Heads,1994 Painter, 1995 Dick & Broom, 1997 Apple Heads on Swiss Cheese, 1997–1999 Santa Claus, 2001 Daddies Ketchup Inflatable, 2001 The Caribbean Pirates Project, 2001-2005 Bunker Basement, 2003 Piccadilly Circus, 2003 F- Fort and Lamp Wagon, 2005 Mimi, 2006-2008 Brancusi tree, 2007 Stainless Steel Butt Plug, 2007 White Head Bush Head, 2007 Complicated Pile, 2007 Steven, 2007 Happy Traveler (Kicker), 2008 M, 2008 Mountaineer Hummel (Puck Penisssss), 2009 Captain Ballsack, 2009 Tree, 2014
Installazioni e opere in Italia Castello di Rivoli Nastri in bianco e nero (Black and White Tapes), 1970-1975 Carne di marinaio, estasi di marinaio (Sailor’s Meat, Sailor’s Delight), 1975 Nella vasca da bagno (Tubbing), 1975-1976 Tirannia familiare / Zuppa culturale (Family Tyranny / Cultural Soup), 1987 Tirannia familiare – Modellando e formando (Family Tyranny-Modeling and Molding) , 1987 Heidi, 1992 Acconci sfacciato (Fresh Acconci), 1995 Dalle azioni (Out o’ Actions), 1998 Castello di Rivara Bang Bang Room, 1992 Palazzo Grassi
Le opere di Paul McCarthy sono state presentate negli spazi di Punta della Dogana e Palazzo Grassi in occasione delle mostre "Untitled, 2020" (2020), "Elogio del dubbio" (2011-13), "Mapping the Studio" (2009-11), "Una selezione Post-pop" (2006-7) e "Where are We Going?" (2006).
Fondazione Nicola Trussardi Pig Island - L'isola dei porci. Palazzo Citterio, Milano; 20 Maggio - 4 luglio 2010
Altri progetti DADDA: POODLE HOUSE SALOON Diretto da Paul McCarthy, Damon McCarthy Stati Uniti, 2019 Avanguardia, 93 minuti.
Uno pseudo western e meditazione sulla violenza mediata: Paperino, sua moglie Daisy Duck, la loro figlia Bonkers, Nancy Reagan, Andy Warhol, John Wayne, Mini, Heidi, Poncho e i Cartwright si abusano, si torturano e si uccidono a vicenda nel Saloon. CSSC – IT BEGINS – THE COACH THE SKULL Diretto da Paul McCarthy, Damon McCarthy Stati Uniti, 2019 Avanguardia, 95 minuti.
Creati nel corso di tre anni, i film fanno parte del progetto più ampio 'Coach Stage Stage Coach / Donald and Daisy Duck Adventure (CSSC / DADDA)', un'opera multipiattaforma liberamente ispirata al classico film del 1939 'Stagecoach' con protagonista John Wayne. Paul McCarthy and Damon McCarthy: Caribbean Pirates Due volumi, documentazione fotografica ‘Frigate’ e ‘Houseboat’, accompagnato da ‘Catching Mayhem by Its Tail’, un testo di John C. Welchman.
Note
Bibliografia Paul McCarthy, Paul McCarthy, Londra, Phaidon Press, 1996. Philip Monk, Mike Kelley and Paul McCarthy: Collaborative Works, Toronto, Power Plant Contemporary Art Gallery at Harbourfront Centre, 2000. Lisa Phillips, Paul McCarthy. Ostfildern, Germania, Hatje Cantz Publishers, 2001. Sarah Glennie, Paul McCarthy at Tate Modern: Block Head and Daddies Big Head, Londra, Tate, 2003. Kathrin Sauerlander. Paul McCarthy: Videos 1970-1997, Cologne, Walther König, 2004. Elisabeth Bronfen, Paul McCarthy: Lala Land. Ostfildern, Germania, Hatje Cantz Publishers, 2005, ISBN 978-3775716536. Iwona Blazwick, Paul McCarthy: Head Shop. Shop Head, Stoccolma, Steidl/Moderna Museet, 2006, ISBN 978-3865213006.
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Categoria:Artisti contemporanei