Diario di un ladro (Pickpocket) è un film del 1959 diretto da Robert Bresson.

Trama Michel è un giovane borsaiolo che sfrutta la propria abilità per dimostrare agli altri e a sé stesso di essere superiore a tutto e a tutti. Ogni giorno, nella misera camera in cui vive a pigione, annota le sue imprese criminali in un diario e si esercita per perfezionare la tecnica del borseggio. Dopo aver compiuto un furto all'ippodromo viene fermato da due agenti e condotto al comando di polizia. L'ispettore che segue le indagini sui borseggi nei luoghi pubblici lo rilascia perché non ha abbastanza prove contro di lui (ma seguiterà a controllarlo di persona). Michel, nel frattempo, conosce Jeanne, una ragazza che abita nel palazzo dove vive sua madre; l'anziana donna, gravemente malata, morirà qualche tempo dopo nonostante le attenzioni premurose della sua vicina. Entrato in un giro di borseggiatori professionisti, Michel inizia con loro una serie di furti nei luoghi affollati: le stazioni ferroviarie, i treni, i boulevards. Quando la banda viene sgominata dalla polizia, il ragazzo riesce ad evitare l'arresto e parte per Milano, Roma e poi Londra, da dove, trascorsi due anni, ritorna a Parigi. Dopo aver scoperto che Jeanne vive da sola e ha avuto una bambina, Michel ricomincia a rubare, stavolta per aiutare la sua amica; ma viene subito arrestato. In prigione capirà finalmente di amare Jeanne (la sola persona rimastagli accanto) e di essere da lei ricambiato. Le ultime parole scritte nel suo diario saranno: "Oh Jeanne, quale strano cammino dovevo compiere per raggiungerti!".

Produzione Il soggetto del film fa riferimento all'opera Delitto e castigo, anche se Bresson trasse presumibilmente ispirazione dal film Mano pericolosa (1953) di Samuel Fuller, che narra anch'esso di borseggiatori. (Mano pericolosa non fu distribuito in Francia fino al 1961, ma era stato ben accolto al Festival cinematografico di Venezia del 1954.) Diario di un ladro ha molti elementi in comune con il film di Fuller dal punto di vista narrativo, inclusi la vecchia madre morente, la nozione del borseggiatore come un ribelle al di fuori della società borghese, e "le interconnessioni tra il borseggio e la sessualità."

Bresson scrisse il film "in tre mesi e lo girò in mezzo alla gente in poco tempo." La confusione delle riprese si rivelò una sfida, ma talvolta servì allo scopo, come nella scena dei borseggi alla Gare de Lyon.

Il borseggiatore franco-tunisino Henri Kassagi svolse la duplice funzione di consulente tecnico e di attore nel ruolo dell'istruttore complice del protagonista.

Il ruolo del protagonista venne affidato a Martin LaSalle, alla sua prima esperienza cinematografica.

La pellicola fu girata interamente a Parigi.

Distribuzione Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche europee a partire dal 16 dicembre del 1959. In Italia non uscì mai nei cinema.

Il titolo italiano deriva da una edizione televisiva, trasmessa nel 1965.

Colonna sonora In quasi tutti i film di Bresson, l'autore non fa utilizzo di musica, salvo nei titoli di testa e in qualche scena della pellicola (sotto forma extra-diegetica). Le musiche di Diario di un ladro sono di Jean Baptiste Lully.

Accoglienza Il critico Morando Morandini, nel suo dizionario omonimo, assegna all'opera di Bresson quattro stelle su cinque, commentando come sia «ascetico, limpido e misterioso, spoglio eppur prezioso, freddo come un diamante, che lascia libero lo spettatore nell'interpretazione, anche del finale».

Riconoscimenti 1960 - Festival di Berlino Candidato all'Orso d'oro

Note

Collegamenti esterni

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