L'espressione italiana correre la cavallina (o scorrere la cavallina) è una polirematica che sottintende "far correre la cavallina", con il significato di liberarsi dalle costrizioni sociali, ovvero di dedicarsi o lasciarsi andare ad una vita spensierata e gaudente, soprattutto nell'ambito delle relazioni sentimentali e sessuali.
Ipotesi sull'origine Risulta evidente la correlazione con le corse equestri che si svolgevano nel medioevo, retaggio dei ludi romani, ove i cavalli venivano improvvisamente liberati dalla "mossa"La "mossa" è il punto in cui le contrade che corrono il Palio di Siena convengono per la partenza (cfr., al riguardo, il Glossario del Palio di Siena). per esprimere, in una breve corsa, tutta la loro foga.
Nel Malmantile Racquistato, del pittore e poeta seicentesco Lorenzo Lippi, si trova il verso «... Scorse in Firenze ognor la cavallina / Ne' lupanari, con gran pompa e fasto ...», indirizzato a mona Cionna.
Anche Giovanni Boccaccio utilizzò la similare espressione «... aveva prese le mosse quando andava a correr le giumente ...» (Decameron 1V, 2), narrando le esperienze libertine di frate Alberto e madonna Lisetta.
Note
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