Srebrenica (in cirillico serbo Сребреница; IPA: ) è una città e un comune situato nella Bosnia ed Erzegovina orientale e appartenente all'entità della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina con abitanti al censimento 2013.

Srebrenica si trova in una zona montuosa e il nome della città significa "miniera d'argento" (in lingua serbocroata "srebro" significa "argento"), dall'antico nome latino "Argentaria".

Prima del 1992 erano attivi in città una fabbrica metallurgica, uno stabilimento termale che richiamava turisti da tutta l'ex Jugoslavia, mentre nelle vicinanze erano operanti miniere di zinco, piombo e oro. Oggi le principali attività economiche sono l'estrazione di salgemma e gli stabilimenti termali.

Verso la fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, nel luglio 1995, Srebrenica è stato teatro del primo genocidio europeo dalla fine della seconda guerra mondiale che fu il peggiore massacro di civili bosniaci da parte delle truppe paramilitari serbo-bosniache di Ratko Mladić: nonostante ciò, l'accordo di Dayton ha lasciato Srebrenica nel territorio della Republika Srpska.

Storia Abitata sin dal tempo degli illiri, la presenza dell'argento fu anche ragione dell'invasione romana, che vi costruirono la cittadina di Domavia, nel quindicesimo secolo passò sotto numerosi governi per seguire poi i destini della Bosnia finendo poi sotto dominio ottomano e iniziando a islamizzarsi, con la conversione della locale chiesa francescana nella Moschea Bianca e l'abbandono del locale Monastero serbo-ortodosso.

Durante la prima rivolta serba l'area viene inizialmente liberata dal dominio ottomano dagli uomini di Kara-Marko che chiedono aiuto a Karađorđe, che risponde mandando delle truppe guidate da Lazar Mutap, ma nel 1813 gli ottomani ottengono il completo controllo della regione.

Quando la Bosnia-Erzegovina passa sotto amministrazione asburgica il territorio diventa noto per le sue acque, che vengono imbottigliate e vendute dalla compagnia boema Mattoni, e viene anche suggerita la costruzione di una Spa: proprio sotto l'Austria iniziano a ribollire i nazionalismi, favoriti anche dalle politiche di alfabetizzazione volute da Vienna.

Durante i primi mesi della prima guerra mondiale i volontari serbi guidati da Kosta Todorović catturano la città, che però viene ricatturata dagli austriaci: solo al termine del conflitto sarà unificata al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e dopo la seconda guerra mondiale il governo di Tito valorizza la città non solo per il carattere minerario ma anche per quello termale, costruendo la spa Banja Guber.

La guerra e il genocidio

Nel corso della guerra in Bosnia (1992-1995) la città era una enclave bosniaca circondata da territori abitati da serbi bosniaci, e costituiva un'"area di sicurezza" controllata dalla Forza di protezione delle Nazioni Unite (UNPROFOR). L'11 luglio 1995 Srebrenica venne occupata e le truppe serbo-bosniache deportarono la popolazione e compirono il genocidio di Srebrenica, in cui furono trucidati circa ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani. I caschi blu olandesi presenti, appartenenti al contingente UNPROFOR, non poterono intervenire per prevenire lo sterminio, a causa del fatto che le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU fino a quel momento votate, non davano alla Forza mezzi ed autorizzazione per agire.

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Il massacro di Srebrenica è anche conosciuto come "genocidio di Srebrenica", in quanto è stato considerato tale dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia il 19 aprile 2004, nel giudizio sul caso Krstić. Tale giudizio è stato seguito dall'ammissione e le scuse per il massacro da parte del governo della Republika Srpska.

Il Memoriale di Potočari, che commemora il Genocidio di Srebrenica, è stato inaugurato nel 2003 dall'ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

Il 23 maggio 2024 l'assemblea generale dell'ONU ha approvato la risoluzione sostenuta da Germania e Ruanda per commemorare il genocidio di Srebrenica. L'11 luglio è stata scelta come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica avvenuto nel 1995, durante la guerra in Bosnia-Erzegovina.

Nella Repubblica Serba A seguito dell'accordo di Dayton la cittadina rimane parte della Repubblica Serba e alcuni rifugiati bosgnacchi sono tornati in città, pur con numerose difficoltà.

Il 24 marzo 2007 l'assemblea municipale di Srebrenica approvò una risoluzione che richiedeva l'indipendenza dalla Republika Srpska; i membri serbi dell'assemblea non votarono la risoluzione.

Al contrario, nel 2016 la cittadina elegge come proprio sindaco Mladen Grujičić dell'Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti, le cui dichiarazioni sul genocidio sono state giudicate riduzioniste: il partito mantiene il controllo anche nel 2024, eleggendo Miloš Vučić.

Società Evoluzione demografica Nel 2005 erano presenti circa bosgnacchi nel comune, circa un terzo della popolazione.

Comune Anno di censimento Totale Bosgnacchi Serbi Croati Jugoslavi Altri 1991 (75,19%) (22,67%) 38 (0,10%) 380 (1,03%) 361 (0,98%) 1981 36.292 24.930 (68,69%) 10.294 (28,36%) 80 (0,22%) 602 (1,65%) 386 (1,06%) 1971 33.357 20.968 (62,85%) 11.918 (35,72%) 109 (0,32%) 121 (0,36%) 241 (0,72%)

Città di Srebrenica Anno di censimento Totale Bosgnacchi Serbi Croati Jugoslavi Altri 1991 (63,92%) (28,40%) 34 (0,59%) 328 (5,70%) 79 (1,37%)

Comunità locali Il comune (општина/opština) è ulteriormente suddiviso nei seguenti villaggi o comunità locali (мјесне заједнице/mjesne zajednice):

Brežani (Брежани) Crvica (Црвица) Gostilj (Гостиљ) Kostolomci (Костоломци) Krnići (Крнићи) Luka (Лука) Orahovica (Ораховица) Osatica (Осатица) Podravanje (Подравање) Potočari (Поточари) Radoševići (Радошевићи) Ratkovići (Ратковићи) Sase (Сасе) Skelani (Скелани) Skenderovići (Скендеровићи) Srebrenica (Сребреница) Sućeska (Сућеска) Toplica (Топлица) Vijogor (Виjогор)

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