Clarence House è una residenza reale britannica situata sul Mall di Londra, accanto a St James’s Palace. Costruita tra il 1825 e il 1827 su progetto dell’architetto John Nash, fu originariamente concepita per il duca di Clarence, futuro re Guglielmo IV. Nel corso della sua storia è stata abitata da numerosi membri della famiglia reale, tra cui la principessa Elisabetta e il principe Filippo e, per quasi cinquant’anni, la Regina Madre. Dal 2002 è la residenza di re Carlo III, che ne ha conservato il carattere di casa di famiglia. Oggi Clarence House svolge sia una funzione privata sia rappresentativa, ospitando ricevimenti e altri eventi ufficiali.

Storia

Origini e costruzione

L’area sulla quale sorge Clarence House ha origini risalenti al XVI secolo. L’edificio fu costruito sul sito di un ospedale per «fanciulle lebbrose», fatto realizzare da re Enrico VIII. Nel corso del tempo, sul terreno appartenente a St James’s Palace furono costruiti diversi edifici destinati ad accogliere membri minori della famiglia reale. All’inizio del XIX secolo, una suite di appartamenti situata nei pressi delle scuderie divenne la residenza londinese del principe Guglielmo, duca di Clarence, futuro re Guglielmo IV. Nato nel 1765, Guglielmo era il terzo figlio di re Giorgio III e della regina Carlotta.

La vita privata del duca era stata caratterizzata anche dalla lunga relazione con la commediante teatrale Dorothea Jordan, dalla quale ebbe diversi figli illegittimi, che assunsero il cognome Fitz Clarence. Secondo Christopher Hussey, storico ed autore di Clarence House, Dorothea Jordan avrebbe probabilmente abitato negli appartamenti che in seguito sarebbero diventati Clarence House fino alla separazione dalla coppia nel 1811.

Nel 1817, la morte della principessa Carlotta, erede al trono e unica nipote legittima di Giorgio III, modificò la situazione dinastica e contribuì a spingere i figli del sovrano a sposarsi e a produrre un erede. Nel 1818, Guglielmo, duca di Clarence, sposò Adelaide di Sassonia-Meiningen. Il matrimonio si rivelò particolarmente felice e contribuì a rendere più tranquillo lo stile di vita del duca. Dopo le nozze, Guglielmo ritenne gli appartamenti in cui viveva troppo piccoli e inadeguati per sé e per la moglie. Scrisse pertanto al responsabile della Privy Purse, reddito privato del sovrano britannico, di re Giorgio IV, suo fratello maggiore, chiedendo una nuova abitazione e lamentando la «sporcizia e l'inadeguatezza» degli appartamenti che gli erano stati assegnati nel 1809, quando era ancora scapolo.

I fondi furono successivamente reperiti e John Nash ricevette l’incarico di progettare una nuova residenza londinese per il duca e la duchessa di Clarence. Clarence House fu costruita tra il 1825 e il 1827 sul sito dei precedenti appartamenti. Nash progettò un edificio di carattere classico, arioso e caratterizzato dall’uso degli stucchi, meno pomposo rispetto ad altre residenze reali. Il progetto fu finanziato da Giorgio IV. Secondo John Van der Kiste, autore di William IV: The Last Hanoverian King of Britain, il sovrano non nutriva particolare simpatia per il fratello e arrivò a definirlo «quell'idiota», chiedendosi sarcasticamente se ci si sarebbe ricordati di lui nel caso in cui un giorno fosse salito al trono.

Ascesa di Guglielmo IV

Il primo occupante della nuova Clarence House fu il suo committente, Guglielmo, duca di Clarence, insieme alla moglie Adelaide. Il 26 giugno 1830, alla morte di Giorgio IV, il duca di Clarence divenne re con il nome di Guglielmo IV. Il nuovo monarca decise di mantenere Clarence House come propria residenza anziché trasferirsi a Buckingham Palace, che al tempo doveva ancora essere completato. Per facilitare gli spostamenti tra la propria abitazione e St James’s Palace, re Guglielmo fece realizzare un collegamento tra i due edifici; esso consentiva al sovrano di raggiungere gli Appartamenti di Stato di St James’s Palace, dove teneva le udienze ufficiali e riceveva gli ospiti.

Guglielmo IV e la regina Adelaide conducevano una vita relativamente modesta. Secondo Hussey, la regina trascorreva le serate lavorando a maglia, mentre il re imdmergeva le dita artritiche nell’acqua calda mentre firmava numerosi documenti. Quando re Guglielmo IV morì nel 1837, Clarence House passò alla sorella nubile del defunto sovrano, la principessa Augusta Sofia, che vi abitò brevemente fino alla propria morte, avvenuta nel 1840.

Era vittoriana Nel 1841, la madre della regina Vittoria, la duchessa di Kent, prese possesso di Clarence House. La nuova proprietaria fece costruire una porta alla fine del corridoio del piano terra che le permetteva di entrare e uscire direttamente dal Mall, senza utilizzare la Stable Yard Road, che all’epoca era ancora una strada pubblica. La duchessa fece inoltre costruire sul lato meridionale dell’edificio una piccola struttura destinata a fungere da nuovo ingresso, con un portico sporgente da un’estremità. Gli interni furono modificati per renderli più luminosi: le vecchie e scure tappezzerie di damasco furono sostituite da carte da parati dai colori tenui, mentre le modanature dei salotti e della sala da pranzo furono decorate con dorature. La regina Vittoria e i suoi figli visitavano frequentemente la duchessa dal vicino Buckingham Palace. Nel 1861 la duchessa di Kent morì.

Nel 1866, Clarence House divenne la residenza del principe Alfredo, duca di Edimburgo, secondo figlio della regina Vittoria, e della moglie, la granduchessa Maria Alexandrovna, figlia dello zar Alessandro II. Durante la loro permanenza, la coppia ampliò l’edificio. Nel 1893, Alfredo successe allo zio Ernesto II quale duca di Sassonia-Coburgo-Gotha e di conseguenza la famiglia Edimburgo si trasferì a Gotha e Clarence House divenne la loro residenza londinese. Alla morte del duca Alfredo, nel 1900, Clarence House passò al fratello minore Arturo, duca di Connaught, terzo figlio della regina Vittoria e del principe Alberto. Arturo vi si trasferì con la moglie Luisa Margherita dopo i lavori di ristrutturazione del 1901. Tra le modifiche apportate alle stanze principali vi fu la rimozione del divisorio tra i due salotti del primo piano, che furono trasformati in un unico ambiente di maggiori dimensioni. Durante questo periodo la casa cadde progressivamente in rovina: non disponeva di riscaldamento centralizzato, utilizzava principalmente impianti a gas e non disponeva di bagni moderni. Il duca di Connaught rimase a Clarence House fino alla sua morte, nel 1942.

Durante il Novecento

Dopo la morte del duca di Connaught, nel 1942, Clarence House fu messa a disposizione della Croce Rossa Britannica e dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme. Circa 200 membri dello staff del Dipartimento per le Relazioni Estere mantennero da Clarence House i contatti con i prigionieri di guerra britannici all’estero e gestirono il Servizio Postale di Messaggi della Croce Rossa.

Nel 1947, Clarence House tornò a essere destinata alla famiglia reale quando fu annunciato che sarebbe diventata la residenza ufficiale dei novelli duchi di Edimburgo, la principessa Elisabetta e il principe Filippo. Gli interni vittoriani furono completamente rinnovati sotto la guida del duca di Edimburgo, il quale seguì personalmente i lavori, durati più di due anni, introducendo anche elementi moderni, tra cui un sistema di altoparlanti aggiornato. Elisabetta fornì invece consigli pratici: quando alcuni si lamentavano dell’odore della vernice nuova, secondo il racconto riportato da Sally Bedell Smith, suggerì di mettere «un secchio di fieno» nell’edificio per eliminarlo. La famiglia si trasferì a Clarence House nell’estate del 1949. Gli ambienti erano luminosi e caratterizzati da colori pastello, tra cui l’acquamarina, colore particolarmente amato da Elisabetta. Christopher Hussey descrisse la casa come affascinante, amichevole e relativamente informale, sottolineando la luce proveniente dalle grandi finestre e la presenza di fiori nel prato esterno e in grandi vasi all’interno.

Nel novembre 1949, il principe Carlo festeggiò il suo primo compleanno nella nursery di Clarence House. Alla festa parteciparono anche altri bambini aristocratici, tra cui il cugino Richard, figlio del duca di Gloucester. Carlo trascorreva frequentemente del tempo a Clarence House con il personale dell’asilo nido mentre la madre si trovava con il principe Filippo di stanza a Malta. Riceveva inoltre spesso la visita della nonna, la futura Regina Madre. Il 15 agosto 1950 nacque a Clarence House la sorella di Carlo, la principessa Anna.

Residenza della Regina Madre Il soggiorno dei duchi di Edimburgo a Clarence House terminò dopo la morte di re Giorgio VI, avvenuta il 6 febbraio 1952, quando Elisabetta ascese al trono britannico con il nome di Elisabetta II. Secondo Hugo Vickers, la nuova sovrana era riluttante a lasciare la propria casa londinese, ma il primo ministro Winston Churchill la convinse a trasferirsi a Buckingham Palace. Il trasferimento della nuova sovrana comportò che sua madre, Elizabeth Bowes-Lyon, conosciuta da allora come la Regina Madre, dovesse lasciare Buckingham Palace e trasferirsi a Clarence House. Anche la Regina Madre era inizialmente riluttante. Quando il Parlamento criticò il costo delle ristrutturazioni, reagì sarcasticamente chiedendo se forse si preferisse che si ritirasse a Kew per gestire un’associazione di ricamatrici. Secondo Sally Bedell Smith, arrivò inoltre a definire Clarence House «disgustosa» e a sottolineare quanto poco fosse stato fatto. L’organizzazione del trasloco fu affidata al colonnello e funzionario di corte Peter Townsend.

Nel maggio 1953, la Regina Madre, insieme alla propria collezione d’arte e alla seconda figlia, la principessa Margaret, si trasferì a Clarence House. La casa era stata trasformata in una residenza particolarmente confortevole, descritta dal Los Angeles Times come la «parola definitiva in fatto di lusso domestico», persino più confortevole di Buckingham Palace, definito dal giornale lugubre e «la casa più fredda d’Europa». La Regina Madre rimase a Clarence House per quasi cinquant'anni, trasformando la residenza in uno dei principali centri della propria vita privata e sociale.

La vita sentimentale della principessa Margaret fu in parte legata agli ambienti della casa. La relazione tra Margaret e Peter Townsend si sviluppò e si concluse a Clarence House. Dopo il matrimonio con Antony Armstrong-Jones nel 1960, la principessa Margaret si trasferì a Kensington Palace e così Clarence House divenne il centro della vita sociale della Regina Madre. La residenza reale divenne nota anche con il soprannome di «glorioso palazzo del gin», in riferimento alle cene, ai picnic e ai ricevimenti con cocktail organizzati dall'ex sovrana. Tra gli ospiti abituali figurava il nipote prediletto, il principe Carlo. La Regina Madre invitava persone appartenenti ad ambienti diversi e riusciva a mettere a proprio agio anche membri del clero. In un'occasione organizzò un cocktail party per 200 vescovi d’Oltreoceano.