Leader carismatico per tutta l'Africa occidentale sub-sahariana, cambiò il nome di Alto Volta in Burkina Faso e si impegnò per eliminare la povertà attraverso il taglio degli sprechi statali e la soppressione dei privilegi delle classi agiate. Finanziò un ampio sistema di riforme sociali incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per la popolazione in estrema povertà, oltre a condurre un'importante lotta alla desertificazione con la piantumazione di milioni di alberi nel Sahel.

Il suo rifiuto di pagare il debito estero di epoca coloniale, insieme al tentativo di rendere il Burkina autosufficiente e libero da importazioni forzate, gli attirò le antipatie di Stati Uniti d'America, Francia e Regno Unito, oltre che di numerosi paesi circostanti governati da dittature ossequienti alle vecchie e nuove potenze coloniali. Questo stato di cose sfociò nel colpo di Stato il 15 ottobre 1987, in cui, all'età di 37 anni, Sankara fu assassinato dal proprio vice, Blaise Compaoré. È celebre soprattutto per il suo discorso all'Organizzazione dell'Unità Africana contro imperialismo e neocolonialismo e per essere stato il primo presidente africano a riconoscere l'AIDS come grave piaga sociale, con il lancio di un'efficace campagna di prevenzione. Rinunciò a qualunque beneficio personale come Presidente del Burkina Faso e, al momento della morte, gli unici beni in suo possesso si rivelarono essere un piccolo conto in banca di circa 150 dollari, una chitarra e la casa in cui era cresciuto.

Figura carismatica e iconica per milioni di africani, è spesso indicato come "il Che Guevara africano" o "il Presidente ribelle". Venne sepolto in una tomba anonima a Dagnoën, alla periferia di Ouagadougou, tuttavia in occasione del ventennale della sua morte la tomba è stata ricostruita e abbellita dai familiari, salvo poi essere danneggiata dai miliziani pro-Compaoré e di nuovo fu ricostruita a seguito della caduta del regime. La giunta militare guidata da Ibrahim Traoré, ha annunciato a febbraio 2023 che il corpo di Sankara sarebbe stato sepolto, insieme ai suoi 12 compagni, nel luogo in cui furono assassinati nel 1987. La famiglia di Thomas Sankara espresse invece la volontà che non venisse sepolto nel memoriale, da loro ritenuto controverso.

Biografia Origini e formazione Figlio di Marguerite e Sambo Joseph Sankara, ferventi cattolici, la madre di etnia mossi e il padre di etnia fulbe (o peul, in francese), frequentò la scuola elementare a Gaoua e conseguì il diploma nel 1966 a Bobo-Dioulasso. I genitori lo incoraggiarono a farsi prete, ma fallito il tentativo di iscriversi a medicina scelse la carriera militare presso la scuola di Prytanée di Kadiogo e, a 19 anni, si trasferì in Madagascar, dove ricevette una formazione da ufficiale dell'esercito e dove poté assistere alle rivolte del 1971 e del 1972 contro il presidente Philibert Tsiranana. In Madagascar si avvicinò alle teorie marxiste e leniniste di Adama Touré (militante del Partito africano dell'indipendenza), che influenzarono il resto della sua vita.. Divenne caporedattore del giornale scolastico, il Club dell'informazione.

Carriera militare Ritornò in Alto Volta nel 1972 e partecipò a una guerriglia al confine tra lo Stato natale e il Mali, salvo poi aderire al pacifismo, ritenendo i conflitti "inutili e ingiusti". In seguito divenne noto ad Ouagadougou come chitarrista del gruppo "Tout-à-Coup Jazz".

Nel 1976 divenne comandante del centro di addestramento dell'esercito a Pô. In quel periodo, durante la presidenza del colonnello Saye Zerbo, salito al potere dopo un colpo di Stato e con cui Sankara era in aperto contrasto., formò insieme ad altri giovani ufficiali, tra cui Blaise Compaoré, un'organizzazione segreta chiamata Regroupement des Officiers Communistes (ROC), cioè Gruppo degli Ufficiali Comunisti. Per attutire la tensione, Sankara venne nominato Segretario di Stato nel settembre 1981, ma rassegnò le dimissioni il 21 aprile 1982, in disaccordo con il regime, secondo lui troppo lontano dalle esigenze della popolazione. Va inoltre detto che tutte le iniziative da lui proposte durante il suo periodo di Segretario di Stato furono ignorate, e bastarono pochi mesi perché Sankara si rendesse conto dell'incompatibilità del suo modo di vivere e fare politica rispetto a quello degli altri esponenti del governo. Di fronte al lusso esagerato in cui vivevano le alte sfere dell'esercito, Sankara mostrava infatti una semplicità più unica che rara, tanto da presentarsi in bicicletta alla prima riunione di governo subito dopo la nomina. Le successive inevitabili dimissioni e l'arresto del giovane capitano furono accompagnate da una frase, pronunciata alla radio, che lo rese presto celebre: “Guai a prendere in giro il popolo”.

Dopo un colpo di Stato nel novembre 1982 che portò al potere Jean-Baptiste Ouédraogo, questi non potendo ignorare la sua popolarità nell'esercito e in parte della popolazione, lo nominò Primo ministro (Sankara rifiutò l'offerta di presidente).

In quest'ultimo periodo il giovane capitano riuscì ad allargare notevolmente le simpatie intorno alla sua persona, in forza di un modo di esprimersi semplice, tagliente ed efficace, e di un carattere che sembrava autenticamente vicino alle richieste delle fasce più deboli della popolazione. A rafforzare queste impressioni c'era anche la già accennata diversità nello stile di vita di Sankara rispetto a quello delle altre figure di governo. Il contrasto tra Ouédraogo e il suo primo ministro in un clima di crescente malcontento popolare e di manifestazioni di piazza portò però di nuovo alla destituzione e agli arresti domiciliari di Sankara e di altri esponenti della sua corrente di Jean-Christophe Mitterrand, figlio dell'allora presidente francese François Mitterrand. L'arresto di Sankara e di altri suoi compagni causò una rivolta popolare che alla fine lo liberò.

Sankara viaggiò molto in questo periodo: in Niger da Seyni Kountché, nella Libia di Gheddafi (di cui già aveva letto e fatto leggere il Libro Verde e dal quale ottenne la promessa di un aiuto finanziario per l'Alto Volta), in Corea del Nord, al forum dei non allineati di Nuova Delhi, da Samora Machel in Mozambico, da Daniel Ortega in Nicaragua, da Mathieu Kérékou in Benin, da Indira Gandhi in India, da Chadli Bendjedid in Algeria, da Julius Nyerere in Tanzania, e da Jerry Rawlings in Ghana.

Elezione alla presidenza

Nell'agosto del 1983 divenne presidente all'età di 35 anni, in seguito al colpo di Stato contro Jean-Baptiste Ouédraogo guidato dall'amico Compaoré, con l'appoggio della Libia. Esattamente un anno dopo il suo insediamento, nel 1984, cambiò il nome del Paese in Burkina Faso, che in More e Djoula, i due idiomi più diffusi nella nazione, significa "Terra degli uomini integri", "C'era una volta", Rai 3, 15 luglio 2009. Cambiò inoltre la bandiera e lo stemma nazionale e scrisse un nuovo inno, Une seule nuit.

Nel dicembre 1985 fu organizzato il censimento generale della popolazione burkinabé. Per errore, gli addetti al censimento sconfinarono in Mali, causando l'ira dei vertici di Stato del Paese maliano, che fecero pressione su Sankara. Le ostilità sfociarono in un conflitto, noto come "Guerra di Natale", che durò cinque giorni e che causò 100 morti, perlopiù nella città di Ouahigouya, bersagliata dagli aerei militari maliani. Nel 1987 tenne un discorso sul debito in occasione di una riunione del Organizzazione dell'unità africana, che tuttavia contribuì ad attirare su di sé le ostilità della Francia e degli Stati creditori.

Attentato e morte Dopo numerosi attacchi al presidente francese Mitterrand, reo di appoggiare il governo di Pieter Willem Botha in Sudafrica, e dopo aver rifiutato l'appoggio militare a Charles Taylor, Sankara venne ucciso il 15 ottobre 1987 insieme a dodici ufficiali (Noufou Sawadogo, Amadé Sawadogo, Abdoulaye Guem, Der Somda, Wallilaye Ouédraogo, Emmanuel Bationo, Paténema Soré, Frédéric Kiemdé, Bonaventure Compaoré, Paulin Bamouni, Christophe Saba, Sibiri Zagré), in un colpo di Stato organizzato dall'ex-compagno d'armi e collaboratore Blaise Compaoré con l'appoggio di Francia, Stati Uniti d'America e militari liberiani.

Indagini e ipotesi sull'omicidio La tesi più accreditata, sostenuta da un testimone oculare, è che Sankara e Compaoré la sera dell'uccisione stessero discutendo animatamente intorno ad un tavolo, con il presidente che accusava il collaboratore di essere un traditore. Improvvisamente, Compaoré avrebbe preso il suo revolver e avrebbe sparato due colpi, mortali, al petto di Sankara, che si sarebbe accasciato senza vita sulla sedia. Compaoré ha sempre negato questa versione dei fatti, affermando inizialmente che quel giorno era a casa sua, malato, e che a uccidere il presidente fosse stata un'altra persona, salvo poi ritrattare, affermando che fu lui ad uccidere Sankara, ma che il colpo partì accidentalmente dalla pistola.

Un'altra tesi invece afferma che Sankara si trovasse a bordo di una Renault 5 insieme ai suoi collaboratori Paulin Bamoumi e Frederic Ziembie. Ad un certo punto l'autovettura venne crivellata da colpi di AK-47, con i due collaboratori che morirono sul colpo e Sankara che ne uscì illeso. Il presidente venne allora tirato fuori dal mezzo e a sua volta massacrato a colpi di mitraglietta dai miliziani di Compaoré.

Nell'aprile del 2006 il Comitato per i diritti umani dell'ONU, a cui si è appellato a nome della famiglia il collettivo giuridico della campagna internazionale "Giustizia per Thomas Sankara", diede ragione ai ricorrenti e ordinò allo Stato burkinabé di fare chiarezza sulla morte di Thomas Sankara, di assicurare alla famiglia una giustizia imparziale, di rettificare il suo certificato di morte, di provare il luogo della sua sepoltura, di indennizzare la famiglia per il trauma subito e di divulgare pubblicamente le decisioni del comitato. Tuttavia, il 21 aprile 2008 il Comitato per i diritti umani dell'ONU chiuse il fascicolo senza muovere ulteriori inchieste.

Dopo la caduta di Compaoré, il 4 dicembre 2014, il tribunale militare burkinabé ha emesso un mandato di cattura internazionale nei suoi confronti accusandolo dell'omicidio, dell'assassinio e dell'occultamento del cadavere di Thomas Sankara.

Nell'aprile del 2016 la Corte di Cassazione di Ouagadougou ha ritirato il mandato, poiché il tribunale avrebbe dovuto rivolgersi al commissario del Governo prima di rilasciarlo. Il procuratore generale Ouedraogo ha comunque spiegato che «La cancellazione dei mandati non significa che sia finita. I giudici possono prendere in consegna e correggere le procedure attraverso mezzi validi. Queste sono lacune che possono essere colmate anche domani, se i giudici lo vogliono». Il fatto ha generato molto malcontento e si è diffusa la voce che Compaoré sia coperto da interessi internazionali, anche ora che non è più al potere.

Nell'aprile del 2021 un tribunale militare del Burkina Faso ha incriminato in contumacia Compaoré, accusandolo dell'omicidio di Sankara. Il processo in contumacia con le accuse di attacco alla sicurezza dello Stato, occultamento di cadavere e complicità in omicidio è iniziato l'11 ottobre 2021. Nell'aprile 2022 Compaoré è stato dichiarato colpevole e condannato all'ergastolo.

Idee e attività politica

Ispirato a Fidel Castro (che incontrò durante una visita di stato), Che Guevara, Jerry Rawlings e Karl Marx, promosse la "Rivoluzione Democratica e Popolare", definendo la sua ideologia anti-imperialista nel suo Discorso di Orientamento Politico tenuto il 2 ottobre 1983. In un discorso tenuto ad Addis Abeba, in Etiopia, suggerì l'istituzione di un nuovo fronte economico africano che si potesse contrapporre a quello europeo e statunitense. Inoltre, cercò di convincere, invano, gli altri capi di Stato africani a rifiutarsi di saldare i debiti con gli Stati Uniti e i paesi europei, poiché era convinto che i soldi da restituire agli altri Stati dovevano essere reinvestiti in riforme sanitarie e scolastiche.