Il Palazzo dell'Arengo (anticamente Palatium comunis) è un edificio medievale in stile romanico-gotico di Rimini, situato in piazza Cavour tra il Palazzo del Podestà e Palazzo Garampi. Eretto tra il 1204 e il 1207, svolse le funzioni di broletto, ossia di palazzo comunale tipico dell'Italia settentrionale, con un porticato destinato all'amministrazione della giustizia e una sala assembleare al piano superiore.
Storia e descrizione
La costruzione fu voluta dal podestà Modio de' Carbonesi, come attesta un'epigrafe ancora visibile su uno dei pilastri del portico. Sormontato da merlature a coda di rondine in stile ghibellino, nel tardo medioevo ospitava le riunioni del Consiglio del Popolo riminese. Nel loggiato al piano terra, dove i notai tenevano i loro banchi e veniva pubblicamente amministrata la giustizia, la tradizione vuole che si trovasse un grosso masso — detto lapis magnum — sul quale i debitori insolventi erano condannati a battere tre volte il sedere nudo pronunciando la formula cedo bonis. La torre campanaria, aggiunta nel 1296, annunciava le riunioni, le condanne e la guerra.
Il loggiato è impostato su possenti colonnati che sorreggono distesi archi a sesto acuto, considerati tra i più antichi esempi di questo schema in Romagna; al piano superiore si trova il Salone dell'Arengo, di circa 565 metri quadrati, con soffitto a capriate e grandi finestre a polifora.
Il palazzo subì rifacimenti nel 1562 e nel 1672. I terremoti del 1916 riportarono alla luce elementi originari — merlatura e polifore — che consentirono all'architetto Gaspare Rastelli di condurre tra il 1919 e il 1924 un restauro in chiave neogotica fedele alle forme medievali. Dal 1681 al 1857 la grande sala superiore fu adibita a teatro; qui Carlo Goldoni, studente a Rimini, assistì secondo la tradizione alle prime rappresentazioni che avrebbero ispirato la sua produzione drammaturgica.
Il Salone dell'Arengo custodì per decenni il Giudizio Universale, un grande affresco staccato nel 1926 dall'arco trionfale della chiesa di Sant'Agostino e attribuito a Giovanni da Rimini, il principale maestro della scuola riminese del XIV secolo. L'opera fu trasferita nel 1991 al Museo della Città di Rimini, ma è stata temporaneamente riallestita nella Sala dell'Arengo dal 2020 nell'ambito del progetto museale PART.
Dal settembre 2020 il palazzo ospita, insieme al contiguo Palazzo del Podestà, i Palazzi dell'Arte Rimini (PART), museo di arte moderna e contemporanea nato dalla collaborazione tra il Comune di Rimini e la Fondazione San Patrignano.
Altre immagini
Note
Voci correlate Palazzo del Podestà (Rimini) Scuola riminese Giovanni da Rimini Chiesa di Sant'Agostino (Rimini) Broletto Teatro Amintore Galli
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