Il trattato di controassicurazione o di riassicurazione (dal tedesco Rückversicherungsvertrag) fu firmato segretamente il 18 giugno 1887 da Germania e Russia. Assicurava la neutralità benevola dei due firmatari nel caso in cui uno dei due si fosse trovato in guerra con una terza grande potenza, ma non avrebbe trovato applicazione se la Germania avesse attaccato la Francia o se la Russia avesse attaccato l'Austria-Ungheria.

Fu l'ultimo atto diplomatico di una certa importanza del cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Con questo trattato egli impegnò la Germania a non attaccare la Francia, a meno di non correre il rischio di una guerra anche con la Russia, ed evitò che la Russia attaccasse l'Austria, a meno di non trovarsi in guerra anche con la Germania. Nel 1890, tuttavia, dopo aver congedato Bismarck, il nuovo imperatore Guglielmo II di Germania non rinnovò il trattato. Due anni dopo veniva stipulata l'Alleanza franco-russa.

Le premesse

I tre imperi conservatori dell'Europa centro-orientale, la Germania, l'Austria-Ungheria e la Russia, dopo la guerra franco-prussiana del 1870-1871, decisero di allearsi contro i movimenti rivoluzionari che condizionavano le classi operaie del continente. A tale scopo nel 1873 fu stipulata la Lega dei tre imperatori e nel 1881 un nuovo accordo, l'Alleanza dei tre imperatori. Quest'ultimo patto assicurò alla Germania la neutralità della Russia in caso di attacco della Francia. Le tre monarchie si erano impegnate, infatti, a rimanere neutrali nel caso una di esse fosse stata attaccata da una quarta potenza.

Ma di fronte all'inasprirsi della guerra commerciale fra Germania e Russia, alle campagne di stampa dei due Paesi e alla disponibilità di alcuni ambienti militari di risolvere la questione con la guerra, l'Alleanza dei tre imperatori perse man mano di credibilità..

La crisi bulgara

Nel 1885, un nuovo episodio compromise definitivamente l'intesa. Quell'anno fu proclamata l'unificazione della BulgariaPer la sua vicinanza ai Dardanelli la Bulgaria era ritenuta di importanza strategica per la Russia. Rivestiva notevole importanza anche per l'Austria, interessata a contrastare la Russia nei Balcani. che acquisiva la Rumelia orientale dai turchi. L'intera nazione sembrava voler uscire dal controllo della Russia perché già dal 1883 il principe Alessandro I di Bulgaria aveva ripristinato la Costituzione contro la volontà dello zar Alessandro III.. La Russia era pertanto contraria all'unificazione e sospettò che dietro queste manovre ci fossero la Germania e l'Austria.. I rapporti fra Russia e Austria peggiorarono ancora quando la Serbia, nello stesso 1885 dichiarò guerra alla Bulgaria. L'Austria, senza contattare la Russia, minacciò di intervenire contro Alessandro I che stava vincendo il conflitto e la Russia, che riteneva ancora la Bulgaria sotto la sua influenza, protestò vivamente. I bulgari minacciati dovettero fermarsi e l'Austria ristabilì la pace..

Molto legato alla Germania, tanto da volerne sposare la figlia del principe ereditario, Vittoria di Prussia, Alessandro I di Bulgaria, si era ormai inimicato completamente i russi che però erano ben lungi dal dargliela per vinta.. Il 20 agosto 1886, infatti, truppe bulgare ammutinate arrestarono il principe Alessandro I e lo consegnarono ai russi. Dopo aver riacquistato rocambolescamente il potere, Alessandro I non riuscì a riconciliarsi con lo zar Alessandro III di Russia e, abbandonato anche dal cancelliere tedesco Otto von Bismarck che gli impedì il matrimonio con la figlia dell'erede al trono, si rifugiò in Austria. Nel 1889 sposò la cantante lirica Johanna Loisinger.. Quanto all'Austria, l'ostilità dello Zar nei confronti di Alessandro I, che era austriaco, significava che i russi volevano dominare la Bulgaria«Pietroburgo» scriveva Francesco Giuseppe «è assolutamente infida... C'è un limite a tutto e il patriottismo del nostro popolo non deve essere offeso». Vedi .. Durante un Consiglio della Corona fu deciso che se truppe russe si fossero dirette contro la Bulgaria, l'Austria si sarebbe sentita in obbligo di intervenire.. La rivalità austro-russa sulla Bulgaria distrusse e l'Alleanza dei tre imperatori. Per questo motivo i russi, temendo di rimanere isolati, palesarono a Bismarck il loro interesse per un trattato che avrebbe impegnato la Russia e la Germania a non aggredirsi nel caso una delle due nazioni si fosse trovata in guerra con una terza potenza..

Le trattative

In quel periodo anche i rapporti fra Russia e Francia erano ancora assai tesi. Vari avvenimenti accaduti in Francia convinsero l'autocrazia zarista a proseguire i buoni rapporti con la Germania: l'avanzata dei radicali nelle elezioni del 1885, la cacciata del pretendente al trono Luigi Filippo, la maggioranza di sinistra alla Camera e il divieto ai prìncipi di ricoprire funzioni pubbliche.. In caso di avvicinamento alla Francia sussisteva, inoltre, da parte della Russia il pericolo di essere coinvolti in una guerra contro i tedeschi per la riconquista dell'Alsazia-Lorena.

Secondo il futuro cancelliere tedesco Bernhard von Bülow, all'epoca dei fatti primo segretario all'ambasciata di Germania a San Pietroburgo, i primi contatti per l'apertura delle trattative si ebbero presso la residenza della granduchessa Maria Pavlovna, consorte del fratello dello Zar, il granduca Vladimir Aleksandrovič Romanov nella primavera del 1887«Un'altra volta, ch'ero al tè presso la bella Granduchessa, comparve il Granduca e mi prese in disparte. Insistendo sul carattere strettamente confidenziale di quanto mi comunicava, mi disse d'avere avuto la sera prima un lungo colloquio con suo fratello lo Zar, il quale gli aveva dichiarato che, dopo gli ultimi avvenimenti di Bulgaria, dove l'Austria svolgeva una politica spiccatamente russofoba [...] non gli era possibile rinnovare gli accordi di Skierniewice con l'Austria. Sarebbe invece stato pronto a stringere un nuovo trattato con la Germania. Comunicato ciò al Principe Bismarck, ricevetti immediatamente una sua risposta diretta, che, cosa rara, aveva firmato egli medesimo. Egli accoglieva con gioia la comunicazione fattami dal Granduca Vladimiro e mi dava istruzione di svolgere quell'utile filo». Vedi .. Tali trattative furono condotte prima a San Pietroburgo, tra Hans Lothar von Schweinitz (1822-1901), ambasciatore di Germania in Russia e Nikolaj Karlovič Girs, ministro degli esteri russo; poi a Berlino da Bismarck e dal figlio Herbert da un lato, e l'ambasciatore russo a Berlino, Pavel Andreevič Šuvalov, dall'altro..

Bismarck pose subito la questione della neutralità reciproca nel caso uno dei due firmatari fosse entrato in guerra con una terza potenza. In quel caso l'altro firmatario non avrebbe attaccato il firmatario in guerra. C'erano due eccezioni però. Se la Russia si fosse trovata in guerra con l'Austria, la Germania avrebbe potuto attaccare la Russia. E se la Germania si fosse trovata in guerra con la Francia, la Russia avrebbe potuto attaccare la Germania. Con questo sistema Bismarck pensava di evitare una guerra europea, mantenendo oltre che la pace l'autorevolezza della Germania. Alessandro III di Russia, però, non era d'accordo, poiché la sua politica era proprio quella di aizzare la Francia contro la Germania. Né una sua proposta di eliminare le due eccezioni ebbe il favore di Bismarck. Dall'altro lato, però, un'intesa della Russia con la Francia appariva lontana e, pur di evitare l'isolamento, Alessandro III cedette ai desideri del suo ministro degli Esteri, Girs, vicino alla Germania..

L'accordo Dopo difficili negoziati, il 18 giugno 1887, il ministro degli Esteri tedesco Herbert von Bismarck e l'ambasciatore russo Pavel Šuvalov firmarono segretamente a Berlino il trattato, che si componeva di cinque articoli più un “protocollo addizionale e segretissimo”.

Art. 1. Nel caso che una delle Parti si trovasse in guerra con una terza potenza, l'altra manterrebbe nei suoi riguardi una neutralità benevola [...]. Questa disposizione non si applicherebbe ad una guerra contro l'Austria o la Francia, se ad attaccare una di queste nazioni fosse una delle Parti contraenti. Art. 2. La Germania riconosce i diritti storicamente acquisiti dalla Russia nella penisola balcanica e particolarmente [...] in Bulgaria e Rumelia orientale. Le due Corti si impegnano a non ammettere alcuna modificazione dello status quo territoriale della detta penisola senza un accordo preventivo fra di Esse [...]. Art. 3. Le due Corti riconoscono il carattere europeo e mutualmente obbligatorio del principio della chiusura degli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli, fondato sul diritto delle genti [...]. Esse [le due Corti] vigileranno in comune che la Turchia non faccia eccezioni a questa regola in favore degli interessi di un governo qualunque [...]. In caso di infrazione, o per prevenirla se una tale infrazione fosse prevedibile, le due Corti avvertiranno la Turchia che Esse la considererebbero [...] come pòstasi in atto di guerra e come privatasi da quel momento dei benefici di sicurezza assicurati dal trattato di Berlino al suo status quo territoriale. Art. 4. Il presente trattato sarà in vigore per lo spazio di tre anni a datare dal giorno dello scambio delle ratifiche. Art. 5. Le Parti contraenti si promettono mutualmente il segreto sul contenuto e sull'esistenza del presente trattato e del protocollo annessovi. [...]..

Il “protocollo addizionale e segretissimo” comprendeva tre articoli. Art. 1. La Germania presterà, come per il passato, il suo concorso alla Russia al fine di ristabilire in Bulgaria un governo regolare e legale. Essa promette di non dare in alcun caso il suo consenso alla restaurazione del principe di Battenberg. Art. 2. Nel caso che l'Imperatore di Russia si trovasse nella necessità di assumere Lui stesso il compito di difendere l'ingresso del Mar Nero [...], la Germania si impegna ad accordare la sua neutralità benevola e il suo appoggio morale e diplomatico alle misure che Sua Maestà [l'imperatore di Russia] giudicherebbe necessario di prendere per conservare la chiave del suo Impero. Art.3. Il presente protocollo fa parte integrante del trattato segreto firmato in questo giorno a Berlino ed avrà la stessa forza e lo stesso valore..

La politica di Bismarck

Per Bismarck il trattato evitava un appoggio russo da est a un attacco francese alla Germania da ovest. Nello stesso tempo lasciava le mani libere alla Germania di intervenire contro la Russia se questa avesse attaccato l'Austria-Ungheria. Pur rimanendo alleata dell'Austria e dell'Italia (il secondo trattato della Triplice alleanza era stato firmato nel febbraio dello stesso anno), la Germania si assicurava sostanzialmente lo status quo in Europa. Nello stesso tempo, nel protocollo addizionale la Germania assicurava un appoggio “morale e diplomatico” alla Russia nel caso questa avesse deciso di occupare lo stretto turco dei Dardanelli.

Bismarck, di fatto, non aveva nessuno scrupolo a sostenere la spinta dello Zar verso i Dardanelli: il cammino della Russia nel “vicolo cieco orientale” avrebbe allarmato la Gran Bretagna e reso entrambe le parti, sia Londra che San Pietroburgo, ancora più bisognose del sostegno tedesco..

D'altro canto però, il riconoscimento all'articolo 2 dell'accordo dei diritti russi sulla Bulgaria giunse non riuscì a evitare l'elezione del principe austriaco Ferdinando, appena tre settimane dopo la firma. Nonostante il trattato, tuttavia, persisteva la diffidenza del Cancelliere per la Russia. Dall'estate del 1887, Bismarck fece infatti chiudere i mercati finanziari tedeschi alla Russia, che era a corto di capitali. Una mossa che probabilmente volle ricordare ai russi il bisogno che avevano della Germania e quali sarebbero state le conseguenze se l'avessero abbandonata in favore della Francia..