La linea Maginot è un complesso integrato di fortificazioni, opere militari, ostacoli anticarro, postazioni di mitragliatrici, sistemi di inondazione difensivi, caserme e depositi di munizioni realizzato dal 1928 al 1940 dal governo francese a protezione dei confini che la Francia aveva in comune con il Belgio, il Lussemburgo, la Germania, la Svizzera e l'Italia. Il sistema è caratterizzato dalla non contiguità delle varie componenti, dall'utilizzo integrato e sistemico di tutte le possibili alternative offerte dalle moderne tecnologie balistiche. In tale quadro, le varie componenti fortificate utilizzano non solo il tiro diretto, ma anche quello fiancheggiante e quello indiretto. Prende il nome da André Maginot, veterano della Grande Guerra, che ne propose la costruzione.
Benché il termine "linea Maginot" si riferisca all'intero sistema di fortificazioni che va dal Mare del Nord al Mar Mediterraneo (oltre alla Corsica), gli ambiti geografici dove furono realizzate le opere più complesse, sofisticate, moderne e potenti furono quello al confine nord-est con la Germania ed il Lussemburgo (detto anche "Anciens Fronts") e quello sul confine franco-italiano (la cosiddetta Linea Maginot alpina, in francese Ligne Alpine).Davide Bagnaschino, Mauro Amalberti e Antonio Fiore, La Linea Maginot del Mare - www.davidebagnaschino.it
Costruzione
Dopo la Grande Guerra, tra lo stato maggiore dell'esercito francese, vi era una forte contrapposizione tra chi propugnava una difesa con un forte esercito mobile, in grado di muoversi rapidamente attraverso il territorio, e chi invece proponeva una difesa statica, formata da una impenetrabile serie di fortificazioni permanenti ancorate al terreno, da predisporre già in tempo di pace.
Sostenitore della costruzione della linea fu fin dal 1922 il maresciallo di Francia Philippe Pétain, che con l'appoggio di altri due ex combattenti a Verdun, il ministro André Maginot (che poi diede il nome alla linea) e il capo di stato maggiore francese Marie-Eugène Debeney, convinse il governo a cominciare la costruzione di un'imponente linea difensiva permanenteAlistair Horne, Il prezzo della Gloria, Verdun 1916, 2003, pag. 343..
Anche se alla fine prevalse una soluzione intermedia: la protezione del fronte nord, al confine con il BelgioCiò era dovuto al fatto che anche Belgio e Paesi Bassi erano intenti a costruire diverse fortificazioni difensive, e al fatto che in caso di invasione dei due alleati neutrali, la Francia non avrebbe abbandonato al loro destino i due Paesi, ma sarebbe intervenuta attivamente con l'esercito. fu affidata a truppe mobili, mentre il confine nord-est con Lussemburgo, Germania ed il confine alpino con l'Italia, fu affidato in gran parte ad opere permanentiAnche se il confine corrispondente al fiume Reno, fu dotato di casematte essendo il fiume di per sé un ostacolo molto difficile da superare inoltre estesi territori furono allagati, così da renderli intransitabili., la Linea iniziò ad essere costruita, e rappresentò per molti anni un ostacolo per i tedeschi. Ostacolo che nel 1940 aggirarono con l'impiego dei panzer.
La linea Maginot, intesa come difesa costruita, non copriva interamente i confini nazionali, ma difendeva solo alcune parti di territorio francese e questo per diverse ragioniDavide Bagnaschino, Mauro Amalberti e Antonio Fiore, La Linea Maginot del Mare: Ragione geografica: le regioni di Alsazia e Lorena, acquisite dopo la prima guerra mondiale, erano prive di un sistema difensivo adeguato, in quanto le difese tedesche nella zona erano obsolete e non adatte ai nuovi standard, oltre che non disposte verso il nemico. Inoltre la regione essendo priva di ostacoli naturali e avendo grandi vie di comunicazione era facilmente utilizzabile e attraversabile dal nemico; quindi venne ampiamente fortificata con opere permanenti, al contrario dei confini con le Ardenne (ritenute insuperabili da un moderno esercito) e con il Reno. Ragione economica: le zone industriali e minerarie del paese erano prossime al confine con la Germania, e un attacco di quest'ultima avrebbe potuto privare la Francia delle zone più importanti per l'economia e gli approvvigionamenti dello stesso esercito. Ragione demografica: le enormi perdite in vite umane (un milione e trecentomila tra morti, feriti e mutilati) causate dal primo conflitto mondiale aveva determinato in Francia un decremento delle nascite, perché quei morti erano per lo più giovani che non contribuirono alla naturale crescita demografica, privando la nazione di una nuova leva arruolabile. Per questo la linea fortificata avrebbe permesso di risparmiare sul numero di soldati da impiegarePrerogativa delle fortificazioni, è il poter impiegare un esiguo numero di soldati protetti dalle strutture contro un nemico numericamente superiore. e li avrebbe sottratti agli effetti dei bombardamenti proteggendoli in casematte praticamente indistruttibili. Ragione militare: il sistema di mobilitazione dell'esercito francese richiedeva all'incirca tre settimane per poter disporre di un esercito in piena efficienza sulle frontiereTempo notoriamente più lungo di quello utile alla Wehrmacht, che fin dal 1933 puntò al riarmo con un utilizzo di mezzi motorizzati superiore a quello che fecero gli altri eserciti., lasciandole quindi indifese soprattutto in caso di un attacco portato senza una dichiarazione di guerra. Quindi il predisporre linee fortificate presidiate da reparti appositi, avrebbe consentito di impegnare un eventuale attacco tedesco il tempo necessario per mobilitare l'esercito francese. Ragione politica: il trattato di Versailles non era ritenuto sufficiente per garantire la sicurezza alla Francia da un attacco tedesco, ritenuto possibile anche se non a breve termine. In più la Germania non aveva conosciuto le devastazioni materiali che avevano interessato la Francia, in cui si volevano evitare nuove distruzioni, ed allo stesso tempo contrastare efficacemente un nemico in subbuglio politicoAl termine della guerra in Germania operarono diversi movimenti rivoluzionari di sinistra e di destra, che in un primo periodo furono tenuti sotto controllo dalla Repubblica di Weimar..
Inizia la costruzione
Gli strateghi francesi concepirono una fortificazione adatta ad una guerra simile a quella appena terminata, tenendo, però, ben conto delle lezioni apprese. In particolare, si tenne ben presente la limitata efficacia combattiva dimostrata dai forti del cosiddetto Sistema Séré de Rivières (a partire dall'esperimento di Malmaison, durante il quale un test di bombardamento di uno di questi forti diede risultati clamorosamente negativi), provvedendo non solo a modernizzarne e potenziarne la protezione e l'armamento, ma anche a rivederne radicalmente l'architettura e l'organizzazione. Dato che non era possibile creare una linea fortificata continua, e non avrebbe potuto esserlo, vennero fortificati i settori più vulnerabili e importanti al confine con opere permanenti complesse e fortemente protette, mentre dove il territorio di per sé stesso rappresentava già un grosso ostacolo, vennero costruite casematte isolate che battevano il territorio o vennero predisposti territori da inondare in caso di necessità.
Nel progetto iniziale, quindi, la linea Maginot era formata essenzialmente da due grandi regioni fortificate al nord-est, la Regione Fortificata di Metz e la Regione Fortificata di Lauter e da tre grandi settori fortificati sulle Alpi, il Settore Fortificato del Delfinato, quello della Savoia e quello delle Alpi Marittime. Solo successivamente vennero realizzate alcune opere a nord nei confini col Belgio, perché le due nazioni avevano firmato un'alleanza nel 1920, secondo il quale l'esercito francese avrebbe operato in Belgio se le forze tedesche lo avessero invaso. Ma quando il Belgio abrogò il trattato nel 1936 e dichiarò la neutralità, la linea Maginot venne rapidamente estesa lungo il confine franco-belga, ma non con gli standard del resto della Linea.
Tutta la fascia di confine era suddivisa in Settori Difensivi (dove non erano previste opere permanenti) e Settori Fortificati (dove invece il fronte era dotato di opere C.O.R.F.Commission d'Organization des Régions Fortifiées, ossia "Commissione di Organizzazione delle Regioni Fortificate".), a loro volta questi ultimi erano formati da Sottosettori, Quartieri e Sottoquartieri, comprendenti al loro interno un numero variabile di Opere di fortificazione.
Il problema dei finanziamenti iniziali, venne affrontato dal ministro della guerra André Maginot, che riuscì a convincere il parlamento ad investire in questo progetto garantendo i primi stanziamenti necessari all'avvio dei lavori, anche se non fece in tempo a vedere l'opera completa in quanto morì il 6 gennaio 1932.
Diversi furono gli organismi che curarono lo studio e la realizzazione delle opere, i più importanti dei quali furono la C.D.F. (Commissione di Difesa delle Frontiere) e la C.O.R.F. (Commissione di Organizzazione delle Regioni Fortificate). Determinante era il compito della C.D.F.: creata nel 1925, determinò le caratteristiche generali della nuova linea fortificata, la sua posizione e quali opere fortificate esistenti avrebbero potuto essere riutilizzate, rimodernate o dismesse, a seconda della posizione geografica e del possibile impiego. La C.O.R.F. invece nacque nel 1927 con la funzione di decidere il posizionamento delle opere, le caratteristiche strutturali delle stesseIl tipo di calcestruzzo, le corazzature, gli armamenti, la gittata delle artiglierie., le planimetrie, la disposizione dei vari blocchi e le dotazioni interneNumero e tipo dei gruppi elettrogeni, l'autonomia in viveri e acqua, collegamenti telefonici, ....
La Linea venne costruita in diverse fasi a partire dal 13 gennaio 1928 dalla S.T.G. (Section Technique du Génie, Sezione Tecnica del Genio) supervisionata dalla C.O.R.F., ma i lavori accelerarono nel 1930, quando Maginot ottenne un cospicuo finanziamento dal governo. La costruzione principale venne completata entro il 1935 ad un costo di circa tre miliardi di franchi. Le specifiche per le difese erano molto alte, con bunker numerosi e interconnessi per migliaia di uomini, c'erano 108 opere di fortificazione a 15 chilometri di distanza l'uno dall'altro, inframmezzati da opere fortificate minori e casematte. In tutto l'opera è costata 5 miliardi di franchi e nelle innumerevoli fortificazioni potevano alloggiare fino a 2 milioni di soldati. Ci fu uno sforzo finale nella fase realizzativa, nel biennio 1939-40, con miglioramenti generali lungo tutta la Linea. La Linea finale era più robusta attorno alle regioni industriali di Metz, Lauter e dell'Alsazia, mentre altre aree erano in confronto solo debolmente difese. La parte della linea Maginot costituita da difese fortificate misurava un totale di 440 km, molto di meno rispetto alla Linea Sigfrido che la fronteggiava.
L'opera nel concetto
Il concetto base della linea Maginot era un'ossatura costituita da possenti opere di fortificazione (in francese dette Ouvrages), distanziate tra loro di circa 5 km e collegate sottoterra, con alcune postazioni "emergenti", armate prevalentemente con mitragliatrici e artiglierie di piccolo calibro, che si proteggevano reciprocamente e che controllavano i tratti di confine e le relative vie di accesso.
Tra queste erano posizionate fortificazioni minori (in francese petits ouvrages), casematte e bunker di varia potenza di fuoco e dimensioni che rendevano continuo il fronte, controllandolo con mitragliatrici e pezzi anticarro.
Molto importante era anche lostacolo passivo antistante tutta la Linea, costituito da un profondo reticolato di filo spinato e da sei file di putrelle infisse nel terrenoIn alcuni rari casi sostituite da un fossato anticarro., che doveva ostacolare la fanteria e i carri nemici. In posizione arretrata, inoltre, erano presenti due linee di resistenza. che consentivano alle truppe di ripararsi dai bombardamenti.