LU.L.I.C. (Unione Libera Italiana del Calcio) era nata come Federazione non dipendente dalla F.I.G.C., e organizzò i campionati italiani di calcio giovanili di Prima, Seconda Categoria e Ragazzi dal 1917 al 1927.
Come premessa per comprendere la storia e lo sviluppo di questa federazione bisogna tener conto dei seguenti fattori: mancata presa in considerazione dei limiti di età che i campionati di Prima, Seconda Categoria e ragazzi (boys) perché i campionati Federali FIGC non avevano alcun limite di età, mentre le squadre uliciane dovevano lasciare liberi i calciatori maggiorenni che non erano più schierabili per poter disputare i successivi campionati di Prima e Seconda Categoria; questi tornei non fossero legati ai campionati federali FIGC e perciò le squadre vincenti non erano promosse in Seconda oppure Terza Divisione regionale (dato di fatto risultante dai comunicati ufficiali regionali pubblicati su "Il Littoriale"), e perciò le squadre che decidevano di iscriversi ai campionati regionali lo facevano per vincolare i calciatori per un anno ed erano soggetti al nuovo e differente tesseramento federale; fino al 1927 chi organizzava questi tornei era il Comitato Locale che non doveva rendere conto a nessun Comitato Regionale del proprio operato perché i Comitati regionali erano una struttura FIGC e in seno all'ULIC i comitati provinciali e regionali non esistevano perché il delegato locale ULIC rispondeva del suo operato solo alla Presidenza di Torino oppure al Comitato Centrale Direttivo (C.C.D.) che fu abolito solo nel 1931; L'ULIC non aveva le liste di trasferimento, e perciò non esistono questi documenti nominativi, presenti solo a livello federale FIGC; i Comitati locali ULIC non avevano la qualifica di "Provinciale" perché in una stessa provincia coesistevano vari "Comitati Locali" e questo è successo anche per la Sezione Propaganda fino al 1947, anno della riforma della S.P.
Storia dal 1909 al 1927 È veramente difficile trovare sui documenti ufficiali della F.I.G.C. dei riferimenti specifici ai campionati dedicati ai giovani. Di fatto anche sul "Regolamento Campionati" pervenutoci dopo l'Assemblea Federale che sancì la trasformazione nella F.I.F. in F.I.G.C. emanato da questa l'8 agosto 1909 e pubblicato dal settimanale sportivo milanese "Lettura Sportiva" il 22 agostoIl settimanale sportivo "Lettura Sportiva" è conservato rilegato dalla Biblioteca nazionale braidense di Milano e lo stesso documento è stato poi pubblicato dal libro "Azzurri 1990 - Storia bibliografica emerografica iconografica della Nazionale Italiana di Calcio e del Calcio a Milano" di AA.VV. a p. 62 e 63, col patrocinio del "Ministero dei Beni Culturali e Ambientali" e della F.I.G.C., La Meridiana Editori Srl di Roma - maggio 1990. non esiste alcun riferimento specifico ai limiti di età per i calciatori che partecipavano ai campionati federali di Prima, Seconda e Terza Categoria e dalle rose delle squadre questo si evince soprattutto delle seconde squadre partecipanti ai campionati di Seconda e Terza Categoria.
Dopo la sistematica costituzione dei Comitati Regionali e al sensibile aumento delle iscrizioni dovuto alle trasformazioni del calcio avvenute nel 1912, molte società federate iniziarono a far crescere i ragazzi facendo loro giocare dei piccoli tornei fra coetanei mai disciplinati o gestiti dai comitati regionali.
Unica eccezione, peraltro non suffragata da documenti pubblicati su giornali dell'epoca e/o da libri recentemente pubblicati, sta nel fatto che il Comitato Regionale Laziale fra il 1910 e il 1915 organizzò dei tornei definiti di Quarta e Quinta Categoria fra squadre che disputavano tutte e tre le categorie dell'epoca. Tracce di questi tornei sono state reperite sulle cronache pubblicate dalla Gazzetta dello Sport fra febbraio e maggio di ogni stagione sportiva.Sia il libro "Pionieri del calcio romano" di Marco Impiglia, Roma - Edizioni "La Campanella" 2003 che il libro "100 anni Comitato Regionale Lazio - I CENTO anni del CR LAZIO - Tante storie, un'unica grande storia" di Roberto Avantaggiato e Rolando Mignini - edito dal C.R. Lazio F.I.G.C. L.N.D. il 30 agosto 2009, non hanno pubblicato alcuna nota che potesse definire eventuali limiti di età e come fosse disciplinata l'attività sportiva delle società che partecipavano a questi campionati. Nessun minimo accenno all'attività dei minorenni e/o "boys" visto che all'epoca i ragazzi erano sempre definiti con termini inglesi nell'ambito calcistico.
Il "liberismo" Già prima della sua fondazione, prima dell'inizio del conflitto mondiale, molte piccole società erano sorte sia nei capoluoghi di provincia, dove il calcio aveva trovato grandi consensi e spazi per poter "costruire" degli impianti sportivi, che al di fuori, in una provincia in cui solo in pochi comprensori il calcio aveva attecchito. Proprio perché si sentivano estranei a qualunque federazione sportiva decisero di distinguersi dalle società che già si definivano "indipendenti" iniziando a chiamarsi "i liberi".
I primi tornei per i giovani Erano soprattutto gruppi di ragazzi, studenti delle scuole medie, che nascevano come funghi e prima della maggiore età dei giocatori si sfaldavano. I loro erano tornei di borgata, senza un terreno di gioco fisso, senza porte e soprattutto senza scarpe e maglie regolamentari.
La loro prima occasione fu l'iniziativa promossa dal giornale sportivo torinese Lo sport del PopoloLa raccolta completa e rilegata del giornale Lo Sport del Popolo è conservata presso l'Archivio Storico della Città Torino che ha sede a Torino in Via Barbaroux 32, tel. +39 011-4431811 - fax +39 011-4431818 [email protected] Sito dell'Archivio (la pagina sportiva della Gazzetta del Popolo) che organizzò il Torneo dei primi calci nella primavera del 1914 un vero e proprio campionato giovanile per ragazzi fino ai 17 anni che non avessero mai preso la tessera federale con qualificazioni regionali in Piemonte, Liguria e Lombardia e finali a Torino. Terminato il torneo, nella stagione successiva, visto il notevole successo della manifestazione furono i Comitati Regionali ad organizzarsi e proporre dei campionati giovanili che riscossero molti consensi. Il blocco dell'attività sportiva all'inizio della Grande Guerra fu un duro colpo per il movimento sportivo, sia per i calciatori che per le società. Era appena finita l'estate del 1915 quando diverse squadre, rimaste in piedi sorrette dai soci più anziani e dai giovani non ancora partiti perché non arruolabili, si erano già riorganizzate e levando un comune coro di proteste chiesero alla Federazione la possibilità di organizzare almeno i tornei da loro gestiti e normalmente affidati a degli arbitri ufficiali e regolamentati da un programma approvato preventivamente dal Comitato Regionale.
Nasce l'U.L.I.C.
Il netto rifiuto da parte della Presidenza Federale a concedere delle agevolazioni per la riduzione delle tasse federali, proprio per i tornei riservati ai giovani dove gli arbitri erano di solito tutti residenti nella città in cui si giocavano le partire e quindi le spese di viaggio erano in pratica inesistenti, fu la goccia che fece traboccare il vaso già colmo.
Alcune società milanesi si unirono alle proteste di un gruppo di "mecenati" capitanati da "Papà Half", al secolo dr. Luigi Maranelli, che con forza reagì allo strapotere della Federazione e, stampato a Milano un proprio foglio di notizie a cui dettero nome Il Corriere dello Sport, iniziò a divulgare le idee "liberiste" pubblicando in data 21 luglio 1917 il primo comunicato ufficiale in cui si dichiarava la nascita dell'U.L.I.C. con nomina del primo Consiglio Direttivo.
Del Comitato costituente fecero parte Oreste Togni (presidente), Emilio Hirzel (vicepresidente) (fu vicepresidente e presidente dell'Internazionale di Milano tra il 1910 ed il 1914), rag. Franco Lomazzi (cassiere), Gaetano Tomè, Giuseppe Negri, ed il rag. U. Boccolari (consiglieri). Al gruppo fu invitato ad accettare la carica di consigliere onorario il rag. Leopoldo Paltenghi (fondatore della di Milano). La prima Commissione Arbitrale fu composta dal rag. Luigi Bosisio (ex atleta della Mediolanum, Segretario della F.I.F. nel 1905 e primo presidente della neodenominata F.I.G.C. nel 1909), dr. Luigi Maranelli e C. Carugati. Quale commissario sportivo fu nominato Giovanni Albini.
Dalle colonne del "Corriere dello Sport" (sottotitolato "Sotto l'usbergo del sentirsi puro....") Papà Half (così chiamato da tutti per il grande spirito propositivo, vero "centro" promotore di tutta l'attività uliciana) iniziò una dura battaglia contro la F.I.G.C. e del suo reggente l'Ing. Francesco Mauro, vicepresidente autoproclamatosi Commissario Pro-Tempore.
La F.I.G.C. non gradì affatto il distacco minacciato da , , ed altre squadre milanesi per la "Coppa Mauro 1917-1918", in cui alcuni dirigenti costrinsero l'arbitro a mettere in discussione la gara regolarmente vinta sul campo dal Legnano contro l'Inter per 1-0 annullandola per fuori gioco, e vietò alle squadre e ai giocatori federati di prendere parte ai campionati uliciani pena la radiazione. Questi provvedimenti vennero però disattesi, visto che anche giocatori importanti militavano nelle competizioni uliciane, come i fratelli Cevenini del che giocavano sia con i rossoneri che con l'Alfieri, finalista U.L.I.C. milanese. Molte squadre federate reagirono fondando una società giovanile satellite, con nome diverso (Iris Milan di Milano = U.S. Tergeste perché il Presidente dell'Iris Caldirola, volle dare alla sua squadra il nome romano della Trieste appena liberata), evitando di prendere parte ai campionati federali delle riserve e dei ragazzi (tanto non avevano l'obbligo di disputarli).
Il , squalificato per 5 mesi dal Comitato Regionale Lombardo (dopo la gara interna del 2 dicembre 1917 di Coppa Saronno persa 2-3 col Legnano con sassaiola verso l'arbitro mentre questi abbandonava il campo per andare alla stazione)Gazzetta dello Sport edizione Nord del 24 dicembre 1917., non riuscì a pagare una pesante multa (Lire 50) e preferì continuare l'attività con l'U.L.I.C. mettendo a disposizione a tutte le piccole società il proprio campo delle "Grazie Vecchie".
I "liberi giocatori" Al contrario della F.I.G.C., il "liberismo" di Papà Half aveva permesso a tutti i giocatori di poter giocare qualsiasi gara senza alcun vincolo di tesseramento nel massimo rispetto di tutti e di tutte le società affiliate, potendo cambiare tranquillamente squadra da una domenica all'altra (e questo fino alla fine del campionato 1924-1925).
Le squadre ed i giocatori non subivano punizioni pecuniarie e squalifiche a meno che il loro comportamento causasse una menomazione fisica all'avversario. In questo caso il giocatore doveva rimanere al di fuori dai campi di gioco fino al completo recupero della buona condizione fisica del giocatore infortunato. I giocatori che potevano prendere parte ai campionati erano soltanto i giovani mentre per i tornei a contorno del campionato non c'erano limiti di età.
Alla Prima Categoria potevano partecipare tutti i giocatori che non avessero ancora compiuto i 21 anni all'inizio della stagione. Per la categoria "Boys" all'inizio non era richiesto un minimo di età (lo si impose nel 1927 stabilendo i 14 anni già compiuti all'inizio della stagione), mentre era tassativo il limite di 16 anni non ancora compiuti all'inizio del campionato. Quando fu istituita la Seconda Categoria (dal 1919) si applicò lo stesso limite di età della Prima Categoria, ed in Seconda furono ammesse le squadre riserve e le "novizie" non ancora classificate con giocatori che non avessero disputato in prima squadra più di 3 partite.
I tornei uliciani