LArmenia (), ufficialmente Repubblica di Armenia (), è uno Stato dell'Asia occidentaleLa UN pone l'Armenia in Asia occidentale; World Factbook della CIA , , e Oxford Reference Online (fra gli altri) pongono l'Armenia in Asia., situato nel Caucaso meridionale; la capitale è Erevan.

Da un punto di vista storico-culturale, è strettamente legato all'Europa ed è un membro associato del Consiglio d'Europa. L'Armenia confina con la Turchia a ovest, la Georgia a nord, l'Azerbaigian a est, l'Iran e l'exclave azera di Naxçıvan a sud. È quindi uno Stato senza sbocco sul mare.

Etimologia del nome Il nome originario del paese era Hayq, divenuto poi Hayastan, traducibile come "la terra di Haik" (stan è un tipico suffisso persiano che indica un territorio). Secondo la leggenda, Haik era un discendente di Noè (figlio di Togarmah, nato da Gomer, a sua volta nato dal figlio di Noè, Jafet) e, secondo la tradizione ebraico-cristiana, antenato di tutti gli armeni. Haik si stabilì ai piedi del monte Ararat, partì poi per assistere alla costruzione della Torre di Babele e, una volta ritornato, sconfisse il re assiro Nimrod presso il lago di Van, nell'attuale Turchia.

Il termine Armenia fu coniato dai popoli confinanti a partire dal nome della tribù più potente presente nel territorio (gli armeni, appunto) e deriva da Armenak (o Aram), un discendente di Haik e un grande condottiero del popolo armeno. Fonti precristiane riportano invece la derivazione dal termine Nairi (cioè "terra dei fiumi"), che è l'antico nome della regione montuosa del paese e che viene utilizzato sia da alcuni storici greci sia dall'iscrizione di Bisotun, ritrovata in Iran e risalente al 521 a.C.

Storia

Secoli dopo i conflitti con la civiltà degli Ittiti, il primo impero armeno fu la civiltà di Urartu, che fiorì nel Caucaso e nell'Asia Minore orientale tra l'800 a.C. e il 600 a.C. Nel I secolo a.C., durante il regno di Tigrane II d'Armenia, l'Armenia costituiva un impero regionale che si estendeva dalle coste del mar Nero al mar Caspio e a quelle del Mediterraneo, ma nel 66 a.C. venne sconfitta dai Romani guidati da Pompeo; da quella data fu per secoli una delle poste in gioco prima fra Romani e Parti e poi fra Bizantini e Sasanidi.

Nel 301 l'Armenia fu il primo stato al mondo ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato, precedendo così di alcuni decenni l'Impero romano, dove anzi missionari armeni si recarono a diffondere il cristianesimo: in particolare, ricerche del 2019 portano a ritenere San Mercuriale, primo vescovo di Forlì, proprio di origine armena.

Con Gregorio Illuminatore fu istituita la Chiesa apostolica armena, che si separò dalle altre chiese cristiane dopo il Concilio di Calcedonia del 451. Con il succedersi delle dinastie e delle occupazioni di Parti, Romani, Arabi (dal 645), Mongoli e Persiani, lo stato armeno fu notevolmente indebolito.

Quando l'Armenia fu di nuovo un regno indipendente (884-1045), visse un rinascimento culturale, politico ed economico. Venne fondata una nuova capitale, Ani, ora in Turchia. Con la costruzione di Ani, l'Armenia divenne una popolosa e prospera nazione che ebbe influenza politica sulle nazioni vicine. Sebbene la nativa dinastia dei Bagratidi, alla quale gli Arabi avevano affidato la corona d'Armenia, si trovasse in circostanze favorevoli, il sistema feudale indebolì gradualmente il paese, erodendo il sentimento di lealtà nei confronti del governo centrale.

Nel 1071, dopo la sconfitta di Bisanzio da parte dei Turchi Selgiuchidi guidati da Alp Arslan nella battaglia di Manzicerta, anche l'Armenia Maggiore venne conquistata. Migliaia di famiglie cristiane, guidate da un familiare dell'ultimo re di Ani, lasciarono l'Armenia e si insediarono in terre straniere, come la Cilicia. La situazione diede ai Curdi l'opportunità di espandersi nel territorio dell'Armenia in Anatolia. Dal 1080 al 1375, il centro politico della nazione armena si spostò verso sud, come Regno armeno di Cilicia, con i suoi stretti legami con gli Stati crociati, primo fra tutti la contea di Edessa, per i comuni interessi anti-bizantini e anti-islamici; finché i Mamelucchi d'Egitto non lo conquistarono.

Nel 1454, un anno dopo la conquista di Costantinopoli da parte di Maometto II, l'impero ottomano e la Persia dominata dai Safavidi si spartirono la regione. Il Sultano invitò l'arcivescovo armeno a stabilire un patriarcato a Costantinopoli. Gli armeni di Costantinopoli divennero una componente rispettabile della società ottomana, mentre gli altri armeni subivano le angherie dei vari pascià e bey e pagavano esosi tributi imposti dalle tribù curde.

Tra il 1813 e il 1828 il territorio che corrisponde all'attuale Armenia (i khanati di Erevan e Karabakh) fu temporaneamente annesso all'Impero russo. In seguito alle guerre Russo-Turche (1828-1829) l'Impero ottomano cedette una parte del territorio armeno all'Impero Russo. Nel XIX e XX secolo le ambizioni della Russia di penetrare nel territorio armeno erano legate all'obiettivo di trovare uno sbocco sul Mar Mediterraneo. Nonostante le riforme di Abdülmecid I nel 1839, la situazione degli armeni ottomani cominciò a peggiorare (Massacri hamidiani del 1895-96), rendendo gli armeni sempre più filo-russi e infidi per gli ottomani.

Negli ultimi anni dell'Impero ottomano (1915-1923), molti armeni residenti nell'Anatolia orientale (che erano perciò chiamati dai loro connazionali "armeni occidentali") furono sterminati in quello che è stato successivamente definito il "genocidio armeno". Secondo le stime, le vittime oscillavano fra e persone. Il genocidio viene commemorato dagli armeni di tutto il mondo il 24 aprile.

Nel corso della rivoluzione russa, nel settembre 1917 si tenne la convenzione di Tiflis (Tbilisi), in cui si elesse un Consiglio Nazionale Armeno. Tuttavia, la firma del patto russo-ottomano del 1º gennaio 1918 permise a Wehib Pascià di attaccare la nuova Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, cui dal 28 maggio succedette la Prima Repubblica di Armenia (o "Prima Repubblica Armena"), con l'appoggio di irregolari curdi e successivamente dei Tatari dell'Azerbaigian. Benché l'Armenia occidentale fosse riconosciuta come parte della Repubblica di Armenia nel Trattato di Sèvres (10 agosto 1920), la sconfitta militare contro i Turchi (Trattato di Alexandropol, il 2 dicembre 1920) e la successiva invasione da parte delle truppe bolsceviche russe (29 novembre - 4 dicembre 1920) costrinsero il 4 marzo 1922 l'Armenia a entrare a far parte della Repubblica Transcaucasica, una delle repubbliche dell'Unione Sovietica, la quale l'11 settembre firmò il Trattato di Kars, con cui cedeva alla Turchia ulteriori territori armeni. Solo nel 1936 fu costituita la Repubblica Socialista Sovietica Armena.

Nel 1988, la parte settentrionale del Paese fu sconvolta da un violentissimo terremoto.

L'Armenia dichiarò la sua indipendenza dall'Unione Sovietica il 21 settembre 1991. Negli ultimi decenni il paese è stato impegnato in un lungo conflitto con l'Azerbaigian per il controllo del Nagorno Karabakh, un'exclave armena in territorio azero che fu assegnata al governo di Baku da Stalin. I due stati si sono affrontati nel 1988 per il controllo dell'enclave, conflitto che è esploso a seguito dell'indipendenza di entrambi i paesi avutasi con la dissoluzione dell'URSS (1991). Nel maggio 1994, con la proclamazione del cessate il fuoco, le autorità armene controllavano non solo l'intero Nagorno Karabakh ma anche alcune adiacenti porzioni di territorio al di fuori degli originari confini dell'oblast. Le economie di entrambi gli stati hanno sofferto a causa della guerra del 2020, soprattutto per via dei reciproci blocchi commerciali. In seguito l'Armenia ha subito ulteriori conseguenze negative a causa dell'offensiva azera nel Nagorno Karabakh del 2023, che ha portato alla fine dell'esistenza dello Stato a riconoscimento limitato autoproclamato della Repubblica dell'Artsakh (sostenuta nei precedenti conflitti dall'Armenia).

Geografia

Dal punto di vista geografico l'Armenia è situata nel continente asiatico (Asia occidentale), per quanto dal punto di vista storico-culturale presenti somiglianze con gli stati europei.

Morfologia L'Armenia è un territorio prevalentemente montuoso, senza sbocchi sul mare, ricco di vulcani spenti, risultato di un sollevamento della crosta terrestre venticinque milioni di anni fa che ha creato l'altopiano armeno e la catena del Caucaso Minore che si estende dal nord dell'Armenia verso sud-est, tra il lago Sevan e l'Azerbaigian, fino al confine con l'Iran.

Rischio sismico L'Armenia si trova nel cuore di un'area ad alto rischio sismico. La regione è infatti sottoposta alla forte e costante pressione della placca tettonica della Penisola arabica già staccata dal continente africano e che continua a “premere” verso nord-est, scontrandosi con la placca eurasiatica. La subduzione e la collisione, che sono all'opera da milioni di anni, sono responsabili dell'esteso vulcanismo che caratterizza l'area. Sono stati mappati più di 500 vulcani quaternari; per la maggior parte sono vulcani monogenici, ma molti sono stratovulcani, incluso l'Ararat, simbolo del paese ma appena al di fuori del territorio armeno. Sono state documentate diverse eruzioni preistoriche e storiche e l'attività tettonica non si è fermata come dimostrano i frequenti terremoti, l'ultimo dei quali uccise tra le venticinquemila e le trentamila persone il 7 dicembre 1988, in particolare distruggendo le città di Spitak e Leninakan, e devastando Gyumri, la seconda città del paese.

Idrografia L'Armenia è ricca di acque dolci, solo il lago Sevan ne contiene . Il lago Sevan, ad un'altezza di circa è di gran lunga il più esteso del paese, essendo il secondo, il lago Arpi, esteso appena l'1,75% rispetto al primo. Dal lago Sevan nasce l'Hrazdan che attraversa la capitale Erevan al centro del paese per sfociare nell'Aras, al confine con la Turchia, il fiume più lungo del paese ( in territorio armeno), che raccoglie anche le acque dell'Akhurian, il secondo fiume per lunghezza, per formare un'ampia valle pianeggiante condivisa tra Armenia, Turchia e più a valle Iran e Azerbaigian. Più a sud si trovano il fiume Vorotan, anch'esso affluente dell'Aras in territorio azero.

Il fiume Aras indica il confine con la Turchia.

Sul versante opposto, in una stretta gola a nord, scorre il Debed, sulla via per la Georgia, nel punto più basso del paese.

Clima Il clima è di tipo continentale e dato che le catene montuose fermano le influenze del mar Mediterraneo e del Mar Nero comprende estati calde e inverni freddi; le precipitazioni variano molto da zona a zona: lungo le rive del fiume Aras, la zona più arida del paese, superano raramente i , mentre alle altitudini più elevate raggiungono gli l'anno.

Società

La popolazione secondo i dati relativi al luglio 2005 era di Dato questo decisamente controverso: secondo la stima dell'Istituto Nazionale di Statistica Armeno sarebbe di circa , secondo altre fonti un numero molto variabile tra 2 e 4 milioni abitanti, con un'età media di circa 33 anni e un tasso di crescita del -0.25%; l'Armenia è il secondo paese più densamente popolato dell'ex-Unione Sovietica con 101 ab/km². Tuttavia, la popolazione è fortemente in declino. Una delle cause principali di questo fenomeno è rappresentata dall'emigrazione, uno dei problemi più gravi che il paese si è trovato ad affrontare sin dal crollo dell'URSS. A peggiorare la situazione contribuisce un tasso di natalità piuttosto basso che rende negative le previsioni di lungo periodo. Negli ultimi anni la tendenza pare tuttavia essersi modificato, per via dei molti armeni tornati in patria dalla diaspora e del graduale miglioramento dell'economia che ha portato ad un leggero incremento naturale della popolazione.

Demografia

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