Le Havre (AFI: ; in normanno Lé Hâvre, "il porto") è un comune francese di abitanti situato nel dipartimento della Senna Marittima nella regione della Normandia.

La città è situata sulla riva destra dell'estuario della Senna ed è importante per il suo porto affacciato sulla Manica. Per il traffico di merci si posiziona al secondo posto in Francia, subito alle spalle di quello di Marsiglia e contemporaneamente si piazza al nono posto in Europa per quanto riguarda il numero di container movimentati.

L'UNESCO, il 15 luglio 2005, ha inserito il centro della città di Le Havre nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità. La superficie di 133 ettari rappresenta secondo l'UNESCO «...un esempio eccezionale d'architettura e d'urbanistica del dopo-guerra» ed è uno dei rari casi di siti contemporanei inscritti in Europa.

Geografia fisica Le Havre si trova sulla punta a sud-est del Pays de Caux. La città è incuneata tra il litorale ad ovest, l'estuario della Senna a sud e la costa a nord. La Senna ha segnato per molto tempo una frontiera naturale tra l'Alta e la Bassa Normandia. Per far fronte a questa situazione d'enclave relativo, le opere si sono moltiplicate: la più importante è il ponte di Normandia che collega le due rive della Senna.

Rilievi e geomorfologia Il comune di Le Havre è composto da due entità naturali separate da una falesia. La città bassa, che comprende il porto, il centro e i quartieri periferici, fu costruita su delle antiche paludi, che furono bonificate a partire dal XVI secolo. Il suolo è composto da terreno alluvionale depositato dalla Senna, mentre il centro della città è stato ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, su un metro circa di macerie. La città alta, che è costituita da sobborghi residenziali. Si tratta di altopiani inframmezzati da valloni aridi e zone terrazzate. La parte nord-ovest è la più alta (tra 90 e 115 metri d'altitudine). Il Capo Hève è situato a 100 metri circa.

Il clima In conseguenza della sua posizione sul litorale della Manica, il clima di Le Havre è oceanico. I giorni con minore vento sono rari e i venti dominanti, che provengono da sud-ovest, portano l'influsso del mare tutto l'anno. Secondo i rilievi della stazione meteorologica di Capo Hève (1970-1999), ci sono 24 giorni all'anno in cui la temperatura scende sotto gli 0 °C e 14 giorni in cui è sopra i 25 °C.

Spazi verdi La città ha saputo conservare degli estesi spazi verdi (280 ettari circa): oltre alla moltitudine di parchi nella città bassa, la foresta di Montgeon è il vero polmone verde della città. Vi si trovano dei laghi, un camping, una serra tropicale, una voliera, ed è costituita dai resti della grande foresta che ricopriva tutta la regione di Caux durante la preistoria. È stata acquistata dalla municipalità nel 1902 e sistemata da Michel Bejot tra il 1966 ed il 1971. Gli altri spazi verdi sono:

Il parco di Rouelle: 150 ettari di bosco, di paludi e di stagni, 20 km di sentieri, un arboreto con 200 essenze differenti, un centro equestre; I giardini della spiaggia: una duna artificiale di sabbia con piante di ammofila, un fiume d'acqua dolce cosparso di piante acquatiche ed un prato all'inglese; Il giardino di Saint-Roch: situato nel centro della città ricostruita da Auguste Perret, si trova al posto di un vecchio cimitero per appestati. È stato aperto nel 1868 ed ha subito dei profondi rimaneggiamenti dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; I giardini del Municipio, che rispecchiano la trama urbanistica voluta da Perret. Sono dei giardini alla francese decorati da fontane e da più di 1.000 m² di aiuole fiorite; Il parco Hauser che si compone di un giardino paesaggistico e di una foresta naturale su una superficie di 7.000 m². È un rifugio per i rapaci in pieno centro della città; I giardini del priorato di Graville, sistemati su un terrazzamento che strapiomba sulla Senna.

Storia La città di Le Havre è relativamente recente, fu fondata l'8 ottobre 1517 da Francesco I. Conobbe un forte incremento demografico grazie al dinamismo del suo porto. I bombardamenti del 1944 segnarono una divisione importante nella storia della città e nello spirito dei suoi abitanti. Oggi, i progetti urbani e portuali si moltiplicano, per fare fronte alle sfide economiche e sociali del XXI secolo.

Prima di Francesco I

Qualche traccia preistorica è stata riesumata nella regione dell'estuario e nella foresta di Montgeon.

Nell'antichità, il traffico fluviale sulla Senna era in relazione con il dinamismo delle città dell'estuario (porto di Caracotinum, incentrato su Harfleur) ed una strada romana portava da Lillebonne (Luliobona) a Sainte-Adresse (capoluogo della regione Pays de Caux) passando per il territorio dell'attuale comune di Le Havre; molti siti archeologici del periodo romano sono stati ritrovati dagli archeologi nell'agglomerato attuale.

Durante l'alto Medioevo, il porto dell'Eure era situato a sud-ovest di Harfleur, sulla riva marittima della Senna e serviva da riparo alle navi in attesa dell'alta marea, che permetteva di entrare nel porto; quello di Le Havre non esisteva ancora. Nell'XI secolo, venne costruito il porto di Honfleur, sulla riva sud dell'estuario della Senna. Le navi troppo cariche, non potevano risalire il fiume, pertanto si utilizzavano gli avamporti di Chef-de-Caux, a nord-ovest di Le Havre attuale, Harfleur e Leurre. L'estuario allora non aveva che qualche villaggio di pescatori ed agricoltori, e fu anche in quest'epoca che si organizzarono le prime parrocchie.

Dopo la guerra dei cent'anni, la rinnovata economia e la crescita degli scambi transatlantici fecero germogliare il progetto di un nuovo porto sulla riva nord dell'estuario della Senna. L'insabbiamento del porto di Harfleur ed il timore di uno sbarco inglese portarono Francesco I a fondare il porto di Le Havre e con lui la città.

La nascita di Le Havre Malgrado le difficoltà del terreno paludoso e le tempeste, il porto di Havre accolse le prime navi nell'ottobre del 1517. L'8 ottobre 1517, Francesco I firmò la carta della fondazione della città.

Il re nell'agosto 1520 rese perpetui i privilegi degli havresi. La funzione militare fu anch'essa incoraggiata: Le Havre divenne uno dei punti di raccolta della flotta francese durante le guerre. Gli arsenali si svilupparono e le navi partivano verso nuove terre, il nuovo mondo attirava avventurieri e qualcuno partì anche da Le Havre. Alla fine del XVI secolo, il contrabbando prese il sopravvento e Le Havre vide arrivare prodotti americani come cuoio, zucchero e tabacco.

Nel 1536 furono intrapresi da Guillaume de Marceilles i primi lavori di costruzione della futura cattedrale di Notre-Dame e nel 1541 Francesco I incaricò l'architetto italiano Girolamo Bellarmato di progettare le fortificazioni e l'impianto urbanistico della città. Gli vennero concessi i pieni poteri e pertanto organizzò il quartiere di Saint-François secondo norme ben precise.

Le Havre durante le guerre di religione La Riforma in Normandia conobbe un successo relativo: i piccoli nobili di Caux ne furono influenzati, tanto che nel 1561 venne costruita una chiesa protestante. L'8 maggio 1562 gli Ugonotti attaccarono Le Havre ma, temendo un contrattacco delle armate reali, si ritirarono verso gli Inglesi, che inviarono delle truppe (6.000 fanti e 300 cavalieri comandati dal conte di Warwick), occuparono la città e costruirono il forte Warwick oltre a quattro bastioni, in virtù del trattato di Hampton-Court.

Le truppe di Carlo IX, comandate dal connestabile di Montmorency, attaccarono Le Havre nel luglio 1563 e gli inglesi furono finalmente cacciati, mentre il forte Warwick fu distrutto su ordine del re di Francia.

XVII e XVIII secolo

La funzione di difesa di Le Havre fu riconfermata e l'opera di ammodernamento del porto iniziò nel XVII secolo: su ordine del cardinale Richelieu, governatore della città e primo ministro di Luigi XIII, venne sistemato l'arsenale, le difese furono rinforzate e venne costruita una fortezza.

Le Havre affermò la sua vocazione marittima ed internazionale soprattutto nel corso del XVII secolo: dal 1642 si installò la Compagnia francese delle Indie Orientali, si importavano prodotti esotici (zucchero, cotone, tabacco, caffè e diverse spezie) e la tratta dei Neri, particolarmente nel XVIII secolo, arricchì i mercanti havresi. Tuttavia il commercio marittimo fu sottomesso alle relazioni internazionali ed al contesto europeo, le guerre di Luigi XIV e di Luigi XV interruppero solo momentaneamente lo sviluppo di Le Havre. Gli Inglesi bombardarono a più riprese la città.

Alla fine del XVIII secolo la cittadella fu abbandonata e diventò una semplice caserma.

Lo sviluppo economico di Le Havre si tradusse in un incremento della popolazione (20.000 abitanti nel 1789), ma anche in una trasformazione del porto e della città, con installazioni di manifatture di tabacco nel quartiere di Saint-François e l'ampliamento dei cantieri navali. Nel 1786, durante una visita di Luigi XVI, il re approvò il progetto d'espansione della città e fu Lamandé che si incaricò di moltiplicare per quattro la superficie della medesima.

Le Havre durante la rivoluzione (1789-1815) Tra il 1789 ed il 1793, il porto di Le Havre era il secondo della Francia, dopo quello di Nantes. Gli scambi commerciali proseguirono fino alla guerra, anche dopo l'abolizione della tratta dei neri il porto rimase sempre una posta strategica grazie al commercio dei cereali (approvvigionamento di Parigi) ed alla vicinanza del nemico inglese.

L'anno 1793 fu difficile per la Francia, come anche per Le Havre, in conseguenza della guerra, delle insurrezioni federaliste e del marasma economico. Il Terrore religioso trasformò la cattedrale di Notre-Dame in tempio della Ragione e sotto l'impero Napoleone I giunse a Le Havre ed ordinò la costruzione del forte. A causa della guerra contro l'Inghilterra e del blocco, l'attività del porto si ridusse e quella dei corsari aumentò, contestualmente la popolazione di Le Havre diminuì fino a 16.000 abitanti.

La prosperità di Le Havre nel XIX secolo

La fine delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche, permisero al commercio di riprendere normalmente, nella misura in cui si allontanava la minaccia britannica. Il contesto della pace ritrovata e lo sviluppo economico portò un afflusso importante di popolazione. Molti indigenti s'insediarono nel quartiere insalubre di Sain-François e le epidemie di colera, di tifo, di febbre, oltre all'alcolismo ed alla mortalità infantile fecero molte centinaia di morti negli anni tra il 1830 ed il 1850, particolarmente nelle classi povere.

I ricchi mercanti havresi erano una grande minoranza ma il loro numero aumentò, si fecero costruire delle belle residenze fuori dai bastioni e sulla costa. Ma le fortune costruite rapidamente potevano sparire altrettanto velocemente e provocare delle rovine clamorose. Durante tutto il XIX secolo, l'aspetto cosmopolita della città portuaria non fece che rafforzarsi: durante il periodo di prosperità marittima la manodopera della regione di Caux venne spinta verso Le Havre a causa della crisi della tessitura e l'impianto di una larga comunità bretone (10% della popolazione havrese alla fine del XIX secolo) modificò la vita culturale di Le Havre. Il successo economico della città attirò gli imprenditori anglosassoni e nordici, nelle strade e nelle officine si incontravano prima Italiani, polacchi e poi magrebini.