Canon EOS (acronimo di Electro-Optical System) è una serie di fotocamere reflex e mirrorless prodotta da Canon.
Introdotta da Canon nel 1987 e realizzata per funzionare con l'attacco EF, sostituto del precedente FD, la serie EOS comprende principalmente fotocamere SLR a pellicola 35 mm e digitali con sensori di formati pieno, APS-H e APS-C.
Il primo modello messo in commercio è stato la EOS 650.L'acronimo fu scelto anche in riferimento alla divinità greca Eos, dea dell'aurora. È spesso pronunciato come un'unica parola, sebbene sia ugualmente corretto scandire le singole lettere, dal momento che anche quest'ultima pronuncia ha senso logico.
Dal punto di vista commerciale, la serie Canon EOS è in diretta competizione con la serie F della Nikon e le sue successive evoluzioni, nonché con i sistemi reflex con autofocus prodotti da Olympus, Pentax, Sony/Minolta e Panasonic/Leica. In molti paesi, le fotocamere EOS hanno conquistato una fetta di mercato più ampia rispetto ai concorrenti.
I sistemi Canon EF
L'innesto a baionetta EF è il cuore delle fotocamere EOS. Nato per sostituire il precedente FD, con il quale non è retrocompatibile, l'EF fu progettato in modo che non vi fossero collegamenti meccanici tra le parti mobili della lente e quelle del corpo macchina. L'apertura e la messa a fuoco vengono controllate esclusivamente tramite contatti elettrici e corrette tramite motori installati nell'obiettivo stesso. Questa soluzione ha apportato diversi benefici rispetto al precedente sistema: l'innesto è più semplice e durevole, ciascun obiettivo è dotato di un motore autofocus appositamente progettato e, in caso di guasto ad un motore, è il singolo obiettivo a dover essere sostituito o riparato, mentre tutti gli altri continuano a funzionare. Se invece il motore autofocus è collocato nel corpo macchina e si guasta, l'autofocus smetterà di funzionare per tutti gli obiettivi.
Uno dei motivi per cui si ritenne necessario riprogettare il sistema degli obiettivi Canon fu l'introduzione dell'autofocus, avvenuta nella seconda metà degli anni ottanta. Questa nuova tecnologia, lanciata sul mercato da Pentax nel 1981 con il modello ME F, indusse Canon ad implementarla realizzando un attacco ex novo invece di modificare l'innesto FD, in modo simile a quanto già fatto da Minolta nel 1985 e diversamente da Nikon che, al contrario, decise di aggiornare il già esistente innesto F. Tale scelta, per quanto rischiosa, fu dettata dal fatto che chi acquistava una EOS era costretto a rivedere il proprio parco macchine e aveva grosse difficoltà ad accedere al mercato dell'usato. Scelte progettuali come il motore incorporato nell'obiettivo (un omaggio al primo AF di Pentax) permisero un maggiore margine d'utilizzo sui corpi macchina rispetto ad altri marchi, consentendo maggiori investimenti pubblicitari, tanto che, tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta del Novecento, la maggioranza dei fotografi passò al sistema Canon. Alla fine del XX secolo, la filosofia progettuale inaugurata da Canon con la serie EOS era ormai diventata lo standard anche tra tutti gli altri produttori di reflex 35 mm.
Le sigle Sin dall'introduzione, la serie EF si è espansa fino a coprire tutti i tipi di lenti e le applicazioni fotografiche. I vari modelli di obiettivi Canon EF si identificano, oltre che per la lunghezza focale, per una serie di caratteristiche spesso indicate come sigle nella nomenclatura dell'obiettivo stesso. Ne vengono di seguito elencate alcune. USM (UltraSonic Motor): obiettivo dotato di motore ultrasonico. I modelli non appartenenti alle serie "L" e "DO" sono contraddistinti esteriormente da un bordino color oro che ne contorna la zona frontale. Tutti gli obiettivi recano inoltre la sigla USM contestualmente ai dati dell'obiettivo. IS (Image Stabilizer): obiettivo con stabilizzatore d'immagine; DO (Diffractive Optics): obiettivo con almeno un elemento ottico diffrattivo, impiegato solamente da Canon sulla propria linea di obiettivi; in abbinamento a lenti tradizionali permette la realizzazione di schemi ottici più compatti a ridottissima aberrazione cromatica. Questi obiettivi sono contraddistinti esteriormente da un bordino verde che ne contorna la zona frontale, recano inoltre la sigla DO scritta in verde contestualmente ai dati dell'obiettivo. EF-S: gli obiettivi EF-S sono progettati per esclusivo utilizzo sulle reflex digitali con sensore di formato APS-C, quindi non full-frame L (Luxury): la lettera L identifica gli obiettivi EF di fattura superiore, dedicati ai professionisti; impiegano elementi ottici speciali e sono costruiti con materiali e tecniche di altissima qualità. Questi obiettivi sono contraddistinti esteriormente da un bordino rosso che ne contorna la zona frontale, recano inoltre la lettera L scritta in rosso contestualmente ai dati dell'obiettivo. I supertele ed i superzoom hanno il corpo verniciato di colore bianco per evitare che il calore del sole deformi il barilotto provocando un disallineamento delle lenti interne TS (Tilt/Shift): con questa sigla vengono identificati gli obiettivi decentrabili, a basculaggio indipendente II/III: numeri romani che indicano il numero di revisione di un obiettivo STM (Stepper Motor): motore di messa a fuoco elettronico, fluido e silenzioso
EOS EF-M
Canon è entrata, a partire da luglio 2012, nel settore di mercato delle EVIL con la linea EOS M, che viene classificata con la denominazione alternativa Compact System Camera. Su alcuni modelli è disponibile come accessorio opzionale il mirino elettronico da montare sulla staffa del flash. Questa serie condivide parte dell'elettronica con la serie EOS ma utilizza un attacco a baionetta più stretto denominato EF-M. Gli obiettivi EOS sono comunque utilizzabili tramite un adattatore.
EOS R
Fotocamere Ad agosto 2008, la serie EOS contava più di 55 modelli nella gamma di fotocamere reflex, a iniziare dalla EOS 650 introdotta nel marzo 1987. Negli anni novanta Canon avviò una collaborazione con Kodak al fine di produrre i primi corpi macchina digitali, che si concretizzò con la EOS DCS3 introdotta nel 1995. La prima fotocamera reflex digitale interamente progettata e prodotta da Canon fu la EOS D30, presentata nel 2000.
Nel 1991 ha prodotto una fotocamera a fuoco manuale, con la restante tecnologia condivisa con il sistema EOS, compreso il sistema a baionetta EF, ma ufficialmente non appartenente alla stessa linea, la Canon EF-M.Occorre fare distinzione tra la Canon EF-M, fotocamera che utilizza il normale attacco EF, e l'omonimo sistema a baionetta utilizzato dalle mirroless della serie EOS M, non compatibile (se non tramite un anello adattatore) con gli obiettivi EF. Gli obiettivi con attacco EF-M non sono utilizzabili sulla Canon EF-M per insufficiente copertura ottica e per il minore tiraggio. È dotata di tutte le funzioni di esposizione automatica e manuale ma mancando di sistema autofocus è equipaggiata con un vetrino di messa a fuoco "split-screen" che permette di ottenere un fuoco manuale preciso.
Nel 1996 durante parallelamente alla vendita di camere digitali Canon ha anche realizzato due fotocamere EOS progettate per utilizzare la pellicola formato APS, la EOS IX e la EOS IX Lite.
Nel 2018 ha lanciato la EOS R con l'attacco RF, differente dall'attacco EF ma compatibile con questo tramite adattatore ad anello.
Messa a fuoco Eye Control Le fotocamere EOS dotate di messa a fuoco "Eye Control" (eye-controlled focusing, ECF) sono in grado di selezionare automaticamente il corretto punto di autofocus seguendo i movimenti oculari dell'utente, tracciandoli mentre guarda attraverso il mirino. L'ECF si è dimostrato particolarmente utile nella fotografia sportiva, nella quale il soggetto può spostarsi molto rapidamente all'interno dell'inquadratura.
Ha da sempre riscosso pareri contrastanti: alcuni fotografi, ad esempio, non lo ritengono sufficientemente affidabile per un uso quotidiano mentre altri dichiarano di essere in grado di utilizzarlo con grande precisione. Molto dipende, quindi, dall'approccio del singolo utente. Sembra comunque che l'utilizzo di occhiali ne riduca l'accuratezza in certi casi.
I corpi macchina EOS equipaggiati con ECF sono EOS 5, EOS 3, EOS 50e, EOS 30 ed EOS 30V.
Ghiera di controllo rapido Quasi tutte le fotocamere EOS di fascia professionale o semi-professionale presentano sul retro una ghiera di controllo rapido (quick control dial, QCD). La QCD permette un rapido accesso alle funzioni della fotocamera usando il pollice della mano destra, ed è utilizzata per le funzioni di uso comune che richiederebbero altrimenti lunghe e complicate procedure per attraversare le voci di menu.
I modelli dotati di ghiera di controllo rapido possono dunque facilmente essere utilizzati con una sola mano (indice sulla ghiera principale, pollice sulla QCD) senza staccare l'occhio dal mirino.
Alcune utili funzioni per le quali è programmata la QCD comprendono l'impostazione della compensazione dell'esposizione, l'apertura del diaframma durante l'impiego della modalità manuale, lo scorrimento delle immagini memorizzate e dei menu (nelle fotocamere EOS digitali).
Sistema di autofocus a più punti Le fotocamere EOS di fascia alta hanno fino a 45 punti di autofocus (AF), il numero più alto nella loro categoria prima che venissero sorpassate dalle reflex digitali Nikon D3 e D300. Un numero elevato di punti di autofocus aumenta le possibilità di ottenere fotografie nitide in situazioni in cui il soggetto si muova molto velocemente nell'inquadratura, per esempio nella fotografia sportiva o naturalistica. È probabile che numero, caratteristiche e prestazioni dei sistemi autofocus a più punti continueranno ad evolversi costantemente: a maggio 2017 la fotocamera digitale con il più alto numero di punti di autofocus è la α9 prodotta da Sony.
Poter disporre di così tanti punti di autofocus serve anche a sollevare il fotografo dall'essere costretto ad utilizzare il metodo di inquadratura basato sul blocco della messa a fuoco, poiché il soggetto finirà molto probabilmente dall'essere "coperto" da più di un punto di messa a fuoco anche durante la ricomposizione dell'inquadratura. Sebbene il sistema sia in grado di selezionare automaticamente il punto di messa a fuoco corretto, la fotocamera consente comunque all'utente di selezionare manualmente quello preferito.
La famiglia EOS-3, EOS-1v e EOS-1D presenta un sistema autofocus a 45 punti, mentre la maggioranza delle fotocamere EOS più recenti ha un sistema a 7 o 9 punti distribuiti a croce. Le EOS 20D e 400D presentano invece un sistema AF a 9 punti disposti a diamante. La EOS 5D ha migliorato ulteriormente il sistema a 9 punti introducendone sei aggiuntivi "invisibili" (ovvero non selezionabili dall'utente) che aiutano la fotocamera a mettere a fuoco più velocemente un soggetto in movimento.
Nelle prime generazioni del sistema AF a 45 punti, la colonna centrale larga 1 o 2 sensori (7 in tutto, fino alla EOS-1Ds Mark II o alla EOS-1D Mark II N) è formata dai più precisi sensori "a croce". La più recente EOS-1Ds Mark III presenta 19 sensori a croce per una maggiore accuratezza, alcuni dei quali sono disposti in maniera da rendere più agevole l'applicazione della regola dei terzi.
Nomenclature dei modelli Lo schema adottato da Canon per la nomenclatura delle fotocamere EOS non è molto intuitivo, di conseguenza il segmento di mercato a cui un particolare modello è indirizzato può non essere immediatamente comprensibile per il consumatore. Il fatto che un determinato modello sia commercializzato con nomi diversi in differenti parti del mondo può generare ulteriore confusione: ad esempio, il modello che in Europa e nel resto del mondo è noto come EOS 300, in America è denominato EOS Rebel 2000 e in Giappone EOS Kiss III.