Le brigate anarchiche operanti nella resistenza italiana furono attive durante la seconda guerra mondiale, soprattutto nel Centro e Nord Italia.informazioni generiche Formazioni e Locazione GLI ANARCHICI E LA RESISTENZA
Toscana Pistoia e zone limitrofe A Pistoia combatte la brigata anarchica Squadre Franche Libertarie Silvano Fedi, nucleo fondato dallo stesso Silvano Fedi insieme a Egisto e Minos Gori, Tito e Mario Eschini e Tiziano Palandri e composta da 53 milizianiPer Silvano Fedi si veda in Patria Indipendente 29 ottobre 2006, Resistenza italiana e rivoluzione - il sogno di Silvano Fedi, di Onofrio Gori . Oltre alla guerriglia contro i nazifascisti, la brigata è impegnata anche nel rifornimento di armi per altre formazioni partigiane e nella liberazione dei compagni catturati. Fedi, figura di combattente divenuta leggendaria, cade in un'imboscata dai risvolti poco chiari, in quanto tesa da italiani, come testimonia l'anarchico Enzo Capecchi, che per un breve periodo succederà Fedi al comando. Fedi riceverà la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Sotto il comando di Artese Benesperi, la brigata "Silvano Fedi" è la prima ad entrare nella Pistoia liberata dai nazifascisti Il sogno rivoluzionario di Silvano Fedi, comunista libertario, eroe della Resistenza pistoiese. Parla Artese Benesperi, suo amico e compagno di lotta.. Alle 5 del mattino, appena la brigata entra in città, la bandiera rossa e nera degli anarchici viene issata sul campanile del duomo, per poi essere sostituita da un tricolore qualche ora più tardi. A Lucca e in Garfagnana agisce la brigata autonoma Manrico Ducceschi, formata in buona parte da anarchici, che ha al suo attivo la cattura di circa 8000 nazifascisti e perde circa 300 uominisi veda in Ducceschi e Fedi, due destini intrecciati? e il sito dedicato a Manrico Ducceschi .
Carrarese e Lunigiana Una citazione dal sito ANPI sintetizza in modo chiaro la situazione in questa zona:
In Lunigiana una nota formazione anarchica dall'indiscussa efficienza militare fu il battaglione "Lucetti" (la cui canzone, Dai monti di Sarzana, si può trovare qui). La "Lucetti", citata nel libro Il coraggio del pettirosso di Maurizio Maggiani, è una della tante formazioni anarchiche su cui la storiografia ha dato scarse informazioni. Secondo Maggiani, nemmeno i nazifascisti riuscirono a stanare dalle montagne i partigiani della "Lucetti", ma solo i carabinieri dopo la Liberazione. Altri gruppi furono la brigata "Michele Schirru", o "Lucetti 2", la divisione Lunense delle Brigate GaribaldiSi veda in Brigate partigiane sulla Linea Gotica occidentale , la SAP "R. Macchiarini", la SAP-Fai e la formazione "Elio Wochiecevich", al cui vicecomandante, Giovanni Mariga, venne assegnata la Medaglia d'Oro al Valor Militare, rifiutata per coerenza nei confronti dell'ideologia anarchica. Nella brigata militava anche Belgrado PedriniPer queste formazioni si veda, nel sito socialismo libertario.it, la nota su Anarchici a Carrara. La Resistenza anarchica fu particolarmente sviluppata in una zona dalle solide tradizioni libertarie e nella quale i nazifascisti, nell'agosto del 1944, perpetrarono massacri immondi come quello di Sant'Anna di Stazzema (560 morti), di Vinca (173 morti), di San Terenzo Monti (163 morti) ecc.Si veda, in Archivi della Resistenza, la :
Livorno
A Livorno, i gruppi anarchici sono tra i primi ad impossessarsi delle armi custodite nelle diverse caserme dalla città e nei locali dell'Accademia Navale di Antignano. Vengono successivamente inquadrati nei Gruppi d'Azione Patriottica (GAP) e nelle Brigate d'assalto Garibaldi. Le formazioni con una forte componente anarchica operano nelle zone di Pisa, Livorno e nella Maremma, anche al fine di rifornire di armi altre bande partigiane. Tra le figure di spicco ci sono Virgilio Antonelli, confinato ed incarcerato dai fascisti senza soluzione di continuità dal 1926 al 1941, e Giovanni Biagini, noti in modo particolare per le iniziative per la liberazione di partigiani rastrellati e incarcerati.
Firenze
A Firenze, il Partito d'Azione forma una banda armata sul Monte Morello. Il comandante è un anarchico, Lanciotto Ballerini, che morirà in combattimento. Nello scontro in cui rimase ucciso, Lanciotto affrontò da solo il nemico dando modo al grosso dei compagni di fuggire, riuscendo ad infliggere grosse perdite agli attaccanti e cadendo infine eroicamente alla mitragliatrice. Gli venne assegnata la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria. La sua vicenda ricorda quella del sovietico Fjodor, il gigante russo (soldato dell'Armata Rossa fuggitivo ed ancora adesso molto amato dai genovesi), e di Mario Betto, Spartaco. Nella zona operava un altro noto comandante partigiano Aligi Barducci, nome di battaglia POTENTE, anch'egli insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Nella formazione di Barducci confluiranno i miliziani di Ballerini dopo la morte di quest'ultimo. Grosseto si ricordano Pietro BianconiGLI ANARCHICI ITALIANI NELLA LOTTA CONTRO IL FASCISMO edizioni Archivio Famiglia Camillo Berneri
Lombardia Milano
A Milano, oltre ad alcuni gruppi minori, le formazioni anarchiche di maggior peso operativo furono le brigate "Bruzzi Malatesta"Mauro De Agostini, Franco Schirone, Per la rivoluzione sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-1945), Zero in condotta, Milano, 2015..
Pavia, Como, Brescia A Como è attiva la banda "Amilcare Cipriani", comandata da Tarcisio Robbiati. Nella zona di Pavia operano anche le brigate "Bruzzi Malatesta", in particolare la 2ª Brigata "Errico Malatesta", comandata da Antonio Pietropaolo. A Brescia l'ala anarchica converge in una formazione mista Giustizia e Libertà -garibaldina; fra gli aderenti a questa formazione si ricordano Bortolo Ballarini e Ettore Bonometti.
Lomellina Anche in Lomellina, a parte squadre anarchiche indipendenti composte da pochi miliziani, le più importanti formazioni anarchiche erano le brigate "Bruzzi Malatesta".
Piemonte Torino
A Torino industriale, con base formativa all'interno della Fiat, combatte contro i nazifascisti la brigata anarchica 33º battaglione SAP "Pietro Ferrero". Fra i caduti della brigata ci sono Dario Cagno, fucilato in quanto corresponsabile dell'uccisione del gerarca Domenico Giardina, e Ilio Baroni, che Torino ha ricordato con una lapide, già combattente negli Arditi del Popolo a Piombino e che muore durante l'insurrezione nella zona delle "Ferriere Piemontesi"riferimento .bibliografia specifica T. Imperato, Anarchici a Torino: Dario Cagno e Ilio Baroni.
Gruppi di difficile inquadramento Nelle medesime zone agivano anche squadre anarchiche autonome di piccola consistenza e delle quali è difficile recuperare documentazione.
Emilia-Romagna Ravenna
A Ravenna, nella 28ª Brigata Garibaldi, si ha una massiccia presenza anarchica. In questa formazione militano: Pirro Bartolazzi che, con Ulisse Merli, è fra i dirigenti del CLN provinciale; Guglielmo Bartolini, che ha già subito 25 anni di carcere fascista; Pasquale Orselli, comandante della prima squadra partigiana che giunge a Ravenna per la Liberazione; Fabio Melandri, responsabile settore sostentamento e munizioni, che verrà ucciso assieme a sua figlia dai nazifascisti.
Bologna, Modena, Reggio Emilia
Nelle zone di Bologna e Modena operano, e sono noti per il numero e l'importanza delle loro azioni militari, Primo Bassi di Imola, Vindice Rabitti, Ulisse Merli, Aladino Benetti, Attilio Diolaiti, fucilato nel 1944 alla Certosa; Diolaiti è una figura di particolare rilievo in quanto organizza e partecipa alle prime brigate partigiane di Imola, militando nella Brigata Garibaldi "Alessandro Bianconcini", e fu presente anche a Bologna con la formazione "Fratelli Bandiera" e con la 7ª GAP. A Reggio Emilia, la 26ª Brigata Garibaldi prende il nome da Enrico Zambonini, partigiano anarchico in contatto con i fratelli Cervi. Zambonini, catturato assieme a Don Pasquino Borghi e ad altri partigiani, viene condannato a morte dal Tribunale speciale di Reggio Emilia e fucilato. Davanti al plotone di esecuzione, in segno di disprezzo e di sfida verso i suoi carnefici, gridò: "Viva l'Anarchia!". Nella piazza comunale di Villa Minozzo, suo paese d'origine, è stata posta una lapide a ricordo del partigiano anarchico.
Piacenza
A Piacenza spiccano i partigiani anarchici Savino Fornasari e Emilio Canzi, comandante unico della XIII zona operativa del piacentino, al comando di 10000 partigiani. Dopo la Liberazione, entrambi moriranno in circostanze poco chiare in incidenti nei quali erano coinvolti automezzi alleati.
Liguria Continuità
La Liguria già qualche anno prima della seconda guerra mondiale aveva dato un contributo non indifferente alla lotta antifascista, con la partecipazione di molti anarchici alla Guerra di Spagna. Tra gli anarchici si ricordano Carlo Baccigalupo, combattente in Spagna nel 1937; Virgilio Bertola, miliziano della colonna "Buenaventura Durruti", che partecipa agli scontri sul fronte di Madrid, di Aragona e di Huesca; Adamo Agnoletto, Nicola Turcinovich, Marcello Bianconi, Antonio Casella militarono nella colonna "Francisco Ascaso", che in seguito prenderà il nome di Carlo Rosselli; sempre nella colonna "Ascaso" militano Natale Cicuta, Aldo Fiamberti e Pompeo Crespi, il quale rimarrà ferito nella battaglia di Almudévar; Adelmo Godani, Renato Gori, Giuseppe Nardi, che militano successivamente in diverse formazioni; Giacomo Repetti, sebbene anarchico, combatte in una Brigata Garibaldi e viene ripetutamente ferito; Mario Traverso, caduto in Estremadura, fu miliziano della colonna "Carlo Rosselli"; Umberto Marzocchi, Commissario politico della colonna "Carlo Rosselli", riesce a tornare in Italia dopo essersi arruolato nella Legione Straniera. Fra gli anarchici rimasti in Liguria, Wanda Lizzari e Giuseppe Lapi finiscono al confino con l'accusa di svolto raccolte fondi illegali. Dopo l'8 settembre del 1943, i miliziani antifascisti liguri reduci della guerra di Spagna, inclusi quelli finiti nei campi d'internamento francesi dopo la ritirata delle forze repubblicane spagnole, prenderanno parte alla Resistenza, i cui preparativi proseguivano già dall'anno prima.
Buona parte degli studi, riscoperta e divulgazione della Resistenza Anarchica sono dovuti a Guido Barroero mentre altri sull'opposizione anarchica al fascismo inseriti nella storia dell'anarchia genovese e del suo interagire col movimento operaio di Genova son dovuti a Gaetano Perillo, fra i comandanti degli Arditi del Popolo a Genova, comunista "di sinistra" a cui Genova ha dedicato un fondo per lo studio del movimento operaio Genovese situato a Palazzo Ducale (Genova).
Genova
Il caso di Sestri Ponente
per notizie storiche sull'ambiente antifascista sestrese e Genovese vedere
La vicenda di Sestri Ponente è particolare sia in Liguria che a livello nazionale sia per il legame con periodi storici del primo antifascismo che per la precisa documentazione raccolta da Guido Barroero.
Inizio della rivolta a Genova Per lo specifico della formazioni Anarchiche Squadre di Azione Patriottica (SAP) e Gruppi di Azione Patriottica (GAP) vedere