Il Palazzo Apostolico, chiamato anche Palazzo Vaticano, Palazzo Papale, Palazzo Sacro e anche Palazzo del Vaticano, è la residenza del Vescovo di Roma, e quindi del Pontefice. Prima dell'Unità d'Italia e la conquista sabauda di Roma, nel 1870, ve n'erano molteplici sparsi per Roma, come il Palazzo del Laterano o il Palazzo del Quirinale.
Storia
Con la denominazione Palazzo Apostolico si indica la residenza del Pontefice, quindi Vescovo di Roma. Prima dell'Unità d'Italia e della Breccia di Porta Pia, nel 1870, a Roma vi erano diversi palazzi apostolici oltre a quello attuale in Vaticano, come il Palazzo del Quirinale, poi residenza del re d'Italia e oggi del Presidente della Repubblica, Palazzo del Laterano, Palazzo Venezia, come residenza di papa Paolo II Touring Club Italiano, Roma, p.189., Palazzo Colonna, come dimora di papa Martino V, Palazzo Pontificio a Castel Gandolfo, oggi residenza estiva pontificia, Palazzo dei Papi, ad Avignone, come residenza papale durante la cattività avignonese.
Le prime notizie che si hanno riguardanti un palazzo papale presso San Pietro, risalgono all'età di Costantino con papa Liberio, anche se il primo pontefice a occuparsi di una possibile costruzione di un edificio, sempre presso l'antica basilica, fu papa Simmaco nel V secolo, il quale vi celebrava concili e concistori. Probabilmente Pelagio II vi dava ricovero a poveri e anziani della città .. Con la caduta dell'Impero romano e le invasioni barbariche, il palazzo ospitò forse Carlo Magno e nello stesso periodo il pontefice Leone III vi eresse nuovi edifici, mentre Leone IV cinse con mura i palazzi già esistenti sul colle Vaticano, da cui prende il nome la Città del Vaticano ..
Alcuni interventi che si possono vedere ancora oggi, furono opera di papa Eugenio III mentre si attribuiscono a Innocenzo III e Niccolò III l'edificazione di luoghi che avrebbero dovuto ospitare i pontefici in modo permanente .. Durante il pontificato di Niccolò III (1277 - 1280), venne costruito un palazzo medievale accanto all'antica Basilica di San Pietro; consisteva in un edificio quadrato a due piani con attorno un cortile, il Cortile di Pappagalli. Tuttavia, questo edificio, simile a un castello, non era ancora la residenza principale papale ..
Dall'inizio del IV secolo i papi risiedevano, come vescovi di Roma, in un antico palazzo romano adiacente alla Basilica di San Giovanni in Laterano, divenuto poi nell'attuale Palazzo del Laterano. Dopo la cattività avignonese e il pontificato di Gregorio XI, papa Urbano VI prese residenza nel palazzo adiacente alla Basilica di San Pietro. Allora inoltre vi era un passaggio tra il palazzo vaticano e il Castel Sant'Angelo; a usarlo fu Clemente VII durante il Sacco di Roma nel 1527. Intorno al 1450, Niccolò V fece costruire una struttura circolare a difesa del palazzo papale, detto Torrione di Niccolò V, che oggi ospita la sede della Banca Vaticana che ha il nome di Istituto per le Opere di Religione. Nel XVI secolo, papa Sisto V commissionò il nuovo Palazzo Apostolico : il 30 aprile 1589 iniziarono i lavori per la versione attuale della residenza apostolica. I suoi successori, i papi Urbano VII, Innocenzo XI e Clemente VIII, portarono a termine l'opera .
Il Palazzo Apostolico è un edificio complesso che comprende diversi appartamenti papali, i Musei Vaticani, alcuni uffici governativi della Chiesa cattolica, la Biblioteca Vaticana e un certo numero di cappelle private e pubbliche. Vi sono oltre 1000 stanze che ospitano uffici con diverse funzioni, compresi uffici amministrativi che non sono necessariamente correlati ai doveri del Papa. Alcune delle rinomate stanze all'interno del Palazzo Apostolico includono la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello . Al secondo piano del Palazzo, vi è un appartamento dedicato alle udienze private del Papa con i capi di Stato.
Cappelle apostoliche
Cappella Paolina
La realizzazione della Cappella Paolina si deve a papa Paolo III, eletto nel 1534; lo scopo era quello di edificare una cappella, da affiancarsi a quella costruita dal pontefice Sisto IV, per custodire il Santissimo Sacramento . Il progetto venne affidato da Antonio da Sangallo il Giovane, che Paolo III aveva nominato architetto di tutte le fabbriche pontificie nel 1536 . La costruzione della Paolina iniziò nel 1537 per poi terminare tre anni più tardi, nel 1540 quando, il 25 gennaio, memoria liturgica della Conversione di san Paolo, la cappella venne solennemente consacrata dal pontefice e dedicata a san Paolo apostolo .
Appena concluso il Giudizio universale nella Cappella Sistina, Paolo III incaricò Michelangelo, ormai ultrasessantenne, di decorare la cappella con affreschi e storie dei primi apostoli; l'artista lavorò all'opera lentamente, per quanto gli era possibile tra acciacchi e impedimenti, mentre contemporaneamente lavorava alla tomba di Giulio II, terminata nel 1545 . Michelangelo dipinse per la Paolina due affreschi: il primo raffigurante la Conversione di Saulo, realizzato tra il 1542 e il 1545, mentre il secondo la Crocifissione di Pietro, realizzato tra il 1546 e il 1550 .
La decorazione venne poi completata durante il pontificato di Gregorio XIII, da Lorenzo Sabbatini e da Federico Zuccari che realizzarono altri episodi salienti della vita dei santi Pietro e Paolo. In quell'epoca vennero anche approntati decori in stucco dorati e policromi della volta, simili a quelli contemporanei dispiegati nella Galleria delle Carte Geografiche . Con i pontificati successivi, in particolare durante quello di Alessandro VIII e poi di Benedetto XIV, si ebbero interventi relativi alla parete di controfacciata e alla sistemazione dell'area presbiterale . Durante il papato di Benedetto XIV, venne compiuta una pulitura generale dei dipinti e degli stucchi, per opera di Domenico Spolia. Con Pio IX (1855-1856) si fece un'ulteriore pulitura degli affreschi e la realizzazione dell'affresco in controfacciata di Annibale Angelini. Sotto il pontificato di Leone XIII, si fece il rifacimento degli affreschi dell'abside e restauro della volta, mentre con Pio XI ci fu il restauro degli affreschi di Michelangelo sotto la direzione di Biagio Biagetti .
L'ultimo intervento di rilievo è stato quello realizzato sotto papa Paolo VI, nel 1974, in preparazione del Giubileo del 1975, sotto la direzione di Luigi e Giovanni Carbonara, che hanno supervisionato un radicale riordino dello spazio presbiterale in adesione alle abitudini liturgiche divenute comuni negli anni seguenti il Concilio Vaticano II, mediante la sostituzione dell'altare rivolto al tabernacolo con un nuovo altare staccato dalla parete, di forma ovale, sul quale celebrare guardando i fedeli. Venne inoltre eliminata la balaustra in legno per la comunione e collocato al suo posto un ambone in marmo scolpito. Il pavimento fu ricoperto da una moquette rossa, e così le pareti laterali fino all'altezza degli affreschi .
Un altro restauro ci fu nel 2002, diretto da Arnold Nesselrath, finanziato dai Patrons of the Arts e condotto dal Laboratorio Restauro Dipinti dei Musei Vaticani, sotto la supervisione di Maurizio De Luca; l'intervento ha interessato il recupero delle cromie originarie degli stucchi e degli affreschi, in particolare dei due dipinti di Michelangelo, dei quali si sono occupati direttamente De Luca (Crocifissione di Pietro) e Maria Ludmila Pustka (Conversione di Saulo), con la rimozione dovute a manomissioni successive . Durante i lavori è stato rimosso il rifacimento risalente al pontificato di Paolo VI. Si è provveduto, con l'approvazione di papa Benedetto XVI che ha visitato il cantiere il 25 febbraio 2009, a ricomporre il vecchio altare marmoreo, staccandolo però dalla parete di fondo così da rendere possibile la celebrazione eucaristica sia "versus populum" sia "versus crucem"; è stato tolto l'ambone e rimessa al suo posto la balaustra. Rimossa la moquette che copriva sia la parte inferiore delle pareti, sia il pavimento, queste ultime sono state restituite al loro aspetto originale . Infine sono stati restituiti il pavimento marmoreo dell'epoca di Gregorio XVI e la zoccolatura delle pareti in finto marmo, realizzata sotto Pio IX, ed è stato realizzato un sofisticato e complesso impianto di illuminazione a LED con luce bianca con corpi illuminanti non visibili dal piano della cappella con l'eccezione di quelli relativi agli otto angeli dadofori .
Cappella Sistina
Le prime notizia della Cappella si ha nel 1368 per poi essere decorata l'anno successivo da Giottino e da Giovanni da Milano De Vecchi, cit., pag. 7.. Dopo la fine della cattività avignonese e il progetto di riqualificazione urbana iniziata a partire da papa Martino V, il pontefice Sisto IV iniziò un'opera di ricostruzione e decorazione della Cappella del Palazzo Apostolico, che prese poi il suo nome, appunto Sistina. Il progetto prese vita nel 1473 su disegno di Baccio Pontelli, e si attuò nel 1477 quando vennero abbattuti i resti ormai fatiscenti dell'ambiente precedente, sfruttandone le fondazioni e la base dei muri sani per la nuova cappella. Pare che le pareti medievali venissero conservate fino all'altezza della prima cornice, giustificando le irregolarità in pianta De Vecchi-Cerchiari, cit., pag. 148.; i lati maggiori infatti convergono verso quello di fondo, il quale a sua volta non è perfettamente parallelo a quello dell'altareDe Vecchi, cit., pag. 7.. Tutto l'edificio venne comunque rivestito di una cortina laterizia e rinforzato da un basamento a scarpa; furono realizzate nuove volte sia nella copertura, sia negli ambienti dei maestri di cerimonia al di sotto della cappella .
Le funzioni della cappella non mutarono rispetto alla precedente e a quella analoga nel Palazzo dei Papi di Avignone, come sede delle più solenni cerimonie del calendario liturgico svolte dalla corte papale. Tale necessità richiedeva una cornice particolarmente fastosa, che mostrasse inequivocabilmente la Maiestas papalis ai partecipanti ammessi al cerimoniale, che erano essenzialmente il collegio dei cardinali, i generali degli ordini monastici, i diplomatici accreditati, i membri di grado più alto nella compagine statale pontificia, il senatore e i conservatori della città di Roma, i patriarchi, i vescovi e i principi o le personalità eminenti in visita. A costoro si aggiungeva una folla di altri personaggi ammessa ad assistere alle funzioni oltre la transenna marmorea che separa tutt'oggi la cappella papale vera e propria (con l'altare).
La costruzione venne avviata nel 1477 con la supervisione ai lavori di Giovannino de' Dolci. Nell'estate del 1481 doveva essere già conclusa, poiché è già documentato lo svolgimento della decorazione ad affresco delle pareti . L'aspetto dall'esterno doveva essere grandioso, paragonabile solo con edifici di età imperiale. La consacrazione della cappella risale alla prima messa del 15 agosto 1483, quando venne dedicata all'Assunzione della Vergine Maria. Papa Giulio II, nato della Rovere fece restaurare la volta con catene, sia sopra la volta principale sia negli ambienti inferiori, rendendola di nuovo agibile solo dopo la metà di ottobre. La lunga crepa, che si è scoperto partire dall'angolo nord-est, venne tamponata con l'inserimento di nuovi mattoni, forse nell'estate del 1504 De Vecchi, cit., pag. 9..