La virgola uno dei segni di interpunzione più utilizzati. È il più breve segno di pausa e corrisponde nella lettura a un minutissimo intervallo della voce.

Appare graficamente come un punto fermo allungato verso la direzione in basso a sinistra ed è situato in basso a sinistra prima dello spazio fra le parole. Alla sua forma rimanda il suo nome dal latino virgula -ae "bastoncino piccola verga".

Uso Nella lingua italiana, le norme che regolano l'uso della virgola sono piuttosto complesse, ma possono essere riassunte in alcuni punti.

La virgola è usata:

Per dividere gli elementi di un elenco: Per fare il pane occorrono la farina, il lievito, l'acqua, un pizzico di sale. Quando l'ultimo elemento di un elenco è preceduto dalla congiunzione e, l'uso italiano generalmente omette la virgola prima dell'ultimo elemento: Negli ultimi cinque minuti sono transitati due motorini, tre biciclette, un camion con rimorchio e quattro pedoni in fila indiana. In altre lingue, come l'inglese, l'uso di una virgola in detta posizione (virgola di Oxford) è materia di dibattito. Per separare la proposizione dipendente (o secondaria) dalla proposizione reggente (o principale) da cui dipende. Questo può avvenire in tre casi diversi: Quando la secondaria precede la principale: Se fossi ricco, mi comprerei un'isola. Quando la secondaria segue la principale: Nel deserto vivono pochi animali, perché le condizioni ambientali sono proibitive. Quando la secondaria è inserita all'interno della principale (inciso): Il mio migliore amico, che è un grande tennista, ha vinto molti tornei.

Quando però la proposizione secondaria è strettamente connessa alla proposizione principale, la virgola non viene usata: Non devi guardare il sole se non vuoi ferirti la vista. Per separare proposizioni tra di loro indipendenti, ma connesse logicamente: La bambina corre nel prato, vede un fiore, si ferma, lo guarda e poi lo coglie. Dopo le espressioni "Sì" e "No": Sì, sono stato io a chiamarti. No, non mi interessa. Dopo le frasi introduttive: Visto che è tardi, me ne andrò a dormire. Se i miei calcoli non sono errati, dovresti farcela. Dopo interiezioni, esortazioni e complementi di vocazione: Ehi, dico a te! Ti prego, scrivimi ogni tanto. Andrea, ricordati le chiavi di casa. Per isolare frasi incidentali e apposizioni: Mario rispose, senza alcun dubbio, che era pronto per l'incarico. Giacomo Leopardi, famoso poeta italiano, nacque a Recanati.

La funzione di separatore della virgola fa in modo che in alcuni casi la sua posizione o la sua stessa presenza o meno sia determinante per il significato della frase. Grazia, impossibile giustiziarlo! Grazia impossibile, giustiziarlo! Il fratello di Viviana che vive a Londra lavora in una banca d'affari. (Viviana ha più di un fratello e uno di loro vive a Londra) Il fratello di Viviana, che vive a Londra, lavora in una banca d'affari. (Viviana ha un solo fratello e questi vive a Londra)

Un caso notevole in cui la virgola non è usata è la separazione tra soggetto e predicato, o tra predicato e complemento oggetto: nessuna punteggiatura è infatti usata in questi casi. Le seguenti frasi sono perciò scorrette: I principali esperti del settore, hanno dichiarato che il reperto è molto antico. I principali esperti del settore, apprezzano quel reperto.

Questa regola si riferisce alla singola virgola posta tra i due elementi. La frase: I principali esperti del settore, riuniti in simposio, hanno dichiarato che il reperto è molto antico. è corretta perché le due virgole racchiudono un inciso.

Facoltativa, al fine di far comprendere correttamente il discorso, è la virgola posta davanti al predicato, quando il soggetto è composto da una serie di subordinate o incisive. La frase: La mamma che accompagna il figlio al parco, la maestra che insegna agli scolari che la ascoltano attenti, il poliziotto che sorveglia il quartiere mentre è in servizio, sono situazioni positive. è ammessa perché l'ultima virgolaDenominata a volte "virgola di respiro" o logico-intonativa., posta prima del verbo della principale, agevola il lettore nel seguire il senso del costrutto e supporta la lettura a voce alta.

In matematica

In alcune lingue e paesi, tra cui l'Italia, la virgola è utilizzata anche in matematica per separare la parte intera da quella frazionaria in uno stesso numero: 25,32 €.

In informatica

In alcuni linguaggi di programmazione, tra cui C e C++, la virgola è un operatore binario di separazione.

Altri usi

La virgola è utilizzata come segno diacritico nelle lettere ș e ț dell'alfabeto romeno.

Il segno diacritico utilizzato nell'alfabeto lettone per formare le cinque consonanti palatalizzate ģ, ķ, ļ, ņ e ŗ, invece, pur essendo graficamente simile a una virgola, è in realtà una cediglia.

Note

Voci correlate Punto fermo Punto e virgola Pausa (linguistica) Ș Ț Cediglia Codetta Separatore decimale

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Collegamenti esterni

Categoria:Segni di interpunzione