Al tempo della conquista islamica dell'Egitto, questo faceva parte dell'Impero romano d'Oriente (anche detto Impero bizantino). Tuttavia, era stato occupato appena un decennio prima dalla Persia sasanide sotto Cosroe II (616-629) anche se poi l'Imperatore d'Oriente Eraclio era riuscito a liberare l'Egitto dagli invasori persiani.
L'Egitto cristiano all'epoca era diviso dal punto di vista religioso. Mentre i Bizantini sostenevano il duofisismo, secondo cui Gesù aveva due nature, una divina e una umana, in Egitto prevaleva il monofisismo, che sosteneva che Gesù aveva una sola natura: la parte divina e quella umana erano inseparabilmente unite. Sebbene il Concilio di Calcedonia, tenutosi nel 451, si fosse espresso a favore del duofisismo, l'Egitto era rimasto monofisita. Di conseguenza quando Eraclio riuscì a cacciare i Persiani dall'Egitto nel 629, egli iniziò a perseguitare i Copti che considerava, erroneamente, monofisiti, espellendo il loro patriarca.
Mentre in Egitto le controversie religiose continuavano, un esercito di circa Arabi, condotti da ʿAmr b. al-ʿĀṣ, venne spedito dal Califfo ʿUmar b. al-Khaṭṭāb per diffondere l'Islam nella terra degli antichi faraoni. Gli Arabi giunsero in Egitto dalla Palestina nel dicembre 639 e avanzarono rapidamente fino a raggiungere il delta del Nilo. Le guarnigioni imperiali si ritirarono nelle città fortificate dove resistettero con successo per un anno o forse più; ma gli Arabi ottennero rinforzi e altri soldati arrivarono in Egitto nel 640. Sconfissero quindi i Bizantini nella battaglia di Eliopoli. ʿAmr si diresse poi in direzione di Alessandria, che si arrese grazie a un accordo, firmato l'8 novembre 641. Sembra che i Tebaidi si arresero senza opporre resistenza in cambio di numerose concessioni.
La facilità con cui l'Egitto venne conquistato dagli Arabi viene spesso attribuita dagli storici al tradimento di Ciro,, l'arabo Muqawqis, che era il Patriarca di Alessandria melchita (cioè cristiano calcedoniano, quindi non copto), e l'incompetenza dei generali dell'esercito bizantino. Ciro aveva perseguitato i locali cristiani copti. Era stato uno degli artefici del monotelismo, un'eresia del VII secolo, e alcuni hanno supposto che si fosse segretamente convertito all'Islam.
Un tentativo per riconquistare Alessandria fu fatto dai Bizantini nel 645 ma la città venne ripresa da ʿAmr nel 646. Nel 654 l'Imperatore Costante II mandò la flotta bizantina a invadere l'Egitto ma questo attacco fu respinto dagli Arabi. Da allora i Bizantini non fecero nessun altro tentativo serio per riconquistare l'Egitto.
In cambio di un tributo in denaro e di cibo per le truppe occupanti, gli abitanti cristiani dell'Egitto non vennero costretti alla conversione all'Islam ed in quella regione non furono costretti a prestare servizio militare, consentito ai soli musulmani. Gli Arabi continuarono a regnare sul paese fino alla caduta del califfato abbaside. Dopo ci fu una serie di dominazioni turche e curde fino al 1517; quando l'Egitto venne conquistato dagli Ottomani musulmani del Sultano ottomano Selim I.
Invasione dell'esercito dei Rāshidūn L'esercito dei Rāshidūn attraversa il confine egiziano
Nel dicembre 639 ʿAmr b. al-ʿĀṣ partì dalla Palestina, da lui occupata, per invadere l'Egitto, forte di uomini. La maggior parte di essi apparteneva alla tribù araba di ʿAkk, sebbene al-Kindi menzioni che un terzo dei soldati apparteneva alla tribù araba di Ghāfiq. I guerrieri arabi furono rafforzati inoltre dall'arruolamento di alcuni Bizantini e Persiani convertiti all'Islam. Tuttavia, ʿUmar b. al-Khaṭṭāb, il califfo musulmano, ritenendo sconsiderato aspettarsi di riuscire a conquistare una regione vasta come l'Egitto con soli soldati, scrisse una lettera ad ʿAmr, comandandogli di non mettere tra loro di mezzo il mareMuhammad Husayn Haykal, al Farooq Umar, cap. 19 Aggiunse un post scriptum, in cui affermava:
Il messaggero, ʿUqba ibn ʿAmr, raggiunse ʿAmr a Rafah, poco distante dalla frontiera egiziana. Immaginando il contenuto della lettera, ʿAmr ordinò all'esercito di affrettare la loro marcia. Rivolgendosi a ʿUqba, ʿAmr disse che avrebbe ricevuto la lettera del califfo al termine del giorno di marcia. ʿUqba, non conoscendo il contenuto della lettera, accettò e marciò insieme all'esercito. L'esercito si fermò per la notte a Shajaratayn, una piccola valle presso la città di al-ʿArīsh, che ʿAmr sapeva essere oltre la frontiera egiziana.al-Maqrīzī, al-Mawāʿiẓ wa al-iʿtibār bi-dhikr al-khiṭaṭ wa l-athār, ʿAmr, dopo aver ricevuto e letto la lettera di ʿUmar, si consultò con i compagni sulle azioni da intraprendere. Essi all'unanimità decisero che, poiché avevano ricevuto la lettera in territorio egiziano, erano autorizzati a proseguire la spedizione. Al califfo, ʿAmr scrisse:
Quando ʿUmar ricevette la risposta, decise di attendere ulteriori sviluppi e nel frattempo cominciò a concentrare truppe fresche a Medina in vista di essere inviate in Egitto come rinforzi. Nel giorno della ʿĪd al-Aḍḥā, l'esercito musulmano marciò da Shajaratayn ad al-ʿArīsh,Muhammad Husayn Haykal, Al Farooq Umar, cap. 19, una cittadina senza guarnigione. La cittadina non oppose resistenza, e i cittadini offrirono fedeltà al califfo alle solite condizioni. I soldati musulmani celebrarono la festività dell'ʿĪd al-Aḍḥā in questo luogo.
Caduta di Pelusium e Bilbays Alla fine di dicembre 639 o all'inizio di gennaio 640, l'esercito musulmano raggiunse Pelusium, una città di guarnigione bizantina considerata la porta orientale d'Egitto dell'epoca. Dopo un assedio di due mesi, nel febbraio 640 un assalto condotto dal comandante Hudhayfa ibn Wala riuscì con successo ad espugnare la città.Ibn al-Athīr, al-Kāmil fi taʾrīkh, pp. 451-452Ibn al-Jawzī, al-Muntaẓam, pp. 532-534al-Ṭabarī, Taʾrīkh al rusul wa l-mulūk, p. 862Abū Ṣāliḥ l'Armeno, The churches and monasteries of Egypt and some neighbouring countries, trad. B.T.A. Evetts, p. 168.Kamil Salih, Pope Benjamin the First and the Arab invasion of Egypt, p. 65 Armanousa, figlia di Ciro, che con fierezza resistette ai musulmani a Pelusium e cadde in ostaggio nelle loro mani, fu inviata a suo padre che si trovava nella fortezza di Babilonia.al-Maqrīzī, al-Mawāʿiẓ wa al-iʿtibār bi-dhikr al-khiṭaṭ wa l-athār, p. 231
Le perdite subite dall'esercito arabo furono compensate dall'aggregamento all'esercito musulmano di diversi beduini del Sinai, appartenenti alle tribù dei Rashida e dei Lakhm,al-Maqrīzī, al-Mawāʿiẓ wa al-iʿtibār bi-dhikr al-khiṭaṭ wa l-athār. che, prendendo l'iniziativa, si erano uniti agli invasori nella conquista dell'Egitto.. La facilità con cui Pelusium cadde in mano musulmana, e la mancanza di rinforzi bizantini per liberare la città durante il lungo assedio è spesso attribuito al tradimento del Patriarca-governatore egiziano, Ciro d'Alessandria.
Dopo la caduta di Pelusium, i musulmani marciarono in direzione di Bilbays, a 40 miglia da Memphis, seguendo le vie del deserto, e la assediarono. Bilbays fu la prima fortezza egiziana in cui i Bizantini opposero qualche resistenza agli invasori arabi musulmani.Due monaci cristiani, accompagnati da Ciro e dal generale bizantino Aretion, uscirono per negoziare con 'Amr ibn al-'As. Aretion era stato in precedenza il governatore bizantino di Gerusalemme, ed era fuggito in Egitto quando la Città Santa era caduta in mano musulmana. ʿAmr gli concesse tre alternative: convertirsi all'Islam, pagare la Jizya, o combattere i musulmani. Gli furono concessi tre giorni di tempo per riflettere, ma egli - come ricorda al-Ṭabarī - chiese ed ottenne due giorni di tempo in più. Allo scadere dei cinque giorni, i due monaci e il generale bizantino, disobbedendo a Ciro di Alessandria, che preferiva la resa e il versamento della Jizya, decisero di continuare a resistere agli Arabi. Ciro, di conseguenza, lasciò la città per fuggire a Babilonia, una fortezza dell'Egitto, mentre i due monaci e Aretion decisero di scendere in campo contro gli Arabi. La conseguente battaglia finì con la vittoria araba e l'uccisione di Aretion. ʿAmr ibn al-ʿĀṣ cercò quindi di convincere alla resa gli abitanti della città, ricordando il legame esistente tra Egiziani e Arabi per via del personaggio biblico Agar.. Al rifiuto degli Egiziani, l'assedio di Bilbays proseguì per un mese fino alla caduta della città, avvenuta verso la fine di marzo 640. Con la caduta di Bilbays, gli Arabi erano ad appena un giorno di marcia dal Delta.
Assedio di Babilonia
ʿAmr riteneva che la conquista dell'Egitto sarebbe avvenuta in breve tempo, ma poi si rese conto che le sue previsioni erano errate. Persino a Pelusium e Bilbays, i musulmani avevano incontrato una certa resistenza: l'assedio di Pelusium era durato due mesi e quello di Bilbays un mese. A Babilonia, città di certo più grande e più importante delle due citate in precedenza, ci si doveva aspettare una resistenza su scala più larga. Dopo la caduta di Bilbeis i Musulmani avanzarono fino a Babilonia, presso l'odierna Cairo, che cominciarono ad assediare verso maggio 640.. Babilonia era una città fortificata, le cui difese erano state rinforzate dai Bizantini in vista dell'assedio. Al di fuori della città, era stato scavato un fossato, mentre fu posizionato una grande forza nell'area tra il fossato e le mura cittadine. Il forte era una massiccia struttura alta 60 piedi con mura spesse più di 6 piedi e costellate da numerose torri e bastioni. I soldati musulmani assaltarono la città per due mesi, ma tutti i loro assalti vennero respinti, anche a causa della superiorità numerica bizantina (alcune fonti islamiche narrano che l'esercito bizantino a difesa di Babilonia era circa sei volte più numeroso dell'esercito musulmano).
Intorno al maggio 640, ʿAmr aveva inviato un distaccamento per impadronirsi della città di Fayyum. I Bizantini avevano anticipato questa mossa, e avevano fatto fortemente presidiare le strade conducenti alla città. Avevano inoltre provveduto a fortificare la loro guarnigione nella città limitrofa di el-Lahun. Quando i musulmani compresero che Fayyum era troppo ben difesa da essere espugnata con facilità, si diressero verso il deserto occidentale dove si impadronirono di tutto il bestiame e degli animali che potevano prendere. Si diressero quindi a Ossirinco (Per-Medjed), che fu sconfitta. Gli Arabi ritornarono quindi in Basso Egitto seguendo il corso del Nilo..
Rinforzi da Medina A luglio, ʿAmr scrisse a ʿUmar richiedendo rinforzi. Prima però che la lettera lo raggiungesse, il califfo aveva già inviato i primi rinforzi di soldati. I rinforzi erano costituiti per lo più dai veterani che avevano conquistato la Siria. Persino con questi rinforzi, ʿAmr non riuscì ad ottenere successi. Nell'agosto 640, i preparativi di ʿUmar per l'invio in Egitto della forza di élite composta soldati, erano stati completati. Essa consisteva di quattro colonne, ognuna della quale di soldati e sotto uno specifico comandante, mentre il comando supremo dell'esercito fu affidato a al-Zubayr b. al-ʿAwamm, guerriero e comandante rinomato che aveva fatto parte della forza di élite di Khalid ibn al-Walid e aveva combattuto nella battaglia dello Yarmuk. 'Umar aveva infatti offerto a Zubayr il comando supremo e il governatorato dell'Egitto ma Zubayr aveva rifiutato l'offerta. Altri comandanti erano Miqdād b. Aswad al-Kindī, ʿUbāda b. al-Sāmit, e Khārija b. Hudhayfa. Questi rinforzi giunsero a Babilonia intorno a settembre 640, portando l'ammontare delle forze musulmane a soldati, una forza sufficiente per riprendere l'offensiva.
Battaglia di Eliopoli