Considerato tra le più forti ali destre del calcio italiano dal secondo dopoguerra, è stato campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982. Ha legato il proprio nome a quello della , con cui disputò quasi tutta la carriera (eccetto due campionati con il in Serie B) tra il 1973 e il 1991, indossando sempre la sua maglia numero sette. Difese i colori giallorossi per sedici campionati, segnando un totale di 47 reti. Insieme ad Ancelotti, Di Bartolomei, Falcao, Pruzzo e Tancredi, ha fatto parte del nucleo storico della squadra che nel 1982-1983 conquistò il secondo scudetto giallorosso e che nel 1983-1984 raggiunse la finale di Coppa dei Campioni: sempre con la casacca romanista ha vinto cinque Coppe Italia e, a livello giovanile, due Campionati e una Coppa Italia Primavera.
Terminata la carriera agonistica, ha intrapreso quella dirigenziale entrando nei quadri della Roma, con responsabilità prettamente sul settore giovanile giallorosso.
Biografia
È nativo di Nettuno, definita la città del baseball in quanto sede dell'omonimo club, il più titolato d'Italia. In ragione di ciò, prima di optare definitivamente per il calcio fu anche un giocatore di baseball, del quale in gioventù era considerato una delle promesse più fulgide:. all'età di 13 anni i dirigenti del Santa Monica erano pronti a offrirgli una borsa di studio per gli Stati Uniti d'America onde valorizzarne il talento, ma i suoi genitori si opposero. Con la formazione nettunese fece un'apparizione nella massima serie nell'annata 1969.
In giovane età venne scartato da Helenio Herrera durante un provino per l' perché considerato di statura non adeguata.
Ha due figli, Daniele e Andrea, entrambi diventati a loro volta calciatori professionisti.
A lui è stato simpaticamente dedicato un libro, che poi è anche la sua prima biografia, dal titolo Essere Bruno Conti, scritta da Gabriella Greison. Nel 2022 ha pubblicato l'autobiografia Un gioco da ragazzi, scritta con il giornalista Giammarco Menga. Ha inoltre curato le prefazioni ai libri Unico Grande Amore. Storie di romanisti in trasferta di Giuseppe Carlotti (2011), Rossi, Rossi, Rossi di Giorgio Martino (2021) e Il miglior mondiale della nostra vita (reloaded). Storia e storie del trionfo azzurro al Mondiale di Spagna '82 di Emilio Targia (2022).
Nel 2021 ha fatto un cameo, insieme ad Antonio Cabrini, nel film Ritorno al crimine di Massimiliano Bruno.
Caratteristiche tecniche Conti era un giocatore tecnicamente dotato, abile nel saltare l'uomo e servire assist ai compagni di squadra. Molto rapido, prediligeva giocare sulla fascia destra pur essendo mancino.
Carriera Giocatore Club Gli inizi, il debutto nella Roma e gli anni al Genoa
Cresce nelle giovanili del Nettuno, dove è nato, e dell', prima di approdare alla .
Voluto nella capitale dal segretario giallorosso Camillo Anastasi, nell'occasione anche talent scout, i primi tempi nel vivaio romanista sono tuttavia difficili per Conti, più che altro per un fisico giudicato non consono a una futura carriera ad alti livelli: le sue indubbie doti tecniche gli permettono di uscire alla distanza, e con la squadra Primavera vincerà due Scudetti consecutivi, nel 1972-1973 e nel 1973-1974, e una Coppa Italia nell'edizione 1973-1974. Notato dal tecnico della prima squadra, Nils Liedholm, questi lo fa esordire da professionista il 10 febbraio 1974, a 19 anni, all'Olimpico di Roma nello 0-0 contro il . Purtroppo per Conti, il suo debutto cade nel pieno della sfortunata epoca della Rometta, dove riesce comunque a destare attenzione per via della sua eccellente tecnica.
Dopo altre sporadiche presenze nel campionato seguente, per la stagione 1975-1976 viene mandato in prestito al , dove disputa da titolare un ottimo torneo di Serie B e durante il quale forma un affiatato duo col futuro bomber romanista Roberto Pruzzo. L'estate seguente Liedholm decide di riportarlo a Roma, e Conti ripaga tale fiducia nel biennio successivo. Nell'estate 1978, però, il Genoa lo richiede indietro nell'ambito dell'operazione che porta Pruzzo nella capitale: la giovane ala disputa quindi un nuovo torneo cadetto, nel quale stavolta non brilla particolarmente, prima del definitivo ritorno a Roma a partire dalla stagione 1979-1980, divenendo ben presto un beniamino dei tifo giallorosso.
Ritorno a Roma Nel campionato 1982-1983 coglie con la Roma lo Scudetto, il secondo per la società capitolina, a quarantuno anni dal precedente; per il tornante è tuttavia un'annata in tono minore, nella quale risente più di altri delle fatiche derivate dal precedente , ma dove rimane comunque tra gli uomini-simbolo della squadra campione. L'anno seguente arriva invece quella che è forse la maggiore delusione della carriera, la finale di Coppa dei Campioni persa all'Olimpico contro il , e dove, nel decisivo epilogo ai tiri di rigore, proprio Conti insieme a Francesco Graziani sbagliano i penalty decisivi.
In giallorosso, dopo la partenza di Liedholm, incontra qualche difficoltà col nuovo tecnico Sven-Göran Eriksson, pur accettando ogni decisione dello svedese – compresa la revoca della fascia di capitano – senza mai polemizzare. Nella sua ultima stagione di attività, quella del 1990-1991, giocò una sola sfida, l'andata degli ottavi di finale della Coppa UEFA, il 28 novembre 1990, in cui entrò in campo all'80'; nel resto dell'annata non disputerà più alcun incontro, ritirandosi al termine della stessa. Alla sua partita di addio all'Olimpico, il 23 maggio 1991, ci furono oltre 80 000 paganti, più di quelli della finale di ritorno della Coppa UEFA disputatasi nello stesso impianto, il giorno prima, tra i giallorossi e , vinta dai nerazzurri.
Da tutti i tifosi giallorossi è ricordato come il Sindaco de Roma. Oltre al succitato Scudetto, Conti annovera in maglia giallorossa la vittoria di cinque Coppe Italia tra il 1980 e il 1991. A riprova del suo ruolo di rilievo nella storia del club, il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella neonata hall of fame romanista.
Nazionale Esordì nella nazionale di Enzo Bearzot nel 1980 e vi giocò per 47 volte, segnando 5 reti. È considerato il "figlioccio" di Franco Causio, in quanto in azzurro ha raccolto la pesante eredità del Barone, titolare per i precedenti nove anni.
Campione del mondo a , con le sue prestazioni risultò decisivo nella vittoria italiana, tanto da venire giudicato tra i migliori elementi della manifestazione – addirittura «il più forte del mondo» a detta di Pelé –, guadagnandosi inoltre il soprannome di MaraZico da una crasi tra Maradona e Zico, i due calciatori più popolari di quel mundial. Andò in gol, insolitamente di destro malgrado fosse mancino, con un tiro da fuori area nella gara del girone di qualificazione contro il ; in seguito, nella finale contro la , dopo la sua ammonizione per un fallo su Karlheinz Förster al 25', subì il fallo del rigore poi fallito da Antonio Cabrini, partecipò all'azione del momentaneo 2-0 di Marco Tardelli e creò le condizioni per la terza rete azzurra, recuperando palla sulla linea di centrocampo e lanciando Alessandro Altobelli verso la porta.
Divenuto nel frattempo tra i senatori del gruppo, rimase in nazionale fino al , giocando l'ultima partita in occasione della sconfitta italiana agli ottavi di finale contro la ; al termine del torneo messicano chiude la sua carriera in maglia azzurra.
Dopo il ritiro Si è ritirato dal calcio giocato nel 1991. Nell'immediato è nominato allenatore delle squadre giovanili della , di cui assume nel 1994 il ruolo di responsabile del settore giovanile.
Dal 14 marzo al 30 giugno 2005, dopo le dimissioni del tecnico Luigi Delneri ha guidato ad interim la prima squadra giallorossa, portandola in finale di Coppa Italia e ottenendo la qualificazione in Coppa UEFA. Al termine della stagione torna nei ranghi dirigenziali del club capitolino in qualità di responsabile dell'area tecnica della prima squadra e del settore giovanile, concentrandosi in seguito totalmente su quest'ultimo incarico che ricopre fino all'aprile del 2016, quando gli subentra Massimo Tarantino; contestualmente gli viene affidato il ruolo di ambasciatore del club giallorosso.
Dall'estate 2021, con l'arrivo di Vincenzo Vergine alla guida del vivaio romanista, Conti passa a occuparsi del coordinamento tecnico delle squadre giovanili, nell'immediato di quelle che vanno dall'under 11 all'under 16, e dall'anno seguente di quelle che vanno dall'under 10 all'under 14.
Nel 2022 apre un centro sportivo nella natia Nettuno.
Il 20 agosto 2023, in seguito alle squalifiche dell'allenatore della Roma José Mourinho e del suo vice Salvatore Foti, Conti torna sulla panchina della prima squadra affiancando Stefano Rapetti (sprovvisto del patentino per allenare in Serie A) nella prima giornata della stagione 2023-2024, nel pareggio interno per 2-2 contro la .
Il 3 luglio 2026 lascia la Roma dopo 53 anni tra campo e scrivania.
Statistiche Presenze e reti nei club StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotaleCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti1973-1974 A10CI00------101974-1975A30CI30------601975-1976 B363CI60------4231976-1977 A292CI00------2921977-1978 A172CI40---CE002121978-1979 B321CI41------362Totale Genoa 68 4 101 - - - - 7851979-1980 A283CI91------3741980-1981A275CI60CdC40TC003751981-1982A268CI10CdC20---2981982-1983A263CI70CU70---4031983-1984A277CI72CC91---43101984-1985A221CI10CdC50---2811985-1986A242CI70------3121986-1987A231CI51CdC00---2821987-1988A160CI60------2201988-1989A141CI73CU62---2761989-1990A212CI10------2221990-1991A00CI00CU10---10Totale Roma 304 37 64 7 34 3 0 0 402 47Totale carriera37241 748 343 0048052
Cronologia presenze e reti in nazionale
Statistiche da allenatore Statistiche aggiornate al 30 giugno 2005.
StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale% VittoriePiazzamento Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P % mar.-giu. 2005 A 10 1 4 5 CI 5 1 1 3 UCL - - - - - - - - - Sub., 8ºTotale carriera 10 1 4 5 5 1 1 3 - - - - - - - -
Palmarès
Club Competizioni giovanili
Roma: 1972-1973, 1973-1974
Roma: 1973-1974
Competizioni nazionali
Roma: 1982-1983
Roma: 1979-1980, 1980-1981, 1983-1984, 1985-1986, 1990-1991
Genoa: 1975-1976
Nazionale
Individuale All Star Team del mondiale: 1
Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Veterano italiano 2017
Onorificenze
Opere
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
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