Alpicella d'Aveto - o semplicemente Alpicella - è una frazione di 60 abitanti del comune di Santo Stefano d'Aveto, nella città metropolitana di Genova.

Geografia fisica La frazione di Alpicella d’Aveto è situata a 867 m s.l.m., dista circa 7,3 km da Santo Stefano d'Aveto, 53,6 km da Chiavari, 76,3 km da Genova, 91 km da Piacenza e 120 km da Parma.

Il paese è al centro di un piccolo altipiano chiuso tra due affluenti del torrente Gramizza, i rii Canneto e Lovaria, sul percorso di un'antica mulattiera che saliva a intersecare la linea di valico al passo di Romezzano.

Dalla frazione sono possibili diverse escursioni naturalistiche verso il monte Maggiorasca (1804 m), il monte Penna (1735 m), il monte Aiona (1702 m) e verso il passo del Tomarlo (1485 m).

Storia sinistra|miniatura|La frazione e sullo sfondo a sinistra il monte Penna, al centro il monte Nero e a destra il monte Aiona.

L'insediamento della frazione con ogni probabilità risale all'epoca preistorica. Secondo alcune fonti storiche proprio alle pendici del monte Penna si svolse una fra le ultime battaglie dell'Impero romano per la dominazione sui Liguri.

Nel 1164, il feudo di Santo Stefano e tutte le frazioni furono ceduti alla famiglia Malaspina da Federico Barbarossa.

Con la caduta della Repubblica di Genova e la soppressione dei feudi imperiali, a seguito della nuova dominazione napoleonica in Italia, il territorio avetano vide la costituzione delle prime municipalità autonome - e tra queste anche Alpicella - che furono inserite dal 2 dicembre 1797 nel dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della costituita Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti statali francesi, il territorio di Alpicella rientrò nell'XI cantone, con capoluogo Santo Stefano d'Aveto, della giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del V cantone dell'Aveto nella giurisdizione dell'Entella.

Nel 1804 la municipalità di Alpicella fu soppressa e aggregata al territorio comunale di Santo Stefano d'Aveto. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento degli Appennini.Nel 1815, caduta la dominazione napoleonica e dopo il successivo congresso di Vienna del 1814, il territorio avetano passò al Regno di Sardegna con nuove modifiche amministrative: tutta l'area intorno al fiume Aveto venne divisa tra due differenti e confinanti province del regno sotto la divisione di Genova; Alpicella venne aggregata direttamente a Santo Stefano d'Aveto nella provincia di Chiavari, mentre altre odierne frazioni e località avetane furono inserite nella provincia di Bobbio.

Nel 1859 con il decreto Rattazzi il territorio avetano venne diviso tra il circondario di Bobbio (in provincia di Pavia) e il circondario di Chiavari (in provincia di Genova) e tale divisione perdurò anche con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861; la frazione di Alpicella fece parte della giurisdizione chiavarese.

Dal 1923 compreso nel IV mandamento di Santo Stefano d'Aveto del circondario di Chiavari, ne seguì poi le sorti storiche e amministrative in età contemporanea del comune santostefanese.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo. Costruita intorno all’anno 1200, era un piccolo oratorio edificato dai frati benedettini che dai conventi di Alpepiana e Villa Cella si recavano all’ospedale situato sulla strada al monte Chiodo. Col tempo intorno alla piccola chiesa vennero edificate le nuove abitazioni che prima sorgevano nel versante lato rio Canneto. Fino al 1893, anno della erezione con il titolo di prevostura, la chiesa di Alpicella era comparrocchiale di quella di Santa Maria Assunta di Allegrezze. Venne consacrata il 26 maggio del 1920. Dalla parrocchia dipendono: Oratorio di Nostra Signora della Pace a Gavadi; Oratorio di Nostra Signora di Montallegro o della Beata Vergine della Visitazione a Villaneri. In fondo al paese si trova la Cappelletta degli addii, ultimo edificio del paese da cui passavano e venivano accompagnati tutti gli emigranti che partivano in cerca di fortuna. Sopra al paese, sulla vecchia strada che andava a Romezzano, si trova invece la cappelletta dedicata alla Madonna del Rosario, costruita nell’immediato secondo dopoguerra per ringraziare della protezione ricevuta.

Note

Voci correlate Liguria Città metropolitana di Genova Rezzoaglio Val d'Aveto Antonio Mazza

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