Alla ricerca del tempo perduto (titolo originale À la recherche du temps perdu, nota anche col titolo accorciato La Recherche) è un romanzo di Marcel Proust, scritto tra il 1906 e il 1922, pubblicato in sette volumi tra il 1913 e il 1927, dei quali gli ultimi tre postumi. Più che la narrazione di una sequenza ordinata di avvenimenti, l'opera s'interessa a una riflessione psicologica sulla letteratura, sulla memoria e sul tempo; tali elementi, apparentemente sparsi, si trovano legati gli uni agli altri, quando, attraverso le sue esperienze, positive e negative, il narratore - vero eroe del romanzo - scopre il senso ultimo della vita nell'arte e nella letteratura, nell'ultimo tomo.
Considerata una pietra miliare nella storia della letteratura, nella Recherche spicca appunto il tema della memoria, della nostalgia, il ritrovamento di un'epoca e di un certo ambiente aristocratico e borghese della Francia irrimediabilmente svanito, ma rivissuti nel ricordo, malinconicamente rievocato. Per la sua lunghezza, il romanzo è entrato nel Guinness dei primati: consta di circa caratteri, scritti in pagine. Per la sua struttura compositiva, è definita œuvre cathédrale.Luc Fraisse, L'œuvre cathédrale.
Storia editoriale
Il primo volume della Ricerca apparve il 14 novembre 1913. La pubblicazione dei volumi seguenti venne interrotta dallo scoppio della prima guerra mondiale. Il lavoro febbrile di Proust sulla propria opera è ininterrotto e continuo: ad ogni bozza di stampa inviata da parte dell'editore, l'autore aggiunge nuove parti sui margini e su foglietti che incolla alle pagine (i famosi paperoles). Nel periodo della guerra e del primo dopoguerra, quello che doveva essere l'ultimo volume dell'opera si espanse fino ad arrivare a comprenderne tre, che vennero pubblicati solo postumi.
L'opera è suddivisa, per motivi editoriali, in sette volumi: Dalla parte di Swann o La strada di Swann (Du côté de chez Swann, 1913) All'ombra delle fanciulle in fiore (À l'ombre des jeunes filles en fleurs, 1919, premio Goncourt) I Guermantes (Le côté de Guermantes, 1920) Sodoma e Gomorra (Sodome et Gomorrhe, 1921-1922) La prigioniera (La prisonnière, 1923) La fuggitiva (la prima edizione aveva il titolo Albertine scomparsa), (La fugitive ossia Albertine disparue, 1925) Il Tempo ritrovato (Le Temps retrouvé, 1927)
In Dalla parte di Swann Proust ha inserito un vero e proprio "romanzo nel romanzo" col titolo Un amore di Swann, spesso pubblicato separatamente.
La storia editoriale de Alla ricerca del tempo perduto è lunga e complessa.
Nell'estate del 1912 Proust preparò una copia dattiloscritta di quello che sarebbe dovuto diventare il primo volume del suo romanzo. Ad ottobre, su suggerimento di Gaston Calmette, all'epoca direttore di Le Figaro, mandò il dattiloscritto a Fasquelle, editore tra gli altri di Émile Zola e di Edmond Rostand. L'incaricato alla lettura dette parere negativo di fronte ad un'opera così sconcertante per l'epoca. In questo rapporto si legge:
Proust pensava che l'editore Fasquelle avrebbe dato al suo lavoro "risonanza più vasta" ma, per una "presentazione più artistica", Proust pensava a La Nouvelle Revue française, fondata da un gruppo di intellettuali tra cui André Gide e l'amministratore Gaston Gallimard. Gide, incaricato della lettura, lo scorse appena e lo bocciò, contrariato anche dalla nomea di mondano e snob che accompagnava Proust.
Anche se in pochi giorni aveva ricevuto due bocciature, Proust non si dette per vinto e mandò il dattiloscritto alla casa editrice Ollendorf. Il lettore incaricato dette parere negativo con una frase rimasta famosa:
Dopo queste bocciature, nel febbraio del 1913, Proust si rivolse al giovane editore Bernard Grasset offrendogli di pagare le spese di pubblicazione e di pubblicità, mentre all'editore sarebbe spettata una percentuale sui guadagni. Grasset accettò senza aver nemmeno letto le bozze del romanzo. Così la ricerca dell'editore aveva fine e la Recherche poteva iniziare il suo viaggio nella letteratura. Nel Tempo ritrovato, Proust ricorda questo periodo scrivendo:
Solo al termine della prima guerra mondiale, dopo l'uscita del primo volume, Gide capì di aver commesso un grosso errore e convinse Gallimard a pubblicare tutte le parti successive, di cui le ultime tre postume, curate dal fratello di Proust, Robert, e da Jacques Rivière, critico letterario, e in parte prive di una completa revisione delle bozze, come era di sua abitudine, eccetto per il volume La prigioniera, dove Proust portò a termine la rielaborazione e riscrittura il 25 ottobre 1922, poche settimane prima della sua morte.
Struttura narrativa La struttura della Recherche è circolare. Le tremila pagine del romanzo (sarebbero state molte di più se Proust non fosse morto prima di correggere gli ultimi volumi) sono state sintetizzate in tre parole: «Marcel diventa scrittore».
Per tremila pagine Marcel, io narrante, combatte contro la sua mancanza di volontà, la sua bassa autostima, la sua fragilità fisica e psichica, il tempo che scorre troppo veloce, per arrivare finalmente a prendere la grande decisione: scriverà un romanzo sugli uomini e sul tempo.
Ma il romanzo che scriverà non è un'altra Alla ricerca del tempo perduto, bensì proprio quelle tremila pagine di cui si è arrivati alla fine. Quindi la Recherche si trova ad essere sia il libro che si è appena letto, sia, in seconda lettura, il romanzo che Marcel ha trovato finalmente la forza di scrivere.
A simbolo di questa circolarità, Proust comincia il suo romanzo con le parole: «Longtemps, je me suis couché», e lo termina con le parole «dans le Temps». Proust ha sempre affermato che l'inizio e la fine dell'opera erano stati scritti simultaneamente. Essi infatti risultano legati proprio come in un percorso che torna su sé stesso.
Trama
Dalla parte di Swann: il primo libro narra, nella parte iniziale, alcuni episodi dell'infanzia del protagonista del romanzo, Marcel, nel villaggio francese di Combray. La famiglia di Marcel passa le vacanze qui, insieme a molti parenti. Grazie a una petite madeleine il Marcel adulto riscopre Combray il tempo passato lì, descrivendo i rapporti con i parenti, soprattutto con la mamma, le prime letture e le prime passeggiate dalla parte di Swann. In questa parte iniziale si dipanano e sviluppano molti temi centrali in tutta la recherche. Nella seconda parte, il protagonista diventa Swann, i molti temi abbozzati si sviluppano in un ambiente adulto, un ambiente che è tangente al gran mondo degli aristocratici. Viene introdotto il tema della recherche interiore dell'autore, e dell'attenzione per i particolari del proprio passato, che cercherà di analizzare anche nella seconda sezione, dedicata a Charles Swann e al suo amore per Odette de Crécy. All'ombra delle fanciulle in fiore: Marcel è ormai cresciuto. L'ambiente della narrazione si trasferisce da Combray a Parigi, dove Marcel frequenta il salotto di Charles Swann e della moglie Odette. Nel frattempo si innamora di Gilberte, figlia di Odette, e, successivamente, nel corso di un lungo soggiorno con la nonna in un hotel di Balbec, sulla costa della Normandia, si innamora di Albertine, una delle adolescenti appartenenti al gruppo delle fanciulle "in fiore". Queste esperienze segnano profondamente Marcel, sia per il suo sviluppo emotivo che per la sua percezione dell'amore e delle relazioni sociali. I Guermantes: Marcel, ancora una volta, va a vedere la celebre attrice Berma a uno spettacolo teatrale, rendendosi conto che il suo amore per lei sta sfiorendo. Nel frattempo, cresce la sua ammirazione per la duchessa Oriane de Guermantes, la cui personalità e raffinatezza lo affascinano profondamente. Marcel inizia quindi a frequentare il salotto dell'aristocratica famiglia Guermantes, grazie anche all'introduzione del barone de Charlus, un enigmatico personaggio che appartiene anch'egli alla famiglia. Durante questo periodo, Marcel vive un momento di grande incertezza a causa dell'aggravarsi delle condizioni di salute della nonna, a cui è profondamente legato. Alla morte della nonna, Marcel è devastato dal dolore e si rifugia nei suoi ricordi e nelle sue relazioni sociali. Successivamente, Marcel rincontra una vecchia conoscenza, Albertine Simonet, con cui inizia una relazione amorosa intensa e complicata. Nel frattempo, scopre che il barone de Charlus è omosessuale, un segreto tenuto nascosto dalla società del tempo, che fa luce sulla complessità e le contraddizioni della vita sociale e personale del barone. Sodoma e Gomorra: il romanzo è incentrato sui rapporti complessi e spesso segreti tra Marcel e Albertine, e tra il barone Charlus e un giovane violinista di nome Morel. Il titolo stesso richiama i temi dell'omosessualità e della trasgressione, centrali nel volume. Dopo aver nutrito alcuni sospetti, Marcel si accorge che Albertine lo sta tradendo, e dunque decide di rompere la relazione, scoprendo alla fine che lei aveva rapporti con diverse donne, inclusa una di alto rango, Madame de Vinteuil. Nel frattempo, il romanzo esplora in profondità la vita segreta del barone Charlus, rivelando la sua omosessualità e la sua relazione con Morel, che è caratterizzata da dinamiche di potere e manipolazione. La prigioniera: Marcel è deciso a perdonare Albertine e la porta a vivere con lui, affinché possano avere una vita felice. Tuttavia, la gelosia riappare, e Marcel arriva a farla sorvegliare durante le sue uscite da Andrée e dall'autista. Alla fine, Marcel decide di partire e lasciarla, ma poco prima che Albertine sia informata di ciò, fugge di casa, lasciando una lettera a Marcel. Questo episodio segna un punto cruciale nella relazione tra Marcel e Albertine, caratterizzato da un intenso conflitto tra amore e possessività. In due occasioni — le uniche dell'intera opera — il narratore viene chiamato per nome, da Albertine. Il romanzo esplora la prigionia psicologica ed emotiva causata dalla gelosia e dal desiderio di controllo, mostrando le conseguenze devastanti di tali sentimenti sulla loro relazione. La fuggitiva: Marcel è inizialmente indifferente verso la fuga di Albertine, salvo poi ricredersi e cadere in profonda depressione quando scopre che è morta, ancora giovanissima, in un incidente a cavallo. Nel tentativo di superare il dolore, Marcel cerca di ottenere ulteriori informazioni sul passato di Albertine e le sue relazioni. Nel dolore, incontra per caso la vecchia conoscenza Gilberte Swann, di cui si innamora di nuovo, anche se è costretto a farsi da parte, visto che è promessa sposa al nipote del barone Charlus, Robert de Saint-Loup. Alla fine della storia, però, Marcel scopre con stupore che anche il marito di Gilberte condivide l'omosessualità dello zio. Questo volume esplora temi di perdita, memoria e identità, mostrando come Marcel tenti di ricostruire la sua vita dopo la morte di Albertine e le complesse dinamiche sociali che lo circondano. Il Tempo ritrovato: Durante la prima guerra mondiale, Marcel si accorge dell'inevitabilità del trascorrere del tempo e torna a Parigi, trovandola molto cambiata rispetto al periodo felice della Belle Époque. Frequenta assiduamente la casa di Gilberte, anche se è consumato dai rimorsi dell'amore. Decide un'ultima volta di andare a un incontro nel salotto della famiglia Guermantes, dove formula importanti riflessioni sul trascorrere del tempo e sull'intenzione di narrare i suoi pensieri in un libro. Marcel osserva i cambiamenti nelle persone e nella società, notando come la guerra abbia alterato profondamente le dinamiche sociali e personali. Il romanzo culmina con la consapevolezza di Marcel della sua vocazione di scrittore, decidendo di dedicare la sua vita alla creazione letteraria per dare un senso e una forma alla sua esperienza del tempo e della memoria.
Personaggi
il narratore (colui che dice "je"), chiamato Marcel da Albertine ne La prigioniera; la madre del narratore, alla quale quest'ultimo è molto legato. Odette dirà che le assomiglia;