Il cinghiale comune (Sus scrofa ) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia Suidae.
Originario dell'Eurasia e del Nordafrica, il cinghiale comune è stato decimato e reintrodotto in ampie porzioni del proprio areale e anche in nuovi ambienti, dove si è peraltro radicato talmente bene, grazie alle sue straordinarie doti di resistenza e adattabilità, da essere considerato una delle specie di mammiferi a più ampia diffusione. È arduo tracciarne un profilo tassonomico preciso, in quanto le varie popolazioni, originariamente pure, hanno subito l'apporto di esemplari alloctoni o di maiali rinselvatichiti.
Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne e un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, solo nel corso del XX secolo ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l'essere umano, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, ovvero il maiale. Per lo stretto legame con l'essere umano, il cinghiale appare frequentemente, e spesso con ruoli da protagonista, nella mitologia di molti popoli.
Etimologia
Il termine cinghiale deriva dalla denominazione latina di (porcus) singularis, riferendosi alla natura dell'animale.
Descrizione Dimensioni
Gli esemplari adulti di cinghiale misurano fino a di lunghezza, per un'altezza al garrese che può sfiorare il metro e un peso massimo di un quintale circaHaseder & Stinglwagner: Knaurs großes Jagdlexikon. Weltbild Verlag, München 2000. S. 732. Sussistono, tuttavia, grandi variazioni di dimensioni e peso a seconda delle sottospecie, con tendenza all'aumento dei sopracitati parametri in direttrice Sud-Ovest/Nord-Est; i maschi hanno dimensioni e peso ben maggiori rispetto alle femmine.
Nelle Alpi italiane, il peso degli adulti oscilla tra i 100 e i , mentre nel Centro-sud e in Sardegna il peso medio è sugli .
Aspetto
Il cinghiale ha costituzione massiccia, con corpo squadrato e zampe piuttosto corte e sottili. Ciascun piede è dotato di quattro zoccoli, dei quali i due anteriori, più grossi e robusti, poggiano direttamente sul terreno, mentre i due laterali sono più corti e poggiano sul terreno solo quando l'animale cammina su terreni soffici o fangosi, favorendo una migliore distribuzione del peso e impedendogli di sprofondare. Nonostante le piccole zampe, il cinghiale si muove piuttosto velocemente, solitamente al trotto, ed è in grado di galoppare molto velocemente anche nel fitto del bosco, ad esempio durante una carica o una fuga, seguendo quasi sempre traiettorie rettilinee.
La coda è pendula e può misurare fino a 40 cm di lunghezza; è interamente ricoperta di setole, che formano un ciuffetto di peli al suo apice. L'animale la agita quando è infastidito o irritato, ma la impiega anche come scacciamosche.
La testa, grande e massiccia, è dotata di un lungo muso conico che termina in un grugno (o grifo) cartilagineo poggiante su un disco muscolare, che assicura grande mobilità e precisione. Grazie alla ricca innervazione, il grugno del cinghiale possiede grande sensibilità tattile e olfattiva. Il grugno è assicurato al muso grazie a un osso prenasale assai allungato, detto "osso fognaiuolo". La fronte, soprattutto nei maschi anziani, è praticamente perpendicolare al muso. Il collo è corto e tozzo e appare praticamente assente nei mesi invernali, con la testa che pare innestarsi direttamente sul torso, quando l'animale è ricoperto da un pelo più folto.
Gli occhi sono obliqui, piuttosto piccoli e posti lateralmente sul cranio, per assicurare al cinghiale una visione quanto più ampia possibile e non essere perciò preso alla sprovvista; la vista è, tuttavia, piuttosto debole, a vantaggio di altri sensi, come l'olfatto e l'udito. Le orecchie sono di media grandezza e sono portate diritte.
La dentatura del cinghiale si compone di 44 denti, che rivelano abitudini alimentari opportunistiche: dodici incisivi, quattro canini, sedici premolari e dodici molari. Gli incisivi e i premolari tendono a cadere con l'età, mentre i molari sono permanenti; questi hanno forma appiattita e servono a triturare il ciboClarke, Dzieciolowski, Batcheler, Frampton (1992) – A comparison of tooth eruption and wear and dental cementum techniques in age determination of New Zealand feral pigs. Wildl. Res. 19: pagg. 769-777..
Sono i canini, spesso chiamati anche zanne, la caratteristica principale del cinghiale. Si tratta di denti a crescita continua, presenti in ambedue i sessi, ma solo nel maschio hanno dimensioni tali da fuoriuscire dalla bocca. I canini inferiori, detti "difese", sono più grandi di quelli superiori, detti "coti". Profondamente conficcati nella mandibola, possono raggiungere (nel maschio) anche i 30 cm di lunghezza, mentre sono considerate normali lunghezze fra i 15 e i 20 cm, di cui meno della metà protrudono dalla bocca; i canini inferiori crescono con un'incurvatura verso l'alto di 180°, interferendo con i canini superiori e mantenendoli sempre affilati. Le zanne eccessivamente lunghe risultano svantaggiose: incurvandosi all'indietro, divengono inutili come arma di offesa. Cominciano a spuntare a partire dal secondo anno di età, e, nel giro di un anno, le inferiori oltrepassano di misura le superiori in lunghezza.
Nelle femmine, i canini inferiori misurano sempre meno di 10 cm, mentre i canini superiori sono piccoli e rivolti verso il basso; solo nelle femmine più anziane essi tendono a piegarsi verso l'alto. Lo sfregamento fra canini superiori e inferiori e fra canini superiori e incisivi inferiori, con i quali combaciano, fa sì che le zanne mantengano sempre un orlo tagliente. Le zanne hanno una duplice funzione: sono utilizzate sia come strumenti da lavoro, per esempio per lo scavo nel terreno, sia come strumenti di difesa o offesa, per difendersi dai predatori o per competere con gli altri esemplari durante il periodo degli amori.
La pelle è molto spessa e poco vascolarizzata, spesso con presenza di cuscinetti adiposi sottocutanei; è una vera e propria corazza, che rende l'animale immune alle punture di insetti e alle piante spinose del sottobosco, e lo preserva dai morsi di vipera (a meno che non siano assestati in punti nevralgici, come il grugno). A eccezione di alcune parti della testa e della parte inferiore delle zampe, la pelle è quasi totalmente ricoperta da setole rigide, frammiste a un sottopelo lanoso più fine e morbido, che isola termicamente il corpo. Le setole sono rivolte all'indietro (verso la coda) su tutto il corpo, tranne che su petto e ventre, dove sono rivolte in avanti. Sulla fronte e sulle spalle, il manto forma una sorta di criniera, più evidente in alcune sottospecie; quando l'animale è irritato o impaurito, la drizza, il che lo rende ancora più grande e massiccio alla vista di quanto non sia in realtà.
Il mantello invernale, folto e di colore scuro, nei mesi primaverili, lascia il posto al mantello estivo, con perdita della maggior parte del sottopelo e setole dalla punta di colore chiaro. La colorazione del manto varia anche molto a seconda delle popolazioni di cinghiali, mantenendosi in una gamma di colori dal bruno-rossiccio al nerastro: in Asia Centrale, vi è un'inusuale abbondanza di esemplari di colore biancastro (non albini), mentre in Russia occidentale sono frequenti cinghiali rossicci. In Manciuria, invece, abbondano esemplari nerastri. Sporadicamente , sono avvistati cinghiali con pezzature scure di varia grandezza; è una mutazione recessiva causata da incroci con maiali domestici.
Gli individui pezzati, , hanno indici di mortalità più elevati rispetto ai conspecifici "normali", poiché il loro pelo è meno termoisolante. Il verso del cinghiale è il grugnito, assai simile a quello del maiale domestico. Se viene messo di fronte a un pericolo, l'animale sbuffa rumorosamente dalle narici, emettendo un brontolio gutturale. Qualora spiazzato o impaurito, invece, il cinghiale emette un acuto gemito.
Biologia Comportamento
Il cinghiale è un animale dalle abitudini crepuscolari e notturne: durante il giorno, il cinghiali si riposa disteso in buche nel terreno che esso stesso scava con il muso e gli zoccoli fra i cespugli, per poi ingrandirle con l'usura. Durante l'inverno, tali buche vengono spesso imbottite con frasche e foglie secche. Numerosi punti di riposo si trovano anche lungo i tragitti percorsi dall'animale durante la notte, che collegano le zone di foraggiamento con la tana principale e gli abbeveratoi. Alcuni individui sono stati osservati strappare l'erba alta e le canne per poi porle fra i rami bassi e i cespugli, in modo tale da crearsi dei ripari. In questo senso, il cinghiale sarebbe fra i pochissimi ungulati (assieme ad altri suidi) a costruirsi una tanaDe La Fuente (1983) – Il cinghiale. I taccuini di Airone nr. 3. L'Airone di G. Mondadori e Ass. S.p.a..
Il cinghiale è un animale sociale, che vive in gruppi composti da una ventina di femmine adulte con i propri cuccioli, guidate dalla scrofa più anziana. Tuttavia, in alcune zone con grande ricchezza di cibo, si trovano gruppi comprendenti anche più di cinquanta animali, spesso frutto della fusione di più gruppi. I maschi più anziani conducono una vita solitaria per la maggior parte dell'anno, mentre i maschi giovani, che ancora non si sono accoppiati, tendono a riunirsi in gruppetti. Ciascun gruppo occupa un proprio territorio, che si estende su un'area ampia circa una ventina di chilometri quadrati e viene delimitato tramite secrezioni odorose delle zone labiale e anale; i territori dei maschi sono solitamente più grandi di quelli delle femmine, anche del doppio. Generalmente, il gruppo rimane nello stesso territorio finché le risorse sono sufficienti al proprio sostentamento, per poi abbandonarlo alla ricerca di aree più ricche di cibo qualora la disponibilità alimentare diminuisca; questo spiega l'apparizione improvvisa di cinghiali in aree dove storicamente la loro presenza non è contemplata.
I vari esemplari comunicano fra loro attraverso una vasta gamma di suoni, che comprendono una serie di grugniti a varie frequenze, come anche grida e ruggiti che possono avere la funzione di comunicare la propria appartenenza a un gruppo o la disponibilità all'accoppiamento e al combattimentoKlingholz, Siegert, Meynhardt (1979) – Die akustische kommunikation des europaischen wildschweines (Sus scrofa L.) Zool. Gart. (n.f.) 49: pagg. 277-303.; l'emissione di suoni si accompagna anche alla comunicazione olfattiva tramite gli odori corporei o le secrezioni ghiandolari. Spesso, gli esemplari di uno stesso gruppo praticano una sorta di grooming, lisciandosi vicendevolmente il pelo del dorso con la lingua o il grugno.
Il cinghiale è noto per il suo temperamento aggressivo e, nonostante abbia paura dell'essere umano e tenda a evitarne il contatto, qualora preso alla sprovvista o messi alle strette, l'animale, anche se ferito o debilitato, può attaccare, combattendo strenuamente e risultando molto pericoloso. La diversa conformazione delle zanne nei due sessi provoca anche una diversa reazione davanti al pericolo; mentre il maschio carica a testa bassa, per poi menare fendenti verso l'alto e lateralmente, al fine di sventrare l'aggressore, la femmina si getta sul nemico tenendo la bocca aperta e azzannandolo a ripetizione, spesso infierendo sul suo corpo anche dopo averlo atterrato.