Dopo l'inizio della guerra fredda e a seguito della sconfitta del Terzo Reich nella seconda guerra mondiale, la Germania è stata divisa in due Stati per circa quarant'anni, divenendo il punto focale dei due blocchi contrapposti a est e a ovest. Solo nel 1990, a seguito di un accordo fra i due Stati, l'unità nazionale verrà ripristinata, con la costituzione in Länder delle province orientali e il loro successivo accesso, il 3 ottobre, alla Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest), determinando al tempo stesso la scomparsa della Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est).

La Germania dal 1945 al 1949

Alla Conferenza di Potsdam dell'agosto 1945, dopo la resa incondizionata della Germania, avvenuta l'8 maggio 1945, le potenze vincitrici (Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia) divisero la nazione in quattro zone di occupazione militare: francese a sud-ovest, britannica a nord-ovest, statunitense a sud e sovietica a est. I territori a est della Linea Oder-Neisse (Prussia orientale, Pomerania orientale, Slesia e una porzione orientale del Brandeburgo) vennero tolti alla Germania e posti sotto amministrazione sovietica e polacca, spostando a tutti gli effetti la Polonia verso ovest. Quasi 10 milioni di profughi furono costretti ad abbandonare i loro paesi d'origine per rifugiarsi nelle zone occupate a ovest di tale linea. Queste amministrazioni erano state originariamente concepite per durare fino alla firma finale di un trattato di pace, cosa che comunque non avvenne. Si concordò anche un trasferimento di tedeschi da Cecoslovacchia e Ungheria, ma le nazioni vennero invitate a fermare l'espulsione di questi Heimatvertriebene.

Il previsto corpo governante venne chiamato Consiglio di Controllo Alleato. I comandanti in capo esercitavano autorità suprema sulle loro rispettive zone e agivano di concerto sulle questioni che riguardavano l'intera nazione. Berlino, che giaceva nel settore sovietico, venne anch'essa divisa in quattro aree.

Le due Germanie

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'Unione Sovietica si erano accordati a Potsdam su un ampio programma di decentralizzazione, trattando la Germania come una singola entità economica con alcuni dipartimenti amministrativi centrali. Il piano si ruppe però nel 1948, con l'inizio della guerra fredda. Le potenze occidentali erano preoccupate dal deteriorarsi della situazione economica nelle loro zone; il Piano Marshall di aiuti economici americani venne esteso alla Germania occidentale, mentre una riforma valutaria introdusse il marco tedesco e fermò l'inflazione montante. I sovietici non concordarono con la riforma e si ritirarono, nel marzo 1948, dal corpo governativo a quattro e diedero inizio al blocco di Berlino nel giugno 1948, sbarrando tutte le vie di accesso terrestri tra la Germania Ovest e la città. Le potenze alleate replicarono con il "ponte aereo per Berlino", un continuo rifornimento via aria della metà occidentale della città. I sovietici posero fine al blocco dopo dieci mesi.

Il 23 maggio 1949 Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia cedettero la sovranità delle rispettive zone di occupazione alla neocostituita Repubblica Federale di Germania, in tedesco Bundesrepublik Deutschland (la sigla BRD non venne mai utilizzata ufficialmente a ovest, mentre era largamente utilizzata la sigla DDR per la zona est per occultare la parola Deutschland = Germania). Poiché però l'acquisizione della piena sovranità era subordinata allo svolgimento di libere elezioni e alla formazione di un governo democratico, la sua entrata in vigore fu necessariamente dilazionata al successivo 20 settembre.

Poco dopo, il 7 ottobre 1949, l'URSS cedeva la sovranità della propria zona di occupazione alla neocostituita Repubblica Democratica Tedesca, in tedesco Deutsche Demokratische Republik (sigla DDR).

La Repubblica Federale di Germania era alleata con gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia. Era una nazione capitalista occidentale con economia di mercato e godette di una prolungata crescita economica a seguito della riforma valutaria del giugno 1948 e delle sovvenzioni statunitensi dell'ERP (European Recovery Program) o Piano Marshall (1948-1951).

La Repubblica Democratica Tedesca rimase alleata dell'Unione Sovietica ed entrò a far parte del Patto di Varsavia alla sua costituzione (maggio 1955). Stato autoritario con un'economia centralizzata di tipo socialista, divenne ben presto la più ricca e più avanzata tra le nazioni del blocco sovietico, ma molti suoi cittadini guardavano a ovest per la libertà politica e la prosperità economica.

Sviluppi politici nella Germania Ovest

Gli Stati Uniti e il Regno Unito si mossero per stabilire un nucleo per il futuro governo tedesco, creando un consiglio economico centrale per le loro due zone. Il programma in seguito fornì le basi per l'assemblea costituente della Germania Ovest, uno statuto di occupazione che governasse le relazioni tra gli alleati e le autorità tedesche, e la fusione politica ed economica tra la zona francese e quelle britannica e statunitense.

L'8 maggio 1949 venne approvato il Grundgesetz, legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania. Esso fu promulgato il 23 maggio successivo e la Repubblica proclamata. A seguito delle prime elezioni in agosto, il primo governo federale venne formato il 20 settembre 1949, da Konrad Adenauer (CDU). Il giorno successivo cessò definitivamente lo stato di occupazione, anche se alcune limitazioni di carattere militare sarebbero rimaste ancora per qualche anno.

La Repubblica Federale di Germania progredì rapidamente verso una piena sovranità e l'associazione con i suoi vicini europei e nel Patto Atlantico. Gli accordi di Londra e Parigi ripristinarono gran parte della sovranità dello stato (con alcune eccezioni) nel maggio 1954 e aprirono la strada all'ingresso della Repubblica Federale di Germania nella NATO. Nell'aprile 1951 la Repubblica Federale di Germania si unì, assieme a Francia, Italia e ai paesi del Benelux nella Comunità europea del carbone e dell'acciaio, che preconfigurava l'Unione europea, inizialmente stabilita come Comunità economica europea nel marzo 1957.

Lo scoppio della guerra di Corea (giugno 1950), portò gli USA a chiedere il riarmo della Repubblica Federale di Germania, allo scopo di difendere l'Europa Occidentale dalla percepita minaccia sovietica. Ma i ricordi delle passate aggressioni tedesche portarono gli altri stati europei a cercare uno stretto controllo sull'esercito della Repubblica Federale di Germania. I partner tedeschi della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, decisero di fondare una Comunità europea di difesa, con esercito, marina e aeronautica integrati, composti dalle forze armate degli stati membri. L'esercito della Repubblica Federale di Germania sarebbe stato sotto il completo controllo della CED, ma gli altri stati membri (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) avrebbero cooperato nella CED pur mantenendo un controllo indipendente delle loro forze armate.

Anche se il trattato della CED venne firmato (maggio 1952), non entrò mai in vigore. La Francia gollista lo rifiutò sulla base del fatto che minacciava la sovranità nazionale, e quando l'Assemblea Nazionale francese si rifiutò di ratificarlo (agosto 1954), il trattato morì. Si dovettero allora trovare altri sistemi per permettere il riarmo della Repubblica Federale di Germania. Come risposta, il trattato di Bruxelles venne modificato per includere la Repubblica Federale di Germania nell'Unione Europea Occidentale (UEO). Alla Repubblica Federale di Germania veniva permesso di riarmarsi, e di avere pieno controllo sovrano delle sue forze armate; la UEO avrebbe comunque regolamentato le dimensioni dell'esercito permesso a ognuno dei suoi stati membri. Le paure di un ritorno al nazismo ben presto scomparvero e, come conseguenza, le disposizioni del trattato UEO hanno oggi poco valore.

I tre alleati occidentali mantennero i poteri di occupazione a Berlino e certe responsabilità per l'intera Germania. In base ai nuovi accordi, gli Alleati mantenevano truppe all'interno della Repubblica Federale di Germania, per scopi della difesa NATO, conformemente agli accordi di stazionamento e stato delle forze. Con l'eccezione dei 45.000 soldati francesi, le forze alleate erano sotto il comando congiunto di difesa della NATO (la Francia si ritirò dalla struttura di comando militare collettivo della NATO nel 1966).

La vita politica fu notevolmente stabile e ordinata. L'era di Adenauer (1949-63) venne seguita da un breve periodo guidato da Ludwig Erhard (1963-66) che, successivamente, venne rimpiazzato da Kurt Georg Kiesinger (1966-69). Tutti i governi tra il 1949 e il 1966 erano formati dall'unione tra Unione Cristiano Democratica (CDU) e Unione Cristiana Sociale (CSU), o da sola o in coalizione con il più piccolo Partito Liberale Democratico (FDP).

La "Grande Coalizione" di Kiesinger (1966-69), comprendeva i due principali partiti tedeschi: la CDU/CSU e il Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD).

Negli anni sessanta sorse il desiderio di confrontarsi con il passato nazista (Vergangenheitsbewältigung). Con grande successo, le manifestazioni di massa reclamarono una nuova Germania. La generazione del dopoguerra era nata. Femminismo, ambientalismo e antinazionalismo divennero parti fondamentali dell'identità tedesca (occidentale).

Nelle elezioni del 1969, la SPD – guidata da Willy Brandt – guadagnò abbastanza voti da formare una coalizione di governo con l'FDP. Il cancelliere Brandt rimase a capo del governo fino al maggio 1974, quando si dimise dopo che uno dei membri anziani del suo staff venne scoperto come spia dei servizi segreti della Germania Est, la Stasi.

Il ministro delle finanze Helmut Schmidt (SPD) formò allora un governo e ricevette l'appoggio unanime dei membri della coalizione. Fu cancelliere dal 1974 al 1982. Hans-Dietrich Genscher, uno degli esponenti di spicco dell'FDP, divenne vice cancelliere e ministro degli esteri. Schmidt, un convinto sostenitore della Comunità europea e dell'Alleanza Atlantica, enfatizzò il suo impegno per "l’unificazione politica dell'Europa in associazione con gli USA".

In questo periodo, la Rote Armee Fraktion, attiva a partire dal 1968, portò avanti una serie di attacchi terroristici che si protrassero fino agli anni novanta.

Nell'ottobre 1982, la coalizione SPD-FDP si sciolse quando l'FDP unì le sue forze con la CDU/CSU per eleggere il segretario della CDU Helmut Kohl come cancelliere, con un voto di sfiducia costruttiva. A seguito delle elezioni nazionali del marzo 1983, Kohl emerse con il pieno controllo del governo e della CDU. La CDU/CSU andò molto vicina alla maggioranza assoluta, che non raggiunse per l'ingresso al Bundestag de I Verdi, che ricevettero il 5,6% dei voti.

Nel 1987, al governo Kohl-Genscher venne rinnovato l'incarico, ma l'FDP e i Verdi guadagnarono a spese dei partiti più grossi. La CDU di Kohl e il suo "partito fratello" bavarese, scivolarono dal 48,8% dei voti del 1983 al 44,3%. La SPD cadde al 37%; e Brandt, da lungo tempo segretario del partito, si dimise nell'aprile 1987, sostituito da Hans-Jochen Vogel. La quota dell'FDP salì dal 7% al 9,1%, il miglior risultato dal 1980. I Verdi passarono dal 5,6% del 1983 all'8,3%.

Sviluppi politici nella Germania Est

Nella zona di occupazione sovietica, il Partito Socialdemocratico venne costretto a fondersi con il Partito Comunista nell'aprile 1946, formando un nuovo partito, il Partito Socialista Unificato di Germania (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, SED). Le elezioni dell'ottobre 1946 risultarono in governi di coalizione in tutti e cinque i parlamenti regionali, con la SED come leader indiscusso.