Biografia Nato a Vittoria (allora ricadente sotto la provincia di Siracusa) il 5 novembre 1825, Rosario Cancellieri era figlio di Giuseppe e di Salvatrice Terlato. Di estrazione borghese, intraprese gli studi giuridici conseguendo la laurea in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania intorno al 1846 (verosimilmente presentando una tesi di traduzione del Laelius de Amicitia). Appassionato di musica e abile pianista, avviò la professione forense e sposò Agata Mazzara, dalla quale ebbe cinque figli.

L'antiborbonismo e i moti risorgimentali Negli anni precedenti all'Unità d'Italia maturò una forte avversione contro la "Signoria Borbonica", sostenendo la rivoluzione indipendentista siciliana del 1848. Sospettato per le sue attività cospirative antiborboniche, il 4 dicembre 1856 fu sottoposto ad arresto, costringendolo successivamente alla latitanza a Noto. All'arrivo della Spedizione dei Mille nel maggio 1860, Cancellieri fu uno degli animatori della rivolta nel circondario di Modica e a Vittoria, supportando il plebiscito e l'estensione della legislazione garibaldina nell'isola.

Attività politica e parlamentare (1865-1882) Considerato localmente uno dei "padri fondatori" della nuova Italia unita, fu eletto per la prima volta Deputato del Regno d'Italia nel 1865 per la IX Legislatura (collegio di Comiso). Cancellieri si iscrisse ai banchi dell'opposizione della Sinistra costituzionale. Nel corso della sua lunga attività alla Camera (durata per cinque legislature con 271 interventi a registro), si distinse come un tenace oppositore delle politiche fiscali restrittive dei governi della Destra storica.

Gli scontri finanziari e le riforme laiche Nel cruciale dibattito sul pareggio di bilancio (1866-1870), Cancellieri condusse una dura opposizione contro l'aumento della pressione fiscale. Si oppose fermamente all'istituzione e all'inasprimento della tassa sulle successioni e della famigerata tassa sul macinato, tuonando in aula: «Io non voterò nuove imposte sino a che non ci avrete reso i conti del passato». Si scagliò inoltre contro l'imposta sulle vetture e sui domestici, provocando i banchi della maggioranza con la sarcastica proposta: «meglio tassare il gioco del lotto!». Denunciò costantemente le irregolarità amministrative, come i rendiconti mancanti dal 1861 al 1867 e la scomparsa di 20 milioni in moneta di bronzo.

La sua battaglia politica culminò nella XI Legislatura, dove fu protagonista di accesi scontri parlamentari con l'allora Ministro delle Finanze Quintino Sella, battendosi contro l'imposta sui fabbricati, l'aumento della tassa di registro e bollo e ottenendo importanti vittorie procedurali, come la costituzione di una Commissione parlamentare per l'esame dei decreti registrati con riserva (maggio 1871) e la concessione di ampia autonomia alla neonata Cassa Depositi e Prestiti. In ambito agricolo e giudiziario, presentò anche proposte di legge per l'amnistia dei reati politici antecedenti all'Unità (1866). In Parlamento si distinse inoltre per un rigoroso laicismo anticlericale: sostenne fortemente le leggi per la liquidazione dell'asse ecclesiastico al fine di indebolire politicamente una Chiesa considerata ostile all'Unità d'Italia e si oppose aspramente all'introduzione del reato per il matrimonio solo religioso (1879).

L'impegno agricolo e la legge contro la fillossera Sia come deputato che come amministratore locale, Cancellieri dedicò enormi sforzi allo sviluppo dell'economia agricola isolana. Durante il primo governo della Sinistra Storica guidato da Agostino Depretis, legò il suo nome all'approvazione della legge sulla pesca e della legge sui vincoli forestali (1877).

La sua più grande battaglia parlamentare riguardò tuttavia il flagello della fillossera (phylloxera vastatrix) che minacciava di distruggere i vigneti siciliani e nazionali. Fu il primo, nel dicembre 1879, a chiedere un "cordone sanitario" per la Sicilia e la Sardegna, e fu il relatore e promotore della "legge Cancellieri" contro la fillossera (approvata nel luglio 1881), un intervento legislativo pionieristico per la tutela del patrimonio vitivinicolo e l'introduzione di vitigni resistenti (viti americane).

Sindaco di Vittoria e sviluppo locale Nel ragusano fu il promotore della viabilità moderna, impegnandosi per oltre un ventennio per la realizzazione della decisiva linea ferroviaria Siracusa-Licata, del porto di Scoglitti (progettato dall'ingegnere Giovanni Priolo) e della bonifica delle paludi di Camerina e del Lago Salso. A Vittoria fondò e guidò una forte fazione politica (il "Partito Cancellieri") contrapposta al conservatore "Partito Jacono", culminando il suo impegno civico ricoprendo la carica di Sindaco della città dal 1879 al 1882. La sua sindacatura si distinse per i grandi interventi di programmazione edilizia (il primo vero Piano Regolatore e di Ampliamento), la costruzione dell'acquedotto (tramite l'acquisto della sorgente di Scianna Caporale e il progetto affidato all'ingegnere veneziano Eugenio Andruzzi), le vaccinazioni di massa e la pubblica illuminazione. Il suo intransigente rigore amministrativo, l'obbligo imposto ai cittadini di cedere gratuitamente i suoli per l'ampliamento stradale e il suo netto rifiuto di fissare calmieri per le derrate in nome del libero commercio gli alienarono tuttavia i favori di gran parte del nuovo elettorato. Sconfitto alle elezioni amministrative del 1882 dalle forze a lui avverse, il suo partito andò incontro a un progressivo declino.

Senatore del Regno e l'eredità politica Dopo non essere stato rieletto deputato al termine della XIV Legislatura, il 4 dicembre 1890 venne nominato per decreto regio Senatore del Regno d'Italia per la "Categoria 3" (riservata ai deputati con almeno tre legislature o sei anni di esercizio). Dai banchi del Senato avversò la dura repressione attuata dallo stesso Crispi contro i Fasci siciliani, invocando riforme fiscali a favore dei nullatenenti per fermare la piaga dei pignoramenti immobiliari che esasperavano la popolazione isolana. Morì nella natia Vittoria l'11 gennaio 1896, venendo solennemente commemorato nell'aula del Senato il 23 marzo successivo.

Il "Mito" Cancellieri e i luoghi della memoria Dopo la sua morte, la figura di Rosario Cancellieri assunse proporzioni mitiche nella storiografia locale vittoriese. Divenne un "padre della patria" conteso dalle diverse forze politiche del Novecento: i socialisti, le amministrazioni liberali e, successivamente, persino le autorità fasciste locali tentarono a vario titolo di appropriarsi della sua eredità politica e morale, interpretando la sua strenua difesa delle fasce popolari e dell'economia agricola come un'anticipazione dei propri ideali. Particolarmente fiera fu la devozione della neonata "Società Operaia di Mutuo Soccorso Rosario Cancellieri" (fondata nel 1897) che, durante il Ventennio fascista, si oppose con straordinaria tenacia ai gerarchi locali rifiutandosi fermamente di rimuovere la parola "Società", il simbolo delle mani incrociate e lo storico motto costitutivo «libertà, fraternità, uguaglianza».

Alla sua memoria e al suo lascito sono legati oggi diversi luoghi, monumenti e istituzioni della città di Vittoria: Palazzo Cancellieri e il Monumento: Accanto alla storica sede della Società Operaia sorge il Palazzo Cancellieri (oggi proprietà Traina), la casa in cui nacque e visse. Nel 1923, su iniziativa del sindaco Salvatore Gucciardello, la facciata fu ornata con un busto marmoreo recante l'epigrafe: «In questa casa / ove nacque e morì / Rosario Cancellieri / patriotta insigne / nel Comune nella Provincia / nei due rami del Parlamento / sempre e dovunque / dei diritti del popolo / assertore tenace / Vittoria al suo illustre figlio il memore culto / in questo marmo consacra / MCMXXIII». I Pozzi di Cancellieri: Annessa al palazzo, all'angolo tra via Ruggero Settimo e via Principe Umberto, si trova una monumentale fonte pubblica d'acqua. Nata dalla riqualificazione (richiesta in concessione nel 1878 dallo stesso Cancellieri) dell'antico "Pozzo Grande" scavato nel 1620, la fonte fu poi inglobata nell'ampliamento del palazzo tramite la creazione di due ampie nicchie con vasche in pietra e rubinetti a maschera di leone (opera attribuita ad Eugenio Andruzzi). Liceo Classico-Ginnasio: Gli fu storicamente intitolato il Liceo Classico cittadino, poi confluito (insieme al Liceo Scientifico Stanislao Cannizzaro) nell'Istituto di Istruzione Superiore "G. Mazzini" a partire dal 5 marzo 2013. Plesso Scolastico: Il 5 dicembre 2023, in vista del bicentenario della sua nascita, l'Istituto Comprensivo Statale Rodari-San Biagio ha deliberato di intitolargli l'ex plesso Don Milani. Odonomastica: Gli è dedicata l'importante arteria di via Rosario Cancellieri, che attraversa il centro storico cittadino in direzione nordest-sudovest (da Piazza del Popolo a Piazza Indipendenza), correndo parallela a via Garibaldi e via dei Mille.

Onorificenze

Bibliografia Paolo Monello, Rosario Cancellieri. Fra mito e storia (Opera monografica in 12 volumi), 2024. Paolo Monello, Rosario Cancellieri - un vittoriese tra mito e storia (PDF), portale Vittoriacultura.eu.

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