Le guerre bizantino-selgiuchidi furono una serie di conflitti tra l'Impero bizantino ed il Sultanato di Rum (anche Sultanato di Iconio) protrattisi dall'XI al XIII secolo. Questi scontri spostarono l'equilibrio di potere in Asia Minore ed in Siria, facendo passare questi territori dal dominio bizantino al controllo selgiuchide: i turchi selgiuchidi recuperarono cioè quei territori che, conquistati dagli arabi al principio delle guerre arabo-bizantine, erano stati poi sottratti al controllo dei musulmani da Bisanzio.

Svolta decisiva negli scontri tra le due potenze fu la battaglia di Manzicerta (1071), il cui esito sfavorevole all'impero permise ai turchi del sultano Alp Arslan di occupare gran parte dell'Anatolia, con un processo che durò quasi vent'anni. Sotto la guida del basileus Alessio I Comneno (1080-1118), che riorganizzò pesantemente l'esercito e seppe sfruttare a proprio vantaggio i successi degli occidentali nella Prima crociata, l'impero bizantino tornò all'offensiva, riuscendo a recuperare il controllo delle coste della penisola anatolica (v. rinascenza comnena). Sotto il regno di Giovanni II Comneno (1118-1143) i bizantini consolidarono la loro presa sull'entroterra anatolico, giungendo fino in Siria, ma la sconfitta di Manuele I Comneno (1143-1180) nella Battaglia di Miriocefalo (1176) privò l'impero della concreta possibilità di stroncare il sultanato di Rum.

Al volgere del XII secolo, il conflitto tra bizantini e selgiuchidi si raffreddò a causa delle continue contese dinastiche che minarono le basi di potere del basileus a Costantinopoli e del sultano ad Iconio, mentre gli equilibri di potere in Anatolia e nel Levante venivano decisi dall'esito della Terza crociata.

Il collasso bizantino provocato dalla Quarta crociata (1204) permise ai selgiuchidi di riaffermare il loro potere sull'Asia Minore ed inaugurò una grande fase di prosperità per il sultanato. Mentre l'Impero di Nicea combatteva con l'Impero latino per il controllo su Costantinopoli, il potere dei selgiuchidi di Rum venne però spazzato via dall'arrivo dei mongoli che nel 1243, nella Battaglia di Köse Dağ, sconfissero pesantemente il sultano Kaykhusraw II (1237-1246) ed iniziarono ad interferire con gli affari interni del sultanato. Lasciati a sé stessi, i grandi signori della guerra turchi (Bey) si spartirono le terre anatoliche e ripresero autonomamente il conflitto con il rinato impero bizantino dei Paleologi. Tra i contendenti spiccò la figura del bey Osman I i cui seguaci e discendenti, gli "Ottomani", avrebbero sottomesso l'Anatolia e proseguito il conflitto con i bizantini sino a conquistare Costantinopoli nel 1453 (v. Guerre bizantino-ottomane).

Origini del conflitto

I turchi selgiuchidi La dinastia dei Selgiuchidi trae il suo nome da Seljük (?-1000), un signore della guerra dei Turchi Qynyq (stirpe turca appartenente al gruppo degli Oghuz) che emigrò con i suoi seguaci nella Transoxiana a seguito di un contrasto con il suo signore, lo yabġu degli Oghuz. Seljuk Beg (Seljuk Bey) ed i suoi familiari e seguaci, i selgiuchidi, si stanziarono nel 1029 nel KhorasanThe History of the Seljuq Turks, in Journal of Islamic Studies, Oxford Centre for Islamic Studies, a. 2002 n. 13.. Il nipote di Seljük, Toghrul Beg (1037-1063), riuscì a conquistare la Persia e l'Iraq e fu nominato sultano nel 1055 dal califfo di Baghdad, dopo averlo liberato dalla minaccia dei Turcomanni di al-BasasiriCarter Vaughn Findley, The Turks in World History, Oxford, 2005..

I primi scontri I selgiuchidi fecero la loro comparsa nella storia dellImpero bizantino durante il regno del basileus Costantino IX Monomaco. Costantino IX aveva annesso alle terre imperiali il regno d'Armenia dei Bagratidi, occupandone la capitale Ani nel 1045. Lo stato cuscinetto armeno, una volta occupato, mise i bizantini a diretto contatto con le terre dove i turchi compivano le loro scorrerieIoannis Scylitzae Synopsis Historiarum, ed. Hans Thurn, Berlino, 1973, ISBN 978-3-11-002285-8, pp. 435,72-437,30..

Mentre ancora il potere selgiuchide si andava consolidando in Persia, i Turchi, guidati dai principi Asan e İbrahim Yinal, continuarono nelle loro razzie nell'Armenia bizantina. Nel 1048 venne occupata la città di Erzerum. Una coalizione bizantino-georgiana affrontò i selgiuchidi nella sanguinosa Battaglia di Kapetrou, riuscendo a sconfiggerli. Alla vittoria non fece però seguito una pacificazione del confine armeno e, nel 1052, i turchi attaccarono Kars. Nel 1054, fu Toghrul in persona a guidare una scorreria attorno al lago di Van, presso la fortezza di Manzicerta: i bizantini uscirono però vittoriosi dalla Prima battaglia di Manzicerta. Nel biennio 1056-1057 vennero condotte nuove campagne in Armenia, che portarono al saccheggio di Melitene, mentre nel 1059 le forze selgiuchidi penetrarono in profondità nel territorio bizantino, giungendo sino all'importante centro commerciale di Sebastea.

Le campagne di Alp Arslan: 1064-1071

Il sultano Toghrul morì senza eredi nel 1063; gli successe il nipote Alp Arslan che nel 1064 conquistò l'Armenia e la Georgia. Nel 1067 Alp Arslan attaccò i territori bizantini di Mesopotamia, Cilicia, Siria e Cappadocia, arrivando a razziare il tesoro della chiesa di San Basilio nella ricca città bizantina di Cesarea in Cappadocia (v. Battaglia di Cesarea). Alla fine della campagna, Alp pose il suo accampamento invernale al confine con le terre dei bizantini.

Nel 1068, il basileus Romano IV Diogene mosse contro i selgiuchidi con un esercito composto principalmente da mercenari Bulgari, Slavi, Armeni e Franchi. Alp Arslan aveva però unito le sue forze ai Saraceni di Aleppo così, invece di stroncare sul campo l'esercito turco, Romano IV fu costretto a concentrarsi sugli attacchi dei saraceni in Siria mentre le truppe di Alp razziavano l'Asia Minore.

Nel 1069, Romano IV venne inizialmente distratto dal confronto con i turchi causa la ribellione dei mercenari Normanni di Crispino che misero al sacco il thema Armeniakon. L'esercito bizantino venne poi costretto a scacciare i turchi dalla Cappadocia e poté cominciare solo tardi la tentata riconquista dell'Armenia. La sconfitta del generale bizantino Filareto Bracamio, custode del confine mesopotamico, e la conquista turca di Iconio a seguito della assedio di Iconio (1069), costrinsero Romano IV a spostarsi verso sud. Costretti a rifugiarsi tra i monti della Cilicia, i turchi ripararono ad Aleppo, sfuggendo nuovamente al confronto diretto.

Nel 1070 Romano IV dovette affidare il comando dell'esercito bizantino a Michele Comneno per concentrarsi sulle importanti riforme di cui necessitava l'impero per tornare competitivo. Alp Arslan affrontò i bizantini e li sconfisse, riuscendo a conquistare la città di Manzicerta.

Nel 1071 Romano IV si rimise a capo dell'esercito e marciò verso Manzicerta per riconquistarla. Il 26 agosto 1071, le forze bizantine e quelle selgiuchidi si scontrarono nella seconda Battaglia di Manzicerta. A causa del tradimento sul campo di battaglia di Andronico Ducas, intenzionato a prendere il trono di Costantinopoli per la dinastia dei Ducas, e delle truppe mercenarie franche guidate da Roussel di Ballieul, Romano IV venne sconfitto e catturato da Alp Arslan. Deciso a debellare la minaccia al suo trono dei Fatimidi d'Egitto, Alp Arslan liberò Romano IV dietro promessa di un ingente tributo e di accordo di pace e lasciò il basileus libero di combattere l'usurpatore Michele VII Ducas, cugino di Andronico Ducas.

Il dominio turco sull'Anatolia: 1072-1096

Le campagne di Malik Shah I Nel 1072, Michele VII inviò in Asia Minore Ballieul per riportare quei territori sotto l'autorità imperiale. Morto Alp Arslan in quel medesimo anno, il controllo dell'Impero selgiuchide era passato a Malik Shah I che aveva deciso di occupare l'Anatolia e stanziarvi le tribù di allevatori-guerrieri Turkmeni al seguito dei Selgiuchidi. Ballieul liberava nel frattempo vasti territori della Galazia ma se ne dichiarò sovrano nel 1073, prendendo corte ad Ankara. Ballieul sconfisse il cesare Giovanni Ducas e saccheggiò la città di Üsküdar vicino a Costantinopoli. Michele VII ricorse allora proprio ai turchi contro l'usurpatore: convinse il signore della guerra selgiuchide Tutush I a destituire Ballieul ed il normanno venne costretto a rifugiarsi ad Amasya, ove poi (1074) venne preso prigioniero da Alessio I Comneno, allora solo generale.

La nascita del Sultanato di Rum

Mentre i bizantini erano distratti dalla minaccia dei normanni, il cugino del sultano, Suleyman ibn Qutulmish, occupava gran parte dell'Anatolia, costituendovi l'autonomo Sultanato di Rum, vassallo dell'impero di Malik Shah. Suleyman prese corte presso l'importante città di Nicea (v. Assedio di Nicea (1077)) e favorì il fiorire di principati diretti da bey, detti Uçbey ( "Uç" in Lingua turca significa "estremità", "frontiera") che fecero da tampone tra il neonato sultanato e l'impero bizantino: i Beilikati turchi d'Anatolia.

Mentre i selgiuchidi si rafforzavano in Anatolia grazie a Suleyman, il generale Filareto Bracamio, rimasto isolato da Costantinopoli condusse una lunga resistenza che portò alla formazione di un principato sotto l'autorità nominale bizantina ma in effetti quasi autonomo, che si estendeva dalla Cilicia (comprese Tarso, Mamistra e Anazarbe) ad Edessa. I suoi domini comprendevano anche il corno sud-occidentale dell'Armenia Maggiore e, temporaneamente, la Cappadocia orientale e Cipro. Nel 1078, Filareto divenne duca di Antiochia.

A Nicea, il generale bizantino Niceforo Botaniate si proclamò basileus Niceforo III Botaniate con l'appoggio dei selgiuchidi. Nel marzo del 1078, Niceforo occupava Costantinopoli e deponeva Michele VII, mentre il generale Alessio Comneno combatteva per lui il generale ribelle Niceforo Briennio. Alessio dovette poi combattere il ribelle Niceforo Basilacio nei Balcani (1079) e Niceforo Melisseno, ribellatosi in Anatolia con l'appoggio del sultano Suleyman (1080). Solo nel 1081, Alessio Comneno, alleatosi al ribelle Melisseno ed alla fazione dei Ducas, riuscì a mettere sotto controllo la situazione a Costantinopoli, fondando la dinastia dei Comneni ed avviando una faticosa ma sistematica renovatio imperii. Melisseno morì nella Battaglia di Durazzo (1081), combattendo al fianco di Alessio I i normanni di Roberto il Guiscardo.

Suleyman ed i suoi Uçbey sfruttarono il caos politico-militare bizantino per rafforzarsi sistematicamente. Appena salito al trono di Costantinopoli, Alessio siglò un trattato con il sultano di Rum, in virtù del quale i bizantini conservarono il controllo sulla Bitinia ed il confine tra l'impero ed i turchi venne posto al fiume Draconte, ed arruolò molti turchi come mercenari. Nel 1084 Suleyman mosse guerra a Bracamio e gli strappò Antiochia, ottenendo poi da Comneno il riconoscimento del suo dominio sull'intera Cilicia (1085). Nel 1087 fu il sultano Malik Shah ad attaccare i domini di Bracamio, strappandogli Edessa e costringendolo a rifugiarsi nella fortezza di Germanicia.

Signore di Edessa per volontà di Malik Shah, Suleyman di Rum entrò in conflitto con il cugino Tutush I, divenuto sultano di Damasco (v. Sultanato di Siria). Tutush sconfisse Suleyman ad Aleppo e lo catturò ad Antiochia, facendolo poi uccidere. All'evento seguì un periodo di caos nel dominio selgiuchide d'Anatolia, sino a quando non intervenne personalmente Malik Shah che (1092) nominò nuovo sultano di Nicea Qilij Arslan I, figlio di Suleyman.

Il basileus Alessio I, impegnato a contrastare l'invasione dei normanni, dovette affrontare nel 1091 un attacco congiunto su Costantinopoli dei barbari Peceneghi e dell'emiro selgiuchide di Smirne, Çaka Bey, che aveva occupato le isole egee di Lesbo e Chio (1090). Nella Battaglia di Levounion (29 aprile 1091), Alessio I ebbe però ragione degli invasori e l'anno successivo (1092) convinse proprio il sultano di Rum, Qilij Arslan, a liberarsi dalla minaccia rappresentata dal pericoloso Çaka, suo suocero.Anna Comnena, l. VII.