Il Salento (Salentu e Salientu in romanzo salentino, Σαλέντο in greco salentino e Salènde in tarantinoVocabolario storico dei dialetto salentini, Gerhard Rohlfs, Congedo Editore, 2008) noto anche come penisola salentina, è una regione storica, geografica e culturale della Puglia. Figurativamente costituisce il tacco dello stivale italiano ed è la zona più orientale d'Italia.
Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, gran parte di quella di Brindisi e la parte orientale di quella di Taranto, si distinguono per caratteristiche storiche, glottologiche e culturali diverse rispetto al resto della Puglia. Tali differenze culturali trovano origine nell'influsso greco che prevalse in alternativa a quello oscoLingua osca, presente in gran parte dei dialetti meridionali ma non in quelli meridionali estremi (calabrese meridionale, siciliano, salentino)."Salento: monografia regionale della carta dei dialetti italiani", G.B.Mancarella, Edizioni del Grifo, 1998, Lecce. Al sostrato greco antico si aggiungerà poi quello bizantino in epoca medievale, accentuando così la differenza con il resto della Puglia.
Sotto il profilo giuridico, il Salento fin dal tempo del Regno di Napoli (poi Regno delle due Sicilie) è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata Terra d'Otranto, esistita fino all'unità d'Italia e successivamente ridenominata provincia di Lecce fino allo smembramento avvenuto nel 1923 e nel 1927 con la costituzione delle province di Taranto e Brindisi.
Toponimo Il toponimo Salento ha origini incerte; è ignoto agli antichi, i quali usano soltanto l'etnico Sallentini o Salentinoi per indicare una parte degli abitanti della regione (l'altra parte era costituita dai Calabri). Il loro territorio coincide con la penisola salentina, abitata in origine dagli Iapigi che i Greci chiamavano MessapiGiulio Giannelli, Problemi di storia antica applicati al Salento corso di studi salentini Lecce Ottobre'55;https://emeroteca.provincia.brindisi.it/Studi%20Salentini/1956/Articoli/fascicolo%202/Problemi%20di%20Storia%20Antica%20Applicati%20al%20Salento.pdf.
Uno studio di Mario Cusmai lo farebbe derivare da "salum", inteso come "terra circondata dal mare".
L'ipotesi di Marco Terenzio Varrone, invece, è quella di un'alleanza stipulata "in salo", ovvero in mare, fra i tre gruppi etnici che popolarono il territorio: Cretesi, Illiri e Locresi.Marco Terenzio Varrone, Rerum Rusticarum De Agri Cultura. Strabone, nella sua opera Geografia cita i Salentini in quanto coloni dei cretesi:
Inoltre, al principio dell'epoca imperiale (verso la fine del I sec. a.C.), lo stesso Strabone affermava che al suo tempo la maggior parte dei geografi e degli scrittori per indicare il Salento utilizzava intercambiabilmente i nomi di Messapia (dal nome dell'antica tribù dei Messapi, stanziata tutt'attorno al golfo di Taranto fin dall'epoca della Magna Grecia), Iapygia (dal nome del popolo degli Japigi, comprendente tre tribù fra cui quella dei Messapi), Salentina (dal popolo dei Sallentini, stanziati in epoca romana sul versante ionico del Salento) e Calabria (dal popolo dei Calabri, pure stanziati in epoca romana lungo il versante adriatico del Salento).
Con l'istituzione delle regioni augustee, intorno al 7 d.C., fu però prescelto il nome Calabria: nacque così la regio II Apulia et Calabria che comprendeva, oltre allApulia e alla già citata Calabria, anche i territori dei Sallentini e degli HirpiniPlinio il Vecchio, Naturalis historia, libro III, 77-78 d.C.. Nel IV secolo in luogo della Regio II fu istituita la provincia di Apulia et Calabria. Intorno al VII secolo fu eretto il ducato di Calabria che si estese anche al Bruzio (l'attuale Calabria), finché nel secolo successivo i Longobardi riuscirono a conquistare quasi tutto il Salento. Da allora in poi il toponimo Calabria trasmigrò alla terra che attualmente ne porta il nome, mentre il Salento fu considerato parte integrante della Puglia. Successivamente dall'antico toponimo "Salentina" è stato tratto l'attuale nome della penisola.
Geografia Estensione della penisola salentina
La penisola salentina, da un punto di vista meramente geografico, è separata dal resto della Puglia da una linea ideale che dal punto più interno del Golfo di Taranto (nel territorio di Massafra) arriva fino all'Adriatico, in corrispondenza della località di Pilone (nel territorio di Ostuni) e dai colli di Martina Franca si protende nel Mediterraneo verso la Grecia e l'Albania.
Tuttavia, intendendo il Salento come un'entità culturale, più che geografica, si è soliti spostare i confini leggermente più a sud, lungo la linea che da Taranto, attraverso Grottaglie e Ceglie Messapica, giunge fino a Ostuni, la cosiddetta Soglia messapica.
Così definito, il Salento ha quali suoi vertici ideali: Taranto, nell'omonima provincia; Pilone, nel territorio di Ostuni in provincia di Brindisi, Santa Maria di Leuca, nel territorio di Castrignano del Capo in provincia di Lecce, che rappresenta il centro abitato più meridionale della Puglia.
La penisola salentina è il territorio più a Est d'Italia e Punta Palascìa o Capo d'OtrantoPosto a 18° 31′ 18″ longitudine Est ne costituisce l'estremità orientale, distante dall'Albania 72 km attraverso il Canale d'Otranto.
Geografia fisica
Il territorio è affacciato su due mari: la costa occidentale è lambita dallo Ionio ed è caratterizzata solitamente da lunghe spiagge sabbiose mentre la costa orientale bagnata dall'Adriatico risulta essere solitamente rocciosa e a falesia. I due mari si incontrano tradizionalmente a Santa Maria di Leuca (Punta Meliso).
Da un punto di vista geografico, la penisola ha una configurazione pianeggiante in cui si distinguono pochi rilievi collinari nella parte settentrionale (Murge tarantine e brindisine) e in quella meridionale (Serre salentine).
Il Salento può essere suddiviso in: Murge brindisine a nord-est; Murge tarantine a nord-ovest; Tavoliere di Lecce al centro; Serre salentine a sud.
Suddivisione per zone pedologiche Per quanto riguarda una suddivisione per zone pedologiche, a nord, l'Alto Salento o Altosalento è caratterizzato dalla catena delle Murge che superano i 200 m e si estende attorno a Ostuni e ad altri centri della parte centro-settentrionale della provincia di Brindisi fino a lambire l'Adriatico; l'area è adibita a uliveti e alberi da frutto. Le Murge digradano lentamente fino a raggiungere la pianura salentina.
Affacciata a nord-ovest sullo Ionio, l'area delle Murge tarantine presenta una morfologia nel complesso ondulata, con quote variabili a partire dal livello del mare fino ai 140 m e si estende a est dal capoluogo Taranto fino al confine tra l'omonima provincia e quella leccese; in quest'area vigneti e uliveti fanno da padrone, frazionati spesso in innumerevoli proprietà recintate da muri a secco e con la presenza costante del trullo (truddu), chiamata "pagghiara" nel leccese, quale costruzione rurale monumento della civiltà contadina. Innumerevoli anche le masserie e gli ovili (jazzi, in dialetto) oggigiorno in gran parte trasformati in strutture ricettive. In questa zona del Salento vi è la presenza di piccoli corsi d'acqua come i fiumi Ostone, Chidro e Borraco.
Al centro del Salento, la Piana messapica o Tavoliere di Lecce costituisce un'area pianeggiante estesa tra le province di Lecce e Brindisi, adibita a vigneti, uliveti e campi di grano. A sud, nel cosiddetto basso Salento (considerato secondo la tradizione il territorio da Maglie in giù) detto anche Capo di Leuca (lu Capu, la zona ancora più meridionale vicina al promontorio di Santa Maria di Leuca), l'area delle Serre salentine ha invece una morfologia variabile da leggermente ondulata a marcatamente ondulata, con poche aree pianeggianti e con quote variabili a partire dal livello del mare fino ai 196 m della Serra dei Cianci. Le pendenze qui presenti possono essere ripide o addirittura trasformarsi in scarpate e il territorio risulta essere caratterizzato dalla presenza di uliveti, fichi d'india, muretti a secco e pagghiare.
Clima La penisola salentina, essendo protesa nel mare, è caratterizzata da un clima più umido rispetto al resto della Puglia, dove invece la presenza dell'Appennino riduce l'apporto di umidità dei venti. L'umidità non si traduce in precipitazioni, comunque più cospicue rispetto alla Puglia settentrionale, soprattutto nell'area orientale e adriatica, rispetto a quella occidentale ionica più secca; tuttavia determina una più netta alterazione della temperatura percepita. Le stagioni estive sono particolarmente afose ma spesso ventilate, mentre le stagioni invernali sono prevalentemente miti, ma non di rado si può assistere a giornate molto fredde o persino gelide, specie in presenza di vento da nord-est proveniente dai vicini Balcani.
Ambiente
Il paesaggio presenta molti elementi caratteristici. L'agro salentino è quasi ovunque coltivato e la vegetazione arborea è per lo più costituita da distese di ulivi secolari, dai tronchi contorti e di grandi dimensioni. La proprietà terriera è generalmente suddivisa in piccoli appezzamenti, separati dai tipici muretti a secco. La pietra è da sempre usata anche per realizzare diverse costruzioni a secco, impiegate dai contadini per riposare o per riporvi gli attrezzi da lavoro. Tali costruzioni (definite a seconda delle zone furnieddhi, pajare, ecc.) sono più simili ai nuraghi sardi che ai trulli pugliesi. Numerose sono le masserie fortificate e non, risalenti per lo più al XVI, XVII e XVIII secolo; altra peculiarità del territorio sono le cosiddette cuneddhre, edicole votive situate anche nelle campagne con l'immagine del santo all'interno, e le chiesette rurali.
I paesi, in genere poco popolosi, hanno un aspetto tipicamente mediterraneo e sono caratterizzati dal bianco intenso delle costruzioni che li rende abbacinanti nelle giornate di sole. In un paesaggio orograficamente poco caratterizzato, essi spiccano quindi rispetto alla campagna, dominata dal colore rossiccio di un terreno dove è alta la presenza di ferro, a differenza della Puglia centro-settentrionale, dove invece questa colorazione sanguigna è molto più rara. Da un punto di vista cromatico il mare assume una colorazione blu scuro se osservato dalle alte scogliere a strapiombo sul mar Adriatico, e più tenue ma vario nelle sue sfumature (verde smeraldo, verdino, celeste, ecc.) se osservato dalle spiagge sabbiose o dalle basse scogliere del mar Ionio. Lungo le coste di entrambi i mari, i centri abitati non sono numerosi; è però possibile ammirare le numerose e antiche torri costiere di avvistamento, di forma quadrangolare o circolare, costruite nel corso dei secoli per difendersi dall'arrivo delle orde piratesche.
Flora
Si stima che la flora nel Salento annoveri circa 1.500 specie.Medagli P. e Ruggiero L. Le specie mediterraneo-orientali e gli endemismi della Flora Salentina GIROS notizie 2002; 21: 7-10. Una delle peculiarità della flora salentina è quella di comprendere numerose specie con areale mediterraneo-orientale, assenti nel resto della penisola, e diffuse invece nella penisola Balcanica, condizione questa favorita dalla vicinanza delle opposte sponde adriatiche (tra Capo d'Otranto e le coste albanesi ci sono solo 70 km) e dalla presenza di condizioni ambientali analoghe. Sono presenti comunque anche numerose specie ad areale mediterraneo-occidentale, condivise con il resto della penisola.Tornadore N., Marchiori S., Marcucci R. Consistenza floristica e caratteristiche corologiche della flora pugliese. Thalassia Salentina, 1988; 18: 21-46.