Il Košarkaški klub Bosna', Al Jazeera Balkans, 22 October 2014., Avaz daily, Sarajevo. 21 October 2014. (Кошаркашки клуб Босна), noto anche come KK Bosna Royal e attualmente denominato Bosna BH Telecom per ragioni di sponsorizzazione, è un club professionistico di pallacanestro con sede a Sarajevo, in Bosnia ed Erzegovina.
È il club bosniaco più titolato di sempre, ed è stato anche campione d’Europa grazie alla vittoria della Coppa dei Campioni nel 1979. La squadra milita attualmente nella Super liga Bosne i Hercegovine, nella FIBA Europe Cup e nella ABA Liga, della quale è membro fondatore.
Il club fa parte della società polisportiva dell'Univerzitetsko sportsko društvo Bosna, conosciuta come USD Bosna.
Storia 1951–1955: Fondazione e primi anni Il club fu fondato nel 1951 come sezione della Società Sportiva Universitaria Bosna. Il primo presidente e allenatore fu il dottor Nedžad Brkić; la rosa era composta in gran parte da studenti iscritti all’Università di Sarajevo.
Nei primi quattro anni di attività la squadra militò nella lega cittadina di Sarajevo, competizione di livello inferiore che vinse nel 1955, ottenendo così la promozione nella lega della Repubblica Socialista di Bosnia ed Erzegovina. Tra i giocatori di quel periodo figuravano Brkić, Marušić, Takač, Bise, Bjelica, Cindrić, Bilić, Đurasković, Fetahagić, Uzelac, Džapa, Pilav, Hofbauer, Lovrenović, Beganović e Dimitrijević.
1955–1972: Il tentativo di raggiungere la Prima Lega jugoslava Per i successivi diciassette anni il club partecipò al campionato regionale della Repubblica Socialista di Bosnia ed Erzegovina, costruendo progressivamente una squadra competitiva con l’obiettivo di accedere al massimo campionato jugoslavo di pallacanestro, la YUBA liga.
Il 28 aprile 1972, una vittoria contro i rivali cittadini del KK Željezničar Sarajevo sancì la prima storica promozione nella massima serie del campionato della Jugoslavia, nella quale il club avrebbe militato per i successivi vent’anni.
La squadra era guidata dall’allenatore Bogdan Tanjević. I giocatori che conquistarono la promozione nella massima divisione nazionale furono Jovo Terzić, Mirsad Milavić, Zdravko Čečur, Milan Pavlić, Aleksandar Nadaždin, Dumić, Bruno Soče, Žarko Varajić, Slobodan Pejović, Svetislav Pešić, Rođeni Krvavac e Anto Đogić. 1972–1984: Gli anni d’oro 1972–1984: L'epoca d'oro La futura rosa campione d’Europa venne completata con l’arrivo del leggendario Mirza Delibašić nel 1972. Le prime sei stagioni nella massima serie jugoslava rappresentarono un periodo di maturazione per la squadra, che riuscì a conquistare il suo primo titolo nazionale al termine della stagione 1977-78, guidata dalle stelle Ratko Radovanović, Žarko Varajić e Mirza Delibašić.
Un anno più tardi, il KK Bosna divenne la prima squadra, a eccezione del CSKA Mosca, a vincere la Coppa dei Campioni europea senza alcun giocatore straniero in rosa. Il 5 aprile 1979, la squadra, trascinata dal compianto Delibašić e dall’MVP della finale Varajić, sconfisse la formazione italiana Emerson Varese per 96–93.
Il club iniziò la stagione di Coppa dei Campioni 1978-79 direttamente dalla fase a gironi dei quarti di finale, chiudendo al primo posto nel proprio gruppo. In semifinale lanciò un chiaro segnale ai contendenti superando i campioni in carica del Real Madrid per 114–109 dopo un tempo supplementare a Sarajevo. Il KK Bosna vinse tutte le gare casalinghe e conquistò l'accesso alla finale battendo i greci dell’Olympiacos per 83–88 al Pireo.
Nella finale disputata al Palais des Sports di Grenoble, in Francia, davanti a 15.000 spettatori, il KK Bosna sconfisse l'Emerson Varese per 96–93. Varajić realizzò 45 punti (record tuttora imbattuto per una finale di Eurolega), mentre Delibašić ne aggiunse 30. Radovanović contribuì con 10 punti, mentre per Varese gli statunitensi Bob Morse e Charlie Yelverton segnarono rispettivamente 30 e 27 punti.
Nelle quattro stagioni successive il KK Bosna conquistò altri due titoli jugoslavi (1979-80; 1982-83), oltre a conquistare la medaglia d’argento nella Coppa Intercontinentale FIBA 1979, giocata in Brasile, e quella di bronzo nell'edizione 1980 che ospitò.
Nella stagione 1982-83, il Šibenka sconfisse il Bosna per 83–82 nella gara decisiva della finale playoff grazie a due tiri liberi segnati negli ultimi secondi dal diciottenne Dražen Petrović.Con il Bosna in vantaggio di un punto e il cronometro verso la fine il Šibenka stava giocando l'ultimo possesso palla. A Sabit Hadžić del Bosna venne fischiato un fallo, dall'arbitro Ilija Matijević, su Dražen Petrović del Šibenka. Petrović segnò entrambi i tiri liberi, determinando la vittoria della squadra e del campionato. La decisione fu però fortemente contestata: il fallo fischiato a Sabit Hadžić venne ritenuto successivo allo scadere del tempo regolamentare.
La Federazione cestistica della Jugoslavia, il giorno successivo, annullò il risultato per irregolarità arbitrali e ordinò la ripetizione della partita in campo neutro a Novi Sad. Il Šibenka però si rifiutò di disputare la ripetizione e il titolo venne assegnato a tavolino al Bosna. L’arbitro Ilija Matijević fu radiato a vita, mentre i giocatori del Šibenka non restituirono le medaglie.
Un secondo trionfo nella Coppa di Jugoslavia arrivò l’anno successivo.
Nella stagione 1983-84 la squadra concluse al quarto posto nella Coppa dei Campioni. La rosa comprendeva Sabahudin Bilalović, Žarko Varajić, Sabit Hadžić, Predrag Benaček, Emir Mutapčić, Boro Vučević, Mario Primorac, Dragan Lukenda, Anto Đogić e Miroljub Mitrović, con Svetislav Pešić capo allenatore. Pur vincendo tutte le partite casalinghe, incluse quelle contro grandi club europei come Barcellona, Maccabi, Virtus Roma e Limoges, il Bosna mancò la qualificazione alla finale a causa di una sconfitta esterna contro il Limoges nel penultimo turno. L’ultima possibilità svanì nella sfida decisiva contro il Banco di Roma, conclusasi 66–55 dopo il 30–30 dell’intervallo.
1984–1992: Gli anni precedenti alla guerra Dopo quasi un decennio di successi continui, a metà degli anni Ottanta la maggior parte dei giocatori di punta si trasferì all’estero. In particolare, Mirza Delibašić, Žarko Varajić, Ratko Radovanović e Anto Đogić, insieme all’allenatore Bogdan Tanjević, approdarono in club stranieri; Tanjević assunse la guida della formazione italiana Juventus Caserta.
Dopo il ritiro anticipato dall’attività agonistica, Delibašić tornò più volte al Bosna in qualità di allenatore tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta.
Nell’ultima stagione prima dello scoppio della guerra di Bosnia, il Bosna ottenne un risultato significativo nella coppa nazionale a eliminazione diretta. Nella Coppa di Jugoslavia 1991-92, il club si classificò al secondo posto, perdendo la finale disputata a Niš contro il Partizan per 105–79; nello stesso anno il Partizan avrebbe poi conquistato il titolo di Eurolega.
Lo scoppio del conflitto nel 1992 interruppe bruscamente la crescita di questa nuova generazione, disperdendo giocatori e staff tecnico e ponendo fine alle competizioni di alto livello nel Paese. 1992–1997: Gli anni più difficili Con l’inizio della guerra di Bosnia nel 1992, l’attività cestistica competitiva nel neonato Stato indipendente fu sospesa per quasi quattro anni. Una generazione di grande talento, ormai prossima alla consacrazione, fu costretta a trasferirsi all’estero, mentre il club dovette lottare per la semplice sopravvivenza.
Il principale prospetto della squadra, Nenad Marković, si trasferì nella formazione italiana Stefanel Trieste, mentre anche altri giocatori come Avdić, Firić e altri emigrarono verso Spagna, Italia e Turchia.
Nel 1993, sotto la guida della leggenda del club Ante Đogić e del suo assistente Mladen Jojić, venne selezionato un gruppo di giovani talenti che rimase a Sarajevo durante l’assedio della città e proseguì gli allenamenti e le competizioni in condizioni estremamente difficili. I ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, erano: Konaković, Moratić, Bradić, Tihić, Mirković, Džafo, Isaković, i fratelli Damir e Vedran Vukotić, Branković e Tinjak.
Nella stagione 1997-98, fu organizzata una competizione ad eliminazione diretta per i club della Federazione di Bosnia ed Erzegovina; tuttavia le squadre della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina non parteciparono. In finale, disputata al meglio delle tre gare, il Bosna fu sconfitto dallo Široki per due vittorie a una.
L’anno successivo, la squadra composta da Mirković, Terzić, Subašić, Konaković, Kurtagić, Halimić, Lerić, Isaković, Bukva, Džuho e Radović, guidata dall’allenatore Sabit Hadžić e dal suo assistente Miralem Zubović, concluse al primo posto il campionato riorganizzato – che includeva ancora solo squadre della Federazione di Bosnia ed Erzegovina – conquistando il primo titolo nazionale bosniaco.
La partecipazione del club alla successiva edizione della Coppa Saporta fu considerata positiva, nonostante il livello molto competitivo della manifestazione. Tuttavia, le stagioni seguenti furono caratterizzate da continui cambiamenti a livello dirigenziale e di organico, con risultati inferiori alle aspettative e il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.
2001–2004: Periodo di riorganizzazione Il KK Bosna fu tra i promotori della lega regionale di pallacanestro istituita nel 2001 con il nome di Lega Adriatica. In questa competizione, così come nel neonato campionato unificato di Bosnia ed Erzegovina, la squadra fu guidata dal nuovo capo allenatore Draško Prodanović, con un organico completamente rinnovato, ma senza ottenere risultati di particolare rilievo.
Ciò spinse la dirigenza del club, presieduta da Nihad Imamović, a elaborare un piano di riorganizzazione sia a livello societario sia tecnico. Il giovane e promettente allenatore Mensur Bajramović venne nominato capo dello staff tecnico, mentre gli ex giocatori del Bosna Samir Avdić ed Elmedin Konaković assunsero rispettivamente gli incarichi di direttore e direttore sportivo.
Le partite tornarono a disputarsi nella storica sede del club, la Skenderija Arena, e un grande richiamo per il pubblico fu rappresentato dal ritorno di Nenad Marković, considerato il miglior cestista bosniaco dell’ultimo decennio. La rosa venne ulteriormente rinforzata con l’esperto Siniša Kovačević, Dejan Parežanin e con uno dei giovani più promettenti del Paese, Kenan Bajramović.
Questi cambiamenti portarono a un rinnovato entusiasmo attorno alla squadra: il ritorno del pubblico sugli spalti della Skenderija, il primo posto al termine del girone d’andata, e la qualificazione alla fase finale della coppa nazionale, spinsero la squadra fino alla finale per il titolo 2003-2004. Nella serie finale del campionato, tuttavia, il Bosna fu sconfitto di misura dallo Široki Hercegtisak dopo tre partite molto equilibrate, con la gara decisiva risolta soltanto ai tempi supplementari.
2004–2010: Successi nazionali e campagne europee A metà degli anni 2000 il KK Bosna si affermò come presenza stabile nella Lega Adriatica, raggiungendo i quarti di finale nelle stagioni 2004–05 e 2005–06. In questo periodo la squadra poteva contare su giocatori di rilievo come Lance Williams, Saša Vasiljević, Goran Ikonić, Jasmin Perković ed Edin Bavčić.
Parallelamente arrivarono importanti successi in ambito nazionale: il Bosna conquistò il Campionato di Bosnia ed Erzegovina nel 2005, 2006 e 2008, oltre alla Coppa di Bosnia nel 2005. Il principale rivale interno in quegli anni fu il Široki Hercegtisak, guidato da giocatori come Martin Vanjak, Josip Sesar e Josip Vranković.
Nella stagione 2005-06 il Bosna ospitò a Sarajevo le Final Eight della ABA Liga, disputate alla Skenderija Arena, dove venne eliminato ai quarti di finale dalla Crvena zvezda.