Il Retablo di Tuili è un dipinto a tempera e olio su tavola (550x350 cm) del Maestro di Castelsardo, databile al 1489-1500 circa e conservato nella chiesa di San Pietro a Tuili.
Storia e Descrizione
Il retablo fu realizzato tra il 1489, anno della consacrazione della chiesa parrocchiale di San Pietro a Tuili, e il 4 giugno 1500, quando i signori della villa Joan e Violant de Santa Cruz sottoscrissero un atto, presso il notaio Joan Carnicer di Cagliari, che li impegnava a costituire un vitalizio in favore del nobile Nicolò Gessa per pagare il retablo da loro commissionato e concluso.Mauro Salis, Rotte mediterranee della pittura : Artisti e committenti tra Sardegna e Catalogna nella prima età moderna, PU Perpignan, 2016. Doc. 9 AC, pergamena n.95; p. 253 leggi online L'opera fu spostata nella prima cappella destra a metà del Settecento, quando venne rifatto l'altare maggiore. Il retablo fu restaurato una prima volta prima del 1915 ed ancora nel 2017.P. Olivo, M. F. Porcellai, Maestro di Castelsardo, Retablo di San Pietro..., catalogo di mostra, Milano, 2018, p. 455.
Il polittico, l'unico retablo italo-iberico giunto intatto fino a noi in Sardegna, è un'impressionante macchina scenica, di grande impatto devozionale ed artistico. È composto da tavole lignee dipinte ad olio e tempera separate da cornici dorate di stile gotico, sei più grandi dove sono rappresentati, al centro la Madonna in trono con Bambino incoronata da due angeli in volo e attorniata da angeli musicanti, a fianco su i due lati San Pietro e San Paolo; nel registro superiore la Crocefissione di Gesù con ai lati le tavole con San Michele Arcangelo e San Giacomo Maggiore. La predella è divisa in quattro scomparti dedicati a episodi della vita di san Pietro: la Consegna delle chiavi , la Caduta di Simone Mago, lApparizione di Cristo resuscitato sul lago di Tiberiade e il Martirio. Al centro di essa c'è il tabernacolo a tre facce, su cui è rappresentato il Cristo risorto e ai due lati i papi e martiri San Gregorio e San Clemente.Il Retablo di Tuili o Retablo di San Pietro, leggi online su Doc Player L'insieme è protetto in alto e ai lati da un'ulteriore cornice, il cosiddetto polvarolo (così chiamato perché doveva proteggere dalla polvere) anch'esso decorato, con figure di Santi.
In questa, che è considerata l’opera più matura del maestro, è evidente la fusione tra la cultura quattrocentesca italiana e la pittura fiamminga il cui apporto è evidente sia per il gusto per il particolare che per l'uso del colore. Nonostante l'inserimento dell'insieme in una cornice di fattura gotico-catalana, nel presente retablo si notano elementi già rinascimentali ed italiani: il fondo dorato punzonato di gusto tardo gotico è scomparso e viene sostituito da un frequente e sapiente uso della prospettiva geometrica aperto verso paesaggi che hanno una chiara derivazione da modelli centro-italiani.M. Puddu, Il Retablo di Tuili o Retablo di San Pietro, 2015 leggi online San Pietro, per esempio, nonostante il tipo e i panneggi di chiara derivazione fiamminga, si erge statuario creando uno spazio abitabile intorno a sé.P. Olivo, M. F. Porcellai, Maestro di Castelsardo, Retablo di San Pietro..., catalogo di mostra, Milano, 2018, p. 458.
Note
Bibliografia Georgiana Goddard King, Sardinian Painting (Nueva York, Longmans, Green and Co., 1923) in italiano Pittura sarda del Quattro-Cinquecento, Nuoro, Ilisso Edizioni, 2000 ISBN 88-85098-98-3 Giulio Angioni, Retabli, in Pane e formaggio e altre cose di Sardegna, Cagliari-Sestu, 2000 Marco Antonio Scanu, Il retablo di Tuili. Depingi solempniter. Uomini, viaggi e vicende attorno al Maestro di Castelsardo, Cagliari, 2017 ISBN 8895468643 Patricia Olivo, Maria Francesca Porcellai, Maestro di Castelsardo, Retablo di San Pietro, in La fragilità della bellezza. Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati, XVIII edizione di Restituzioni. Tesori d'arte restaurati, catalogo di mostra, Milano, 2018, pp. 455 - 465.
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