The Truman Show è un film del 1998 diretto da Peter Weir.

Sceneggiato da Andrew Niccol e interpretato da Jim Carrey,Fino ad allora conosciuto principalmente per ruoli comici in film demenziali; da allora non si è più fermato, calandosi liberamente nei personaggi più divertenti e comici ma anche cogliendo al volo tutte le occasioni per sterzare dallo stereotipo della commedia, demenziale o sofisticata che sia, e approfondire le proprie capacità di attore ... Icona superlativa della comicità demenziale contemporanea, Jim Carrey ha presentato a Roma la sua ultima creatura...» (in Mymovies.it) in una delle sue prove attoriali più apprezzate. È una satira fantascientifica e dell'utopia, che descrive una situazione paradossale portata all'estremo, dalla quale emergono temi filosofici.«Un apologo filosofico sulla nozione di realtà e sulla sua rappresentazione» (In De Mari, Marchiori, Pavan, La mente altrove. Cinema e sofferenza mentale, FrancoAngeli, 2006 p. 156) Trae ispirazione da diversi elementi: la serie Ai confini della realtà, diverse idee e intuizioni sviluppate nel romanzo di fantascienza Tempo fuor di sesto di Philip K. Dick e l'allora nascente moda di raccontare la vita in televisione attraverso i reality show.

Il film è stato candidato a tre Premi Oscar nel 1999 e premiato con tre BAFTA e altrettanti Golden Globe.

Nel 2025 è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry degli Stati Uniti dalla Biblioteca del Congresso come "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".

Trama Truman Burbank è un trentenne apparentemente pieno di vita e sempre sorridente, che non sa di essere il protagonista involontario di uno spettacolo televisivo: il Truman Show, un racconto sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla nascita, quando fu prelevato da una gravidanza indesiderata e "adottato" da un'emittente televisiva. Un servizio giornalistico spiega l'antefatto attraverso un'intervista a Christof, il regista-demiurgo dello spettacolo, che illustra il successo ottenuto in tutto il mondo dallo show.

Sull'isolotto su cui abita, Seahaven, il giorno e la notte sono artificiali, così come il mare e tutti i fenomeni atmosferici; in realtà, Seahaven Island è un gigantesco studio televisivo, il più grande del mondo, con migliaia di telecamere piazzate nei posti più inaspettati, dove, dalla luna del finto cielo, Christof dirige lo show come una sorta di trascendente burattinaio. Tutte le persone che Truman incontra e con le quali si relaziona, compresi i genitori, l'amico Marlon e sua moglie Meryl, sono degli attori che hanno lo scopo di manipolare e pianificare, secondo le esigenze della produzione con cui sono in contatto per mezzo di microfoni, la vita di Truman (oltre a commercializzare i prodotti del programma, che generano cospicue entrate). Con l'avvicinarsi del trentesimo anniversario della trasmissione, Truman, che già percepisce un senso di estraniazione nella sua vita apparentemente tranquilla e agiata, inizia a dubitare della realtà in cui vive quando incominciano ad accadere strani avvenimenti, come la caduta dal cielo di un riflettore (dovuta al fatto che con il passare del tempo il set si sta deteriorando) o l'intercettazione da parte della sua radio di un canale di comunicazione interno che segue i suoi movimenti e dà istruzioni ad attori e figuranti.

Truman comincia così a vedere i suoi affetti più cari scolorire nei volti di perfetti estranei e cerca conferme alla sua vita reale riguardando le vecchie fotografie di famiglia, che però non esauriscono i suoi dubbi e non calmano neanche la sua crescente irrequietezza, che si traduce in un desiderio di evadere verso un luogo lontano. Questa sua voglia di fuga, incompatibile con il programma televisivo, mette in difficoltà sempre maggiore gli attori del cast, che si vedono costretti a inventare nuove soluzioni per impedirgli di allontanarsi dall'isola e scoprire la verità. Alcuni inconvenienti tecnici, uniti alle gaffe di alcune comparse, che lasciano intendere come tutto sia una finzione o lo chiamano per nome pur non conoscendolo, trasformano presto i sospetti di Truman in certezza; di conseguenza, Meryl, sempre più stressata dal comportamento irrequieto e imprevedibile del "marito", dopo essere stata quasi costretta a dirgli la verità, ha un esaurimento nervoso e viene fatta uscire di scena dalla produzione.

Truman, intanto, ricorda, alla luce della verità che gli si va rivelando, alcuni episodi della sua giovinezza, tra i quali l'incontro con una ragazza, Sylvia, che nello show aveva il ruolo di una comparsa silenziosa di nome Lauren e di cui lui si era subito innamorato. Sylvia, che aveva avvertito Truman che non le era permesso di parlare con lui, si era anche lei innamorata e aveva provato sdegno e compassione per la condizione in cui veniva fatto vivere. Aveva quindi carcato di rivelargli la realtà, ribellandosi all'omertà dello staff, che l'aveva allontanata in modo forzoso dal programma. A Truman, che doveva sposare Meryl poiché più adatta alle esigenze della produzione, era stato detto che Lauren era una schizofrenica e che era dovuta partire con la sua famiglia per le isole Figi. Truman, tuttavia, non smette mai di pensare a lei e di sperare di arrivare alle Figi, nonostante gli venga fatto credere che quelle esotiche isole si trovino in capo al mondo e che tentare di raggiungerle sia estremamente pericoloso.

Il protagonista si avvicina sempre più alla realtà quando in una delle comparse riconosce suo padre, che lui ricordava essere annegato durante una gita in mare con lui da ragazzino; in realtà, l'episodio era stato un espediente per inculcargli la paura dell'acqua e non farlo allontanare mai dall'isola. Christof, per risolvere la situazione e placare l'animo di Truman, alla fine lo fa riunire con il padre reintegrandolo nello show (con il pretesto che in seguito all'incidente aveva avuto un'amnesia), ponendo fine alla sua crisi e iniziando a preparare il successivo arco narrativo dello spettacolo.

La situazione sembra quindi tornare sotto controllo e Truman riprende la sua solita routine quotidiana, ma inizia a dormire nel seminterrato di casa sua, cosa che insospettisce Christof e il suo staff. Una notte, Truman riesce a eludere la sorveglianza delle telecamere e del cast tramite un tunnel scavato di nascosto, per poi avventurarsi su una piccola barca nel finto mare del set, che inutilmente Christof fa sconvolgere da una violentissima tempesta, mettendo a rischio la sua stessa vita. Quando il regista si rende conto che ormai Truman ha scoperto la verità ed è disposto anche a morire pur di far cessare la farsa, decide di interrompere la tempesta e parlare con lui direttamente dal cielo della scenografia televisiva, cercando di convincerlo che la finta vita del colorato set televisivo sia migliore e più vera della grigia vita reale.

Truman, però, non cade nella tentazione, preferendo la cruda verità al falso Eden e, ormai giunto all'uscita dell'enorme set, dopo aver salutato scherzosamente un'ultima volta il pubblico con il suo tormentone,«Casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!» si avvia verso la vita vera. Sylvia, felice per la sua scelta, si precipita a incontrarlo, mentre i telespettatori di tutto il mondo esultano per il finale. Sconfitti, Christof e i suoi supervisori terminano il programma con un'inquadratura della porta aperta, mentre gli ex-spettatori del Truman Show, con grande nonchalance, iniziano a cercare qualcos'altro da guardare in TV.

Produzione Andrew Niccol scrisse un breve trattamento intitolato The Malcolm Show nel maggio 1991. La bozza originale era un thriller di fantascienza con la trama ambientata a New York. Niccol ha dichiarato: «Penso che tutti si interroghino sull'autenticità della loro vita in certi momenti, è come quando i bambini si chiedono se sono stati adottati.» Nell'autunno del 1993, il produttore Scott Rudin acquistò la sceneggiatura per poco più di un milione di dollari. La Paramount Pictures accettò immediatamente di distribuire il film. Parte dell'accordo prevedeva il debutto alla regia di Niccol, sebbene la Paramount ritenesse che il budget stimato di 80 milioni di dollari fosse troppo alto per lui. Inoltre, la Paramount era intenzionata a ingaggiare un regista più esperto, pagando a Niccol soldi extra per farsi da parte. Brian De Palma entrò in trattativa per dirigere il film, ma dovette rinunciare per motivi contrattuali nel marzo 1994. Altri registi presi in considerazione dopo la rinuncia di De Palma furono Tim Burton, Terry Gilliam e Barry Sonnenfeld. Anche Steven Spielberg era tra i papabili alla regia, ma dovette rinunciare perché impegnato nella pre-produzione di Amistad e del successivo Salvate il soldato Ryan, prima della firma di Peter Weir a inizio 1995, in seguito a raccomandazione di Niccol. Bryan Singer desiderava dirigere il film, ma la Paramount decise di affidarsi al più esperto Weir.

Weir volle rendere il film più leggero, ritenendo la sceneggiatura di Niccol troppo oscura, in modo tale da far sembrare più credibile l'impegno del pubblico a guardare il reality in televisione 24 ore su 24. Più tardi nel 1995, Jim Carrey firmò per prendere parte al film, ma a causa dei suoi impegni con Il rompiscatole e Bugiardo bugiardo, non sarebbe stato disponibile per almeno un altro anno. Weir considerava Carrey perfetto per il ruolo e dunque decise di aspettare piuttosto che cercare un nuovo attore. Nel frattempo Niccol riscrisse la sceneggiatura sedici volte. Per il ruolo era stato considerato anche Robin Williams, ma Weir scelse Carrey dopo averlo visto in Ace Ventura - L'acchiappanimali. L'attore colse l'occasione per cimentarsi in un ruolo drammatico, per lui totalmente inedito. Carrey, che in quel periodo normalmente veniva pagato 20 milioni a film, accettò di fare The Truman Show per 12 milioni. Weir lasciò Carrey libero di esprimere le sue abilità di improvvisazione, come ad esempio nei monologhi davanti allo specchietto del bagno.

Le riprese del film iniziarono il 9 dicembre 1996 per concludersi il 21 aprile 1997. Il regista esplorò diverse località nella California orientale ma nessuna riuscì a soddisfarlo. Per l'isolotto di Seahaven furono riservati i teatri di posa degli Universal Studios, prima che la moglie di Weir segnalasse al marito Seaside, una comunità situata in Florida. La produzione si trasferì immediatamente a Seaside, dove ebbe luogo la maggior parte delle riprese. Altre scene furono girate ai Paramount Studios di Los Angeles. Per la scenografia furono presi come ispirazione i dipinti di Norman Rockwell e le cartoline degli anni sessanta. Weir, Peter Biziou e Dennis Gassner per realizzare determinate inquadrature studiarono le tecniche di videosorveglianza.

L'aspetto generale del film è influenzato dalle immagini televisive, in particolare gli spot pubblicitari: diverse inquadrature hanno personaggi appoggiati all'obiettivo con gli occhi spalancati e le scene interne sono molto illuminate, perché Weir voleva ricordare agli spettatori che "in questo mondo, tutto era in vendita". Laura Linney, l'attrice che interpreta la moglie di Truman, studiò attentamente i cataloghi Sears per sviluppare le pose del suo personaggio. Per completare alcune parti superiori del set si fece ricorso alla CGI.

Le scene con il personaggio di Christof furono le ultime a essere realizzate. Dennis Hopper era stato originariamente scelto per il ruolo, ma abbandonò la produzione per divergenze creative nell'aprile 1997, durante il periodo finale delle riprese. Ed Harris fu ingaggiato come sostituto all'ultimo momento. L'attore propose di rendere Christof gobbo, ma Weir declinò l'idea.

Scelta dei nomi Un'estrema cura è stata posta in The Truman Show nella scelta dei nomi dei personaggi e dei luoghi, scelta mai casuale e sempre carica di significati simbolici.Antonio Monda, La magnifica illusione: un viaggio nel cinema americano, Fazi Editore, 2003, p.283