Lubiana (in sloveno Ljubljana, pronuncia ; in tedesco Laibach ) è la capitale e la più grande città della Slovenia, con una popolazione di circa 300.354 abitanti. Si trova nella zona centrale del paese e risulta adagiata sul piccolo fiume Ljubljanica. Oltre che polo culturale, scientifico ed economico, la città rappresenta il centro politico e amministrativo della Slovenia: infatti sono presenti la sede del governo centrale, del parlamento sloveno, dell'Ufficio del Presidente, degli organi amministrativi e di tutti i ministeri dello Stato.
Nel corso della sua storia è stata influenzata dalla sua posizione geografica, all'incrocio tra cultura tedesca, slava e latina. La città, pur essendo composta da architetture prevalentemente moderne, conserva nel centro storico alcuni edifici che si rifanno allo stile barocco e all'Art Nouveau. I fattori che contribuiscono alla sua situazione economica sono la presenza di collegamenti viari, la concentrazione di industrie e di istituti di ricerca scientifica. È stata inoltre capitale mondiale del libro nel 2010 e ha ottenuto il premio Capitale verde europea per il 2016.
Geografia fisica
La città, che si estende su una superficie di 163 km², si trova nel centro della Slovenia. La sua posizione centrale tra l'Austria, l'Ungheria, il nord-est dell'Italia (in particolare Venezia e Trieste) e la Croazia ha fortemente influenzato la storia della città, che si trova 140 km a ovest di Zagabria, 88 km a nord-est di Trieste, 350 km a sud-ovest di Vienna, e 400 km a sud-ovest di Budapest.
Territorio
La città è posizionata a 298 m di altitudine nella valle del Ljubljanica, tra il Carso e la regione alpina. Il castello, situato su una collina a sud del centro storico, si trova a 366 metri sopra il livello del mare, mentre il punto più elevato della città, nominato Hrib Janske, è arroccato a 794 m. Lubiana si estende su una pianura alluvionale formatasi nell'era quaternaria. Le regioni montuose vicine sono più antiche, tra il Terziario (Triassico) e il Secondario.
Il territorio su cui sorge Lubiana presenta un elevato rischio sismico: ciò è dovuto alla sua posizione a sud della placca tettonica eurasiatica, crocevia di tre zone tettoniche importanti: le Alpi, a nord, le Alpi Dinariche, a sud, e la pianura Pannonica, a est. Nel corso dei secoli, infatti, la città è stata più volte devastata dai terremoti; gli scienziati sono stati in grado di identificare 60 terremoti distruttivi verificatisi nel passato. Per questo motivo, è stata installata una rete di monitoraggio sismico in tutto il Paese. Tra i terremoti più distruttivi che hanno colpito Lubiana si ricordano quelli del 1511 e del 1895, a seguito dei quali gli edifici della città vennero ricostruiti dapprima in stile barocco e in seguito in stile Art Nouveau.
Dal punto di vita idrografico, la città è stata costruita in prossimità della confluenza dei fiumi Ljubljanica e Sava, ai piedi di una collina. Le acque della Sava confluiscono nel fiume Danubio prima di terminare il loro corso nel Mar Nero.
Clima
Il clima della città e dell'est della Slovenia è moderatamente continentale. Il mese di luglio è solitamente il mese più caldo, mentre gennaio e febbraio sono i più freddi. La temperatura più fredda mai registrata è -28 °C, mentre la temperatura massima è stata di 39 °C. Sono possibili gelate da ottobre a maggio. I mesi più secchi sono da gennaio ad aprile, con meno di 100 mm di pioggia. I mesi più piovosi sono giugno e quelli da agosto a novembre.
Origini del nome
La città era nota in latino col nome di Labacum, anticamente Aemona. Gli storici non hanno ancora raggiunto un accordo riguardo all'origine del nome della città. Alcuni ritengono che Lubiana derivi dall'antico nome slavo Laburus. Altri ritengono che la parola derivi dal termine latino Aluviana, datole in conseguenza di un'inondazione. L'etimo potrebbe ugualmente essere Laubach, nome che significa "palude". Infine, alcuni ritengono che il nome derivi dalla parola slava Luba, che significa "amore".
Secondo il famoso mito greco, l'eroe Giasone e i suoi Argonauti, che avevano trovato il famoso Vello d'oro nella Colchide, si sarebbero poi diretti a nord lungo il fiume Danubio, invece che verso il Mar Egeo. Dal Danubio si sarebbero avventurati nel suo affluente Sava, fino a raggiungere la sorgente del fiume Ljubljanica. Gli Argonauti smantellarono quindi la loro barca per poterla trasportare fino al mare Adriatico, che si trova più a ovest, al fine di ritornare a casa. Entro i comuni dell'attuale Nauporto e Lubiana, gli Argonauti trovarono un grande lago circondato da una palude. Qui Giasone trovò un mostro. Questo mostro è il drago di Lubiana, che è ora presente sullo stemma e sulla bandiera della città. Diversi draghi alati decorano ad esempio il ponte dei Draghi.
Questo ponte, costruito tra il 1900 e il 1901, è opera di Jurij Zaninović. Nella simbologia locale, il drago (o Lindwurm, creatura mezzo serpente e mezzo drago) è legato alla vicina città austriaca di Klagenfurt, che è stata per secoli il grande centro spirituale sloveno. A causa di questa vicinanza, la leggenda del drago di Lubiana e del Lindwurm di Klagenfurt sono spesso comparate e connesse. Inoltre, le leggende sono state trattate in modo simile nelle due città in termini di araldica: i blasoni sono in entrambi i casi due draghi verdi, posti su un fondo rosso e associati a un edificio.Secondo una leggenda sotto la cappella dedicata a San Giorgio, all'interno del castello, fu sepolto il drago ucciso dal santo. Secondo un'altra tradizione, dalle paludi a sud di Lubiana, prima della bonifica, si sprigionavano vampate di fuoco prodotte dal metano che giungeva in superficie. Nelle giornate brumose le fiamme evocavano agli abitanti della regione gli sbuffi messi dalle fauci di un drago. ("Il simbolo di Lubiana", Slovenia, Touring Editore, Guide d'Europa, pag. 63, Milano, 2015).
Storia
Attorno al 2000 a.C., le paludi che circondavano Lubiana iniziarono a ospitare piccoli siti palafitticoli, abitati da popolazioni che praticavano la caccia, la pesca e una rudimentale agricoltura. Tracce di questi antichissimi insediamenti sono situati nei pressi di Ig (cittadina 10 km a sud di Lubiana) e sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2011. Nei secoli seguenti, nei pressi della città si avvicendarono popoli diversi: dapprima il popolo dei Veneti, seguiti dalla tribù illirica degli Iapodi e da quella celtica dei Taurisci, fino all'arrivo dei Romani nel I secolo a.C. Questi ultimi edificarono tra il 35 a.C. e il 43 d.C. il castrum di Aemona (o Iulia Aemona), sito sull'importante strada militare che collegava Aquileia al Danubio. Per la sua posizione strategica verso il nord-est italiano, la città subì numerose incursioni barbariche durante la Tarda antichità.
Nel VI secolo si insediò il popolo degli Sloveni i quali, nel IX secolo, passarono sotto la dominazione del popolo dei Franchi. Successivamente, tra il X e l'XI secolo, Lubiana subì numerose incursioni ungare e intorno al 1112-1125 si hanno le prime citazioni del castello di Lubiana. Il nome della città, Luvigana/Laibach, appare per la prima volta in un documento del 1144, ma dovette aspettare il 1220 per ricevere lo status di città, che le garantiva il diritto di battere propria moneta. Nel 1270 la regione della Carniola venne annessa ai possedimenti di Ottocaro II di Boemia e nel 1278 Lubiana venne conquistata da Rodolfo I d'Asburgo. La città, ribattezzata in tedesco Laibach, rimarrà alla casa d'Austria fino al 1918, con un'interruzione di alcuni anni durante le guerre napoleoniche.
Nel XV secolo, la città acquisì la fama di centro delle arti e, dopo il terremoto del 1511, venne ricostruita in uno stile rinascimentale e dotata di una nuova cinta muraria. Alla fine del XVI secolo, Lubiana era una vivace città a maggioranza protestante: solo il 5% della popolazione, infatti, professava la religione cattolica. Nel 1597, nel solco della controriforma, s'installò in città una congregazione di Gesuiti, seguiti nel 1606 dai Cappuccini. Fino al XVIII secolo, i due ordini religiosi daranno un importante impulso alla vita culturale e artistica della città, istituendo numerose scuole e dando impulso alla costruzione di molti edifici in stile barocco, come la cattedrale di San Nicola, il più importante luogo di culto della città.
Tra il 1809 e il 1813 Lubiana fu la capitale delle province illiriche del primo impero francese, mentre nel 1815 la città ritornò in mano austriaca e dal 1816 al 1849 fu parte del Regno d'Illiria. Durante questo periodo, la città ospitò l'omonimo congresso del 1821, che definirà la geografia europea degli anni seguenti. Successivamente, tra il 1849 e il 1857, Lubiana venne interessata dai lavori di costruzione della ferrovia meridionale che collegava Vienna a Trieste, principale porto dell'Impero. A causa del terremoto del 1895 la città vide distrutto un decimo degli edifici e per questo fu necessaria un'opera di ricostruzione. Nel 1918, con il collasso dell'Impero austro-ungarico, Lubiana venne annessa al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi diventato Regno di Jugoslavia.
Durante la seconda guerra mondiale la città fu occupata dalle truppe italiane e Lubiana divenne capoluogo di provincia italiana della regione Venezia Giulia. Dopo l'8 settembre 1943 agli italiani subentrarono le truppe naziste e i collaborazionisti domobranci, che occuparono la città fino all'arrivo delle milizie comuniste di Tito, nel maggio 1945. Successivamente la città divenne la capitale della repubblica socialista di Slovenia all'interno della Jugoslavia. Tra gli anni 1950 e gli anni 1970 si registrò nella zona un rapido sviluppo economico, diventando una delle aree più ricche e industrializzate della Jugoslavia, e questo favorì l'immigrazione da parte di migliaia di famiglie provenienti dalle regioni più depresse del Paese, come Macedonia, Kosovo e Bosnia-Erzegovina.
A seguito della guerra dei dieci giorni, il 25 giugno 1991 la Slovenia ottenne l'indipendenza dalla Jugoslavia; Lubiana diventò capitale del neonato Stato. Nel 2004 la Slovenia entrò nell'Unione europea e nella seconda metà degli anni duemila Lubiana divenne un importante polo turistico, oltre che un punto di riferimento per il modello di sviluppo sostenibile grazie all'attuazione dell'ambizioso progetto Vision 2025; i risultati dell'impegno ecologista della città vennero premiati dall'Unione europea nel 2016, quando le venne conferito il premio capitale verde.
Nel 2022 è stata nominata da European Best Destinations come miglior destinazione europea 2022.
Simboli Il simbolo della città è un drago che rappresenta potere, coraggio e grandezza. Nello stemma, esso è raffigurato sopra la torre del castello di Lubiana. Lo stemma compare inoltre sul ponte dei Draghi, non a caso uno dei simboli della città.
Onorificenze Lubiana è stata insignita del titolo dell'Ordine dell'Eroe popolare.
Monumenti e luoghi d'interesse
Nonostante la comparsa di grandi edifici, soprattutto nei dintorni della città, Lubiana mantiene intatto il suo centro storico, dove si mescolano lo stile architettonico barocco e Art Nouveau. Lo stile della città è fortemente influenzato da quello delle città austriache di Graz e Salisburgo. La città vecchia è costituita da due quartieri: quello del municipio, che ospita le principali opere architettoniche, e quello dei Cavalieri della Croce, dove si trova la chiesa delle Orsoline, l'edificio della società filarmonica (1702) e la casa di Cankar.