Anarchici e Resistenza in Francia includevano molti soggetti impegnati nell'antifascismo, tra di essi si distinsero in particolare gli esuli de La Retirada riparati in Francia, l'anarchico Francisco Ponzán Vidal, e la banda anarchica La compagnia del maquis di Rochechouart.
Subito dopo l'armistizio con la Germania
L'inizio della Resistenza francese non coincise con la firma dell'armistizio del 22 giugno a Compiègne tra Francia e Germania, infatti, il governo di Philippe Pétain rappresentò per la maggioranza dei francesi la prosecuzione del governo legittimo, che vista l'impossibilità di contrastare lo strapotere militare tedesco aveva preferito scegliere il male minore. Il messaggio di Charles de Gaulle suscitò limitate iniziative volte a contrastare l'occupante, che per il momento non aveva ancora mostrato il suo aspetto peggiore. Restava cocente la delusione della sconfitta, ma il ricordo delle stragi della prima guerra mondiale e una certa acquiescenza della destra, rese accettabile lo status quo. Per il problema del collaborazionismo sotto il governo di Vichy il libro di Robert O. Paxton Vichy illustra in modo molto crudo fino a che punto si spinsero i collaborazionistiRobert O. Paxton, Vichy, Net, Collana: Storica n. 8, 2002, ISBN 88-515-2006-2; - Su recensione . L'opposizione alle forze occupanti ed al governo nato dall'armistizio assunse forme diverse nelle due zone in cui era stata divisa la Francia, la zona Nord occupata ed amministrata dai nazisti, la zona Sud soggetta al governo di Vichy.
Inizio della Resistenza La lotta partigiana contro i tedeschi si sviluppò in tutto il territorio occupato. Due furono le strategie di conduzione della guerra, una fondata sulla mobilità e flessibilità di piccole unità (tattica di combattimento ben nota, dai loro precedenti militari in Spagna, ai reduci miliziani antifascisti spagnoli) pronte ad attaccare o a ritirarsi secondo le situazioni, che operavano in città e pianura, l'altra più statica al contrario favorevole a forti concentrazioni d'uomini con la creazione di campi trincerati in zone montagnose ritenute difendibili.
Gli spagnoli Gli spagnoli per esperienza e carattere furono più favorevoli a piccoli gruppi mobili ma dove previsto dall'organizzazione centrale, come nei maquis del Vercors, dei Glières e di Mount-Mouchet, si adeguarono alle disposizioni superiori. Cadranno anche loro in gran numero quando le forze congiunte tedesche e collaborazioniste attaccheranno dal febbraio al luglio 1944 questi altopiani ed infliggeranno alle forze della Resistenza francese una delle più pesanti sconfitte della loro breve storia.
La dissidenza Nella zona libera prima dell'occupazione tedesca, in seguito dello sbarco alleato nell'Africa del Nord dell'8 novembre 1942, si sviluppò la dissidenza (cioè la non accettazione dell'armistizio) che non dovendo combattere i tedeschi, organizzò i Reseaux, piccoli gruppi in contatto con Londra a cui trasmettevano informazioni sulle aziende che lavoravano per lo sforzo bellico tedesco, effettuavano sabotaggi mirati evitando di spargere sangue francese e diffondevano materiale di propaganda anti-Vichy. Erano composti in prevalenza da ex ufficiali dell'esercito francese, uomini di cultura come Jacques Cassou, antifascisti e antinazisti reduci della Guerra di Spagna, tra questi l'italiano Francesco Fausto Nitti (che al suo arrivo in Spagna comandò un battaglione di giovani anarchici inquadrati nell'esercito repubblicano che erano i superstiti del battaglione anarchico chiamato "battaglione della morte").
La posizione dei comunisti I comunisti, sempre condizionati dal patto di non aggressione russo-tedesco, fino al 22 giugno 1941, giorno dell'invasione tedesca dell'URSS, rimasero fedeli al loro proclama: Ni soldats de l'Angleterre avec De Gaulle! Ni soldats de l'Allemagne avec Pètain! Vive l'union de la Nation Française!. I libertari invece si sentivano estranei al conflitto in corso ed alle sue immediate conseguenze, in quanto lo ritenevano un conflitto tra interessi nazionalistici al di fuori d'ogni progetto rivoluzionario.
Il governo di Vichy fu molto duro con questi rivoluzionari antinazionali e proseguì nella sua azione di repressione che si concretizzò in 911 arresti, 610 internamenti, 1.420 perquisizioni e 177 espulsioni. Tutti i gruppi politici furono colpiti prima il POUM poi gli anarchici e per ultimi i comunisti e i socialisti. Tutti condannati a pesanti pene di lavori forzati nei campi di prigionia del Sahara per “ricostituzione di società disciolte - distribuzione di volantini d'ispirazione straniera tali da nuocere all'interesse nazionale - attività comunista”. Tra i libertari fu arrestato Jaime Esgleas, marito di Federica Montseny, Ministro della Sanità della Repubblica Spagnola, membro del Mouvement Libertaire Espagnol MLE. Con lui furono processati dal tribunale militare di Tolosa numerosi anarchici colpevoli di violazione dell'art. 80 del Codice Penale che puniva “intrighi anarchici contro la sicurezza dello stato”, le pene variarono da uno a tre anni di reclusione.
I comunisti cambiano strategia Il 26 agosto 1941 - in URSS era in corso l'invasione della Wehrmacht - il Partito Comunista Spagnolo aveva lanciato un appello per la costituzione di un fronte antifascista: lUnion Nacional Española (UNE). Gli anarchici contrapposero l'Alianza Democratica Española, cui aderirono il , la CNT, la FAI, il PSOE e la UGT. Sul numero di novembre 1942 Reconquista de España, organo dell'UNE, figurava un importante documento intitolato Doctrina, programa y acción de la Unión Nacional che poneva l'accento sulla necessità dell'unità di tutte le forze antifasciste per sconfiggere prima il nazismo e di conseguenza subito dopo il franchismo.
Gli anarchici discutono la tattica Di fronte a un programma che aveva come fine ultimo il ritorno della democrazia di Spagna, le altre aggregazioni politiche furono divise, lacerate da contrasti interni. Specie i libertari che in un plenum del 6 giugno 1943 affrontarono per la prima volta la questione di una collaborazione con la Resistenza francese. La tensione tra le due tendenze libertarie si accentuarono fino a una completa rottura in dicembre. Mentre l'anima politica, favorevole alla partecipazione del MLE a una futura Assemblea Costituente della Spagna liberata, maggioritaria, consigliò i militanti di aderire alla Resistenza piuttosto che lasciarsi passivamente deportare in Germania, la tendenza apolitica mantenne la sua posizione di rifiuto affermando che: "non bisognava intervenire in nessuna azione armata contro l'esercito d'occupazione, né contro le autorità civili finché non si attua una sollevazione in chiave libertaria dell'intero popolo francese". Erano rimasti fermi alla visione utopica della rivoluzione generale, quest'ultima posizione risultò in seguito fortemente minoritaria nella pratica dello scontro militare con gli occupanti tedeschi e i collaborazionisti fascisti.
I Passeurs I Passeurs erano elementi che provvedevano a far fuggire attraverso i Pirenei aviatori alleati abbattuti e quanti volevano raggiungere le forze della Francia Libera. In seguito, con l'inizio delle persecuzioni razziali, fecero lo stesso con gli ebrei.
In quest'opera furono in prima linea gli spagnoli, che sin dalla caduta della loro Repubblica si erano attivati per far compiere il tragitto inverso a quanti fuggivano il terrore franchista. Si ritiene che abbiano operato in tempi diversi nei Pirenei almeno venti reti non tutte però animate da motivazioni umanitarie o politiche, alcune, costituite in prevalenza da andorrani chiedevano del denaro per i loro servigi. Il lavoro dei passeurs era pieno d'insidie, oltre alle condizioni atmosferiche che in montagna potevano peggiorare in ogni momento occorreva fare i conti con le guardie di frontiera francesi e spagnole. La rete più celebre fu quella denominata Pat O'Leary, il cui vero nome è Guérisse Albert, creata dal capitano scozzese Ian Garrow nel dicembre 1940 a Marsiglia e diretta dall'aragonese anarchico e militante della CNT Francisco Ponzán Vidal. . Del gruppo Ponzan fanno parte anche: Josep Ester i Borras (Berga, Spagna, il 26 ottobre 1913 - Alès, Francia, 13 aprile 1980), nome di battaglia "Minga". Operaio tessile. Militante di Las Juventudes Libertarias e della CNT; Agostino Remiro Manero (Epil, Saragozza, 28 agosto 1904 - Madrid, 21 giugno 1942), membro della CNT dal 1919, la sua famiglia ha donato la sua biblioteca privata al "Centro Studi libertari Ester i Josep Borras" di Berga; Vincent Moriones Belzunegui (Sangüesa, Navarra, 1913 - Bilbao, 1970), militante anarchico spagnolo, nel 1947 fu arrestato e condannato a 40 anni in prigione dal regime di Franco in quanto facente parte della guerriglia anarchica antifascista che proseguì la lotta per oltre un ventennio dopo la fine della seconda guerra mondiale. Egli rimase in carcere 18 anni, quando morì, nel 1970, era Segretario della CNT Nord.
Il "Gruppo Ponzan" dopo la sua cattura Dopo la cattura e il successivo omicidio di Francisco Ponzán Vidal (decorato alla memoria da diversi governi), il Gruppo Ponzan fu diretto da Marie-Luise Dissartonorificenze di Marie-Luise Dissart 'Francia'
Officier de la Légion d'honneur Croix de guerre 1939-1945 avec palmes Médaille de la Résistance, avec rosette (17 mai 1946) Belgio Officier de l'Ordre de Léopold II, avec palmes Croix de guerre belge 1940-195, avec palmes Inghilterra Officier de l'Ordre de l'Empire britannique (OBE) Stati Uniti Medal of Freedom, avec palme d'or, detta Francesca, fintantoché il moltiplicarsi degli arresti e la paura di rappresaglie, che aveva fatto chiudere molte porte altre volte amiche, indussero i superstiti del gruppo a confluire in altre reti o a prendere la via dei maquis.
Gli esuli spagnoli, lungi dal rappresentare un'entità monolitica, rassomigliavano piuttosto a un prisma a molte facce, una comunità continuamente scossa da scissioni, con fratture talora molto profonde, sopravvissute alla guerra civile ed in gran parte non ben disposta verso il paese d'accoglienza per il trattamento finora ricevuto. Falcidiati della parte culturalmente più preparata dall'emigrazione in America latina, si preoccuparono anzitutto della riorganizzazione interna dei diversi gruppi politici mantenendo vivi contatti con i militanti più attivi rinchiusi nei campi di disciplina francesi o africani. Una stima approssimativa del lavoro del Gruppo Ponzan porta approssimativamente a queste cifre, in circa tre anni d'attività il gruppo riuscì a far passare almeno 1.500 fuggiaschi, fra cui famiglie ebraiche, 700 aviatori alleati, nonché documenti ed istruzioni per conto del Bureau Central de Renseignements et d'Action – BCRA (Ufficio Informazioni della Francia Libera) utilizzando almeno tre diverse linee di passaggio: Tolosa - Osseja, Tolosa - Banyuls, Tolosa - Andorra.
L'UNE formata dai comunisti consolida posizioni Così progressivamente l'UNE s'impose come organizzazione dei rifugiati spagnoli e li accolse tra le file dei FTP. Ma la struttura agile dei maquis, le cui unità erano di norma formate da poche decine d'uomini, favorì la costituzione, pur sempre sotto il comando centrale, di gruppi di militanti con le stesse idee politiche, ovvero bande formate da miliziani della stessa ideologia politica con fortissima autonomia militare. Nel marzo 1944, in previsione dell'imminente sbarco alleato sulle coste francesi, il generale De Gaulle d'autorità militarizzò le forze della clandestinità raggruppandole nelle FFL-Forces Françaises de l'Intérieur - F.F.I, estensione interna alla Francia delle Forces françaises libres - FFL, sotto il comando del generale Koenig. Al momento dello sbarco in Normandia fu impartito l'ordine alle formazioni partigiane di cooperare con il comando alleato per bloccare o rallentare i movimenti del nemico, che avrebbe cercato di far affluire rinforzi nelle zone costiere.
Spagnoli ed anarchici comunque combattono