Larcidiocesi di Milano () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2023 contava battezzati su abitanti. È retta dall'arcivescovo Mario Delpini.
L'arcidiocesi è stata segnata profondamente dall'attività pastorale del suo principale patrono sant'Ambrogio, vescovo dal 374 al 397, tanto da essere chiamata anche ambrosiana. Compatroni dell'arcidiocesi sono san Galdino, arcivescovo dal 1166 al 1176 e san Carlo Borromeo, arcivescovo dal 1560 al 1584.
Attualmente è di gran lungaHa oltre il 13% in più di preti rispetto alla seconda della lista, ossia la diocesi di Roma, e il 32% in più della terza della lista, la diocesi di Tarnów in Polonia. la diocesi al mondo con più sacerdoti diocesani, e, pure contando gli appartenenti a ordini e istituti religiosi, che nell'Urbe hanno le loro case generalizie, è la prima dopo la diocesi di Roma.Con un notevole distacco dalla successiva, l'arcidiocesi di Cracovia, che ha 2.114 sacerdoti rispetto ai 2.552 di Milano. Anche come popolazione totale è .
Territorio L'arcidiocesi comprende quasi tutta la città metropolitana di Milano, la provincia di Monza e della Brianza, la maggior parte delle province di Varese e di Lecco, nonché alcuni comuni nelle province di Como e di Pavia e il decanato di Treviglio in provincia di Bergamo.In Italia è, per estensione, tra i primi posti, dopo Bolzano-Bressanone, Trento, Udine, Brescia, Novara e Como.
Sede arcivescovile è la città di Milano, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Nascente, famosa come duomo di Milano.
Provincia ecclesiastica All'epoca di Costantino I, Milano era la capitale dell'Italia Annonaria e alcuni indizi portano a ritenere che già a metà del IV secolo fosse anche sede metropolitana, la prima dell'Italia settentrionale, di tutte le diocesi comprese nelle regioni VIII Aemilia, IX Liguria, X Venetia et Histria e XI Transpadana.Saverio Almini, Provincia ecclesiastica di Milano sec. IV - 1989, Lombardia Beni Culturali. Molte delle sedi episcopali dipendenti dai metropoliti ambrosiani passarono alla provincia ecclesiastica di Aquileia con la costituzione di quest'ultima verso la fine del IV secolo.
Nel concilio milanese del 451 risultano dipendere dai metropoliti di Milano i vescovi di Reggio, Piacenza, Brescello, Tortona, Pavia, Ivrea, Torino, Aosta, Lodi, Como, Coira, Genova, Asti, Novara, Cremona, Brescia, Vercelli, Albenga e Bergamo.
Nei due secoli successivi, la provincia ecclesiastica di Milano subì alcuni cambiamenti. Verso la fine del V secolo, all'epoca di Giovanni I Angelopte (477-494), la provincia ecclesiastica di Ravenna si estese a scapito di quella di Milano, a cui sottrasse le diocesi di Piacenza, Brescello (la cui sede fu probabilmente trasferita a Parma) e Reggio. Tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo la sede comasca passò alla provincia ecclesiastica di Aquileia.
Eccetto queste diocesi, nel concilio provinciale del 679 sono documentate come dipendenti dal metropolita milanese le altre diocesi già attestate nel 451, più altre tre nuove diocesi, Acqui, Savona e Ventimiglia.
Nell'Alto Medioevo, la provincia ecclesiastica di Milano perse le diocesi di Pavia, diventata immediatamente soggetta alla Santa Sede per la sua predominanza politica in epoca longobarda; Coira, passata nell'843 alla provincia ecclesiastica di Magonza; e Aosta, che verso la metà del IX secolo divenne suffraganea di Tarantasia.
Benché attestata già nel primo millennio cristiano, solo dall'XI secolo i vescovi di Alba risultano membri della provincia ecclesiastica di Milano, a cui si aggiunse, nel corso dello stesso secolo, anche la diocesi di Bobbio. Nel 1175 fu infine eretta la diocesi di Alessandria, resa suffraganea di Milano.
Nel 1133 papa Innocenzo II istituì la provincia ecclesiastica di Genova, che portò allo scorporo dalla provincia ecclesiastica ambrosiana delle diocesi di Albenga e di Bobbio.
In seguito, nuove diocesi si aggiunsero alla provincia milanese: Mondovì, eretta nel 1388, Casale Monferrato, eretta nel 1474 e Vigevano, istituita nel 1530. Tuttavia, già dal 1515 Milano aveva perso come suffraganee le diocesi di Mondovì e di Ivrea, passate alla neonata provincia ecclesiastica di Torino.
All'epoca di san Carlo Borromeo (seconda metà del XVI secolo), la provincia ecclesiastica di Milano comprendeva 15 diocesi: Acqui, Alba, Alessandria, Asti, Bergamo, Brescia, Casale, Cremona, Lodi, Novara, Savona, Tortona, Ventimiglia, Vercelli e Vigevano. A queste si aggiunse nel 1789 la diocesi di Como, che ritornò così alla metropolia milanese dopo oltre 10 secoli.
Il periodo napoleonico portò a una totale ristrutturazione della provincia ecclesiastica ambrosiana. Nel 1803 perse tutte le diocesi piemontesi e liguri, eccetto la diocesi di Novara, acquisendo al contempo la sola diocesi di Pavia. Nel 1817, con l'istituzione della provincia ecclesiastica di Vercelli, Milano dovette cedere le diocesi suffraganee di Novara e di Vigevano. Nel 1820 risultano appartenere alla sede metropolitana milanese 7 diocesi: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Pavia e Mantova (quest'ultima, fino a quel momento, era stata immediatamente soggetta alla Santa Sede).
Gli ultimi cambiamenti datano 1835, quando la diocesi di Crema entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Milano, e 1974, quando la diocesi di Vigevano ritornò alla metropolia di Milano.
La provincia ecclesiastica di Milano, che coincide con il territorio della regione ecclesiastica Lombardia, comprende 9 diocesi suffraganee: Diocesi di Bergamo Diocesi di Brescia Diocesi di Como Diocesi di Crema Diocesi di Cremona Diocesi di Lodi Diocesi di Mantova Diocesi di Pavia Diocesi di Vigevano
Parrocchie
Delle parrocchie dell'arcidiocesi, sono raggruppate in 63 decanati, a loro volta riuniti in 7 zone pastorali; a queste parrocchie se ne aggiungono 4 ospedaliere e 2 personali.
Attività editoriale L'arcidiocesi svolge la propria attività editoriale tramite tre marchi della casa editrice ITL (la cui ragione sociale originaria Impianti Tipografici Lombardi è poi mutata in Impresa Tecnoeditoriale Lombarda), fondata nell'aprile 1946 da mons. Giuseppe Bicchierai per ridare alle stampe il quotidiano L'Italia (nato nel 1912 e dalle cui ceneri, nel 1968, nascerà Avvenire, risultato dall'accorpamento tra lo storico giornale cattolico milanese e il quotidiano bolognese L'Avvenire d'Italia): Centro ambrosiano, la sigla cui fanno capo le pubblicazioni ufficiali dell'arcidiocesi di Milano, come ad esempio le lettere dell'arcivescovo o le linee guida dei servizi e degli istituti diocesani. A queste opere legate alla vita pastorale sono affiancate collane che toccano diversi argomenti e alcune delle cui opere sono state tradotte in altre lingue; Editrice in Dialogo, costituita nel 1979 e che cura le pubblicazioni dell'Azione Cattolica Ambrosiana, in genere testi con uno scopo educativo; Istituto di Propaganda Libraria, con pubblicazioni su studi e approfondimenti destinati a platee più ristrette, attivo sin dal 1934.
In ogni parrocchia dell'arcidiocesi è distribuito il mensile Il Segno, voluto dal cardinale Giovanni Battista Montini per accompagnare e rendere più "universale" il ruolo dei singoli bollettini parrocchiali.
Liturgia Rito ambrosiano
Elemento fortemente caratterizzante dell'arcidiocesi di Milano è il rito ambrosiano, adottato in quasi tutta l'arcidiocesi. Fanno eccezione i decanati di Monza, Treviglio e buona parte di quello di Trezzo sull'Adda, le parrocchie di Civate e Varenna nella zona pastorale di Lecco e le chiese non parrocchiali rette da clero regolare; in tutti questi luoghi si adotta il rito romano.
Il rito ambrosiano prevede, tra le altre particolarità, l'adozione di un lezionario, un messale e un calendario liturgico differenti da quelli del rito romano.
I concerti di campane
Insieme al rito ambrosiano, un'altra particolarità dell'arcidiocesi si trova nel montaggio delle campane presenti sul territorio (salvo qualche rara eccezione), che suonano secondo il sistema ambrosiano. Questo sistema consiste nel suonare la campana con una corda (o una catena) che viene agganciata a una ruota fissata alla campana stessa che le permette di compiere un'oscillazione lenta di 180 gradi. Si ottiene così la cosiddetta posizione a bicchiere, che consente di comporre veri e propri concerti per annunciare le funzioni più solenni all'interno dell'anno liturgico. Per la verità nel XIX secolo questo sistema si è diffuso in Lombardia, tranne in certe zone di montagna, e in alcune zone di Piemonte, Emilia, Liguria e Canton Ticino. Nel sistema ambrosiano il battaglio batte su entrambi i lati della campana (sistema a caduta), a differenza dell'uso romano, cioè quel sistema, definito a slancio, per cui la campana oscilla più velocemente, non avendo la ruota, ma solo un bilanciere, in modo che il battaglio batta sempre nella parte più alta della campana.
Storia
Alcuni cataloghi bizantini sui Discepoli del Signore (VII-VIII secolo) affermano che san Barnaba, dopo essere giunto a Roma con san Pietro, fondò la Chiesa in Milano; lo stesso episodio è presente in Paolo Diacono e in numerosi testi milanesi (a partire dal IX secolo), che lo associano alla figura di sant'Anatalone quale assistente di Barnaba. La maggioranza degli storici ritiene che la testimonianza bizantina non sia affidabile e che la datazione tramandata in ambito milanese sia stata ottenuta dilatando la durata dei primi episcopati; essi, accettando la veridicità dei nomi dei primi vescovi trasmessi dalla tradizione (a partire da Anatalone) e andando a ritroso da Mirocle (di cui è certa la partecipazione a un sinodo del 313), ipotizzano che la diocesi sia stata istituita all'inizio del III secolo. In ogni caso, la presenza cristiana a Milano è attestata archeologicamente fin dall'epoca apostolica. A partire dal IV secolo, dopo l'avvento di Costantino come imperatore romano, le notizie e le datazioni divengono più attendibili. Anche se il primo a venire chiamato "arcivescovo" fu Teodoro II, l'elevazione ad arcidiocesi viene fatta coincidere con l'episcopato di Ambrogio, momento in cui quest'ultimo si adoperò fortemente per ristabilire il predominio della dottrina romana su quella ariana e in cui acquisì grande peso politico, in corrispondenza anche della presenza a Milano della corte imperiale e approfittando delle posizioni di relativa debolezza degli imperatori del suo tempo, Graziano e Valentiniano II. Nonostante la sostanziale accettazione dell'Impero da parte di Ambrogio, con Teodosio I i contrasti furono più accesi, ma vennero infine ricomposti.
La storia della diocesi di Milano rimarrà profondamente legata alla figura di Sant'Ambrogio, vescovo della città dal 374 al 397.
Il vescovo Eusebio convocò nel 451 un sinodo provinciale che vide la partecipazione di venti vescovi, in cui fu condannato il brigantaggio di Efeso. Edward H. Landon, A Manual of the Synods of the Catholic Church, Edinburgh, John Grant, 1909, p. 378
Fino al V secolo, la diocesi di Milano rimase l'unica metropolia del nord Italia.
Già nel settembre del 600 papa Gregorio Magno parlò del neoeletto vescovo di Milano, Deodato, non tanto come successore, bensì come "vicario" di sant'Ambrogio. Nell'anno 881 invece papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi "ambrosiana", termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.
L'eredità di Ambrogio è delineata principalmente a partire dalla sua attività pastorale: la predicazione della Parola di Dio coniugata alla dottrina della Chiesa cattolica, l'attenzione ai problemi della giustizia sociale, l'accoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.