Space Oddity è il secondo album in studio del cantautore inglese David Bowie, pubblicato nel 1969 dalla Philips Records e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1984.
L'album uscì nel Regno Unito con il titolo David Bowie, lo stesso del suo album precedente, mentre negli Stati Uniti venne pubblicato dalla Mercury Records come Man of Words/Man of Music. Nel 1972 venne distribuito di nuovo dalla RCA Records come Space Oddity, il titolo con il quale è maggiormente conosciuto.
A parte la title track e Wild Eyed Boy from Freecloud, nessuna delle altre tracce è presente nelle raccolte di David Bowie, con l'unica eccezione di Bowie at the Beeb che include versioni registrate in alcune sessioni BBC.
Storia L'album è dominato dalla preoccupazione per l'andamento altalenante del suo idillio con il movimento hippy (Cygnet Committee, Memory of a Free Festival) e dal fallimento della sua relazione con Hermione Farthingale (Letter to Hermione, An Occasional Dream), compagna, musa ispiratrice e collaboratrice che lo aveva lasciato nel febbraio 1969 dopo aver completato la sua parte nel video Love You Till Tuesday..
I riferimenti autobiografici dei testi sono più evidenti rispetto al disco precedente e mentre in futuro si rivolgeranno ad aree più profonde e oscure della psiche di Bowie, i brani contenuti in Space Oddity appaiono più come una sincera confessione..
Influenze
Nelle melodie sinuose e nella strumentazione classica utilizzata nell'album si trovano indizi del rock progressivo che alla fine degli anni sessanta cominciava a fiorire soprattutto nel Regno Unito, anche se l'influenza dominante è forse quella dei primi lavori di Bob Dylan. Il suono "spigoloso" delle chitarre folk, gli assoli di armonica e i versi di protesta di tracce quali Unwashed and Somewhat Slightly Dazed, Cygnet Committee e God Knows I'm Good confermano quanto lo stesso Bowie dichiarò sulla rivista Disc and Music Echo, ovvero di aver cantato «come avrebbe fatto Dylan se fosse nato in Inghilterra».
In realtà, dopo l'"infatuazione" per l'accento cockney di Anthony Newley che aveva caratterizzato l'album precedente, in questo periodo David Bowie era ancora alla ricerca di una propria identità vocale. Dall'influenza di Dylan si passa perciò allo stile Bee Gees della title track a richiami a Simon and Garfunkel, Marc Bolan, Donovan e persino José Feliciano in brani come Letter to Hermione e An Occasional Dream.
A proposito del mix di folk, ballate e rock progressivo, Roy Carr e Charles Shaar Murray di NME hanno detto che «alcune cose appartenevano al David Bowie del 1967 e altre a quello del 1972, ma nel 1969 sembrava tutto così incoerente. In pratica, Space Oddity può essere visto retrospettivamente come tutto ciò che Bowie è stato e un po' di quello che sarebbe diventato...»..
Registrazione La genesi di Space Oddity è da far risalire a un demo con dieci pezzi acustici registrato tra marzo e aprile del 1969 insieme al chitarrista John Hutchinson, che con David e Hermione aveva fatto parte del trio chiamato Feathers scioltosi all'inizio dell'anno. Oltre alla title track il nastro conteneva la prima versione di altre tracce che sarebbero state incluse nell'album, in particolare Janine, An Occasional Dream, Letter to Hermione (qui intitolata I'm Not Quite) e Cygnet Committee (col titolo Lover to the Dawn).
Le registrazioni iniziarono ufficialmente il 20 giugno ai Trident Studios di Soho, dove l'ex ingegnere del suono Gus Dudgeon supervisionò le due tracce che costituivano il primo singolo estratto dall'album, Space Oddity e Wild Eyed Boy from Freecloud.. Tra l'altro, Space Oddity fu l'unica canzone dell'album non prodotta da Tony Visconti che la reputò una trovata pubblicitaria per sfruttare l'attualità dell'allunaggio e ne passò la produzione a Dudgeon, anche se anni dopo avrebbe ammesso che il suo contributo all'album fu piuttosto "naif" e approssimativo: «In realtà non sapevo molto di qualità timbrica e ignoravo come pompare la sonorità degli strumenti impiegati nel rock... Comunque sono orgoglioso di diversi brani nei quali mi sono sentito più a mio agio, grazie al fatto che sapevo suonare il basso e il flauto, come Letter to Hermione e An Occasional Dream».
Space Oddity rappresentò per Bowie l'occasione per collaborare anche con altri due musicisti, alla prima esperienza o quasi, con i quali avrebbe collaborato ancora: il bassista Herbie Flowers, che suonò in Diamond Dogs, e Rick Wakeman che partecipò alla lavorazione di Hunky Dory e The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars.
A metà luglio, mentre la Mercury e la Philips si preparavano a promuovere il singolo Space Oddity in tempo per la spedizione dell'Apollo 11, le registrazioni proseguirono ai Trident con Janine, An Occasional Dream e Letter to Hermione. Per la formazione che includeva Mick Wayne, chitarrista e leader dei Junior's Eyes, Visconti reclutò altri membri della band londinese: il chitarrista Tim Renwick che avrebbe collaborato con i Pink Floyd nel periodo post-Roger Waters, il bassista John Lodge (da non confondere con l'omonimo bassista dei Moody Blues) e il batterista John Cambridge, già membro dei Rats di Mick Ronson. Il cantante dei Rats, Benny Marshall, si aggiunse più avanti contribuendo con un assolo di armonica a bocca in Unwashed and Somewhat Slightly Dazed.
Le sessioni proseguirono a intermittenza fino a metà ottobre, punteggiate da alcune interruzioni causate dalla morte del padre di David avvenuta il 5 agosto e da alcune esibizioni come quelle ai festival di Malta e Monsummano Terme. Il 16 agosto, al Croydon Road Recreational Ground di Beckenham si tenne inoltre il festival organizzato da "Growth", il laboratorio artistico fondato da Bowie e dalla giornalista del Sunday Times Mary Finnigan alcuni mesi prima, che avrebbe fornito lo spunto per Memory of a Free Festival e Cygnet Committee.
Fu durante il missaggio dell'album che John Cambridge presentò Mick Ronson a David Bowie.. Per molti anni si è ritenuto che la prima apparizione del futuro chitarrista degli Spiders from Mars in una pubblicazione ufficiale di Bowie fosse da far risalire al 1970, nella versione 45 giri di Memory of a Free Festival, ma in seguito lo stesso Visconti ha rivelato che in effetti il debutto di Ronson avvenne durante il missaggio di Wild Eyed Boy from Freecloud, quando suonò «una breve linea di chitarra nella sezione centrale del brano e si unì ai battiti di mani che vi andavano sovrapposti».
Pubblicazione e accoglienza
Space Oddity uscì il 4 novembre 1969 in Europa, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa e a dispetto di alcune critiche favorevoli si rivelò subito un fiasco dal punto di vista delle vendite.
Penny Valentine della rivista Disc and Music Echo lo definì «piuttosto drammatico e snervante», con una visione simile a quella del più recente Bob Dylan, mentre Music Now! accolse l'album definendolo «profondo, meditativo, esplorativo e rivelatore». Altri giudizi furono meno entusiastici. Su Music Business Weekly già il titolo della recensione fu piuttosto esplicativo: "Il troppo ambizioso Bowie è una delusione". Il cantante venne definito «un po' incerto sulla direzione da scegliere... Sembra molto più a suo agio con temi folk, sia nella scrittura che nel canto, e dovrebbe concentrarsi per sviluppare questo talento».
Anche se il 45 giri Space Oddity aveva raggiunto la 5ª posizione nella classifica inglese dei singoli un paio di mesi prima, il suo successo ebbe sull'album effetti più negativi che positivi anche perché si trattava del pezzo meno rappresentativo del disco. Un'altra ragione della mancata entrata in classifica dell'album fu la notevole riorganizzazione dell'organico da parte della direzione della Philips, a causa della quale proprio in coincidenza con la pubblicazione Bowie vide sparire alcuni dei suoi maggiori sostenitori all'interno della compagnia. Come risultato la campagna promozionale ne risultò danneggiata proprio nel momento in cui avrebbe dovuto ricevere una significativa spinta verso l'alto e a marzo del 1970 l'album aveva venduto nel Regno Unito poco più di 5000 copie.
La situazione fu ancora più scoraggiante negli Stati Uniti dove le vendite furono insignificanti e l'album non ricevette molte recensioni. Il magazine Zygote lodò la title track e Memory of a Free Festival ma nel resto dell'album venne riscontrata una mancanza di fluidità e orecchiabilità. La recensione concludeva affermando che «Bowie è discontinuo. Quando riesce è eccellente, quando fallisce è quasi insopportabile». Nancy Erlich del New York Times scoprì il disco un anno dopo lodandolo come «una buona collezione di materiale rock in tutta la sua varietà, melodicamente accattivante, arrangiato in modo interessante ed accurato» e apprezzando i testi per i loro «quasi infiniti livelli di lettura».
La riedizione del 1972 ebbe maggiore successo dal punto di vista commerciale sia in patria che oltreoceano. Riproposto sulla scia della svolta avvenuta con The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, l'album raggiunse il 17º posto nella Official Albums Chart e il 16º nella Billboard 200, rimanendo in classifica in entrambi i casi per oltre 30 settimane.
Con la pubblicazione dell'edizione rimasterizzata del 1990 Space Oddity ha fatto un'altra fugace apparizione nelle classifiche inglesi al 64º posto.
Il 18 marzo 2016 l'album è stato certificato disco d'oro nel Regno Unito dalla BPI.
Copertina La copertina raffigurante un primo piano frontale di Bowie su sfondo blu venne realizzata dal fotografo Brian Ward su ispirazione di un disegno di Victor Vasarely, mentre il disegno sul retro in stile flower power fu opera di George Underwood, amico di David dai tempi della Technical High School di Bromley. Il disegno, molto simile a quello apparso l'anno precedente sulla copertina del primo disco dei T. Rex, traeva spunto dai testi dell'album e vi si può osservare tra l'altro un ritratto di Hermione, astronauti, alieni e un'anziana donna che piange confortata da un Pierrot notevolmente simile al personaggio video di Ashes to Ashes del 1980.
A partire dalla riedizione del 1972 furono utilizzate nuove immagini scattate nella residenza di Bowie di Haddon Hall dal fotografo Mick Rock, in cui il cantante mostrava chiaramente le sembianze di Ziggy Stardust, sia sulla copertina, sia sul retro.
Tracce Testi e musiche di David Bowie.
Lato A
Lato B
* Assente nelle edizioni del 1972 e del 1984.
Tracce bonus della riedizione 1990 Testi e musiche di David Bowie.
Bonus disc della riedizione 2009 Testi e musiche di David Bowie.
Formazione David Bowie - voce, chitarra a 12 corde, stilofono, organo, kalimba Keith Christmas - chitarra acustica Herbie Flowers - basso Tony Visconti - basso, flauto Terry Cox - batteria Rick Wakeman - mellotron, clavicembalo Paul Buckmaster - violoncello Benny Marshall - armonica, cori
Junior's Eyes: Mick Wayne - chitarra Tim Renwick - chitarra elettrica, flauto John Lodge - basso John Cambridge - batteria
Brani Space Oddity
Pubblicata l'11 luglio 1969 come primo singolo estratto dall'album, Space Oddity rimane a distanza di anni una delle canzoni più famose di David Bowie tanto da essere ormai entrata nella cultura di massa, oltre a risultare il 45 giri del cantante inglese più venduto nel Regno Unito. Alla sua uscita ebbe ottime recensioni da parte della stampa specializzata e rappresentò il primo vero e proprio successo di Bowie raggiungendo la 5ª posizione nella classifica inglese.
Unwashed and Somewhat Slightly Dazed