Benché il genere fantasy nel suo senso moderno abbia meno di due secoli, i suoi antecedenti hanno una storia lunga e distinta. Gli elementi del soprannaturale e il fantastico facevano parte della letteratura al suo inizio. Le caratteristiche che distinguono il genere moderno da storie che contengono semplicemente elementi fantastici sono la logica dei funzionamenti del fantasy, la natura di riconosciuta finzione dell'opera e la paternità dello scrittore degli elementi, piuttosto della loro fonte nel folclore.

Opere in cui le meraviglie non sono necessariamente credute, o credute solo a metà, come le avventure sentimentali europee di cavalleria e le storie de Le mille e una notte, si sono lentamente evolute in opere che hanno mostrato questi tratti. Autori come George MacDonald creavano lavori esplicitamente fantastici.

Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, creando ex novo una vera e propria mitologia ebbe un'enorme influenza sul genere, stabilendo le caratteristiche del fantasy epico e identificando anche il genere fantasy come commercialmente distinto e vitale.

Differenze tra il fantasy e le prime opere fantastiche

Anche i più fantastici miti, leggende e fiabe differiscono dal genere fantasy moderno in tre aspetti.

Il moderno genere fantasy popola una realtà diversa, o un mondo fantastico separato dal nostro, o un lato fantastico nascosto del nostro mondo. In più, le regole, geografia, la storia, ecc. di questo mondo tendono ad essere definite, anche se non sono interamente descritte. Le storie fantastiche tradizionali hanno luogo nel nostro mondo, spesso nel passato o lontano nel tempo in luoghi sconosciuti. Raramente viene descritto il luogo o il tempo con precisione, spesso viene detto semplicemente che è accaduto "tanto tempo fa, lontano lontano" (un moderno analogo razionalizzato di queste storie può essere visto nelle storie sui "mondi perduti" dell'Ottocento e Novecento).

La seconda differenza è che il soprannaturale nel fantasy è per un motivo fittizio. Nelle storie tradizionali il grado con cui l'autore considerava reale il soprannaturale può andare da leggende prese come realtà a miti che si capiscono descrivere in termini comprensibili una realtà più complicata, fino alle più tarde opere letterarie intenzionalmente fittizie..

Infine, i mondi fantastici del fantasy moderno sono ideati da uno scrittore o un gruppo di scrittori, spesso usando elementi tradizionali, ma solitamente sono organizzati in una trama originale e con un'interpretazione individuale. Le storie tradizionali con elementi fantastici usavano miti familiari e folclore, e qualsiasi differenza dalla tradizione era considerata una variazione su un tema; mai si voleva che le storie tradizionali fossero separate dal folclore soprannaturale locale. Le transizioni tra i modi tradizionali e moderni del fantastico sono evidenti nei primi romanzi gotici, nelle storie di fantasmi di moda nell'Ottocento e nella letteratura romantica, tutte tipologie narrative che usavano motivi fantastici ampiamente tradizionali, ma sottomettendoli ai concetti degli autori.

Nell'italiano esiste una differenza terminologica tra fantastico e fantasy, dove il secondo è un termine mutuato dall'inglese che identifica un delimitato ambito del fantastico. Nell'inglese non si usano due termini differenti, per cui è necessario stabilire delle convenzioni. Secondo una convenzione, nessuna opera creata prima che il genere fantasy fosse definito può essere considerato appartenente ad esso, non importa quanti elementi fantastici possa presentare. Secondo un altro punto di vista, il genere può comprendere l'intera gamma della letteratura fantastica, tanto il genere moderno quanto i suoi antecedenti tradizionali, dal momento che numerosi elementi che erano trattati come veri (o almeno non ovviamente falsi) da autori precedenti sono interamente fittizi e fantastici per i lettori moderni. Ma anche secondo la definizione più limitata è necessario un pieno esame della storia del fantastico nella letteratura per mostrare le origini del genere moderno. Le opere tradizionali contengono elementi significativi su cui gli autori fantasy moderni hanno lavorato ampiamente per ispirarsi nelle loro opere.

Sviluppo del genere fantasy Romanzi cavallereschi Con l'innalzamento dell'istruzione nella metà del medioevo europeo, apparvero accanto ai primi miti e leggende anche le prime finzioni letterarie. Tra i primi ad apparire fu il genere della letteratura cavalleresca. Questo genere abbracciava il fantastico, e non seguiva semplicemente miti tradizionali e fiabe, ma, nella sua forma finale, creava audacemente nuove meraviglie dall'intero tessuto.

La letteratura cavalleresca dapprima trattava temi tradizionali, soprattutto i tre cicli tematici di storie, assemblati con l'immaginazione in data posteriore come il Ciclo romano (che in realtà si incentra sulla vita e sugli atti di Alessandro Magno), il Ciclo carolingio (Carlomagno e Orlando, il suo paladino principale) e la Materia di Britannia (le vite e gli atti di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, in cui era incorporato la ricerca del Santo Graal); anche se un certo numero di opere "fuori dai cicli" aveva ottenuto una grande popolarità.

Non si credeva interamente alle storie narrate dalla letteratura cavalleresca, ma opere come Valentine e Orson, Guillaume de Palerme e Lancillotto in prosa erano solo l'inizio del genere fantasy e non erano del tutto private di credulità.

Durante il Rinascimento la letteratura cavalleresca continuò ad essere popolare. C'era la tendenza a storie più fantasiose. L'inglese La morte di Artù di sir Thomas Malory (circa 1408–1471) fu scritto in prosa; questo scritto domina la letteratura arturiana, essendo spesso considerato come la forma canonica della leggenda., in I motivi arturiani sono apparsi costantemente nella letteratura dalla sua pubblicazione, comunque le opere erano un miscuglio di scritti di fantasia e non., in . All'epoca, La morte di Artù e lo spagnolo Amadigi di Gaula (1508) - anch'esso in prosa - generarono molte imitazioni, e il genere fu ben accolto a livello popolare, producendo così capolavori della poesia rinascimentale come lOrlando furioso di Ludovico Ariosto e la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Il racconto di Ariosto, con i suoi personaggi infinitamente erranti, con le sue molte meraviglie e avventure, fu un testo usato come fonte per molte storie fantastiche di avventura. Così con opere come Amadigi di Gaula e Palmerin of England fu chiaramente inaugurato il genere fantastico, in quanto le meraviglie erano dispiegate per stupire e sorprendere lettori.

Un poema cavalleresco inglese è La regina delle fate di Edmund Spenser. Il poema è profondamente allegorico e allusivo. Lasciando da parte l'allegoria, comunque, l'azione è quella di una tipica avventura sentimentale cavalleresca, che coinvolge duelli cavallereschi e combattimenti contro giganti e stregoni. Questa è probabilmente la prima opera in cui la maggior parte dei personaggi non sono uomini, ma elfi (benché la differenza sembra essere piuttosto ridotta). Vi sono menzionate anche le guerre tra goblin ed elfi, che erano destinate ad avere un grande futuro nella narrativa fantasy.

La storia di Don Chisciotte satireggiava profondamente le convenzioni della letteratura cavalleresca, contribuendo a determinare la fine dell'epoca di questo tipo di letteratura, anche se assistita da altre tendenze storiche nei racconti d'invenzione.. Tuttavia, i grandi sottogeneri del campo del fantasy sono nati dal genere della letteratura cavalleresca, direttamente o attraverso la loro imitazione dal più recente scrittore del genere fantastico William Morris..

L'Illuminismo

Le fiabe letterarie, per come erano scritte da Charles Perrault e da Madame d'Aulnoy, divennero presto molto popolari in quest'area. Molti dei racconti di Perrault divennero favole molto importanti, influenzando così il genere fantastico. In effetti, quando Madame d'Aulnoy definiva le sue storie con il nome contes de fée ("racconti di fata"), inventò il termine che è ora generalmente in uso per il genere nella lingua inglese - fairy tales - distinguendo così tali storie da quelle che non contenevano meraviglie. Questo avrebbe influenzato scrittori successivi, che trattavano delle favole popolari nella stessa maniera, nell'era romantica.

Quest'epoca, comunque, fu particolarmente ostile al fantastico. Scrittori di nuovi tipi di racconti come Defoe, Richardson e Fielding, erano realistici nello stile e vennero criticate numerose opere realistiche precedenti perché avevano in sé elementi fantastici.. A parte pochi racconti di stregoneria e di fantasmi, durante quest'epoca furono scritte davvero poche storie che riguardano il fantastico. Anche la letteratura per bambini vide poco fantastico; era orientata a storie edificanti e ragionevoli, deplorando le fiabe come bugie.

Per un verso, questo periodo fu un passaggio essenziale nello sviluppo del genere fantastico poiché lo sviluppo di un genere realistico assicurava che i racconti fantastici potessero, per contrasto, essere definiti come un tipo distinto.

Romanticismo

In reazione all'illuministico culto della ragione, il Romanticismo apprezzava molto il soprannaturale, la tradizione e l'immaginazione, insieme con l'epoca in cui si supponeva governassero: il medioevo. Queste caratteristiche prendevano prontamente in prestito elementi tradizionali del genere fantastico. I romantici invocavano l'avventura sentimentale medievale come giustificazione delle opere che volevano produrre, distinguendosi dalla pressione realistica dell'Illuminismo; questi non erano sempre fantastici, qualche volta erano semplicemente situazioni improbabili, ma la giustificazione fu usata anche dal fantastico.

Uno dei primi risultati letterari di queste fascinazioni fu il romanzo gotico, un genere letterario che ebbe inizio in Gran Bretagna con Il castello di Otranto (1764) di Horace Walpole. Esso è il predecessore sia del genere fantasy moderno sia del moderno horror e soprattutto, portò alla comune definizione di "gotico" come connesso all'oscuro e all'orrido. Tra le caratteristiche principali dei romanzi gotici vi erano terrore, mistero, il soprannaturale, fantasmi, edifici infestati, castelli, botole, il fato, la morte, il deterioramento, la pazzia, maledizioni ereditarie, e così via. L'atmosfera fantastica e onirica pervase a questo punto il genere. Le storie gotiche permettevano, ma non richiedevano, l'elemento del soprannaturale. Alcune storie sembravano contenere tali elementi e poi li svelavano. Il genere era a cavallo il tra fantastico e non fantastico, ma molti elementi di ciò sono stati incorporati nel fantasy moderno, in particolare le case di una certa importanza, perché antiche, possedute da nobili e spesso dotate di leggende.

Di particolare importanza per lo sviluppo del genere è che gli scrittori gotici usavano tecniche novellistiche e l'amore, come faceva Defoe, piuttosto dello stile letterario dell'avventura sentimentale, e cominciavano a usare anche il paesaggio con lo scopo di esprimere gli umori dei personaggi..

Dall'altra parte, il gotico ancora tratteneva l'immaginazione pura. Ne Il castello di Otranto, Walpole presentava l'opera come una traduzione; perciò l'autore di storie fantastiche originali è responsabile dei suoi elementi fantastici, da cui Walpole si distanziava. Un noto romanzo gotico che contiene anche una grande quantità di elementi di fantasia (derivati da Le mille e una notte) è Vathek di William Thomas Beckford.

Il moderno genere fantasy