La guerra civile angolana è stato uno dei più grandi conflitti combattuti nello Stato africano dell'Angola, iniziata nel 1975 è continuata, con alcune interruzioni, fino al 2002. La guerra scoppiò subito dopo la decolonizzazione, dopo la fine della guerra di indipendenza angolana contro il Portogallo. Il conflitto fu essenzialmente una lotta per il potere tra due fazioni liberali, il Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola (MPLA) e l'Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola (UNITA). Allo stesso tempo fu una delle tante "guerre per procura" che caratterizzarono la guerra fredda: difatti una delle caratteristiche principali del conflitto fu il coinvolgimento, diretto ed indiretto, di altri paesi come URSS, Cuba, Sudafrica e Stati Uniti.
Il MPLA e l'UNITA, nonostante la comune vocazione anti-coloniale, avevano ruoli diversi nella società angolana e leadership incompatibili. Entrambe le forze avevano tendenze socialiste ma per ottenere sostegno internazionale si posero, rispettivamente, con ideologia marxista-leninista e anticomunista. Un terzo movimento, il Fronte Nazionale di Liberazione dell'Angola (FNLA) combatté durante la guerra di indipendenza insieme all'UNITA contro il MPLA ma non ebbe un ruolo di rilievo durante il conflitto. D'altra parte il gruppo separatista denominato Fronte per la Liberazione dell'Enclave del Cabinda (FLEC) lottò per ottenere l'indipendenza della provincia angolana del Cabinda.
I 26 anni di guerra civile possono essere suddivisi in tre periodi nei quali il livello degli scontri era maggiore: dal 1975 al 1991, dal 1992 al 1994 e dal 1998 fino al 2002; tre periodi interrotti da fragili momenti di pace. Quando nel 2002 ebbe termine la guerra, con la vittoria del MPLA, più di persone erano state uccise, più di quelli costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Le infrastrutture del paese erano devastate ed enormi danni colpirono il sistema della pubblica amministrazione, l'economia e le istituzioni religiose.
La guerra civile angolana è stata una combinazione tra violente dinamiche interne al paese e un forte intervento di potenze straniere; il conflitto divenne uno scontro tra USA e URSS insieme ai rispettivi alleati, costoro fornirono una forte assistenza militare alle parti in guerra. Oltretutto, il conflitto in Angola si legò anche alla seconda guerra del Congo ed alla guerra d'indipendenza della Namibia.
Contesto storico Il periodo coloniale portoghese Alla fine del XV secolo i coloni portoghesi instaurarono dei contatti con il Regno del Congo, da allora mantennero una presenza costante nel territorio determinando una forte influenza culturale e religiosa. Nel 1575, sulla costa sud del Regno del Congo, una zona abitata da gente Ambundu, i portoghesi istituirono una colonia e un forte chiamato San Paolo di Luanda; un altro forte, il Benguela, venne eretto più sud in un territorio popolato dagli antenati dei Ovimbundu.
Nessuno di questi insediamenti venne istituito per dare il via a una conquista dei territori, è vero invece che da essi, gradualmente, si passò ad occupare e coltivare zone circostanti più ampie di quelle iniziali (nel caso di Luanda soprattutto lungo il fiume lower Kwanza). In ogni caso la loro funzione principale era di tipo commerciale, in larghissima parte commercio degli schiavi. Questi erano acquistati da intermediari africani e venduti in Brasile e nei Caraibi. Benguela sviluppò, anche, il commercio di avorio, cera e miele, tali prodotti giungevano con le carovane degli Ovimbundu, i quali li acquistavano dai Ganguela nell'est dell'attuale Angola. Ciò nonostante la presenza portoghese sulla coste dell'Angola mantenne un basso profilo per la maggior parte del periodo coloniale, il livello di insediamento della colonia era basso. I portoghesi, con poche eccezioni, non interferirono, a parte nel commercio, nelle dinamiche sociali e politiche dei popoli nativi. Non c'era una delimitazione dei territori, l'Angola di fatto non esisteva.
Nel XIX secolo, i portoghesi cominciarono ad entrare ben più in profondità nei territori del continente, le loro intenzioni erano quelle di stabilire una debole occupazione territoriale, ma una più forte supervisione, mediante la quale instaurare delle tratte commerciali e qualche insediamento. In questo contesto si spostarono più a sud lungo la costa e fondarono la terza testa di ponte di Moçâmedes. Durante l'espansione, entrarono in conflitto con diverse entità politiche africane.
L'occupazione territoriale divenne un aspetto centrale per il Portogallo nell'ultimo decennio del XIX secolo, quando i poteri europei diedero il via alla spartizione dell'Africa, in particolare dopo la Conferenza di Berlino del 1884. Vennero organizzate molte spedizioni militari con lo scopo di conquistare quei territori che, grossolanamente, corrispondono all'attuale Angola. Nel 1906 solo il 6% del territorio era effettivamente occupato e le campagne militari dovettero continuare. A metà degli anni venti i confini erano fissati definitivamente e l'ultima principale resistenza venne sconfitta negli anni quaranta. Si può parlare di Angola, come di un'entità territoriale definita, solo da questo punto in poi.
Divisioni etniche La popolazione originaria del territorio era divisa in gruppi Khoisan. Costoro furono assorbiti o spinti verso sud, dove piccoli gruppi ancora esistono, in seguito ad un forte afflusso di Bantu provenienti dal nord e dall'est. L'arrivo dei Bantu incominciò intorno al 500 a.C. e si mantenne fino al XX secolo; istituirono delle entità politiche, tra le quali la più importante era il Regno del Congo, il cui centro era collocato nel nordest dell'attuale Angola ed i suoi confini si estendevano a nord fino alla zona est dell'attuale Repubblica Democratica del Congo, al sud-est dell'attuale Repubblica del Congo ed al meridione del Gabon. Molto importanti furono anche i regni Ndongo e Matamba, collocati a sud del Regno del Congo, nella zona di Ambundu. L'Impero Luanda, individuato nel sud-est della odierna Repubblica Democratica del Congo, occupava una parte dell'attuale nordest angolano. Nella zona meridionale dell'Angola e nel nord dell'odierna Namibia, si trovava il Regno Kwanyama, negli altopiani centrali erano insediati regni minori. Tutte queste entità politiche erano una proiezione delle divisioni etniche che, lentamente, si diffusero tra la popolazione Bantu e furono strumentali a consolidare ed a rafforzare la nascita di nuove identità sociali.
L'indipendenza e lo scoppio della guerra civile Nel 1961 il FNLA e il MPLA, le cui sedi erano nei paesi confinanti, aprirono una campagna di guerriglia su diversi fronti nei confronti dei portoghesi. La guerra di indipendenza angolana, perdurò fino alla caduta della dittatura in Portogallo nel 1974, avvenuta in seguito alla Rivoluzione dei garofani. Quando il piano che avrebbe portato all'indipendenza dell'Angola divenne noto, la maggior parte dei circa portoghesi-angolani lasciarono il territorio, prima o dopo la scadenza. I portoghesi si lasciarono alle spalle un nuovo Stato indipendente e la cui popolazione era composta, in maggior parte, dai gruppi etnici Ambundu, Ovimbundu e Bakongo. I portoghesi che vivevano in Angola erano deputati ai lavori più qualificati nella pubblica amministrazione, agricoltura e industria, una volta che lasciarono il paese, l'economia nazionale cominciò a scivolare verso la depressione.
Il governo del Sudafrica venne inizialmente coinvolto nello sforzo di contrastare la presenza cinese in Angola, si temeva che tale influenza trasformasse il conflitto in uno scontro legato alla guerra fredda. Nel 1975 il primo ministro sudafricano B.J. Vorster autorizzò l'Operazione Savannah, la quale partì inizialmente come una protezione per gli ingegneri addetti alla costruzione della diga di Calueque, successivamente dei miliziani dell'UNITA ne presero il controllo e il progetto della diga, pagato dal Sudafrica venne considerato rischioso. Le forze di difesa sudafricane dislocarono un contingente armato per proteggere Calueque e a partire da questo momento l'Operazione Savannah degenerò, in quanto non esisteva un governo sul posto e, di conseguenza, linee chiare da parte delle autorità. I sudafricani inviarono migliaia di soldati per l'intervento e, in ultimo, si scontrarono con le forze armate di Cuba che sostenevano il MPLA.
Le principali fazioni in lotta Le tre forze più importanti della guerra civile nacquero dai movimenti anti-coloniali degli anni 1950. Il MPLA aveva la sua base principalmente nella città di Luanda e nei suoi dintorni, era composto in maggior parte da membri dell'etnia Mbundu. Le altre due fazioni, FNLA ed UNITA, avevano origine soprattutto dalle zone rurali. Il FNLA era composto in larga parte dal popolo Kongo, originario dell'Angola del nord, mentre l'UNITA, una costola del FNLA, era formata in maggioranza da Ovimbundu.
MPLA
Sin dalla sua nascita negli anni cinquanta, la base sociale del MPLA era composta dall'etnia Ambundu e dall'intellighenzia multietnica presente nelle città come Luanda, Benguela ed Huambo. Durante la guerra di indipendenza (1962 - 1974) il MPLA venne sostenuto da molti Stati africani e dall'Unione Sovietica. Negli anni 1974-75 Cuba divenne il più stretto alleato del MPLA, inviando molti contingenti di militari. Il supporto di Cuba, e di molti altri Stati del blocco comunista, venne mantenuto durante la guerra civile.
FNLA
Il FNLA si formò parallelamente al MPLA ed inizialmente aveva come obiettivo difendere gli interessi del popolo Bakongo e sostenere la restaurazione del Regno del Congo. In breve tempo si trasformò in un movimento nazionalista, sostenuto dallo Zaire di Mobutu Sese Seko nella sua lotta anti-coloniale. Durante i primi anni sessanta venne sostenuto anche dalla Repubblica Popolare di Cina, ma quando, a metà anni sessanta, venne creata l'UNITA la Cina decise di supportare quest'ultimo movimento, a causa della scarsa attività dell'FNLA. Gli Stati Uniti ed i suoi alleati decisero di non sostenere l'FNLA durante la guerra di indipendenza mentre fornirono aiuti durante la guerra civile.
UNITA
La base sociale principale dell'UNITA era l'etnia Ovimbundu dell'Angola centrale, la quale costituiva circa un terzo della popolazione di tutto il Paese, il movimento, però, coinvolse molte persone provenienti dall'est dello Stato. L'UNITA venne fondata nel 1966 da Jonas Savimbi, in precedenza un importante leader del FNLA. Durante la guerra anti-coloniale, l'UNITA venne sostenuta dalla Cina. Durante il successivo conflitto di decolonizzazione, gli Stati Uniti decisero di sostenere l'UNITA, un supporto che si fece più considerevole durante la guerra civile. Negli ultimi anni, però, il principale alleato dell'UNITA fu il Sudafrica.
Anni '70 L'indipendenza e l'inizio delle ostilità Dopo la rivoluzione dei garofani e la fine della guerra di indipendenza angolana, le parti del conflitto stipularono gli Accordi di Alvor il 15 gennaio 1975. Nel luglio 1975 il MPLA cacciò violentemente il FNLA fuori dalla città di Luanda e i volontari dell'UNITA si ritirarono nella loro roccaforte a sud. In agosto il MPLA controllava 11 della 15 città capoluogo di provincia, incluse Luanda e Cabinda. Il 23 ottobre il Sudafrica intervenne inviando in Angola tra i e i soldati dalla Namibia con lo scopo di sostenere il FNLA e l'UNITA. Lo Zaire, nel tentativo di insediare un governo pro-Kinshasa e per contrastare la salita al potere del MPLA, fece distribuire autoblindo ed inviò truppe di paracadutisti e tre battaglioni di fanteria in sostegno al FNLA. Nel giro di tre settimane, il Sudafrica e l'Unita conquistarono cinque città capoluogo di provincia, tra cui Novo Redondo e Benguela. In risposta al Sudafrica, Cuba inviò soldati in supporto al MPLA, ciò era soltanto una parte di un intervento militare su larga scala denominato Operación Carlota. Inizialmente Cuba, e prima ancora dell'intervento del Sudafrica, aveva inviato 230 consiglieri militari al MPLA.