I Las Vegas Raiders sono una squadra professionistica di football americano della National Football League (NFL) con sede a Las Vegas. La loro storia inizia come Oakland Raiders, nel 1960, quando si aggregano alla American Football League (AFL), per poi diventare membri della NFL a partire dal 1970, anno della fusione tra AFL e NFL. I Raiders partecipano al campionato NFL nella West Division della American Football Conference, giocando le partite casalinghe presso l'Allegiant Stadium. A partire dalla stagione 2020, la squadra fu trasferita a Las Vegas, Nevada, spostamento approvato con una votazione quasi unanime dei proprietari della NFL il 27 marzo 2017.
Al 2025, con 66 stagioni giocate, i Raiders vantano 512 vittorie, 494 sconfitte e 11 pareggi ed un record nei play-off di 25 vittorie e 20 sconfitte.
In tutta la loro storia, i Raiders hanno ottenuto 15 titoli divisionali (di cui tre nella American Football League e 12 nella NFL), 3 Super Bowl, 4 titoli della American Football Conference ed un titolo della defunta AFL. Al 2025 complessivamente 31 Raiders tra ex giocatori (27), capi-allenatori (2) e dirigenti (2) sono entrati a far parte della Pro Football Hall of Fame.
Durante le prime tre stagioni della loro storia (1960-1962), i Raiders hanno dovuto affrontare diverse difficoltà sia dentro che fuori dal campo. Nel 1963 però la squadra assunse come capo-allenatore Al Davis, che negli anni seguenti diventerà proprietario e general manager della squadra. Sotto la sua guida, i Raiders raccolsero i primi successi. Nel 1967 riusciranno a qualificarsi per la prima volta ai play-off, vincendo per la prima ed unica volta il titolo AFL battendo in finale gli Houston Oilers, per poi venire sconfitti dai Green Bay Packers nel Super Bowl II.
Saranno gli anni '70 a vedere i Raiders raggiungere la gloria: in questo decennio infatti vincono per sei volte il titolo di division e raggiungono la finale della AFC in altrettante 6 occasioni. Il primo titolo NFL arriva nel quando, in occasione del Super Bowl XI sconfiggono i Minnesota Vikings. Il secondo titolo giunge inaspettatamente nel battendo i Philadelphia Eagles nel Super Bowl XV, divenendo così la prima squadra della lega a vincere il titolo dopo essersi qualificata ai play-off come wild card. Dopo essersi trasferiti a Los Angeles l'anno precedente, nel i Raiders sconfiggono i Washington Redskins nel Super Bowl XVIII ottenendo il terzo e per ora ultimo titolo NFL della propria storia. Dopo la stagione 1985, infatti, il club si avvia verso un declino che durerà un decennio: nelle nove stagioni seguenti a Los Angeles riuscirà a vincere soltanto un titolo di division (nella stagione 1990) e due partite di play-off. Nel la franchigia riporta la sua sede a Oakland.
A cavallo fra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, gli Oakland Raiders riescono a risorgere dalle ceneri, seppur per un breve periodo. Una rinascita che culmina nella stagione 2002, quando escono sconfitti dal Super Bowl XXXVII per mano dei Tampa Bay Buccaneers. Da quel momento in poi la franchigia si avvia a una crisi profonda: per 13 stagioni i Raiders non sono riusciti mai a raggiungere i play-off e neanche ad ottenere un record stagionale positivo. Il periodo negativo ha avuto termine tornando alla post-season nel .
Nel la franchigia si trasferisce a Las Vegas ed inaugura il suo nuovo stadio: l'Allegiant Stadium.
Al 2025, secondo la rivista Forbes, il valore dei Raiders è di circa 7,7 miliardi di dollari, noni tra le franchigie della NFL.
Storia
I primi anni (1959-1962) Anche se il progetto iniziale era quello di chiamare la squadra Oakland Señors, prima dell'inizio della stagione 1960 la squadra assume il nome definitivo di Oakland Raiders. Dopo aver rifiutato le offerte dei Washington Redskins (NFL) e dei Los Angeles Chargers (AFL), ad essere nominato primo head coach della storia della franchigia è Eddie Erdelatz, nativo di San Francisco e reduce da una grande carriera di allenatore nel college football durante gli anni '50. Ma la prima stagione dei Raiders non si avvia sotto buoni auspici, non potendo fare altro che scegliere per ultimi i giovani talenti provenienti dai college. Il roster della stagione 1960 è composto di 42 elementi, di cui soltanto 14 veterani e ben 29 giocatori al primo anno tra i professionisti (rookie). Fra questi ultimi però c'è il centro (e futuro nominato alla Hall of Fame) Jim Otto e il quarterback Tom Flores (che sarà head coach dei Raiders dal 1979 al 1987). Al loro debutto, i Raiders di Erdelatz ottengono 6 vittorie e 8 sconfitte. Ma nella stagione seguente, Erdelatz entra in conflitto con la dirigenza dei Raiders e dopo una disastrosa partenza (nelle prime due partite i nero-argento incassano 99 punti senza segnarne nemmeno uno), il 18 settembre 1961 i Raiders lo licenziano.
Dopo il licenziamento di Erdelatz, il 24 settembre 1961 viene nominato nuovo head coach Marty Feldman. Nel 1961 i Raiders finiscono la stagione con un record di 2-12. Feldman rimane in carica con l'inizio della stagione 1962, ma dopo un avvio di 5 sconfitte e nessuna vittoria, viene licenziato anche lui. Al suo posto assume il comando delle operazioni Red Conkright, che riesce ad ottenere soltanto una vittoria. Il record stagionale del 1962 è un pesantissimo 1-13. Ne fa le spese naturalmente Conkright, che però rimane all'interno del coaching staff dei Raiders con un ruolo di "mentore" per il futuro allenatore. Sotto la guida dei suoi primi tre allenatori, il record complessivo dei Raiders è un disastroso 9-33.
La American Football League e Al Davis (1963-1969)
1963-1966: Al Davis diventa head coach e general manager Dopo la fallimentare stagione 1962, F. Wayne Valley (uno degli otto proprietari degli Oakland Raiders) decide di assumere Al Davis nel ruolo di head coach e general manager. Alla giovane età di 33 anni, Davis è stato il più giovane ad aver assunto entrambi i ruoli nella storia del football americano professionistico. Appena arrivato, Davis si assume la responsabilità di rivoluzionare il gioco dei Raiders in senso più "verticale" (come lui stesso definirà), implementando un gioco offensivo più aggressivo sulla scorta dell'attacco sviluppato dallhead coach dei Chargers Sid Gillman. Al suo primo anno sulla panchina, nel 1963 i Raiders di Al Davis migliorano improvvisamente ottenendo 10 vittorie e 4 sconfitte (lo stesso Davis viene nominato Coach of the Year della American Football League) e nella stessa stagione, l'8 settembre 1963 debutta la famosa divisa da gara ufficiale nera e argento. Dopo una lieve flessione nella stagione 1964 (5-7-2), i Raiders tornano a vincere nel 1965, ottenendo 8 vittorie, 5 sconfitte e 1 pareggio.
1966: John Rauch nuovo head coach Avendo ricevuto la nomina a Commissioner della American Football League, nell'aprile 1966 Al Davis è costretto a passare la carica di head coach al suo assistente, John Rauch. Ma soltanto un paio di mesi dopo la AFL si unisce alla National Football League e quindi la sua nomina non ha più ragione di esistere. Dopo una trattativa con Valley per ritornare ai Raiders, il 25 luglio 1966 Al Davis acquista una quota di minoranza della squadra (il 10%, con un investimento di 18.000 dollari).
Rauch guida i Raiders ad una stagione 1966 che si conclude con un record identico a quello della stagione precedente (8-5-1), finendo secondi nella AFL West Division.
1967-1968: i Raiders vincono il titolo AFL Tornato alla guida dei Raiders, Al Davis assembla e allena una squadra che migliora a vista d'occhio. Con al suo fianco John Rauch (successore designato ma che formalmente detiene il ruolo di head coach), e grazie alle prestazioni del quarterback Daryle Lamonica (arrivato ad Oakland dai Buffalo Bills), Al Davis conduce i Raiders in una stagione 1967 che si conclude con 13 vittorie ed una sola sconfitta e la vittoria del titolo AFL, battendo in finale gli Houston Oilers con un netto 40-7. Con la vittoria contro gli Oilers i Raiders ottengono quindi il diritto di disputare a Miami il Super Bowl II contro i Green Bay Packers del leggendario Vince Lombardi, da cui però ne escono sconfitti 33-14. La stagione seguente il record stagionale è 12-2, ma nella finale AFL contro i New York Jets ne usciranno sconfitti di misura (27-23). A causa dei conflitti con la proprietà e soffocato dalla figura ingombrante di Davis, il 16 gennaio 1969 John Rauch si dimette da head coach, accasandosi nello stesso ruolo ai Buffalo Bills.
1969: comincia lera Madden Dopo essere stato, durante i primi anni '60, defensive assistant coach della San Diego State University (sotto lhead coach Don Coryell, di cui Madden dichiarerà sempre la sua influenza), John Madden arriva ai Raiders nel 1967 assunto da Al Davis per il ruolo di allenatore dei linebackers. Il 4 febbraio 1969, dopo l'addio di John Rauch, Madden diventa quindi il sesto allenatore della storia dei Raiders. Sotto la guida di Madden, nel 1969 i Raiders vincono la AFL West Division con un record di 12-1-1. Dopo aver distrutto gli Houston Oilers il 20 dicembre 1969 nella gara di playoff (56-7), i Raiders escono però sconfitti dalla finale di conference il 4 gennaio 1970, battuti dai Kansas City Chiefs di Hank Stram con il punteggio di 17-7.
La fusione fra AFL e NFL (1970-1978)
1970-1971 Nel 1970 avviene la fusione fra AFL e NFL e i Raiders vengono aggregati alla Western Division della American Football Conference (insieme alle stesse squadre che formavano la AFL West Division fino al 1969, ad eccezione dei Cincinnati Bengals) nella nuova National Football League. Nella prima stagione della nuova lega, i Raiders vincono la AFC West Division con un record di 8-4-2 arrivando fino alla finale di conference, da dove ne escono sconfitti per mano dei Baltimore Colts. Nonostante una stagione 1971 in cui riottengono lo stesso record della stagione precedente, i Raiders non riescono né a rivincere la AFC West, né a qualificarsi per i playoff nonostante siano in grado di schierare giocatori del calibro di Ron Mix ed una linea offensiva con gli offensive takle Art Shell e Bob Brown, l'offensive guard Gene Upshaw e il centro Jim Otto (tutti giocatori futuri nominati nella Hall of Fame).
1972-1978: il primo titolo (il Super Bowl XI del 1976)
I Raiders degli anni '70 hanno giocatori di livello assoluto, con ben 8 giocatori successivamente eletti nella Hall of Fame oltre allo stesso John Madden. Una serie di successi costruiscono il "mito" dei Raiders come una squadra temutissima per la sua superiorità fisica ed atletica. Grazie soprattutto ad una difesa dominante (che si avvale anche dei placcaggi durissimi delle safety Jack Tatum e George Atkinson e del cornerback Skip Thomas), i Raiders vincono regolarmente la AFC West ed accedono ai playoff in quasi ogni stagione. Nel periodo 1973-1977 i Raiders riescono a raggiungere sempre la finale di conference.
E gli anni '70 sono anche gli anni della splendida rivalità tra i Raiders e i Pittsburgh Steelers, le due squadre più forti della American Football Conference e, forse, di tutta la lega. Ai playoff i Raiders incontrano spesso gli Steelers e, fra il 1974 e il 1976, per ben 3 volte la squadra vincente della sfida Steelers-Raiders vince il Super Bowl. E l'attenzione mediatica si concentra su questa rivalità, influenzata da giocate controverse, placcaggi disperati, accuse reciproche e dichiarazioni pubbliche.
Nel 1969 John Madden venne nominato nuovo capo-allenatore, portando i Raiders durante gli anni 70 a imporsi come una delle migliori squadre della lega, vincendo sette titoli di division e il Super Bowl XI contro i Minnesota Vikings nel 1976. MVP della partita fu il ricevitore Fred Biletnikoff che ricevette 4 passaggi per 79 yard. Giocatori di rilievo durante questo decennio oltre a Biletnikoff, furono gli Hall of Famer Ken Stabler Dave Casper, Art Shell e Gene Upshaw. Nel frattempo, Davis acquisì diverse quote societarie, diventando il proprietario della franchigia.