Gli aleurodidi (Aleyrodidae ), detti anche aleirodidi o aleurodi o mosche bianche, sono una famiglia di insetti dell'ordine dei Rhynchota Homoptera, sezione Sternorrhyncha. Gli aleurodidi sono gli unici Aleyrodoidea noti attualmente esistenti.
Importanza e diffusione Gli aleirodidi sono una famiglia cosmopolita, ma sono principalmente rappresentati nelle regioni tropicali, dove occupano in parte la stessa nicchia ecologica degli Afidi. Rientrano fra i fitomizi di maggiore importanza economica, a causa delle gravi infestazioni e dei conseguenti danni causati, che possono comportare anche la perdita totale dei raccolti.
Nelle regioni temperate sono particolarmente dannose alcune specie, di origine tropicale, divenute cosmopolite o che hanno esteso più o meno largamente il loro areale originario.
Morfologia degli adulti Gli adulti degli Aleirodidi sono insetti di piccole dimensioni, con corpo lungo 1-3 mm, di aspetto delicato e di colore giallastro. La pigmentazione è generalmente mascherata dalla marcata copertura polverulenta cerosa, che rende questi insetti di aspetto farinoso.
Il capo è ipognato, di forma globosa, a volte con vertice leggermente pronunciato; è provvisto di due ocelli, disposti ai lati del vertice sopra gli occhi composti, quasi appressati al loro margine superiore. Le antenne sono relativamente allungate e si inseriscono davanti agli occhi e leggermente più in basso; sono composte da sette segmenti, con scapo e pedicello brevi e leggermente ingrossati e flagello composto da segmenti sottili e leggermente allungati; il primo segmento del flagello è visibilmente più lungo degli altri. Gli occhi composti sono reniformi e hanno una caratteristica struttura: ciascun occhio è formato da un numero relativamente limitato di ommatidi, riuniti in due masse completamente separate oppure collegate fra loro da una serie di 1-5 ommatidi. Nel primo caso l'insetto appare perciò come provvisto di quattro occhi. L'apparato boccale è di tipo pungente-succhiante con rostro composto da tre segmenti e da una base membranosa.
Il torace presenta il mesonoto più sviluppato degli altri tergiti, che sono invece piuttosto brevi. Le ali sono membranose e trasparenti, talvolta maculate; si presentano però opache e di colore bianco per la copertura cerosa. In riposo si ripiegano a tetto sull'addome ma tenute quasi orizzontali; le ali anteriori sono leggermente più grandi di quelle posteriori. La venatura è un importante carattere distintivo fra le due sottofamiglie che compongono il taxon: in Udamoselis la venatura è semplificata, per l'assenza di ramificazioni, ma presenta distinte tutte, o quasi, le nervature principali: in questi aleirodidi primitivi si distinguono la costa (C), la subcosta (Sc), la radio (R), la media (M) e la cubito (Cu) ed è inoltre presente una nervatura anale; la radio si biforca nei rami R1 (ramo del radio) e Rs (settore del radio); negli Aleyrodinae la venatura si semplifica notevolmente, riducendosi generalmente a tre nervature longitudinali interpretate, rispettivamente in senso antero-posteriore, come C+Sc, R+M e Cu; quest'ultima è spesso assente, la R+M può biforcarsi nelle due vene principali (radio e media) e, a sua volta, la radio può suddividersi in ramo e settore. In alcuni generi la semplificazione si accentua ulteriormente fino ad avere un'unica vena nella regione remigante, interpretata come R+M.
La venatura delle ali posteriori ripete in modo semplificato quella delle anteriori; negli Aleyrodinae è in genere ridotta ad una sola nervatura.
Le zampe sono sottili e allungate. Le tibie posteriori sono provviste di una fila di setole, usate per distribuire la cera sul corpo. I tarsi sono composti da due segmenti, con pretarsi formati da due unghie e dal processo centrale, rappresentato da un empodio in Udamoselis e da un arolio negli Aleyrodinae.
L'addome è assottigliato alla base ed è formato da 8 uriti apparenti. Gli uriti VIII e IX sono fusi e formano una struttura terminale più ampia degli altri uriti; dorsalmente è presente una depressione, detta vasiforme, in cui si colloca l'urite X, molto ridotto, in cui si apre l'ano. Lo sclerite sopranale è detto opercolo, quello sottoanale è detto lingula. La lingula usata dall'insetto per scagliare a distanza le goccioline di melata, evitando così che queste otturino il vasiforme.. Le armature genitali maschili sono composte da due parameri, conformati a pinza, e un pene; quelle femminili da un ovopositore breve.
Morfologia degli stadi giovanili
Lo sviluppo postembrionale degli Aleirodidi è riconducibile ad una forma di neometabolia, detta allometabolia, e si svolge attraverso 5 stadi, di quattro di neanide e uno di ninfa, quest'ultima detta subpupa. Gli stadi giovanili sono di forma più o meno ellittica e appiattita e sono simili a cocciniglie per la notevole semplificazione morfologica e per l'immobilità. Si distinguono immediatamente per la presenza del vasiforme, ma questo esame è possibile solo al microscopio a causa delle piccole dimensioni.
La neanide di 1ª età è mobile e in genere si insedia ad una certa distanza dal punto in cui è nata; è fornita di zampe ben sviluppate e funzionali ed ha antenne di 4 segmenti. Il corpo è traslucido e non presenta coperture cerose. Le neanidi di 2ª, 3ª e 4ª età sono invece immobili, hanno antenne rudimentali e zampe atrofiche.
La ninfa è quiescente (subpupa) e si sviluppa all'interno della cuticola ispessita della neanide di 4ª età, che funge da involucro protettivo, detto impropriamente pupario, la cui morfologia è il principale elemento di determinazione tassonomica. Il pupario può mantenersi sostanzialmente simile alla neanide di 4ª età, oppure può subire una profonda trasformazione; in questo caso, la parte dorsale si distacca da quella ventrale sollevandosi e si forma una parete laterale di cera, dando al pupario l'aspetto di un cofanetto. Il pupario è generalmente privo di copertura cerosa e si presenta di colore giallo o nerastro; in molti Aleirodidi, tuttavia, si forma una copertura cerosa, più o meno abbondante, e di vario aspetto. In diverse specie la produzione di cera è di tale entità da nascondere completamente il pupario; talvolta si sviluppa in forma di abbondanti microfilamenti fioccosi che si elevano fino ad una certa altezza. Un aspetto simile è, ad esempio, quello dell'esotico Aleurothrixus floccosus, fitomizo degli agrumi che da alcuni decenni è ormai comune negli agrumeti delle zone costiere del Mediterraneo; le infestazioni di questo aleurode sugli agrumi sono facilmente individuabili per l'abbondante produzione di cera fioccosa che può anche ricoprire completamente la pagina inferiore delle foglie di interi rametti.
Lo sfarfallamento dell'adulto ha luogo attraverso un'apertura nella zona cefalica, in genere conformata a T. Questo carattere è utile per valutare l'eventuale grado di parassitizzazione da parte di parassitoidi endofagi, i quali in genere sfarfallano praticando un'apertura circolare.
Riproduzione e ciclo
Gli Aleirodidi sono insetti ovipari che si riproducono generalmente per anfigonia. In molte specie è tuttavia frequente la partenogenesi arrenotoca (maschi aploidi partenogenetici) o quella telitoca (femmine partenogenetiche).
Le uova sono di forma leggermente allungata, provviste di un peduncolo più o meno allungate, fissate in genere sulla pagina inferiore delle foglie. Le ovideposizioni possono avere forme caratteristiche, secondo la specie, in funzione del comportamento assunto dalla femmina. È curioso, ad esempio, il caso della femmina dellA. floccosus, che all'atto dell'ovideposizione si comporta come un compasso: questo insetto fissa il rostro sulla foglia e lo usa come perno ruotando il corpo intorno a questo punto, mentre depone le uova, descrivendo un'intera circonferenza; le uova sono deposte perciò in serie circolari..
Alcune specie, come l'Aleurode nero dell'olivo (Aleurolobus olivinus), compiono una sola generazione l'anno, ma per la maggior parte della famiglia le specie sono polivoltine e compiono da 2-4 generazioni l'anno fino ad un numero indeterminato, sia nelle regioni tropicali sia in quelle temperate. In alcune specie il ciclo di una generazione può essere così rapido da compiersi in 3 settimane, permettendo all'insetto di compiere numerose generazioni. Questa tendenza si accentua negli aleurodidi delle serre (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci), i quali svolgono un certo numero di generazioni in serra, durante la cattiva stagione, per poi portarsi sulle piante erbacee all'aperto a partire dalla tarda primavera.
Nutrizione
Gli Aleirodidi si nutrono a spese della linfa elaborata aspirata dal floema. Gli organi attaccati sono quasi esclusivamente le foglie e la maggior parte delle specie si localizza nella pagina inferiore.
La dieta altamente specifica e sbilanciata, sotto l'aspetto nutrizionale, implica lo sviluppo di un adattamento anatomico e fisiologico finalizzato alla correzione di questi scompensi e che si manifesta con la presenza della camera filtrante e delle endosimbiosi.
La camera filtrante è un adattamento, presente in molti Omotteri, che permette lo smaltimento di un notevole quantitativo di acqua e zuccheri, assunto in eccesso per bilanciare alcune carenze intrinseche nella composizione chimico-nutritive. Quella degli Aleurodidi si forma con due ripiegamenti del tubo digerente che mettono in rapporto istologico e fisiologico il primo tratto del mesentero con il primo tratto del proctodeo..: dopo il passaggio dallo stomodeo al mesentero, il tubo digerente si ripiega due volte, formando una spirale, decorre longitudinalmente in senso antero-posteriore e si ripiega una terza volta per portarsi all'altezza della seconda curva. In questo punto, in corrispondenza della confluenza dei due tubi malpighiani, ha inizio il proctodeo; il suo tratto iniziale è in stretto rapporto con il tratto del mesentero compreso fra le prime due curve, dopo di che si distacca per proseguire in senso antero-posteriore. La fine dello stomodeo, l'inizio e la fine del mesentero, l'inizio del proctodeo e, infine, l'innesto dei tubi malpighiani vengono perciò ad assumere la stessa posizione, all'interno del corpo dell'insetto, proprio in corrispondenza della camera filtrante. Con questo dispositivo, gran parte dell'acqua e degli zuccheri viene deviata direttamente dallo stomodeo al proctodeo senza passare nel mesentero.
Il risultato di questo adattamento, unitamente alla suzione di grandi quantità di linfa, è che gli Aleirodidi producono un'elevata quantità escrementi liquidi ricchi di zuccheri (melata), causando uno degli elementi di danno derivati dalla loro attività.
Le endosimbiosi sono costituite da rapporti trofici intrapresi con microrganismi simbionti localizzati in due grosse formazioni all'interno dell'addome, dette micetomi. I micetomi sono di colore arancione e sono visibili in trasparenza. Le endosimbiosi sono trasmesse alla discendenza, attraverso le uova, con un meccanismo differente dalle altre forme di trasmissione ereditaria riscontrate nei Rincoti: in genere questa trasmissione avviene per penetrazione di cellule microbiche all'interno dell'uovo, mentre negli Aleirodidi la penetrazione avviene ad opera di cellule di origine materna, dette micetociti, che contengono al loro interno i simbiontiErmenegildo Tremblay. Entomologia applicata. Volume I. 3ª ed. Napoli, Liguori Editore, 1985. 36. ISBN 88-207-0681-4.. Il ruolo dei microrganismi simbionti è quello di sintetizzare determinati principi nutritivi essenziali assenti nella linfa.
Piante ospiti Gli Aleirodidi sono fondamentalmente oligofagi., ma risulta alquanto frequente anche la polifagia, in particolare per alcune specie di grande importanza agraria, come gli Aleurodidi delle serre sensu lato.
Sono attaccate piante sia erbacee sia legnose, ma sempre appartenenti alle Angiosperme. Non risultano infatti associazioni fra questi rincoti e le Gimnosperme.