Lesercito prussiano (in tedesco ufficialmente Königlich Preußische Armee) è stato l'esercito della Prussia dal 1701 al 1871, e si è rivelato uno strumento indispensabile per consentire l'ascesa del regno a potenza europea.

Ebbe le sue origini nelle milizie mercenarie del Brandeburgo durante la guerra dei trent'anni; l'elettore Federico Guglielmo nel 1644 le organizzò in un esercito permanente, che Federico Guglielmo I di Prussia ingrandì e migliorò. Federico il Grande condusse le truppe prussiane alla vittoria durante il XVIII secolo e grazie ad esse aumentò il prestigio del Regno di Prussia.

L'impronta dell'esercito era tuttavia ormai antiquata all'inizio delle guerre napoleoniche, e la Prussia uscì sconfitta dalla guerra della Quarta coalizione. Sotto la guida di Gerhard von Scharnhorst iniziò la modernizzazione dell'esercito prussiano, che ebbe parte alla sconfitta di Napoleone nella guerra della Sesta coalizione. I conservatori si opposero però ad alcune riforme, e fecero dell'esercito un baluardo del governo conservatore prussiano.

L'esercito prussiano uscì vincitore nel XIX secolo dalle guerre contro la Danimarca, l'Austria e la Francia, contribuendo all'unificazione della Germania che diede vita all'Impero tedesco nel 1871. Formò poi il nocciolo dell'esercito imperiale tedesco, che dopo la prima guerra mondiale lasciò il posto alla Reichswehr.

Storia La nascita dell'esercito L'esercito prussiano si sviluppò a partire dalle forze armate create durante il regno dell'Elettore Federico Guglielmo I di Brandeburgo (1640-1688). Durante la guerra dei trent'anni, in cui il Brandeburgo fu devastato, gli Hohenzollern si erano affidati soprattutto ad inefficienti mercenari lanzichenecchi: le forze svedesi ed imperiali poterono penetrare nel Paese ed occuparlo senza alcuna difficoltà.

Dopo essere asceso al trono di principe elettore, Federico Guglielmo diede inizio alla costituzione di un esercito permanente.

Nel 1643-44 l'esercito contava solo 5.500 uomini, compresi i 500 moschettieri della guardia personale di Federico Guglielmo.Citino, p. 6. Johann von Norprath, delegato dal principe, reclutò truppe nel Ducato di Kleve e nel 1646 organizzò in Renania un esercito di 3.000 olandesi e tedeschi. Lentamente vennero anche aumentate le truppe di guarnigione in Brandeburgo e nel Ducato di Prussia.Koch, p. 49. Federico Guglielmo, oltre a basare le proprie riforme su quelle del Louvois, ministro della Guerra di Luigi XIV di Francia,Koch, p. 59. cercò l'aiuto proprio della Francia tradizionalmente rivale della monarchia asburgica, e ne ottenne dei sussidi. La crescita dell'esercito gli consentì di ottenere importanti concessioni territoriali dalla Pace di Vestfalia del 1648, nonostante il contributo relativo portato dal Brandeburgo durante la guerra.

Federico Guglielmo tentò di creare un esercito di professionisti in un tempo in cui esistevano solo soldati di ventura: oltre a creare reggimenti autonomi e nominarne i colonnelli, impose un rigido regolamento disciplinare, che prevedeva ad esempio l'impiccagione come pena per il saccheggio, mentre gli atti di violenza sui civili da parte degli ufficiali costavano la sospensione dal servizio per un anno. Favorì l'ingresso nell'esercito dei cadetti della nobiltà, e ciò, nonostante le iniziali resistenze, costituì la base dell'alleanza con la monarchia degli Hohenzollern per un lunghissimo periodo.Koch, p. 60.

Le truppe dell'Elettore erano tradizionalmente organizzate in forze provinciali indipendenti fra loro; nel 1655 Federico Guglielmo ne iniziò l'unificazione ponendole sotto il comando supremo di Otto Christoph von Sparr, feldmaresciallo di Brandeburgo-Prussia e con la nomina del Generalkriegskommissar Claus Ernst von Platen a capo degli approvvigionamenti: tali misure ridussero l'autorità dei colonnelli mercenari, largamente prominente durante la guerra dei trent'anni.Craig, p. 6.

Le campagne del Grande Elettore

Il nuovo esercito ebbe un vittorioso battesimo del fuoco nella battaglia di Varsavia, durante la Seconda guerra del nord. Gli osservatori furono impressionati dalla disciplina delle truppe brandeburghesi, così come del loro comportamento con la popolazione civile, ritenuto più umano di quello tenuto dai loro alleati svedesi.Citino, p. 8. Il successo degli Hohenzollern mise in grado Federico Guglielmo di assumere la sovranità sul ducato di Prussia col Trattato di Wehlau del 1657, col quale il Brandeburgo-Prussia si alleò con la Confederazione polacco-lituana. Nonostante avesse cacciato le forze svedesi dal territorio, l'Elettore non riuscì tuttavia ad acquisire la Pomerania Occidentale col Trattato di Oliva, poiché si era nel frattempo ristabilita una politica dell'equilibrio.

Nei primi anni settanta Federico Guglielmo sostenne i tentativi imperiali di reclamare l'Alsazia e contrastare l'espansione di Luigi XIV. Le truppe svedesi invasero il Brandeburgo nel 1674 mentre il grosso delle truppe dell'Elettore erano nei loro quartieri invernali in Franconia. Nel 1675 Federico Guglielmo fece muovere le sue truppe verso nord e circondò le truppe di Wrangel. L'elettore conseguì la sua più grande vittoria nella battaglia di Fehrbellin: quantunque scontro di minore importanza, apportò fama all'esercito del Brandeburgo-Prussia e valse a Federico Guglielmo il soprannome di "Grande Elettore".Koch, p. 62. Dopo l'invasione svedese della Prussia nel tardo 1678, le forze di Federico Guglielmo cacciarono gli invasori con la cosiddetta "grande traversata in slitta" (Die große Schlittenfahrt); lo storico Thomas Carlyle ha paragonato la ritirata svedese, in pieno inverno, con quella di Napoleone da Mosca.Citino, p. 28.

Federico Guglielmo portò l'esercito degli Hohenzollern a 7.000 uomini in tempo di pace e a 15-30.000 in tempo di guerra. Il successo contro Svezia e Polonia accrebbe il prestigio del Brandeburgo-Prussia, e consentì al Grande Elettore di perseguire la propria politica assolutistica nei confronti della nobiltà terriera e delle città. Nel suo testamento politico del 1667 l'elettore scrisse:

Il crescente potere degli Hohenzollern a Berlino portarono il figlio e successore di Federico Guglielmo, l'elettore Federico III, a proclamare il Regno di Prussia, e ad assumere il nome di Federico I di Prussia, nel 1701. Il nuovo re, nonostante la passione per l'opulenza barocca nelle arti, ad imitazione del palazzo di Versailles, riconobbe l'importanza dell'esercito e ne continuò l'espansione, portandolo a 40.000 uomini.Craig, p. 7.

Il "re soldato"

A Federico I succedette il figlio Federico Guglielmo I (1713-1740). Il nuovo re favorì l'esercito, invece delle arti, e una generazione di giovani ambiziosi ed intelligenti entrò nelle file degli ufficiali.MacDonogh, p. 18. Anche a corte il sovrano indossava sempre la propria uniforme militare, uno stile ben presto imitato dai cortigiani e in seguito dai suoi successori.

Federico Guglielmo diede inizio al suo rinnovamento dell'esercito a partire dal suo reggimento Kronprinz durante la guerra di successione spagnola; il suo amico Leopoldo I di Anhalt-Dessau, servendo nell'esercito prussiano, introdusse un nuovo tipo di archibugio in ferro, aumentando la potenza di fuoco, e la particolare marcia chiamata "passo dell'oca".

Il nuovo re diede grande impulso all'addestramento, specialmente curando la velocità nel tiro e le manovre in formazione; i cambiamenti diedero all'esercito flessibilità, precisione ed una cadenza di tiro ineguagliata per quei tempi:Craig, p. 12. ogni soldato doveva essere in grado di sparare sei colpi al minuto, il triplo degli altri eserciti.Reiners, p. 17.

Le punizioni erano draconianeMacDonogh, p. 23.Reiners, p. 265. e nonostante la pena dell'impiccagione, molti soldati disertavano appena possibile. Le uniformi e gli armamenti furono standardizzati. Le acconciature a codino e, in alcuni reggimenti, barbe e baffi, dovevano essere di lunghezza uniforme per tutti, al punto che i soldati che non riuscivano a farsi crescere barba o mustacchi di lunghezza adeguata dovevano dipingerseli.

Federico Guglielmo ridimensionò la guardia reale ad un solo reggimento, formato da soldati di altezza superiore al normale e denominato "Potsdamer Riesengarde" ("Guardia di Giganti di Potsdam"), ma che la popolazione ribattezzò in fretta "Lange Kerlen" ("I ragazzi alti").Koch, p. 79. La cavalleria fu riorganizzata in 55 squadroni di 150 cavalli; la fanteria fu organizzata in 50 battaglioni (25 reggimenti); l'artiglieria consisteva di due battaglioni. L'esercito crebbe così da 39.000 a 45.000 uomini; e alla fine del regno di Federico Guglielmo l'esercito aveva raddoppiato le sue dimensioni.Koch, p. 86. Il commissariato generale alla guerra, responsabile dell'esercito e dei rifornimenti, fu sottratto all'interferenza della nobiltà terriera e posto sotto lo stretto controllo di ufficiali nominati direttamente dal re.Koch, p. 83.

Federico Guglielmo limitò l'arruolamento nel corpo degli ufficiali ai soli tedeschi e spinse gli Junker, l'aristocrazia prussiana, a servire nell'esercito: sebbene inizialmente recalcitranti, i nobili ben presto videro nella carriera militare la propria professione naturale.Craig, p. 11. Fino al 1730 i comuni soldati consistevano in maggioranza di braccianti reclutati o arruolati con la forza nel Brandeburgo-Prussia, il che portava molti uomini a rifugiarsi nei Paesi vicini.Clark, p. 97. Per invertire la tendenza Federico Guglielmo divise la Prussia in cantoni, ognuno chiamato a reclutare un reggimento; ogni giovane era tenuto a servire come soldato nel proprio distretto per tre mesi all'anno: ciò venne incontro alle esigenze agricole ed infoltì i ranghi delle truppe regolari.Koch, p. 88.

Continuò comunque nella politica assolutista di suo nonno, aumentando la pressione fiscale per mantenere le accresciute esigenze dell'esercito.Craig, pp. 14-15. La classe media cittadina era chiamata a fornire alloggio alle truppe e a far parte dell'apparato burocratico statale. Poiché il diritto di accisa era applicato solo alle città, il sovrano era riluttante ad intraprendere una guerra poiché lo spiegamento dell'esercito in territori stranieri avrebbe privato il fisco delle entrate derivanti dall'acquartieramento delle truppe.Koch, p. 89.

Alla fine del regno di Federico Guglielmo la Prussia schierava il quarto esercito più numeroso d'Europa (60.000 uomini), pur essendo dodicesima per popolazione (2,5 milioni), e il mantenimento dell'esercito costava cinque milioni di talleri su un bilancio statale di sette milioni.Koch, p. 100.

Federico il Grande La guerra di successione austriaca

A Federico Guglielmo I succedette il figlio, Federico II ("il Grande") (1740-1786), il quale sciolse immediatamente la Potsdamer Riesengarde, troppo dispendiosa, e coi fondi risparmiati creò sette nuovi reggimenti per un totale di 10.000 uomini. Il nuovo sovrano aggiunse anche sedici battaglioni, cinque squadroni di ussari ed uno squadrone destinato a sua guardia personale.MacDonogh, p. 141.